La scuola perfetta

Ogni genitore vorrebbe per suo figlio La Scuola Migliore, indipendentemente che essa possa corrispondere alla scuola statale dietro l’angolo, ad un istituto privato onnicomprensivo o a una realtà di homeschooling.

scelta della scuola

Mio figlio Alessandro ha compiuto 6 anni a giugno di quest’anno, ma il pensiero della ‘migliore scuola’ mi assillava già da parecchio, soprattutto a causa delle esperienze negative presso asilo nido e scuola materna, dai racconti di amiche con bambini alle elementari, nonchè dalla mia personale esperienza lavorativa.

Ammetto che io e Davide siamo particolarmente pignoli ed esigenti – almeno in fatto di educazione e didattica posso dare la colpa alla mia deformazione professionale! – ma il pensiero di doverlo mandare alla scuola statale del nostro paese non mi piaceva affatto.Dopo qualche ricerca abbiamo perso ogni speranza di poterlo mandare in altre scuole nella zona, sempre che potessero effettivamente offrire qualcosa di diverso.
Abbiamo anche pensato all’ipotesi di investire nel suo futuro mandandolo in una scuola privata, idea però presto scartata: meglio che disimparasse ad usare i congiuntivi, piuttosto che trasformarlo in un pendolare a 6 anni!

a scuola in biciletta

Alla fine il sesto compleanno è arrivato e due mesi e mezzo dopo aver spento le candeline nostro figlio ha iniziato la scuola.
Ale non frequenta una scuola steineriana, ne’ una scuola montessoriana. Non fa homeschooling ne’ va in una scuola privata.
Frequenta la scuola pubblica vicino a casa nostra – non più in Italia, ma ad Amburgo, in Germania. Il quartiere dove abitiamo non è in centro città e la sua scuola elementare è frequentata da un alto numero di bambini – sebbene di seconda o terza generazione – stranieri. Come lui d’altronde. E’ una scuola ‘normale’ insomma.

Eppure, sebbene temevo non sarei mai riuscita a dirlo, sono davvero contenta.
La sua non sarà la scuola più rinomata della città, non seguirà i metodi pedagogici ai quali spesso mi rifaccio nel mio lavoro o in qualità di mamma, ma a lui piace e a me anche.
Non è la scuola perfetta (che probabilmente esiste solo nei miei progetti per ora puramente teorici), ma se lo fosse sono certa che sarei qui a lamentarmi.
Innanzitutto in una scuola perfetta non mi avrebbero certamente eletto come una delle quattro rappresentanti della classe di Ale! Ma soprattutto non ci sarebbe nemmeno l’impegno a migliorare e a mantenere una visione aperta e globale.

La scuola è iniziata da sole due settimane e non posso certo sapere se la sua naturale curiosità verrà assecondata o se al contrario la novità si trasformerà in abitudine e noia.

la luce negli occhi dei bambini

Per ora riesco solo a vedere insegnanti attente e disponibili, classi grandi che accolgono i bambini su un grosso tappeto circolare al centro della stanza, prima che sui banchi e bambini che escono ad ogni pausa in cortile o in giardino, indipendentemente che splenda il sole o piova a dirotto. Per ora mi piace ascoltare mio figlio che mi racconta che quel giorno a scuola non ha scritto numeri ne lettere, ma che la maestra ha insegnato loro a schioccare le dita e che dovrà esercitarsi. Per ora quando guardo mio figlio, riesco a vedere la luce nei suoi occhi e questo per me conta più di ogni altra cosa.

Anche voi vi siete crucciati sulla scelta della scuola dei vostri figli? Che tipo di scuola avete scelto per loro? Avendone la possibilità avreste scelto una scuola che segue un metodo particolare? Trovate che ci siano differenze tra scuole private e pubbliche? Può una scuola pubblica essere ‘la scelta migliore’?

11 pensieri riguardo “La scuola perfetta”

  1. Vabbè ……. mi è scesa la lacrima.
    Noi stiamo all’ennesimo cambio ma pensi che sarò contenta?? Lei va sempre allegra a scuola devo dire, ma siccome non riesco a trovare neanche UNO di fattore positivo, saperla contenta per me non è sufficiente :-(
    Guarda te che sto trasferimento tocca farlo per davvero!!!!!!!!!!
    :-) :-) :-)

    1. francesca, credo di capirti bene! sebbene quando ale frequentava la scuola materna fossi riuscita a farmi bastare il suo sorriso, so di per certo che lo stesso non sarebbe successo per la scuola elementare che avrebbe dovuto frequentare in italia. nè so dirti se sarei riuscita a farmene una ragione, visto che di alternative, pendolarismo a parte, non ne esistevano! ma non mollare perchè la mia è la dimostrazione che la ‘perfezione’ si può trovare anche dove dall’esterno, t’assicuro, non si direbbe! ;D

  2. Vi auguro di rimanere così positivi ed entusiasti e soprattutto di aver trovato una buona maestra, perché è quella la cosa fondamentale. Il calore e l’affetto di una brava maestra, la sua capacità di far sentire i bambini ben voluti, il dono di saperli incoraggiare e di ascoltarli possono illuminare aule buie e riscaldare stanze fredde, sopperire alla mancanza di materiali e far dimenticare i programmi inadeguati. Una scuola perfetta, secondo me, dipende all’80% dalla maestra. Buona scuola!

    1. francesca hai proprio ragione. il grosso della differenza lo fa proprio la maestra! certo materiali, progetti, programmi, attività sono un contorno fondamentale ma è che accompagna i bambini che ha il potere di rendere tutto magico oppure semplicemente un ‘dovere’ da compiere.
      Però ricordati sempre che ci sono bambini che sanno trovare il meglio anche nelle peggiori insegnanti! Bambini che sono cresciuti in un ambiente ricco e curioso difficilmente riescono a farsi scoraggiare da una singola maestra, specialmente se non si parla dei primissimi tempi! 😀
      Ale al momento ha due maestre, molto diverse tra loro, ma entrambe hanno un qualcosa che mi piace. Per ora è solo un’impressione che spero verrà confermata dai fatti.

  3. Mi sono commossa nel leggere questo post.
    Attilio lunedì comincerà il secondo anno di scuola materna. Non è la scuola perfetta. Non lo è affatto. Ma è pubblica, conta solo 60 bambini in tutto, ha la cucina interna (rarità dalle nostre parti, in cui quasi tutte le mense scolastiche ricevono cibi già cotti provenienti anche da 30 km di distanza), ha aule enormi, un cortile esterno all’ombra di grossi pini, mobili in legno e ampie vetrate. Tutte caratteristiche che a me e al mio compagno sono sembrate di buon auspicio per un triennio di scuola dell’infanzia sereno.
    Il primo anno, al momento dell’iscrizione, ho quasi pianto. Ho passato notti insonni a crogiolarmi nei sensi di colpa per non aver fatto abbastanza per garantire allo gnomo la scuola perfetta, la scuola dei miei sogni. A 20 Km da casa nostra c’è una scuola libertaria appena nata, ovviamente privata, e l’avremmo anche presa in considerazione nonostante la distanza…ma la retta è davvero proibitiva. Inoltre la scuola privata non risponde al nostro ideale di un cambiamento di rotta che abbracci tutti. Ossia: la suddetta scuola libertaria, con un massimo di 15 bambini iscritti, ci è sembrata una realtà di nicchia, un luogo elittario in cui il mondo reale non è assolutamente rappresentato (ad esempio, non c’è nessun bambino straniero). Oltre al fatto che, come dici anche tu, non ci sembrava giusto trasformare Attilio in un pendolare a 3 anni.
    Ci sono tante cose che non digerisco della scuola che frequenta… Le maestre sessantenni che sono lì da 35 anni e che hanno un approccio obsoleto all’educazione infantile, le attivtà spesso povere in termini di stimoli multisensoriali e creativi, il poco tempo trascorso all’aria aperta, il menù pessimo (ma, per fortuna, noi abbiamo ottenuto un menu vegano). E nemmeno le modalità di inserimento per i bambini del primo anno.
    Non posso dire che la serenità di Attilio mi sia di consolazione…lui non ci va affatto volentieri. A volte esprime un vero e proprio rifiuto e allora, visto che tanto io sono a casa con la sorellina, non lo faccio andare e lo tengo con me. Spero che questo nuovo anno scolastico porti con sé buone cose e qualche vento di cambiamento. Ma soprattutto spero che, per quando sarà il momento di frequentare le elementari, avremo trovato una migliore soluzione per i nostri bambini.
    Io sono da sempre interessata alla homeschooling, nello specifico all’ unschooling…ma ho anche molte perplessità a riguardo.
    Per il momento cerco di focalizzare i miei pensieri sugli aspetti positivi di questa scuola come i progetti di musica, teatro e psicomotricità e lo scambio librario.
    Scusa per il papiro… :)
    Ciao!
    Valentina

    1. anche noi alla fine abbiamo abbandonato la scelta dell’homescholing, che secondo me deve essere fatta da tante persone, adulti e bambini, per poter essere un’esperienza davvero arricchente. deve esserci un progetto di base molto sentito da tutti e, insomma… non è facile!
      bè, a quanto dici però di lati positivi ce ne sono!! anche le maestre di ale non erano giovanissime, specialmente una e l’approccio… già, meglio lasciarlo stare! :(
      il fatto che attilio non vada volentieri a scuola non dipende invece dal fatto che sa che tu sei a casa con la sua sorellina?
      in bocca al lupo allora! 😀

  4. ok, beccata, proprio al quarto giorno di scuola elementare!
    io non volevo proprio iscriverlo alla scuola elementare del ns piccolo paese; non perchè è la scuola statale, non perché è di un piccolo paese, ma perché, a mio modo di vedere, non offre nulla, anzi, è proprio un po agli sgoccioli secondo me. non c’è mensa e i bambini devono andare a piedi al vicino oratorio, con stanze piccole e non a norma per 200 bambini, non c’è palestra quindi i bambini devono andare col pulmino nella frazione, sempre pochissimo distante, a turni mezza scuola a settimana, questo vuol quindi dire che fanno ginnastica solo due ore scarse (due ore totali meno il tempo di caricare i bambini sul pulmino arrivare in palestra e cambiarsi, ricambiarsi alla fine dell’ora, caricarli e tornare in classe) ogni 15 gg, prospettiva non molto allegra per bambini che arrivano dall’asilo abituati a spazi grandi e a movimento libero durante tutto il giorno. :(
    volevo iscriverlo nel paese vicino, dove fanno musica, teatro, hanno la mensa e la biblioteca usufruibile anche in orari non scolastici…
    ma il destino… o forse solo un banale sbaglio nel pensare di poter iscrivere il ns bambino in due scuole dello stesso plesso al momento dell’iscrizione online…sta di fatto che lorenzo ha iniziato giovedì la scuola pubblica del ns piccolo paese…
    mio marito, contrariamente a me, è più razionale anche se entrambi siamo molto attenti alla scelta della scuola (della materna, del nido…) e con lui mi sono convinta che dovunque vada, lorenzo è e resta un bambino curioso e noi genitori dobbiamo credere in questo, in lui e nelle sue capacità, e aiutarlo dove non arriveranno gli insegnanti o dove avrà bisogno di aiuto.
    non so ancora come è la scuola, ho visto le insegnanti solo 1 ora 2 gg prima dell’inizio della scuola durante una riunione, non posso ancora dire come la sta prendendo lorenzo perché lui ha bisogno dei suoi tempi, ma tant’è, e noi genitori impareremo insieme a lui mano a mano che andremo avanti.

  5. alice ha iniziato la prima elementare l’anno scorso, nel primo anno in cui nel mio comune è partito il tempo pieno alla scuola statale. bè, poichè anch’io per formazione e professione sono affetta da una certa deformazione, certo non è la scuola Perfetta (ma esiste? intendo:pedagogicamente valida ma democratica-quindi pubblica- e vicino a casa per la qualità della vita, la mobilità sostenibile e la territorialità?) ma noi siamo contentissimi, meglio di come ci aspettavamo, forse per le storie di malascuola che tutti sentono. le maestre non sono particolarmente giovani, ma attente ai bisogni dei bambini e molto motivate. si sono inventate con l’aiuto dei genitori un piccolo orto su un lato incolto del giardino, fanno un sacco di pause per non far stancare i bambini che non riescono a star seduti molte ore, cercano di motivare tutti e di usare quanto più possibile il lavoro cooperativo. una delle due alla riunione in cui si è presentata ha detto che ormai nella sua carriera aveva provato tutto:la maestra unica, poi il modulo, poi la maestra prevalente;le mancava il tempo pieno così ha pensato di provare a mettersi in gioco di nuovo. forse è raro trovare delle persone contente della nostra scuola pubblica, ma credo che ci siano anche delle persone positive che credono nel loro lavoro e nel loro ruolo, così ho scritto questo post per dare un po’ di speranza.

  6. nostra figlia Nora ha solo sei mesi e già sono iniziate le discussioni sul suo futuro…
    Noi viviamo in Svizzera e qui il sistema scolastico ha due cose che non mi piacciono: la prima é che non é possibile scegliere la scuola dei propri figli. Ciò significa che la scuola sarà quella di quartiere. Ne consegue una ghettizzazione non da poco in quanto chi non può permettersi certi affitti finirà per vivere in certi quartieri e di conseguenza in certe scuole. La seconda é che già tra i 10-13 anni i bambini vengono suddivisi secondo il loro rendimento scolastico, scelta che poi precluderà inevitabilmente alcuni di loro la scelta di proseguire gli studi dopo i 15-16 anni e li indirizzerà verso l’apprendistato di mestieri pratici. So che quest’ultima caratteristica é ancora più marcata in Germania. Voi cosa sapete a proposito? come pensate di porvi rispetto a questa rigidità?

    1. si marta. qui la ‘grande scelta’ si fa in 4° elementare (mentre in italia in terza media, 4 anni dopo!!), anche se in realtà non è per forza di cose unica e definitiva. quanto alla pressione delle istituzioni rispetto a questa scelta ovviamente non ti so ancora dire. l’unica cosa che so è che la decisione spetta sempre alle famiglie, come per esempio sull’ingresso del bambino alla scuola elementare (che qui è ritardato rispetto all’italia)
      insomma, per ora non ci facciamo spaventare dalla cosa. e al momento opportuno valuteremo il da farsi 😀

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