Antispecismo: riflessioni sul libro Restiamo Animali

Come reagite di fronte alle immagini o alle notizie dei bambini lavoratori sfruttati in cina, dei bambini soldato in africa o delle baby prostitute thailandesi?  Cosa pensereste se vi proponessero di mangiare delle belle cosce di orfano brasiliano? O se vi dicessero che su intere tribu africane vengono sperimentati nuovi medicinali?  Immagino che che se siete capitati su questo blog tutti questi scenari vi facciano indignare, accapponare la pelle, venir voglia di battervi per le ingiustizie di questo mondo.

Cos’è l’antispecismo?  Beh non è altro che l’estensione di questo senso di giustizia, equità, solidarietà e compassione a tutti gli esseri viventi, a tutte le specie, senza riservarli agli esseri umani.  E’ una estensione delle lotte portate avanti dall’anti-razzismo, ritenendo la suddivisione in specie (non tanto dal punto di vista biologico quanto etico e nel suo risvolto di dominio) arbitraria e ingiusta.   E rifiuta la mercificazione degli esseri viventi e la loro classificazione in base ai nostri scopi in animali “da latte”, “da macello”, “da corsa”, “da compagnia”, “da soma” allo stesso modo in cui tutti noi – credo e spero – rifiuteremmo di considerare tutti i cinesi  umani “da lavoro”, le bambine thailandesi “da sesso”,  i malati terminali africani “da sperimentazione”  e cosi via…

Noi non siamo vegani e nemmeno vegetariani, ma sono almeno 15 anni che mi pongo la questione, che mi interesso all’alimentazione vegetariana e vegetaLiana (ancora il termine vegan non era conosciuto), che mi interessano i benefici sulla salute e sull’ambiente della riduzione / abolizione del consumo di alimenti di origine animale, che ritengo degne di stima e di valore le battaglie animaliste.

Quindi mi sono avvicinato al libro Restiamo Animali di Lorenzo Guadagnucci con la mia solità curiosità e voglia di approfondire, non tanto per la scelta imminente di dover/voler diventare vegetariano. Il libro è davvero interessante e l’ho “divorato” in pochissimo tempo.  Non è però ancora riuscito a far scoccare la scintilla e a smuovermi dalle mie perplessità.

Innanzitutto, continua a non piacermi l’atteggiamento di superiorità morale/etica che inevitabilmente i vegani hanno nei confronti dei carnivori, e degli stessi vegetariani. ma questo è un atteggiamento che ho ritrovato in molti “settori” dell’impegno civile.  ovunque ci siano in ballo questioni etiche, spesso, più che essere solidali con le varie declinazioni dei movimenti, ci si fa la guerra per determinare chi è più puro, più etico, più alternativo, più rigoroso e si va a spulciare nel vissuto quotidiano di ognuno per scovare anche la più piccola incoerenza – e rinfacciarla.  ma ripeto. questo c’è fra “compagni”, tra gli anarco-punx,  nell’ambiente green, e inevitabilmente è presente anche nel veganismo.

D’altro canto sono perfettamente d’accordo che una volta che ci si è resi conto che l’antispecismo è la strada da perseguire, la distinzione tra vegetarianesimo e veganismo risulti del tutto arbitraria e fittizia, perchè la produzione di latte e uova è tutt’altro che cruelty-free, però questa consapevolezza mi spaventa ancora di più e mi allontana dal grande salto..

Non sono invece del tutto convinto del concetto di estensione di diritti a tutti gli esseri senzienti,   ho letto in rete discussioni molto accese – per non dire violente – riguardo a zanzare e insetti, che mi sono sembrate davvero ridicole, e ho un pò di timori sull’impatto che questo tipo di posizioni possano avere riguardo all’aborto o all’eutanasia ( e in un paio di capitoli l’autore cita personaggi che oltre a essere vegani appartengono al movimento pro-life) . Inoltre pur essendo contrario alla vivisezione e essendo convinto che per la maggior parte delle cose la sperimentazione animale possa e debba essere evitata  (sopratutto se parliamo di cosmetici, o di “nuovi” farmaci  perlopiù inutili,  come l’ennesima pastiglietta contro il mal di testa o il raffreddore) non credo che sia possibile rinunciarvi per la ricerca contro le malattie gravi o rare  ( e quando nel libro in queste circostanze si parla di omeopatia, divento ancora più scettico)

Insomma.  come per tante altre cose, non riesco a fare mia una posizione cosi assolutistica e totalitaria.  in linea teorica sono d’accordo quasi su tutto, però ci sono alcuni punti d’ombra ai quali, diciamo, mi appiglio, per non compiere il grande passo…

Quindi, per il momento, mi posso solo dichiarare onnivoro selettivo: cerco di mangiare meno carne possibile e quando lo faccio pongo molta attenzione che sia bio e il più possibile “rispettosa” delle condizioni di vita/trasporto/morte degli animali; per latticini e uova non posso dire di lesinare, ma cerco sempre il bio e il locale;  perciò , – purtroppo – mi ritrovo un pochino nell’imbarazzante dichiarazione del docente di psicologia negli USA Hal Herzog citata nel libro  :   sono cosciente dell’incompiutezza del mio ideale di giustizia ed equità ma a volte mi trovo a dover fare i conti con le mie ipocrisie e a dover accettare la mia incoerenza e avallare lo specismo imperante per il gusto ineguagliabile che mi può regalare un gorgonzola DOP,  una toma stagionata, una bresaola della valtellina o un piccolo salame cacciatorino…  ;-(( ( e so anche che un’atteggiamento di questo tipo equivarrebbe a proclamarsi contro lo sfruttamento minorile, contro la prostituzione e per le pari opportunità e poi affermare “Beh, ma già che sei in vacanza in thailandia, non ne approfitti anche per del turismo sessuale?”)

Sono comunque sicuro che prima o poi arriverà il momento di passare ad una alimentazione vegetariana/vegana e posso dire che questo libro ha contribuito molto a prendere consapevolezza e mettere insieme pensieri che mi girano in testa da piu di 10 anni.  quindi è un libro estremamente consigliato, sia a chi è già vegano, a chi è “solo” vegetariano, ma anche e soprattutto a chi ha già una certa sensibilità verso l’ambiente e il mondo animale ma ancora, come me, non ha avuto il coraggio di compiere questo grande passo.

Restiamo animali. Vivere vegan è una questione di giustizia
Lorenzo Guadagnucci
€ 14 Pag 254
Editore    Terre di Mezzo 2012

2 pensieri riguardo “Antispecismo: riflessioni sul libro Restiamo Animali”

  1. Che bel libro! Lo prendo di sicuro alla prima occasione! Grazie di averlo segnalato!
    Per il resto da quasi vegana penso che l’importante sia porsi le domande, riflettere, intraprendere un cammino… e ogni cosa a suo tempo. A volte poi è più convincente una bella cena veg che tanti discorsi… :-)

  2. I percorsi che portano alla scelta vegana sono molteplici, sarà quindi difficile che tutti vivano questa scelta alla stessa maniera. Personalmente ho deciso di abbandonare la dieta onnivora per motivi economico/politici: trovo aberrante che per avere tutti i giorni in macelleria tutti i tagli di carne e in grande quantità si debba sfruttare il territorio, consumare litri e litri di acqua e soprattutto forzare la naturale crescita dell’animale per mezzo di farmaci. Non voglio sovvenzionare aziende che pur di guadagnare non si curano di ciò che mettono in commercio, soprattutto in campo alimentare. Questo non fa di me una portatrice della verità morale ;P
    Saluti!

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