Dubbi sull’educazione dei propri figli

Una domanda che spesso molti genitori si pongono è “Perchè mai dovrei insegnare questo o quello al mio bambino?”

Noi, come per tante altre cose che hanno come risultato quello di essere guardati con stupore e/o sdegno da molti, siano esse i pannolini lavabili e l’EC, l’acquaticità neonatale, la lettura, il bilinguismo, il barefooting, la fascia porta bebè e il portarli a un museo, a teatro o a un concerto, non abbiamo alcuna ambizione di allevare dei piccoli  bimbi prodigio nè abbiamo voglia di vantarci con vicini ed amici su quanto Ale e Fede facciano questo o quello.

bambini in bibliotecaSemplicemente, crediamo in determinati valori, abbiamo diverse passioni e ci sembra totalmente naturale il trasmetterle e/o l’insegnarle loro. Quello che ci guida sempre nel nostro rapporto con i nostri figli è il rispetto delle LORO esigenze e l’approccio giocoso a qualunque aspetto della nostra relazione e dell’educazione che intendiamo dare loro. Leggi tutto “Dubbi sull’educazione dei propri figli”

L’acqua cheta rovina i ponti. e io sono uno tzunami

Odio gli indifferenti.  L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà (…) e la massa ignora, perché non se ne preoccupa (…) e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, (..) chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.


Odio gli indifferenti perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.  (Antonio Gramsci 11/02/1917)

Mi permetto di appropriarmi di queste parole di Gramsci, in un periodo in cui mi sento soccombere di fronte alle piccole cose della vita che io prendo troppo sul serio, che generalizzando rendo molto più grandi di quello che sono, che per quanto insignificanti mi sembrano l’origine o perlomeno il sintomo di mali ben più grandi. Leggi tutto “L’acqua cheta rovina i ponti. e io sono uno tzunami”

Bloggo ergo sum

 questa follia umana del “digito ergo sum”. La mia azione è reale solo nel momento in cui la comunico nel virtuale.   (diecimila.me)

un tempo erano la foto dei pescatori,  il “questa la devo proprio raccontare al bar“,  le diapositive delle vacanze….

Ora grazie al web – e sempre più spesso agli smartphone, che rendono il tutto ancora più real-time  –  qualunque gesto viene reso pubblico, postato in facebook, bloggato, instagrammato, twitterato..  la ristretta cerchia di amici a cui vantarsi  di qualcosa,   è diventata  un pubblico virtuale potenzialmente illimitato e se prima erano solo gesta più o meno epiche,  avvenimenti stra-ordinari reali o inventati  vissuti in prima persona  o a cui si era anche  solo assistito, ora non c’è praticamente azione quotidiana che non possa ( e non debba) essere “condivisa” nel mondo virtuale. Leggi tutto “Bloggo ergo sum”

Un’etica senza Dio

Mi piace un sacco quando in un libro trovo quello che ho in testa da anni.  Non che abbia bisogno di trovare conferme da parte di persone autorevoli per essere convinto delle mie idee, è che semplicemente sono formulate con parole che io probabilmente non troverei mai: più poetiche, più concise o con metafore affascinanti. E poi mi piace avere riferimenti e citazioni da usare nelle innumerevoli discussioni  – innaffiate di abbondante vino – che intraprendo abitualmente con gli amici.

Ma veniamo a questo libro. Il titolo parla chiaro,  intende fornire tutti gli spunti letterari e filosofici che il patrimonio culturale mondiale ha a disposizione per “dimostrare” che non solo è possibile avere una vita morale pur non credendo in Dio, ma anzi che spesso è la religione a costituire un ostacolo allo sviluppo di una vera etica.

Si perchè l’aderire passivamente ai comandamenti divini, non ci permette di farli davvero nostri, di arrivare a definire con la nostra ragione e con la nostra sensibilità quei valori universali che garantirebbero a livello mondiale pace, tolleranza e convivialità.  E in secondo luogo perchè “il comportarsi bene, l’amare il prossimo e il non peccare” solo perchè si teme il giudizio divino (in pratica un premio o un castigo nell’aldilà) non è propriamente (per quanto comunque positivo) un valido e rispettabile atteggiamento morale.

Certo, rimane la questione di come arrivare a sviluppare quella sensibilità che ci permetterebbe di maturare dentro di noi le virtù che consideriamo morali. Ma questo è in fondo lo stesso dilemma che ci riguarda nelle questioni educative di tutti i giorni, se impostate sul rispetto del bambino e su una pedagogia libertaria e antiautoritaria.

Io da mio figlio mi aspetto che non picchi i suoi amichetti non perchè se no lo sgrido, e che quando sarà grande non ruberà non per la paura di finire in prigione ma perchè avrà assimilato, dal nostro esempio, dai nostri insegnamenti, dalla sua esperienza e dalla sua sensibilità, che fare del male è sbagliato per moltissimi motivi ecc ecc.

Ecco, una morale che discende da Dio, e dipende esclusivamente da esso,  si discosterebbe poco da questo tipo di dinamica. (obbedienza acritica, adesione ad un modello imposto e paura della pena), quello che il libro si propone è sfatare il mito che “se Dio non esiste,  allora tutto è permesso” e fornire spunti di riflessione a partire dai grandi della letteratura e della filosofia.

[ad#banner_468x60_solotesto]

So che questo post urterà la sensibilità di molti, ma quello che mi piacerebbe è riuscire ad accendere una bella e pacata discussione, non tanto su cosa è giusto o sbagliato o sul fatto che Dio esista o meno, quanto sul perchè trovate giusto quello che ritenete giusto.

Povero Silvio…!

Sapete cos’è la cosa più triste di tutta la storia dei Bunga Bunga Party?  No, non è che il primo ministro di un paese, pure avanti con l’età, si intrattenga con ragazzine per serate di lussuria a pagamento,  e nemmeno l’ipocrisia della Chiesa che, sempre pronta a ingerenze di ogni tipo nelle questioni private dei cittadini (coppie di fatto, omosessualità e fecondazione assistita, per non parlare di eutanasia e aborto) pur di salvaguardare i suoi privilegi e gli equilibri di potere riesce sempre a passar sopra alle malefatte del partito al governo (o parafrasando monsignor Fisichella, le contestualizza…). E non c’entra nemmeno che in tutto il mondo ci ridono dietro.

E’ l’immagine di Silvio che mi rattrista.

Un uomo forte, che si è fatto da solo, ottimista e vincente, che ora viene dipinto da testimonianze ed intercettazioni come un vecchio rimba, pur virile, ma che se ne va fuori di testa per un paio di tette e per dei giochini con finte infermiere e poliziotte.  Che non si rende conto di quanta gente falsa e opportunista lo circondi e che lo asseconda pur di accaparrarsi soldi e potere. Leggi tutto “Povero Silvio…!”

La speranza è una trappola – Addio a Mario Monicelli

Ieri sera, come quasi sempre accade, poco prima di andarcene a nanna abbiam fatto un “check” a blog e facebook per vedere nuovi post o commenti.  E come spesso accade ci siamo fatti trascinare dai link,  un video di Elio e le Storie Tese a Parla con Me, Guzzanti a Vieni via con me e un paio di altri tratti da AnnoZero.  Il programma di Santoro ci ha ricordato della bellissima intervista di Monicelli a RaiPerUnaNotte.  L’abbiamo cercata e l’abbiamo postata su FB con solo la lapidaria frase “La speranza è una trappola”.

Pochi minuti dopo ci siamo accorti che il wall di Fb era tutto una esplosione di link da film e interviste di Monicelli.. Ci è sembrato strano aver scatenato una lotta alla citazione più bella di Monicelli semplicemente con il nostro link,  fino a quando abbiamo scoperto con enorme stupore – più per la coincidenza, che per la notizia, del suicidio, all’età di 95 anni di Mario Monicelli.

Leggi tutto “La speranza è una trappola – Addio a Mario Monicelli”