Voglio andare a vivere in campagna: la mobilità NON sostenibile

Il sogno era quello di un qualsiasi cittadino.

vita di città contro vita di campagnaTrasferirsi fuori dalla metropoli lontano dal traffico, dall’inquinamento,  dalla frenesia quotidiana, dall’anonimato che accompagna fluidi di persone che percorrono insieme, ogni giorno, la stessa strada… Trasferirsi per non doversi chiudere in un anonimo centro commerciale per acquistare un prodotto qualsiasi, per scappare dalle strade affollate da auto, dai suoni dei clacson…

Trasferirsi in campagna per riuscire a vedere più di un misero quadratino di cielo, per respirare aria pulita, per riuscire a spingere lo sguardo lontano, magari su spazi ampi e verdi, per conoscere Persone, tessere relazioni e creare una comunità, per avere un contatto diretto con il proprio Comune e con chi lo amministra. Trasferirsi per poter acquistare prodotti sani e genuini direttamente dai produttori locali, per poter finalmente liberarsi dell’automobile per spostarsi in bicicletta o con i mezzi pubblici per gli spostamenti più lunghi.

Insomma, un sogno non poi così tanto originale, eh?!
Ma ci abbiamo provato e ci siamo trasferiti in campagna, come la definiscono molti tra i nostri amici e parenti,  ad una ventina di km da Milano.

Sugli scarsi, cari e sovraffollati mezzi pubblici che dobbiamo prendere per tornare in città abbiamo messo una pietra sopra da qualche anno e ci siamo concentrati sulle possibilità che offre la vita di provincia, sulla vita quotidiana della famiglia e in particolare dei nostri bambini.
In campagna la mobilità non può che essere più sostenibile che in città. E invece no…

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Cicicla contandina 2012 – domenica 17 giugno

Noi purtroppo non potremo partecipare alla critico-pedalata organizzata da Humus in Fabula che condurrà tra campi, cascine, aie e granai della nostra zona, ma speriamo di potervi segnalare questa splendida iniziativa in modo che, come è successo per l’Andersen Festival, possiate aderirvi in molti. E poi magari raccontarci com’è andata qui nei commenti…

criticopedalata ciclica contadina 2012

Di che si tratta esattamente?
‘Una pedalata per il territorio, i suoi campi, le sue cascine, le sue rogge, la sua terra, prima che i Maya ed Expo 2015 ce li portino via. Leggi tutto “Cicicla contandina 2012 – domenica 17 giugno”

Maternità: licenziarsi entro l’anno di vita del bambino

Dopo la nascita di un bambino non è sempre facile riuscire a gestire il nuovo nucleo familiare.

Se alla ricerca dei nuovi equilibri familiari aggiungiamo anche il rientro della neo-mamma al lavoro la faccenda si può fare davvero complicata. Tanto complicata che alle volte i genitori sono costretti (o scelgono felicemente – non sempre è una decisione sofferta!-) a giungere alla soluzione che la mamma resti a casa dal lavoro.

maternità - rientro della mamma al lavoro e licenziamentoLe leggi a tutela della maternità in Italia vietano ad aziende e datori di lavoro il licenziamento di una donna che abbia avuto un figlio da meno di un anno e allo stesso tempo garantiscono (lo so, potrebbe sembrare un controsenso ma di questo parleremo in un post specifico) alla neo-mamma che si licenzia volontariamente alcuni diritti.

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Maternità: divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro

Il bambino è nato, la maternità obbligatoria è finita, e magari anche quella facoltativa e la mamma deve ritornare al lavoro…..

ripresa del lavoro dopo la maternità: divieto di licenziamento

Già, perchè oltre a doverci ritornare, è un suo diritto poterlo fare!

A seguito riporto un estratto del Decreto Legislativo 26 Marzo 2001, n 151 ” Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita’ e della paternita’, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53″

Art. 54.
Divieto di licenziamento
(legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 2, commi 1, 2, 3, 5, e art. 31, comma 2;
legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 6-bis, comma 4;
decreto legislativo 9 settembre 1994, n. 566, art. 2, comma 2;
legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 18, comma 1)

1. Le lavoratrici non possono essere licenziate dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione dal lavoro previsti dal Capo III, nonche’ fino al compimento di un anno di eta’ del bambino.

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G8 Genova 2001: già 10 anni…

Mi ricordo benissimo cosa stavo facendo 10 anni fa quando al G8 di Genova durante gli scontri tra noglobal e forze dell'”ordine” è stato ammazzato Carlo Giuliani. Ero in auto, da solo, diretto in Val d’Aosta per un week end di snowboard estivo. Con una radiolina portatile tra le gambe perchè l’autoradio si era scassata, non potendo ascoltare le mie cassettine metal, facevo zapping tra le stazioni radio.

All’inizio ascoltavo le notizie con un pò di noia, perchè devo ammetterlo, 10 anni fa non ero poi cosi tanto interessato di politica, economia, ecologia ed equità. Si certo, avevo già iniziato a leggere qualcosa sulla globalizzazione e già bazzicavo nelle botteghe del commercio equo-solidale, ma tutto quel parlare dei nuovi “movimenti” non mi coinvolgeva affatto. Poi sentendo di tutto quel casino, ma non potendo vedere alcuna immagine, la mia curiosità è cresciuta a dismisura, e ho passato la notte in tenda, attaccato alla radiolina saltando di stazione in stazione cogliendone le diverse sfumature “politiche”. Chi minimizzava gli abusi della polizia, e chi minimizzava i danni e le provocazioni dei manifestanti. Chi incensava i grandi della terra impegnati a risolvere i problemi del mondo, e chi supportava coloro che criticavano la loro ipocrisia.
Proprio in quella circostanza, ho cominciato a dubitare dell’affermazione “la verità sta sempre nel mezzo”. Leggi tutto “G8 Genova 2001: già 10 anni…”