Contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia

Quando si sta per diventare genitori bisogna iniziare a fare qualche conto perchè alcune spese, più o meno alte a seconda dei casi, saranno effettiamente inevitabili: pannolini, vestiti, arredamento base per la sua camera, passeggino o fascia portabebè,….

Alla madre lavoratrice spetta un periodo di congedo obbligatorio di 5 mesi che copre, di norma, i 2 prima del parto e i 3 successivi. E poi può scegliere di prendere altri mesi di congedo facoltativo o di rientrare al lavoro. In quest’ultimo caso se non ci sono nonni a disposizione si dovrà scegliere un asilo nido o una tata. E non sempre le soluzioni sono proprio economiche.

asilo

Ecco allora che l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale ha pubblicato un bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia.

In particolare , al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio e negli undici mesi successivi,  le mamme lavoratrici possono richiedere, rinunciando ai congedi parentali, un contributo massimo di 300 euro mensili per un massimo di 6 mesi, per il servizio di baby-sitting  o  per i servizi per  l’infanzia, pubblici o privati accreditati. Leggi tutto “Contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia”

Oggi, due anni fa

Oggi, due anni fa, ero ancora in attesa. Anche se nelle ultime ore non era stata propriamente ‘dolce’ come attesa. gravidanza a termine

Non lo avevo ancora mai visto, ma in fondo già lo conoscevo già bene: Federico!

Ricordo quella giornata come fosse ieri…. la rottura delle acque durante la notte, gli sms alla mia amica ostetrica Martina, l’eccitazione che non mi ha permesso quasi di chiudere occhio tanto era la voglia di conoscerlo, il viaggio in ospedale  insieme a Davide e ad Ale. Non so chi fosse più eletrizzato dei tre.

papà e mamma bis in ospedale

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E’ arrivato un fratellino: come evitare le gelosie

Quando arriva un fratellino gli equilibri della famiglia spesso, com’è giusto e normale che sia, oscillano un pò per poi trovare nuove armonie.

Ma se gli adulti riescono a gestire meglio i sentimenti da cui vengono talvolta investiti per i bambini può risultare più complicato.
E oltre a dover accettare il nuovo arrivato alle volte essi si vedono anche messi da parte o sminuiti o si sentono chiedere, all’improvviso, di comportarsi ‘da grandi’.

come evitare la gelosia tra fratelli

E se nei primi mesi non si manifesta nessuna forma di gelosia non è detto che si possa cantare vittoria. Questo nuovo sentimento può coinvolgere il bambino qualche tempo più tardi, quando il piccolo fratellino inizia a muoversi di più, ad interagire, ad occupare spazi sempre meno definiti,….

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Mamme e lavoro: il centro per l’impiego (ex ufficio di collocamento)

Ecco qualche informazione utile alle mamme (e non) che hanno perso il lavoro o che devono cercarne uno.

mamme e ripresa del lavoro dopo la maternità

Una via per far sapere al mondo del lavoro che siete disponibili sul mercato è quello di iscriversi in un centro per l’impiego, ovvero gli ex uffici di collocamento (l’iscrizione è obbligatoria nel caso in cui si debba fare richiesta all’INPS per il sussidio di disoccupazione) dove, con servizi mirati vi aiuteranno a inserirvi nel mondo lavorativo.

Ma dove sono questi uffici? Potete trovare l’elenco di quelli a Milano e provincia qui oppure fare la ricerca per trovare quello di vostra competenza.

Quali servizi offrono, nella pratica, i centri per l’impiego? Leggi tutto “Mamme e lavoro: il centro per l’impiego (ex ufficio di collocamento)”

Mamme e (non) lavoro: come richiedere il sussidio di disoccupazione

Siete state licenziate dopo la maternità? Vi siete dimesse entro l’anno di vita del vostro bambino?

donne e madri nel mondo del lavoro

Mentre vi occupate di fare le mamme a tempo pieno in attesa di rientrare nel mondo del lavoro potete fare domanda per ricevere il sussidio di disoccupazione (la procedura è la stessa per mamme e non!)

Per prima cosa dovrete – entro 60 giorni dalla data del licenziamento – iscrivervi presso un centro per l’impiego (ex ufficio di collocamento) dove vi verrà chiesto di autocertificare di essere disoccupato o inoccupato e quindi di dichiarare la disponibilità immediata all’inserimento lavorativo con i seguenti documenti:
– fotocopia della comunicazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro
– fotocopia scheda azienda compilata e firmata a cura del datore di lavoro
– fotocopia della scheda del lavoratore compilata e firmata a cura dell’azienda
– documento di riconoscimento in corso di validità

Dopo essersi iscritti alle liste di mobilità ci si deve rivolgere all’INPS (dal 1 gennaio 2011 la richiesta dovrà essere trasmessa all’INPS esclusivamente in canale telematico ) Leggi tutto “Mamme e (non) lavoro: come richiedere il sussidio di disoccupazione”

Maternità: licenziarsi entro l’anno di vita del bambino

Dopo la nascita di un bambino non è sempre facile riuscire a gestire il nuovo nucleo familiare.

Se alla ricerca dei nuovi equilibri familiari aggiungiamo anche il rientro della neo-mamma al lavoro la faccenda si può fare davvero complicata. Tanto complicata che alle volte i genitori sono costretti (o scelgono felicemente – non sempre è una decisione sofferta!-) a giungere alla soluzione che la mamma resti a casa dal lavoro.

maternità - rientro della mamma al lavoro e licenziamentoLe leggi a tutela della maternità in Italia vietano ad aziende e datori di lavoro il licenziamento di una donna che abbia avuto un figlio da meno di un anno e allo stesso tempo garantiscono (lo so, potrebbe sembrare un controsenso ma di questo parleremo in un post specifico) alla neo-mamma che si licenzia volontariamente alcuni diritti.

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