Bambini italiani versus bambini tedeschi

Gli italiani sanno farsi riconoscere ovunque: siamo famosi in tutto il mondo per la nostra destrezza nello scavallare la fila, per la nostra abilità nell’aggirare le regole, per il nostro vistoso gesticolare, per il nostro modo di comunicare vivace e rumoroso.

vocabolario gesti italianiVia Designyoutrust

Questo aspetto del nostro essere italiani, che per fortuna non appartiene a tutti, non mi è mai piaciuto e ho sempre cercato di distaccarmene e di educare i miei figli in stile, diciamo così, più nord-europeo.

I bambini italiani infatti a quanto pare mantengono vive le dicerie sul nostro popolo: nel 2011 uno studio dell’associazione Donne e qualità della vita, condotto su un campione di 500 albergatori europei ha evidenziato i bambini italiani come i più maleducati.

Se il complimento più bello che abbiano mai fatto ai miei figli è stato, all’incirca un anno fa ‘Alessandro e Federico non sembrano bambini italiani’, qui ad Amburgo sento invece il peso dei nostri geni italiani addosso….

educazione bambini tedeschi

I bambini tedeschi sono silenziosi, mangiano tutto (o meglio mangiano cetrioli e wurstel a colazione e da qui deduco io che potrebbero mangiare di TUTTO), sanno piangere e protestare in modo discreto, aspettano pazientemente – in genere negli spazi gioco previsti in moltissimi negozi ed uffici – che mamma e papà abbiano sbrigato le loro commissioni, sfrecciano sulle loro bici senza pedali e camminano lunghe distanze fin da piccoli…

Qualcuno potrebbe pensare che questo è il risultato di un’educazione severa e autoritaria fatta di sberle e sculacciate: dal 2000 una legge vieta in Germania (come in altri 22 Paesi in Europa, Italia esclusa) ai genitori di infliggere punizioni corporali ai propri figli e ai bambini in generale.

Qualcun altro potrebbe invece pensare che ad un comportamento educato e pacato dei bambini tedeschi corrisponda un carattere passivo e ‘spento‘ : i piccoli tedeschi sono invece estremamente agili, vivaci e a dir poco intrepidi solo che sanno quando e dove possono dar sfogo alle proprie energie!

bambini al parchetto

Alessandro (5 1/2) e Federico (2,8) invece sono italiani. Non ce n’è. Con tutto quello che abbiamo cercato di insegnargli in 5 anni e mezzo restano comunque indistintamente e indiscutibilmente italiani: al kita snobbano quasi sempre la zuppa del venerdì mangiando solo il pane, si rincorrono rumorosamente tra le corsie del supermercato, chiedono le cose con tono lagnoso, piangono quando gli viene negato qualcosa, parlano con un tono di voce troppo alto, devono troppo spesso farsi ripetere le cose almeno 2 o 3 volte, Federico si butta in terra piangendo quando non ottiene ciò che vuole e si impianta nel bel mezzo dell’ovunque – un incrocio nell’ora di punta piuttosto che in fila alla cassa di un negozio….

Se in Italia i miei figli non venivano considerati come i classici bambini viziati e maleducati anche se vivaci, qui in Germania si fanno sicuramente notare in ogni dove e alle volte io mi trovo in grande difficoltà a doverli gestire dato l’alto standard di riferimento…

mutande in testa

Qualche settimana fa una vicina incontrata davanti al portone di casa, dopo avermi cordialmente salutata, mi ha fatto presente che ‘Ihre kinder sind sehr laut!’ (“I suoi bambini sono molto rumorosi”) e io non ho potuto che incassare e scusarmi.

Cerco sempre di tenere a mente che i miei figli non sono due piccoli adulti bensì due bambini di 2 e 5 anni e non pretendo assolutamente di avere accanto due piccoli gentleman: ma in confronto ai piccoli tedeschi Ale e Fede assomigliano più a due diavoli della Tasmania…

Ecco allora che dopo 5 anni di educazione libertaria, di metodo Gordon, di dialogo con i miei figli mi chiedo: cosa abbiamo sbagliato dunque? E cosa possiamo fare?
Ma soprattutto quale segreto nascondono i genitori tedeschi? Come fanno a crescere figli attivi e svegli ma anche educati?
Ogni vostro consiglio o parere è ben accetto!

 

64 pensieri riguardo “Bambini italiani versus bambini tedeschi”

  1. ciao ragazzi,
    io credo che sia proprio un fattore “culturale”, ovvero dettato dal modo di fare dell’intera popolazione.
    se in casa hai un certo stile, non è detto che tutti in paese o in città abbiano le stesse abitudini, e pian pianino si instaurano certi meccanismi, che non notiamo perché “lo fanno tutti”.
    buona giornata!

    1. phoebe lo penso anche io. i nostri figli vivono a casa nostra ma vivono anche ‘la società’ che li circonda, e vengono educati, insieme a noi, da moltissime altre persone: nonni, parenti, insegnanti, amici,…
      ma si può in qualche modo uscire da questi meccanismi (sia vivendo in italia che all’estero)?

  2. Pero’ quali aono gli adolescenti peggiori d’Europa quando si trovano all’ estero? I piu` rumorosi, maleducati, che bevono e fanno piu` cadino? Sorpresa: i tedeschi. Un motivo ci sara`. In ogni caso consolatevi: al mare ho visto bambini tedeschi sopravvivere a patatine fritte e spaghetti al pomodoro due settimane, ed erano tutti bambini di famiglie diverse, e fare scenate degne di un film!

  3. Sono d’accordo sulla tua descrizione dei bimbi tedeschi, fino ad un certo punto:
    – I bimbi tedeschi mangiano tutto: non è per nulla vero. Mangiano solo cose diverse dai nostri e sopratutto NON mangiano quasi mai assieme ai loro genitori! Il bimbo tedesco medio viene svezzato a suon di pappe ed omogeneizzati (bio finché vuoi) industriali, comprati a man bassa nei vari Rossmann e Budni che tappezzano tutte le città tedesche e le mamme tedesche non si sognerebbero mai di cucinare piatti adatti a tutta la famiglia, nè di preparare pappe,brodi e congelarli. Al ristorante c’è sempre un Kindermenu fatto di pasta alla bolognese, patatine fritte, würstel, ali di pollo fritte ed hamburger e tutte le volte vengo vista come una marziana qui in Germania, quando per il Tato ordino “cibi da adulti” con verdure cotte e/o insalate.
    Soprattutto i bimbi Vengono fatti CENARE DA SOLI alle 18/18.30 per andare a letto alle 19.30 massimo e lasciare così serata e cena libera ai genitori.
    – Capricci per strada di due/cinquenni: ne ho visti a fiumi anche di bimbi tedeschi, sul bus, per strada, in qualche negozio. Vengono però secondo me risolti con il fatto che la madre si “sacrifica” e si confina in casa o al parco giochi, limitando al massimo le uscite con bimbi per incombenze. Poi qui la media per ogni famiglia con figli è di almeno due con età vicine e sono abituati a giocare tra loro senza troppe interferenze di adulti e quindi sanno “regolarsi” in pubblico perché hanno già “litigato” in privato.
    Inoltre, hai ragione, qui i bimbi sanno che ci sono spazi dove possono sfogarsi (parco giochi) ed altri dove ci si deve contenere ….. e questo comporta maggior sacrificio da parte degli adulti che frequentano in loro compagnia i primi e nn i secondi ( quanti bimbi tedeschi vedi in Ristoranti, musei, negozi al di fuori degli orari e spazi dedicati alle famiglie?)
    – Vicina: sicuramente “sincera” ma non tutte sono così. E stai tranquilla che lo avrebbe detto anche nel caso di bimbi tedeschi. Nella nostra casa abita un altro bimbo tedesco di un anno più grande del Tato e succede che si sentano anche le sue di urla, strepiti e capricci.. Nessuno si è mai permesso di far notare nè ai suoi genitori, ne a noi per quanto riguarda il Tato, il rumore fatto.
    Io a volte precedo i vicini e chiedo se sentono rumore nelle giornate peggiori e mi scuso in anticipo: loro hanno sempre risposto che sono bambini, è un rumore sopportabile e danno vita a questo condominio .
    Per cui, su col morale: avete fatto e state facendo un ottimo lavoro con Ale e Fede! E sopratutto state dando loro stimoli e situazioni inusuali, “da grandi ” vissuti assieme a tutta la famiglia … cosa che porta spirito di adattamento e flessibilità, che sono secondo me aspetti della nostra italianità da coltivare ed amare :-)

    1. silvia innanzitutto mi sa che inizierò a frequentare di più la tua zona perchè dove vado io giuro che non vedo niente di simile :(
      – sul cibo probabilmente hai ragione e non solo riguardo ai bambini: i tedeschi non sono effettivamente famosi per avere una sana e varia alimentazione. detto questo ultimamente l’andazzo in italia non è proprio poi così diverso….conosco molte persone che cucinano almeno 3 sere a settimana buste di cibo precotto e surgelato e moltissimi genitori che mai si sognerebbero di preparare il brodo per il bebè. omogenizzati, mini-cibi monodose sono spesso i soli cibi che conoscono i bambini italiani. Concordo sui kindermenu e anche sul fatto che spesso offrano solo hamburger patatine e pasta alla ‘boloGNese’… però in molti ristoranti in italia ci sono davvero poche alternative per loro col rischio quindi di ordinare un costoso piatto per bambini magari troppo elaborato e comunque con porzioni troppo grosse….
      Sulla cena per soli bimbi…. quasi quasi mi ci adatto… cenare io e davide coi bambini già a letto ed avere le serate libere…. un sogno!!! ;D
      – sui capricci… davvero a me è capitato poche volte di vederne (sarà sicuramente un caso: non possono non succedere!) e non conosco ancora ‘la famiglia tipica tedesca’ quindi…mi fido di te! Anche io però ho due figli in età vicine e….litigano sia in privato che in pubblico!
      altra differenza che trovo è che qui è TUTTO a misura di famiglie: uffici pubblici, palestre, piscine, musei, negozi…. insomma forse tollerano meno certi comportamenti però cercano anche di dare ai bambini gli strumenti per ‘contenersi’
      – per la vicina…. devo dire che è stata molto educata ma mi ha fatto un pò ridere che alle mie scuse abbia risposto con ‘Kein problem’. ecco.. kein-kein non direi visto che me lo ha esposto lei il problema!
      Sicuramente non è dalla nostra il fatto che dove abitiamo ci siano pochi appartamenti e che in nessuno di questi abitino bambini!

  4. Alice ce la vedrei bene assieme ai bimbi tedeschi come li descrivi tu… Elena invece corrisponde perfettamente alla descrizione del bimbo italiano… 😉 Secondo me oltre che un aspetto culturale è soprattutto una questione caratteriale e non dovreste farvi troppi problemi… Un abbraccio!
    PS e OT: l’altro giorno abbiamo aperto la marmellata di fragole fatta da Ale che ci avete portato in montagna (ottima!) e Alice se ne è uscita con “Ma io di Alessandro mi ricorderò sempre anche se non ci regalava la marmellata… quando andiamo a trovarlo?”

    1. anche ale e fede hanno i loro lati tedeschi ;P ale per esempio ha passato tutto il pomeriggio tra compiti e puzzle…non si è praticamente sentito (la vicina avrà pensato che non fosse in casa! 😀 ) mentre federico è alto, chiaro di capelli e se solo potesse probabilmente berrebbe pure birra ;D
      diciamo che dopo l’accaduto ho avuto una settimana in cui non riuscivo a pensare ad altro.
      poi ho ricominciato a comportarmi come al solito e io e davide abbiamo deciso che se questo è un lato loro (ma anche nostro!!) che vogliamo migliorare dobbiamo farlo ma non per i vicini, per noi e quindi con i nostri tempi!

      ps. ale ha risposto che può venire a trovarci quando vuole ma che anche lui vuole tornare da voi in montagna! ;D

  5. ciao, molto interessante il tuo post. Ho sempre bazzicato tra i crucchi e avuto a che fare con loro da un po’. Mi piace definirli scherzosamente una “razza superiore” :), allo stesso tempo do loro dei “crucchi”. E’ vero che vivono in una società ordinata e coscienziosa che parte dal presupposto (vero) che tutto ciò che li circonda è pagato con le tasse di tutti e bisogna averne rispetto. Ora sicuramente la nostra società su questo fronte non è all’altezza, la storia ci ha sempre dato popoli che ci hanno attraversato il lungo e in largo e domini che non sentivamo propri, da qui la ribellione agli schemi, alla società, al rispetto del prossimo. In particolare è proprio il rispetto del prossimo che manca a noi italiani, perchè il prossimo è sempre stato il conquistatore della nostra terra.
    Per contro vi è da dire che siamo estremamente socievoli, indubbiamente siamo gente di mare anche se il mare è lontano 400 km. Non temiamo i bagni di folla, siamo creativi, troviamo soluzioni. Mi piace ricordare un brano letto su un libro di storia che contrapponeva la forza d’animo di un drappello di soldati, di come i soldati tedeschi se perdevano il loro capitano si indebolivano al punto da arrendersi e di come invece gli italiani proprio nel momento in cui perdevano la guida sapevano dimostrate una forza d’animo mai vista, dovuta proprio a quell’individualismo che è tipico del nostro essere, della nostra penisola, della nostra italianità.
    Sarà curioso vedere come evolveranno i vostri figli…tienici aggiornati, è interessantissimo!!!

  6. Premetto che anche mio figlio è un tipico italiano. Chiassoso, rumoroso, capace di scoppiare in pianti disperati se gli viene negato qualcosa quando è stanco oppure non in giornata. Anche noi cerchiamo il dialogo, mai le botte, tanto contatto ecc. Però non basta. IO sono rumorosa, parlo ad alta voce esattamente come lui, e sono molto umorale. Sono sicura che mio figlio impara moooolto di più da come mi comporto che da come gli dico di comportarsi. 😉 Per quanto riguarda la nostra esperienza, noi abbiamo amici norvegesi con una figlia della stessa età di nostro figlio. Ci siamo visti diverse volte da quando sono nati (ora hanno 4 anni) e le differenze tra i due si vedono eccome. Lei mangia di tutto, ma soprattutto cose poco sane, per il suo terzo compleanno avevano preparato wurstel e torta con smarties! Mio figlio non mangia tutto, ma per esempio si mangia i broccoli crudi, gambo compreso! Mio figlio dorme nella sua stanza per gran parte della notte ma ad una certa ora passa da noi, e non va mai ma proprio mai a dormire alla stessa ora. Non è mai stato forzato a dormire nel suo letto. Lei dorme tutta la notte nel suo letto, ma quando era più piccola ricordo che veniva messa a dormire nel suo letto all’ora prestabilita e i suoi pianti venivano ignorati. Stessa cosa per le camminate. Mio figlio si stanca subito e cerca sempre di farsi prendere in braccio o in spalle alla prima salita qyando camminiamo in montagna e noi dopo un po’ cediamo. Lei invece cammina e molto, ma durante camminate lunghissime per Oslo a nemmeno tre anni le sue lamentele venivano spesso ignorate. Insomma, il risultato c’è, ma sinceramente io non condivido il metodo. Quello su cui sicuramente ci battono è l’indipendenza che viene data ai bimbi (tenendo presente che però il contesto in cui vivono è lontano anni luce dalle città giungla in cui abitiamo noi) e il silenzio, la pacatezza, la capacità a stare in silenzio o a comunicare senza alzare tanto la voce. Io ammetto di non riuscirci. 😀

    1. silvia mi trovo assolutamente d’accordo con te infatti abbiamo fin dall’inizio riconosciuto che il cambiamento riguardo ai ‘volumi’ deve partire proprio da me e da davide.
      quando siamo in casa troppo spesso chiamo i bambini ad alta voce da una stanza all’altra perche’ la pigrizia mi frena dall’andare nella stanza dove sono loro :(
      e concordo anche sul contesto sociale: all’asilo i bambini sono abituati ad uscire spesso per raggiungere un parco, la biblioteca, la piscina o un parco giochi e tutti camminano, anche i piu’ piccini mentre nell’asilo che frequentava alessandro in italia le maestre si lamentavano di non poter andare nel giardino della scuola con bambini dai 4 ai 6 anni perchè avrebbero dovuto vestirli e svestirli…
      insomma è un lavoro di squadra: famiglia, scuola, società….
      quanto all’educazione molto rigida non sei la prima a dirmelo!! sono davvero curiosa di sapere se è proprio questo il loro segreto – e se così fosse…. sarei felice di avere dei bambini ‘diversi’ 😀

  7. ciao! Io abito in Belgio con marito e due figli, una di tre anni fatti da poco e uno di due appena compiuti. Ovunque mi giri per ossevare, guardare e capire trovo grandi punti interrogativi, e, se devo dirla tutta sono molto contenta del modo in cui ho cresciuto i miei figli. Presuntuoso? Non lo so, forse si, ma quando vedo carrelli con appiccicate manine moscine e teste basse mi scende la catena. Un bambino é un bambini e la societa’ deve essere tollerante e sostenitrice dell’espressione e dell’essere. Ovvio, nei limiti dell’accettabile, non parlo di rovesciare cose o gettarne altre, ma di restare a canticchiare alla cassa ricevendo magari un sorriso e non uno sbuffo. Per me questa é follia e fa parte di un radicato vissuto costrittivo, limitante da cui non ci si riesce e scostare perché la societa’ rimane statica su parametri di bonta’ a mio avviso travisati. L’unica cosa su cui mi sento di lavorare ancora sono le corse sui marciapiedi trafficati. usciti da scuola li vedo scorrazzare di qua e di la su strade con doppia corsia per senso, tram e autobus. non che me li tenga ancorati alle mani, si muovo, mi anticipano alla macchina, ma resto vigile. sanno e ho spiegato loro del pericolo, ma tutto li attrae, una foglia che vola, un uccellino, insomma sono animi alla scoperta! io spesso mi sento come una macchiolina colorata che la gente intorno a me non si limita a definire come troppo colorata. La cosa li per li mi scoccia, assai. poi metabolizzo, siamo diversi, posso cercare di conoscere, interiorizzare e tenere il buono di quello che ritengo possa giovare alla nostra famiglia, ma una cosa é certa, io diro’ bonjour a tutti quanti fino a che avro’ voce. e qui, se lo fai, sei considerata invadente, troppo invadente che dire, per me é un fatto educativo, prima di tutto, per cui, me ne frego.

    1. ecco, a proposito delle corse sui marciapiedi…
      ale e fede sono sempre stati abituati a camminare da soli, anche qualche metro davanti a noi e per quanto li preceda sempre so che alessandro saprebbe decidere se e quando fermarsi o attraversare la strada. quanto a federico…. ecco a due anni e mezzo credo che le distrazioni siano davvero troppe per potermi ‘fidare’ di lui.
      qui è normale vedere i bambini delle scuole elementari andare e tornare da scuola da soli a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici o sul monopattino….
      per contro però i genitori sanno che chiunque qui rispetta la segnaletica stradale e che le macchine danno sempre la precedenza a biciclette e pedoni.
      ovvio ci sono sempre delle eccezioni ma anche questo fa si che i bambini possano diventare realmente autonomi!

  8. articolo inutile, autocommiserevole e del tutto privo di fondamento… la solita lagna già precotta degli europei che sono sempre meglio dei miseri italianuccoli…lavoro col pubblico in una zona turistica e posso assicurare che la maleducazione e la superficialità dei genitori (e di conseguenza i relativi atteggiamenti dei figli) non hanno nè passaporto, né indossano bandiere…

  9. Concordo con quel che ha scritto Laura. Ma volevo solo aggiungere che di solito, piu che i bambini italiani, le mamme italiane si riconoscono ovunque. le loro urle si sentono lontano, recentemente sono andata alla Disney di Orlando e nononstante la marea di gente di tutto il mondo che si vede in posti cosi, le poche familie italiane (forse dovuto alla crise) si facevano notare soppratutto dalle mamme. Bacio e abbiate Fede che il mix di culture puo solo fare bene ai vostri bimbi.

    1. Questa scena, andando a sciare in Alto Adige ( ma l’ho vista dappertutto e troppe volte ) mi ha sempre fatto pensare: mamme e papà italiani, con tuta da sci firmatissima o meno, che, sul terrazzo del ristorante chiamano e sgridano a voce ( molto)alta figli e consorti per le più svariate ragioni: ” …ah gabriè’! vieqqua che ce postoo!!”….””….devi star fermooo, capitoooo??? ….” e potrei andare avanti….Ovviamente i chiamati in causa rispondono a tono…..Bambini e genitori ( sottolineo “genitori” ) tedeschi non si comportano così; qualche eccezione non mi conforta: la stragrande maggioranza educa meglio se stessi e quindi, inevitabilmente, i figli. Hanno un sacco di difetti e mancanze anche loro, i tedeschi. Ci vivo in mezzo da quarant’anni. Ma su questo argomento abbiamo tutto o quasi da imparare.

  10. Mi ritrovo anche io in questa tua descrizione!
    Secondo me la “rumorosità” dei bambini italiani è proprio un fatto culturale.
    E penso influisca tanto il fatto che i bambini italiani sono più partecipi alla vita degli adulti:
    Cene con amici la sera, uscite in pizzeria, anche piccole liti familiari e così via.
    Tutte situazioni a cui un genitore tedesco non credo sottoponga suo figlio.
    Sono stata a cena alle 20 in estate con mia figlia di 3 anni da amici tedeschi… Pensavo di trovare i loro bambini (già grandicelli, 8 e 5 anni) invece erano già a letto!

    Non nascondo che quando mia figlia urla e strepitosa o anche soltanto canta allegra e felice a squarciagola al supermercato o in autobus (situazioni che passerebbero inosservate in Italia…) in Germania mi mettono in difficoltà.
    E spesso mi ritrovo a dire a mia figlia ” facciamo piano, qui in Germania preferiscono il silenzio!”

    1. E fanno bene i tedeschi ! Così la coppia non si sfascia , possono permettersi serate romantiche oppure allegre cene con amici in cui discutono di tutto. Invece la famiglia italiana … Cene con i figli urlanti fino alle tre di notte , sesso solo il sabato sera , la domenica in chiesa e poi l’ immancabile pranzo con i suoceri ( anche se nn si sopportano , nn si può rinunciare ) . Che vergogna questo pseudo patriottismo del menga che avete … Che vergogna gli italiani e le italiane come voi all ‘ estero ! Patriottici per gli urli e gli schiamazzi italici … Non per la cultura di Leonardo , Dante o Puccini . Sul fatto che i tedeschi mangino male… Queste emigrate per caso sanno che l ‘ agricoltura biodinamica è nata nei pesi germanofili !? Sanno che gli ospedali tedeschi hanno appositi reparti di medicina camplementare , per chi si vuole curare con metodi differenti ? Sanno cosa sono le scuole Waldorf ? O la Nuova Medicina Germanica ? Da bravi italioti e italiote vedono solo bambini crucchi mangiare i wurstel e scommettono che manco conoscono la medicina del compianto e italianissimo dottor Luigi Di Bella. O una personalità oscurata dal sistema come Marco Todeschini. L’ Italia ha avuto grandi geni … Che spesso sono stati derisi o non compresi dai contemporanei . Perché? Lo stato fa schifo esattamente come fa schifo l ‘ 80% della popolazione italiana. Una massa di persone ignoranti , anche se laureate. Chissà perché all’ estero hanno tempo per leggere e passeggiare, mentre l’ italiano medio lo spende davanti alla tv , a spettegolare con gli amici e famigliari o a cercare sciocchezze su internet. Ciao.italiote emigrate a caso .

  11. due giorni fa la mia amica tedesca ha dato alla luce il suo primo figlio…spagnolo!! eheh sì perché il compagno è spagnolo!
    Quindi ti saprò dire se vincerà il rigore tedesco o il tipico stile mediterraneo spagnolo….anche se già immagino.
    Come detto su, io riconosco gli italiani qua a Valencia ad un km, solo per come camminano e mi sono anche sentita in imbarazzo in metro nel constatare che se non si fanno riconoscere, non sono contenti.

    Quindi siamo più rumorosi, più allegri, gesticoliamo molto di più, parliamo a voce più alta, non ci risparmiamo in abbracci e visto che vivo in Spagna a questo punto posso solo dare la colpa al Mediterraneo, non ho altre spiegazioni, visto che qua sono uguali!

  12. Lo sai Fra: x me sei un mito. Xó questa volta quello che hai scritto non mi è piaciuto molto. Faccio una piccola premessa: i miei hanno un B&b e spesso arrivano famiglie tedesche con almeno due/tre bambini al seguito. Emma ( 4 anni) quest’anno ha giocato tutta l’estate con bimbi di tutte le età e ( non chiedermi come!) alla fine rispondeva in italiano alle loro domande in inglese. Quello che ho visto io in tutti quei bambini quando giocavano con Emma non era semplice divertimento: era come se si togliessero una divisa. Quanto giocavano tra di loro, si divertivano, si, ma mancava qualcosa: mancava l’istinto di tuffarsi in piscina anche se c’era un cartello che lo vietava non con la sfacciataggine di un gesto maleducato ma con l’innocenza di un gesto impulsivo. E questo è solo un esempio. Non credo nella perfezione dell’educazione tedesca o nella faciloneria di quella italiana. Credo che il buon senso risieda nel cuore di ogni mamma( ovvio che l’eccezione c’è sempre). Se Emma o David ( 18 mesi) urlano ove non devono o fanno rumore in posti riservati alla tranquillità li riprendo ma non li faccio sentire ripresi. Personalmente poi, preferisco portarli in luoghi adatti a loro piuttosto che doverli stare tutto il tempo a sgridare o controllare. Ogni età ha i suoi spazi.ogni bambino ha i suoi tempi. “Conosco” ( tramite Facebook …sono Francesca Corbucci) i tuoi piccoli ometti praticamente da quando sono nati e tra i vari post un po’ credo di conoscere anche te. E proprio non capisco: tu sei una mamma fantastica, attenta, presente, calma, coinvolgente e i tuoi figli sono affamati di vita, curiosi, ricchi di risposte ad ogni stimolo che sai dare loro ogni giorno. E ti chiedi dove hai sbagliato ? Hai sbagliato a farti questa domanda. Genuinità non è maleducazione. Trasparenza non è sregolatezza . Se Andrea fa il sit in ovunque è xchè ha scelto quello come “il mododiprotestarediAndrea”. Lo so che crea imbarazzo ( non sai a me quante volte è toccato di andar via x via di un capriccio) xó non lo vedo come il modo sbagliato. Lo vedo come “un” modo. I tuoi bambini non sono rumorosi.sono diversamente silenziosi. Il silenzio li annoia. A quella signora ( alla quale avrei risposto con un gran bel caro, vecchio e latineggiante CHI SI FA I CAZZI SUOI CAMPA CENT’ANNI

    1. francesca mi ha fatto davvero piacere leggere il tuo commento, grazie!
      premetto che quando ho scritto questo post ‘tutto’ era appena accaduto e per qualche giorno questo problema mi ha abbastanza angosciata. poi però sono riuscita, soprattutto grazie a davide, a distaccarmi un pochino dalla questione e a ridimensionarla.
      è vero, ale e fede si fanno sicuramente notare in certe situazioni ma la mia stima e il mio orgoglio per loro non sono diminuiti.
      e nemmeno voglio mettere in discussione il modo in cui io e davide li abbiamo cresciuti fino ad ora.
      solo che per chi come noi sceglie un’educazione ‘libertaria’ e non autoritaria le cose alle volte sono più complicate e i risultati più lenti a vedersi.
      insomma credo in ciò che predico ma alle volte temo di dover aspettare che loro diventino genitori per averne conferma! ;D
      di tutto quello che ho elencato nel post ciò che meno sopporto (e che vedo più nei bambini italiani che in quelli stranieri, ma magari sbaglio!) è il loro domandare le cose in tono lamentoso. questo non lo hanno imparato certo da noi, anzi, sanno che quando lo fanno non ottengono ciò che vogliono ma niente da fare, fino ad ora non sono ancora riuscita a far cambiare loro modo!

      p.s.
      sarà un caso ma da quando sono riuscita a guardare la situazione in modo più distaccato le cose sono molto migliorate!

      1. L’educazione libertaria ha generato la generazione attuale di bamboccioni italiani, ma non l’avete ancora capita la lezione? Non allevate la generazione di bamboccioni 3.0 per il bene di tutti!!! Ristabilite il ruolo dei padri (autorità).

        1. Queste sono mamme ancora figlie . Educazione libertaria manco sanno cosa significa
          . Io nn sono autoritaria e non amo alzare la voce , men che meno gli schiaffi. Se sei un adulto maturo e consapevole , saprai essere autorevole. Le mamme pseudolibertarie prima lasciano far tutto e ,nel il bimbo non obbedisca , wlzasno la voce. Cosa vuoi … I giovani italiani sono immaturi e hanno sempre bisogno dei nonni . Vero è che in Germania hanno un walfare diverso . Ma certi Italiani nn meriterebbero un vero stato sociale , perché nn sasprebbero adeguarsi e lo sfrutterebbero … Ahimè.

    2. Solita italiota che non ha mai studiato le altre culture . Con parole altisonanti e periodi lunghi e noiosi , cerchi di difendere disperatamente la maleducazione italiota. Se i paesi germanofili. hanno avuto Steiner , l ‘ Italia ha avuto Maria Montessori. Che ovviamente le mamme italiote che difendono la spontanea maleducazione non conoscono. I bambini tedeschi nn hanno gesti spontanei ? Intanto leggono e camminano di più di quelli italiani. Nelle scuole waldorf è.rispettato anche un certo spontaneismo e il ritmo naturale di.ogni bimbo. Che nn ha nulla a che fare con la maleducazione italica .

    3. …..diversamente silenziosi….(!)….ragazzi……quando qualcuno vuole negare l’evidenza la frase fatta la trova di sicuro! Si campa anche cent’anni anche da persone rispettose del prossimo!

  13. stai dando per scontato che quell’educazione sia giusta e la tua no?
    a me un bambino piccolo che sta zitto e buono ad aspettare che i genitori abbiano finito di fare le loro commissioni mi sa di represso e rassegnato. ecco, l’ho detto. poi tra quello e l’anarchia totale ce ne corre, eh, ma na giusta via di mezzo, il bimbo che gioca e si muove e chiede di andarsene, magari senza fare scenate, non mi pare frutto di educazione errata. e a 2 anni e mezzo, nel pieno della ribellione dei terribili due, urlare e buttarsi in terra e cercare in ogni modo di averla vinta fa parte del gioco (o processo evolutivo). quando poi col tempo e le prove di forza capisce dove sta il limite, di solito si calma e, quanto meno, smette di buttarsi a terra.
    insomma, capisco il peso del sentirsi pecora nera, ma non penso abbiate sbagliato niente, voi.

    1. diciamo che è un dato di fatto che i risultati siano piuttosto differenti però no claudia, non lo do assolutamente per scontato anche perchè ancora non ho ben chiaro ‘come’ vengano educati i bambini tedeschi
      i bambini che imparano ad addormentarsi col ‘metodo’ estivill si abituano a dormire nel proprio letto da soli fin da piccoli e per quanto ultimamente darei qualsiasi cosa per non doverli fare addormentare ogni sera (anche perchè spesso finisco io con l’addormentarmi prima di loro!) e perchè non si infilassero nel nostro letto la notte non cambierei il metodo ben diverso adottato da me e davide
      insomma non sto dicendo che adotterei o adotterò i loro metodi ma che sono davvero curiosa di sapere come facciano!
      quanto alle testine abbassate e rassegnate ti do ragione anche se le ‘loro’ mi sembrano più che altro semplicemente pazienti

    2. ah ecco quindi lasciate liberi i bambini di fare quello che vogliono,, spesso senza rispetto per gli altri, perchè se no diventano repressi? beh si capiscono molte cose da questi ragionamenti

  14. Ciao. Io da qualcuna sono stata soprannominata “mamma tedesca”… (e da una che non è mai stata in Germania). Ma questo solo perché spiego tutto a mio figlio e quello che prometto mantengo, nel bene e nel male.
    E comunque D ha un tono di voce talmente alto che è soprannominato l’ortolano 😉

    La risposta che ti ha dato FrancescaC rispecchia anche il mio pensiero.
    Esempio ieri sono andata a fare la spesa, D ha un po’ protestato perché era stanco e c’era confusione. Gli ho spiegato che avremmo fatto in fretta e alla fine non è successo niente di irreparabile, qualche corsa tra le scansie io credo che si possa sopportare :-)

    1. robin il ‘problema’ è che se in italia una corsa tra le corsie del supermercato può non essere ben vista ma è comunque abbastanza la norma (a meno che i bambini non siano legati nei passeggini) qui è considerato assolutamente fuori luogo.
      non ho mai preteso che se ne stessero zitti e fermi a lato del carrello, anzi, sia in italia che qui possono entrambi aiutarmi a fare la spesa: mettere le verdure nei sacchetti, pesarle alla bilancia, mettere le varie confezioni nei LORO mini carrelli che qui si trovano in quasi tutti i supermercati….
      ed è proprio per questo motivo che alle volte mi chiedo ‘cosa ho sbagliato’…. se li costringessi a comportamenti da piccoli gentleman capirei la loro frustrazione e la loro ribellione ma visto che invece hanno la possibilità di aiutarmi, di fare cose che, almeno in italia, a molti bambini della loro età non è permesso, bè…. ecco allora li trovo ci sia qualcosa di ‘sbagliato’ (probabilmente sia nelle mie richieste che nel loro comportamento!)
      ah, aggiungo che le mie sono spesso proposte e che anche loro hanno la possibilità di farne: resta ovviamente a me l’ultima parola su quello che possono o non possono fare e resta anche la possibilità che vengano entrambi sistemati sul seggiolino del carrello… ;P

      1. Be’ anche io mi comporto come te.
        La ribellione a volte c’è perché in quel momento c’è da fare quella cosa. Per esempio anche io non amo fare la spesa, però la devo fare se ho il frigo vuoto. Questo un bambino fa fatica a capirlo fino in fondo…
        A me fa un po’ specie tutto questo starsene buoni buoni.
        Meglio un po’ di spontaneità senza che diventi maleducazione 😉

      2. ma tu sei il genitore! Ma perché fai delle proposte a dei bambini? Sei tu che decidi, te lo spiega qualsiasi psicologo, non si consultano i bambini. Tu decidi cosa si fa e non si fa, punto. Da adolescenti ti contesteranno comunque.

      3. Ma che donna pesante … Ti fai un sacco di problemi. Secondo me sei insicura di tuo e in costante ricerca di conferme . Che palle per tuo marito , però. Il bello è che vuoi fare la mamma libertaria e poi hai un sacco di dubbi . Un ‘ altra che rovina la Germania. Ma se nn ti piace il loro silenzio e completezza, tornatene in Italia.

  15. bello questo post! c’e’ tanto da riflettere… io ho vissuto in danimarca e anche lì i bambini sono lontani anni luce dai nostri! la cosa che mi ha colpito di piu’ e’ la gestione del capriccio… noi tendiamo ad agitarci, a cercare di calmare, a intervenire… o parliamo sopra, se penso ai capricci di mio figlio per strada, c’è sempre qualcuno che si ferma, che dice la sua, che parla con me o direttamente con lui… a volte persino attorno a noi si forma un gruppetto che discute di educazione e dei massimi sistemi… ne ho una certa esperienza oramai… quelli a cui ho assistito io mi hanno lasciato a bocca aperta: un bambino nel mezzo di una crisi di nervi ha tirato uno zoccolo di legno (avete presento quegli zoccoloni duri e pesanti…) contro la madre, beccandola sulla spalla. la mamma l’ha scosso per le spalle sussurrandogli, giuro che non si sentiva quasi nulla, parole incazzuse, la mamma pareva in effetti molto alterata. e il bambino se ne è andato nell’altra stanza. stop. il padre non ha detto una parola, i fratelli neppure. si sono scusati con me che ho dovuto assistere a una scena del genere e la cosa è finita li’, tutto come prima. i bimbi che a tavola non mangiano e protestano vengono “mandati di la’” subito, non si accetta che la propria cena venga continuamente interrotta, ma il tutto viene fatto con compostezza nordica e i bambini si adeguano. e per inciso io qua a torino ho la vicina del piano di sotto che prima in modo velato e poi proprio direttamente mi ha fatto capire di essere infastidita dai capricci di mio figlio!

  16. Anche io sono cascata in questi ragionamenti ma sono arrivata alla conclusione che siano stereotipi, perché come già detto tanto fa il carattere tanto la società in generale. Tuttavia come altre hanno commentato Francesca, è un peccato che trapeli l’idea che per te l’educazione tedesca sia migliore e di conseguenza i bimbi tedeschi superiori ecc soprattutto dopo le letture e gli studi di rilievo che hai effettuato. Noi siamo in svizzera (tedesca) da 8 mesi e già la PRIMA sera la vicina di sotto e Venuta a lamentarsi del rumore provocato da elisa (2 anni e 3 mesi all’epoca, 2 anni e quasi 11 mesi ora), la quale povera stava correndo per la nuova casa familiarizzando con gli spazi (più belli più grandi più luminosi) e felice di essere di nuovo tutti e tre insieme. Aggiungo che erano le 20! Quando ho chiuso la porta ho pensato “benvenuti in Svizzera!” E ho cominciato a essere paranoica su tutto. Sono rimasta terrorizzata quando una vicina il terzo o quarto giorno di vita qui mi ha brutalmente abbaiato dal balcone Nein Nein e qualche altro impreco che per fortuna non ho capito, perché stavo per tirare giù i pantaloni a elisa e farle fare la pipì in un angolo del giardino, dato che aveva appena tolto il pannolino… Ho pensato: 1. Che mi stava spiando! 2. boh forse qui i loro bambini nascono spannolinati ed educatissimi…. Con il passare delle settimane ho notato che la vicina (peraltro poco più che ventenne, non una signora anziana!) rompeva le scatole a tutti. Ho visto far fare la pipì ai bimbi (ma anche ai cani!) in ogni giardinetto o bordo sentiero. Ho visto bambini super vivaci e quasi arroganti al parco giochi abbassare silenziosamente e obbedientemente le orecchie non appena la mamma solo possa lo sguardo su di loro mentre ovviamente elisa insiste all’infinito e vorrebbe stare a giocare fino a notte fonda… Ecc ecc ecc
    Quindi tutti vero tutto confermato. Però sono stata a casa di alcune mamme e i discorsi vertono solo su sgomenti quali
    – deve imparare a rispettare gli orari
    – deve capire che non può piangere sempre o reclamare sempre la mia attenzione
    – non vedo l’ora di avere una serata solo per me
    – stai lì chiuso in quella stanza perché ti sei comportato male (quel giorno ho pianto io a vedere la disperazione di quel povero bimbo di poco più di un anno la cui unica cosa che aveva capito era che sua mamma lo stava abbandonando)
    – adolescenti arroganti e presuntuosi
    E poi però solo stata con elisa altri bimbi e la maestra la prima volta al gruppo di gioco (un’asilo semplificato in termini di orario). Gli altri bambini hanno tutti da 1 a 2 anni più di elisa e
    – non sanno i colori ne contare ne nulla. Io non ho insegnato nulla a elisa ma lei ha assorbito tutto perché è stata libera di farlo
    – alcuni se ne stanno letteralmente fermi in un angolo con un angolo di copertina in bocca senza parlare ne ridere ne giocare per tutto il tempo
    – all’uscita sono tutti in fila seri silenziosi timorosi, elisa mi vede e mi corre incontro con un sorriso felice e meraviglioso. E’ l’unica che è spontanea ma soprattutto serena
    – quando arriviamo al gruppo di gioco o al parco giochi tutti i bambini osservano come un fenomeno elisa perché è felice si diverte spontaneamente senza imposizioni o repressioni ed è talmente sicura di se che spiazza tutti
    – è educata rispettosa molto più di altri
    Quindi, finisco perché sono stata prolissa scusate ma l’argomento mi prende. Non condivido l’italianità arrogante irrispettosa il vociare il casino e ne sono sempre stata alla larga ma non credo che reprimere i propri bimbi piccoli sia la scelta vincente. I bimbi sono esseri umani non uguali ma superiori a noi che ci insegnano tanto ma meritano rispetto e amore a valanghe oltre che libertà…di seguire le loro tappe le loro esigenze i loro bisogni.
    Anche a questo serve viaggiare vivere all’estero a ristabilire un po’ gli equilibri e prendere qualcosa che vediamo può funzionare meglio per noi… Di certo non c’è nessun superiore nessun inferiore ma solo un modo univoco di trattare i bimbi di tutto il mondo basato su amore rispetto fiducia.

    1. Federica hai assolutamente ragione. il bello di viaggiare e vivere anche al di fuori delll’italia è proprio anche questo. osservare, assorbire e applicare nel nostro quotidiano ciò che può funzionare per noi. ed è proprio quello di cui stiamo cercando di far più tesoro in questa amburghese, non sapendo quanto possa durare o essere definitiva. Di sicuro siamo anche noi vittime di un certo pregiudizio all’incontrario, vittime di una attenzione selettiva che ci fa notare principalmente le cose positive che mancano a noi o all’italia in generale. Però, quello che ci sta destabilizzando è proprio il fatto che i bimbi qui non ci sembrano affatto repressi. In italia notavamo spesso la differenza tra i nostri figli, vivaci, selvaggi ma dallo sguardo sempre acceso e curioso, e con un buon grado di indipendenza, e i bambini “beneducati” ma mosci, repressi e anche un pò impediti in qualsiasi attività all’aria aperta… quindi il problema non si poneva. Qui invece, finora, ma ripeto, può essere semplicemente attenzione selettiva, non abbiamo assolutamente visto bambini tristi e repressi. Abbiam visto bambini sorridenti starsene belli tranquilli sull’autobus a osservare fuori dal finestrino e a raccontare ai genitori quello che li incuriosiva, bambini belli tranquilli al supermercato aiutari i genitori ad imbustare la spesa, gli stessi bambini camminare ordinati sul marciapiede fermandosi poco prima delle strisce senza urla ansiose della madre. E quegli stessi bambini sguazzare e schizzarsi dentro a pozzanghere alte fino a mezzo polpaccio, arrampicarsi su alberi che avrei paura a scalare io, fare salti e capriole dai muretti e cosi via. Questo ci ha colpito, questo ha incrinato un po le nostre certezze. Ma scopriremo l’arcano!! ;-))

      1. Abito in Alto Adige e, per lavoro, ho avuto per quarant’anni contatti con clienti/famiglie soprattutto “tedesche”. Sottoscrivo in pieno le impressioni riportate qui sopra da “Equazioni”: altro che bambini repressi! Sono vispi, indipendenti e poco inclini al piagnisteo! I ragazzi di 18/20 anni sono praticamente autonomi e molto seri sul lavoro….ma tutt’altro che bigotti o dei posapiano! Si divertono, fuori dal lavoro, quanto e più dei nostri; socializzano, amoreggiano, bevono e fanno cazzate senza andare per forza nell’oltraggio altrui…..rispettosi dei genitori anche quando ne prendono vistosamente le distanze… Questo si vede, e ad occhio nudo. Se si vuol vedere. Se invece vogliamo coprire le nostre vergogne con dei patetici richiami alla nostra “creatività”………

    2. quindi a lei sembra normale far fare la pipì in giardino o correre per tutta la casa nemmeno fosse un’arena? a me mica tanto, sono basilari regole di educazione, il bambino la pipì la fa in bagno, in casa per educazione non si corre a nessuna ora. Come siam messi..

  17. risposta semplice: sono bambini. lasciamogli fare i bambini. credo che non siano migliori i tedeschi perchè non gesticolano o non lagnano. non concordi un po’ con me fra? :*

  18. Parlare fra di voi uno dopo l’altro con una voce normale – non urlate tutti insieme! Non vietate qualsiasi cosa e non cercate di evitare che i vostri figli cadano e si possano fare male o solo sporcarsi. Lasciateli fare le loro esperienze…lo capiscono da soli e faranno meno casini. Non portateli ovunque fino alle 2 di notte…bambini tedeschi vanno a letto presto e i genitori hanno tempo per se stessi. Create delle regole e siate severi ma calmi, non urlate! (Katja, tedesca che vive in Italia)

    1. bambini tedeschi vanno a letto presto e i genitori hanno tempo per se stessi.

      già. e se sembra può sembrare che ciò non abbia niente a che vedere con l’educazione… bè, non è affatto così.
      un genitore che ha tempo per se, soddisfatto, riposato e realizzato sa anche rispondere in maniera adeguata ai propri figli, riesce a non cedere (per stanchezza e sfinimento) a un piccolo capriccio e ha molta più pazienza.
      detto questo…. resta il fatto che spesso io crollo, addormentandomi prima dei bimbi… e il mio tempo libero, il tempo che potrei trascorrere insieme al mio compagno, diventa un sogno…. ;(

  19. io vivo in italia da 20 anni er obbliGo professionale e non ne posso più- Cosa cedono gli italiani che solo loro sanno stare allegri felici e contenti? Penso che il problema dell’ IN educazione dei bambIni in Italia ha per unica causa l’ignoranza media del popolo italiano (24esimo nelle statistiche OCS/analfabetismo di ritorno) . Poi di solito anche gli aduti in Italia IGNORANO le regole elementare della vita civile: si guardano gli altri (da paesanotti provinciali) con diffidenza non si sa proprio usare il sorriso sociale di cortesia verso gli altri

  20. Vivo in una cittadina turistica e con l’arrivo della bella stagione arrivano da oltr’alpe, e anche + vicino, orde di lanzichenecchi e sassoni che in quanto ad educazione, dei grandi e di conseguenza dei numerosi pargoli, non hanno assolutamente nulla da insegnarci.
    Esempi?
    Per strada camminano costantemente in file orizzontali, cioè fai una curva e teli trovi davanti al cofano e anche se ti vedono o sentono arrivare pensate si spostino un po’…noooo
    Nei locali pubblici entrano, 9 volte su 10 non salutano, vanno in bagno e 9 volte su 10 se vanno senza consumare nulla – nota i servizi pubblici non mancano qui-
    Prendono un gelato e si siedono ai tavolini di altre attività e se glielo fai notare ergo gli dici di menare le tolle si scocciano pure.
    Quando si siedono regolarmente molto spesso :
    a-ordinano e non salutano e parlano con un tono di voce altre i limiti di sopportazione
    b- i pargoli di cui prima possono, distruggere le bustine di zucchero, mettersi in mezzo ai piedi a chi sta lavorando, arrampicarsi su tutto trovano a loro portata manco fossero una tribù di macachi in libera uscita senza nessun richiamo da parte del capo branco
    c- tutto ciò al punto b mentre i genitori ingurgitano spritz e birre e provano anche a mettersi più comodi mettendo i piedi sulle sedie o dondolandosi per vedere il limite di flessione della sedia pensata per gente comune
    d- fanno i pic nic nelle aiuole pubbliche e in spiaggia o lungo la ciclabile non mancano di lasciare un segno del loro passaggio – lattine, pacchi di patatine, bottiglie di birra…
    non ho + voglia di scrivere ma potrei continuare … ergo conclusione
    O quelli che arrivano qui sono sottoposti a preventivo test di coglionaggine e meleducazione oppure il livello medio di educazione degli stranieri nordici – germanici e affini – è molto ma molto basso

    1. sinceramente non riesco a trovare alcun riscontro nelle tue parole, anzi, generalmente i commercianti dei luoghi turistici amano la stagione in cui la maggior parte dei clienti provengono dal nord europa.
      ma non è che le persone di cui parli si limitano ad adeguarsi agli standard del paese che visitano?

      1. Esatto proprio quello che stavo per rispondere.. trovandosi tra persone mediamente incivili “rilassano” un pò gli standards di comportamento.. so che è brutto come discorso e che non si può giustificare la maleducazione perché così fan tutti, però gli italiani purtroppo danno veramente il peggio di sé in vacanza e spiaggia, tra gente e rispettivi figli che urla tutto il tempo al telefono, butta sabbia in faccia agli altri, riempie la spiaggi di sigarette e rifiuti vari.. dopo non possiamo lamentarci se anche gli stranieri hanno certi comportamenti.. vorrei poi aggiungere che a volte quella che noi scambiamo per arroganza e maleducazione è semplicemente ignoranza non colpevole di alcune regole un po paranoiche solo italiane, tipo tutto il discorso dello scontrino prima ordine poi, o il fatto che chi si siede ai tavoli del bar non può servirsi da solo mentre chi si fa servire al banco non può poi sedersi.. nei Biergarten tedeschi per dire ci si siede dove si vuole e ci si può pure portare il cibo da casa, cosa assolutamente vietata in ogni esercizio italiano.. quindi magari noi vediamo la famiglia tedesca che tira fuori il sandwich dallo zaino al bar mentre consuma bevende ovviamente ordinate e pagate e pensiamo che maleducati quando in realtà semplicemente non conoscono certe regole..

  21. i bambini italiani sono più maleducati degli stranieri, mi spiace ma non si può dire che non sia così, sono lamentosi, rumorosi, toccano tutto come se fossero sempre a casa loro, fanno domande moleste agli estranei, corrono nei negozi e nei ristoranti. La colpa è dei genitori che li lasciano fare, al massimo ci parlano insieme come se fossero degli adulti ragionevoli, quando invece sono bambini e come tali vanno educati, bisogna far capire perché una cosa non va fatta e un’altra sì.
    Non ho riscontrato tutta questa maleducazione nei tedeschi onestamente, tantomeno nei francesi, inglesi, olandesi, svizzeri e tutte le varie nazionalità che ho conosciuto da vicino, In un supermercato italiano quasi sempre c’è un bambino molesto che fa casino, magari è solo una coincidenza, ho visto anche bambini stranieri che facevano casino nei negozi, ma i genitori, a differenza di quelli italiani, li rimettevano subito al posto
    poi non ci lamentiamo, via

  22. Forse è davvero un problema di basso livello culturale di una società, e anche della differenza tra paese/provincia e città/metropoli. In alcuni paesini della Sicilia, o anche a Pescara ho trovato bambini educati e genitori attenti, a Roma spesso maleducati.

    Nella zona di Germania dove sto io (ex Germania est) dove i genitori sono assenti perché troppo impegnati a cercare di raggiungere un buon standard di vita, trovo i bambini maleducati e strafottenti.
    È comune il servirsi da soli, parlare male degli assenti e prendere in giro nomi e cose varie senza che gli adulti (spesso anche insegnanti) intervengano mai-Non si scusano MAI se per errore si scontrano fisicamente con te, non salutano, e mai e poi mai ti sorridono!
    Ricordo mia figlia in una supermercato di Modica in Sicilia : “Mamma, quel bambino mi ha dato una spinta per sbaglio e si è scusato!!!” Era così stupita, a scuola sua non lo fa nessuno (scusarsi). In Sicilia ho trovato persone molto educate.

    Per il resto è vero che quando si parla di educazione in Germania questi sono i temi:

    1) come mandare i bimbi a letto alle 19:00 in modo da ritagliarsi gli spazi serali per sé

    2) rendere autonomi i bambini prima possibile, quindi lasciar far loro le proprie esperienze. Il ché è una cosa positiva. Sennonché a me sembra che sia anche un modo per avitare di educarli, perché l’educazione è anstrengend (faticosa) e manca proprio il tempo!

    I bambini italiani saranno anche più casinisti, ma li trovo più empatici e creativi dei tedeschi, e, a seconda delle città, più rispettosi. .

  23. Ma cosa cavolo ci vedete di bello in questi tedeschi!? Sono qui da poco, un anno e mezzo. Ho due bimbi piccoli di 1 e 2 anni che urlano in continuazione, sia quando sono felici sia quando sono arrabiati, e i vicini che non capiscono e co vogliono bittare fuori. Non vedo altro che persone fredde … senza niente. Sono dei robot questi: si svegliano presto e si bevono per mezz’ora il loro “caffe” di un littro stando come cadaveri a tavola; escono di casa e vanno al lavoro sempre come dei robot. Ho partorito qui in Germania la bimba di un anno e devo dire che le altre mamme che erano in ospedal con i neonati appena partoriti, almeno che non fossero straniere, erano fredde, distaccate. Non sanno coccolare i loro bimbi, non li sanno amare, li trattano come se fossero delle bamboline. Non sanno come finire prima con loro e lasciarli alle infermiere per andarsene a fare una passeggiata o fumare o fare chissa che. Non hanno gusto in niente, sono un popolo senza essenza. Non si sanno vestire, non sanno mangiare bene, non sanno avere delle relazioni sane. Hanno solo case e macchine, tutto il resto e vuoto!!! Sono persone vuote, e tutto solo apparenza. Hanno solo voluto SEMBRARE un popolo come si deve dopo la guerra, Ma non pottanno mai cambiare quello che sono.

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