Spiegare la morte ai bambini

Ai funerali i bambini non si portano più. Perché – si dice – poi s’impressionano, non capiscono, hanno paura; meglio raccontare che il nonno è partito per un lungo viaggio, che la mamma è andata lontano lontano in un posto bellissimo dove c’è sempre il sole. Ma la verità,  è che siamo noi ad avere paura.**

Il post  riguardo all’educare i figli senza dio, ha generato una discussione decisamente accesa che ha superato i 250 commenti. Nelle fasi finali, quando ormai mi ero quasi stancato di ribadire i motivi della mia incapacità nell’accettare le risposte fornite dall’ipotesi Dio, è successa una cosa terribile.  Una banalissima febbre che ha colpito mio cognato ha portato alla devastante diagnosi di leucemia, neanche il tempo di due giorni per accusare il colpo e darsi forza nella speranza, che, in meno di 5 giorni dal primo sintomo, era già morto.  Lasciando la moglie vedova giovanissima con due figli dell’età circa di Fede e di Ale..

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Guest post: Giochi di movimento e processi evolutivi

Oggi vi proponiamo un interessante articolo di approfondimento sui giochi di movimento e sui processi evolutivi dei bambini, scritto dalla nostra amica psicologa Elena Sardo dello Studio Psicologia Torino

Buona lettura!

GIOCO, CORRO, SALTO, PENSO!

Come nasce la vita psichica del bambino?

Neuroscienze, teorie dello sviluppo e psicoanalisi sono concordi nel ritenere che il bambino sano nasca potenzialmente competente, dotato di tutto ciò che gli serve per crescere fisicamente, intellettualmente e psichicamente.

Il neonato è attivo nel suo sviluppo da subito e pieno di iniziative.

rotolare sul prato

Inizialmente il compito dell’adulto è “solo” quello di catalizzare queste competenze, permettendogli di esperienziare la realtà in modo corretto e sicuro e creando, quindi, le condizioni affinché lo sviluppo prenda avvio.

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Il piccolo principe in noi

piccoloprincipeinnoi_coverA distanza di 64 anni la “favola” del piccolo principe continua ancora a essere venduta e letta da milioni di persone in tutto il mondo. In questo libro il filosofo e teraupeuta tedesco Mathias Jung ripercorre tutte le tappe del viaggio del piccolo principe analizzando da un punto di vista filosofico e psicologico i personaggi che incontra durante il suo cammino.

Dopo il primo capitolo introduttivo in cui riprende la biografia del poeta aviatore, ufficiale dell’aviazione in riserva, esiliato in america e morto durante durante una ricognizione poco prima della fine della guerra, per coglierne gli aspetti che hanno influenzato e inspirato molti passi della favola, l’autore dedica ogni capitolo di questo libro ad ogni personaggio del “Piccolo Principe”.

Non si tratta di una sterile rilettura, in molti punti si avvale del testo originale ma solo per riprendere alcune frasi salienti del principino o del suo interlocutore a dimostrazione delle sue tesi.
Citando Nietzsche, Kant, Herman Hesse, Fromm e molti altri scrittori, filosofi, poeti e teologi capiamo quale sia il valore propulsivo della crisi interiore, quanto la nostra società, sia soggiogata dal consumismo, dall’ossessione del potere e dall’esigenza di apparire,  sia dominata dalle varie dipendenze (dal lavoro, dal gioco d’azzardo, dal cibo, dalla droga e dall’alcool) e dalle nostre ossessioni e paure, in primis quella della morte e quella di sprecare il nostro tempo. Capiamo quanto la amicizia sia un lento processo di costruzione della fiducia,(cio che nel Piccolo Principe viene chiamato Addomesticamento) e quanto l’amore costi fatica, sforzi e necessiti una costante “manutenzione”.

Il racconto del Piccolo Principe è insuperabile per semplicità di scrittura e allo stesso tempo per la complessità dei messaggi che ci trasmette. Leggi tutto “Il piccolo principe in noi”