Un tranquillo pomeriggio primaverile al parchetto

Basta un raggio di sole e i parchetti di Amburgo, pullulanti di bambini con qualsiasi condizione meteorologica, assumono sfumature da ‘in-riva-al-mare-a-luglio’.
E così al 25 di Aprile (data a cui risalgono queste foto) si possono trovare in questo come in moltissimi parchetti della città giochi d’acqua, sabbia, mini-mulini, dighe, piscinette

bambini tedeschi al parco giochi

E, ovviamente, bambini a torso nudo o in cannottiera e mutande! Leggi tutto “Un tranquillo pomeriggio primaverile al parchetto”

Feste di fine anno e remigini

Ale ha frequentato in Italia due anni di scuola materna in una classe mista, frequentata quindi da bimbi dai 3 ai 6 anni. Una parte della festa di fine anno, come in tutte le scuole materne, veniva riservata ai festeggiamenti dei compagni remigini, i bimbi più grandi che dopo le vacanze estive avrebbero iniziato la prima elementare.

Durante la cerimonia dei remigini in genere la maestra o il preside chiamano uno ad uno i bambini uscenti, spesso vestiti per l’occasione con toga e tocco (il tipico cappello da laureando americano), e consegnano loro un piccolo diploma, in ricordo dei 3 anni di scuola materna.

La festa dei remigini però, come dicevo, si svolge quasi sempre all’interno della festa di fine anno, durante la quale ogni classe presenta a genitori e famigliari i lavori svolti durante l’anno, cantano canzoni e recitano piccole poesie imparate a memoria.

festa della scuola materna

Il tutto si svolge un pò come a teatro: gli spettatori sono seduti su panche o sedie e i bambini si esibiscono su un vero e proprio palco oppure in uno spazio ben preciso, spesso delimitato da strisce e X di scotch colorato apposto sul pavimento.

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Il primo appuntamento dal dentista

Io ho paura del dentista. Una paura tanto grande quanto priva di fondamento, visto che non è mai successo che nessun dentista mi abbia fatto davvero male. Non importa che si tratti di una visita di controllo, una pulizia dei denti, un’estrazione o una carie da sistemare: è più forte di me, ogni volta che mi trovo in sala d’attesa le mani iniziano a sudare e il mio piede a muoversi come un metronomo.

dentista per i bambini

Ovviamente ho sempre cercato di non far trapelare questa mia paura davanti ai bambini e anzi, al mio ultimo appuntamento in Italia ho coraggiosissimante chiesto ad Ale se voleva accompagnarmi per vedere come si svolge una visita – in quel caso una pulizia dei denti. Ale, sempre curioso, ha accettato al volo e ha chiesto di poter stare accanto a me per tutta la durata della visita, divertito da tutti quegli strani strumenti e dalla poltrona che sale e scende come un ascensore. Quanto a me, ho retto alla grande!

Intorno ai 2 anni avevo chiesto al pediatra quale fosse l’età giusta per una prima visita e lui aveva risposto che potevo tranquillamente aspettare almeno i 6 anni. Questo consiglio è stato implicitamente riconfermato visto che al compimento dei 5 anni ancora di visite di controllo non se ne era parlato.

Qualche mese prima del compimento dei 3 anni di Federico la nostra assicurazione sanitaria tedesca ci ha invece inviato una lettera nella quale ci invitavano ad effettuare delle visite odontoiatriche periodiche di controllo, ma soprattutto di prevenzione. Leggi tutto “Il primo appuntamento dal dentista”

Rudi, la ‘mascotte’ dell’asilo, a casa nostra

A dicembre avevo letto con grande interesse del piccolo progetto attuato in un asilo in Svezia, raccontato da Genitoricrescono. Ogni settimana, a estrazione, un bimbo aveva la possibilità di portare a casa e di prendersi cura delle due giraffine dell’asilo.

rudi nel mei tai equazioni.org

Un progetto tanto semplice quanto importante per dei bimbi in età prescolare, come spiega Serena:
Lo scopo. Attraverso questa attività ci proponiamo di:
– creare un legame naturale tra i due mondi che vivono i bambini, quello di casa e quello della scuola.
– i bambini si sentono responsabili dovendosi prendere cura di Ralf e Rolf durante il weekend.

– i bambini vengono messi a turno al centro e si sentono speciali

– i bambini possono esercitarsi nel raccontare un avvenimento

– i bambini possono avere uno sguardo nella vita degli altri bambini

– i bambini si esercitano ad ascoltare i racconti degli altri

– si crea una aspettativi e i bambini si esercitano nell’attesa del loro turno

Ancora una volta ho riflettuto su quanto spesso il ”Mancano i soldi” e i ”Non abbiamo le risorse’‘ siano solo delle scuse, o meglio…. scuse no, visto che spesso ciò corrisponde purtroppo davvero alla realtà. Ma proprio la mancanza di risorse potrebbe spingere educatori, insegnanti e sistema scolastico in generale a guardare oltre e a puntare su progetti in cui di risorse ne servono ben poche, in cui le risorse principali sono i bambini stessi.

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Come la tecnologia facilita le relazioni a distanza

Ale e Fede sono davvero contenti di vivere qui ad Amburgo e credo riescano a percepire, se non a comprendere a fondo, quali e quante siano le differenze che incontrerebbero nel vivere la semplice quotidianità di un bambino in Italia, in provincia di Milano.

nonna e nipote

Alessandro per esempio continua a chiedermi come mai alla scuola materna italiana, pur avendo un bellissimo giardino recintato da cui potevano accedere dalla porta finestra della loro classe, c’era sempre un buon motivo per cui non era possibile uscire a giocare, mentre nel kita tedesco, nonostante il tempo non sia in genere dei più favorevoli, escono in media 3 giorni su 5.

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In gita con l’asilo: 3 giorni di avventura!

Il pigiama party organizzato dall’asilo è stato un successone!
Venerdì pomeriggio alle 18 abbiamo riportato i bimbi all’asilo: i bambini hanno preparato insieme agli educatori la pizza e mentre questa era in forno si sono divertiti a giocare ad una  super caccia al tesoro.
Finita la cena hanno guardato un film al calduccio dei loro sacchi a pelo, disposti uno accanto all’altro sui materassi sistemati sul pavimento, e poi hanno dormito (SI’, dormito dormito, come di solito NON fanno a casa…!!!).

come prepararsi alla prima gita

Io e Davide abbiamo subito approfittato per goderci una lunga passeggiata mano nella mano per le vie di Amburgo, chiacchierando come non facevamo da moltissimo tempo, e per gustarci una cena in tranquillità in un ottimo ristorante tibetano.
La notte è filata liscia, senza nessuna telefonata e al mattino siamo andati a riprendere Ale e Fede che erano entusiasti della loro avventura!

Come vi avevo raccontato il pigiama party non era però solo un’esperienza a sè, ma era anche una sorta di preparazione per la gita di 3 giorni del mese seguente: essendo i bimbi molto piccoli (dai 2 ai 5 anni e mezzo) gli educatori avevano bisogno di capire, insieme alle famiglie, se i bambini fossero davvero pronti a separarsi da mamma e papà per due notti.
Questo anche perchè, mentre il pigiama party si è svolto all’asilo e quindi vicino alle abitazioni delle famiglie, durante la gita i bambini hanno soggiornato in una struttura dell’asilo situata a 170 km a nord di Amburgo, praticamente in Danimarca, e quindi non propriamente comoda da raggiungere in caso di un attacco acuto di nostalgia.

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