L’acqua cheta rovina i ponti. e io sono uno tzunami

Odio gli indifferenti.  L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà (…) e la massa ignora, perché non se ne preoccupa (…) e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, (..) chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.


Odio gli indifferenti perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.  (Antonio Gramsci 11/02/1917)

Mi permetto di appropriarmi di queste parole di Gramsci, in un periodo in cui mi sento soccombere di fronte alle piccole cose della vita che io prendo troppo sul serio, che generalizzando rendo molto più grandi di quello che sono, che per quanto insignificanti mi sembrano l’origine o perlomeno il sintomo di mali ben più grandi. Leggi tutto “L’acqua cheta rovina i ponti. e io sono uno tzunami”

Regali alle maestre? No, grazie!

Ci risiamo, come ogni anno a Natale e alla fine dell’anno scolastico i corridoi della scuola di Ale si riempiono di questuanti, mamme entusiaste e propositive che vogliono raccogliere soldi per fare un regalino, un pensierino alle maestre.

E ogni volta noi ci troviamo nell’imbarazzo e nell’indecisione sul da farsi.

Sganciare gli euro richiesti con un sorriso ipocrita e ingoiare la nostra insofferenza, fare gli gnorri, scusandosi della dimenticanza e posticipando l’esborso ogni volta finchè non avranno più voglia di chiedercelo, o rifiutare apertamente esponendo le nostre perplessità e le nostre obiezioni riguardo alla pratica di regalare qualcosa alle maestre di nostro figlio. E in entrambi i casi far la figura dei mortaccioni, dei rompiballe, dei bastiancontrari,  magari esponendo Ale a piccole discriminazioni da parte delle stesse maestre offese ( si spera che siano abbastanza intelligenti da non applicare ritorsioni ad un bambino che ha la sola colpa di avere genitori come noi, ma non si sa mai, e “le colpe dei padri ricadano sui figli” ).

Ma perchè siamo così contrari a fare un regalino alle maestre? Leggi tutto “Regali alle maestre? No, grazie!”

Siamo in guerra! ma no dai..

La guerra.: che brutta cosa parola…

** Arms are for hugging (spiegazione sotto)

E’ ufficiale.  L’Italia ha preso parte ai bombardamenti sulla Libia. Contro quel cattivone di Gheddafi, che chissamai cosa gli è preso…  noi che eravamo così amici e gli avevamo preparato pure un bel circo quando ci è venuto a trovare l’estate scorsa!

Però, no, dai, la guerra turba tanti animi sensibili – la parola ovviamente – e  come diceva Caparezza qualche anno fa ( nel brano Ti Giri tratto da Habemus Capa del 2006)  Parlare di guerra non mi piace, troppo audace, preferisco parlare di forze di pace che offrono focacce a famiglie afgane dai loro carri armati fatti di marzapane. Tutto buonismo che va a puttane se le telecamere spengono sulle condizioni disumane dei bimbi morsi dalla fame nei loro villaggi bombardati per settimane..

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Povero Silvio…!

Sapete cos’è la cosa più triste di tutta la storia dei Bunga Bunga Party?  No, non è che il primo ministro di un paese, pure avanti con l’età, si intrattenga con ragazzine per serate di lussuria a pagamento,  e nemmeno l’ipocrisia della Chiesa che, sempre pronta a ingerenze di ogni tipo nelle questioni private dei cittadini (coppie di fatto, omosessualità e fecondazione assistita, per non parlare di eutanasia e aborto) pur di salvaguardare i suoi privilegi e gli equilibri di potere riesce sempre a passar sopra alle malefatte del partito al governo (o parafrasando monsignor Fisichella, le contestualizza…). E non c’entra nemmeno che in tutto il mondo ci ridono dietro.

E’ l’immagine di Silvio che mi rattrista.

Un uomo forte, che si è fatto da solo, ottimista e vincente, che ora viene dipinto da testimonianze ed intercettazioni come un vecchio rimba, pur virile, ma che se ne va fuori di testa per un paio di tette e per dei giochini con finte infermiere e poliziotte.  Che non si rende conto di quanta gente falsa e opportunista lo circondi e che lo asseconda pur di accaparrarsi soldi e potere. Leggi tutto “Povero Silvio…!”

Dio, Patria e Famiglia! Si, ma quali?

La Rete per me, lettore compulsivo, può rivelarsi una trappola fatale, quindi per evitare notti insonni a saltare di link in link, raramente mi metto a seguire lunghe discussioni su forum o blog. A volte mi infervoro e lascio un paio di commenti, ma poi quando la cosa tende ad andare per le lunghe, l’abbandono. Già non riesco ad aggiornare il  mio quanto vorrei, figuriamoci se mi metto pure a scrivere su quello degli altri.

dio patria famiglia

Non so come però sono capitato su un blog che ha catalizzato la mia attenzione negli ultimi giorni. Il titolo del blog è Il Pensatore.

E’ il blog di un giovane studente di giurisprudenza, meridionale trasferito a Firenze, che si professa moderato ma è dichiaratamente schierato a Centro Destra e fedele ai valori di Dio, Patria e Famiglia…

Già dopo aver letto il profilo mi prudevano le mani (tanta era la voglia di battere le dita sulla tastiera del mio pc per chiedergli che senso abbia nel 2000 parlare ancora di questa famigerata triade in questi termini. Con questa cieca devozione e a iniziali rigorosamente maiuscole. I motti D’Annunziani e il Fascio sono ormai lontani e onestamente trovo il tutto un po infantile.

Quale Dio? Jahvè, Gesu Cristo, Allah, Buddah? La religione è un costrutto dell’uomo e il nostro attaccamento ad una religione piuttosto che ad un altra è fondamentalmente determinato dal luogo in cui siamo nati. Cosi come rivendichiamo le nostre radici cattoliche, se noi stessi fossimo nati in un paese arabo ci affideremmo ciecamente alle parole di Maometto.

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La matematica non è una opinione

Torno ancora sulla questione “Di precise parole si vive” anche se questa volta parlando di matematica. Se tutti siamo a conoscenza del fatto che le parole possono essere interpretate, vanno contestualizzate e per quanto siano precise possono per interlocutori diversi avere significati anche molto diversi,  la matematica e i numeri si direbbe rappresentino la  certezza e assolutezza.

Tant’è che si dice sempre la matematica non è un’opinione.

Però come viene detto in questo interessantisssimo articolo, sarà pur vero che la matematica non è una opinione ma molte valutazioni numeriche sono opinabili.  Ecco quindi che nemmeno i numeri e i dati sonoin grado di esprimere significati precisi di per sè.  Anche loro vanno interpretati e vanno contestualizzati.

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