La neve fuori. I bimbi in casa. Come fare a sopravvivere?

In questi ultimi giorni, dopo caldissime giornate primaverili, qui da noi ha nevicato ancora. Inutile raccontarvi l’eccitazione dei bambini quando lunedì mattina si sono svegliati per fare colazione prima di andare all’asilo: sono letteralmente impazziti nel vedere – del tutto a sorpresa (Ale associa la neve all’arrivo di Babbo Natale, chissà com’è poi….) –  il solito paesaggio interamente ricoperto di bianca e soffice neve: ‘Mamma, papà usciamo?!’

nevicata in città

‘Ma certo, anzi, prepariamoci che si va a scuola!’
Ma l’inizio di settimana per noi aveva altri progetti… infatti la macchina non ha voluto saperne di accendersi, nemmeno di fare il classico cccrrrr cccrrrr gracchiante in un tentativo d’accensione. E nemmeno le spinte o le partenze in seconda son servite….

Dunque, tutti di nuovo in casa. L’umore non era dei migliori. Davide bloccato in casa senza poter andare a lavorare (che a volte è pure un piacere andare al lavoro!), io con un gran mal di testa e una nottataccia alle spalle e i bimbi supercarichi ed eccitati.
‘No, non usciamo, non si può.’
Proprio non ce l’avrei fatta ad uscire sotto la neve. Non potevo però nemmeno resistere alla loro eccitazione tramutata in frustrazione nel vedere la neve dalla finestra senza poterla toccare, annusare, gustare… Ma non per altro eh… solo che sapevo che mi avrebbero distrutto casa nel giro di mezz’ora!!! E allora???

Dovevo temporeggiare. Abbiamo così iniziato con il disegnare e rappresentare la neve in tutti i modi che ci sono venuti in mente.
Il primo è stato suggerito da Ale. ‘Prendiamo un foglio bianco e lo lasciamo così. E’ tutto pieno di neve, non si vede niente, come in Cappuccetto Bianco.’ Fantastico. Però il mantra mamma-usciamo sarebbe ricominciato a breve….

In quali altri modi allora si può rappresentare o disegnare la neve?

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