Bloggo ergo sum

 questa follia umana del “digito ergo sum”. La mia azione è reale solo nel momento in cui la comunico nel virtuale.   (diecimila.me)

un tempo erano la foto dei pescatori,  il “questa la devo proprio raccontare al bar“,  le diapositive delle vacanze….

Ora grazie al web – e sempre più spesso agli smartphone, che rendono il tutto ancora più real-time  –  qualunque gesto viene reso pubblico, postato in facebook, bloggato, instagrammato, twitterato..  la ristretta cerchia di amici a cui vantarsi  di qualcosa,   è diventata  un pubblico virtuale potenzialmente illimitato e se prima erano solo gesta più o meno epiche,  avvenimenti stra-ordinari reali o inventati  vissuti in prima persona  o a cui si era anche  solo assistito, ora non c’è praticamente azione quotidiana che non possa ( e non debba) essere “condivisa” nel mondo virtuale. Cosi col tempo  blog, facebook e istagram sono tutti diventati  un florilegio di creatività standardizzata, di  foto della propria cena, dei propri animali domestici,  dei propri amici che brindano e fanno smorfie,  dei propri figli  che sono i più bravi di tutti gli altri a fare questo o quello, foto delle vacanze,  delle proprie creazioni “artistiche” o delle proprie performance sportive.

Ma perchè abbiamo sempre più bisogno di “aggiornare” un pubblico indefinito (che va dal collega di lavoro, all’ex compagno di scuola, per finire ad qualche follower sconosciuto) su ogni aspetto della nostra vita privata? E perchè spesso perdiamo noi stessi tempo a curiosare sul web sui profili altrui?

Vanità, esibizionismo  e voyerismo? Un evidente sintomo di decadimento di questa nostra società dell’apparire e del mostrare? Bisogno di mettersi in mostra, di far vedere quanto si è più bravi, più belli, più cool? Bisogno di dimostrare agli altri, e forse anche a sè stessi di avere una vita “piena”?  Voglia di “evasione”, bisogno di creare un immagine virtuale di sè migliore di quella reale? Bisogno di sentirsi ammirati, ricerca di approvazione? Sintomo di un ego spropositato o  di una bassissima autostima?

Insomma,  qual’è il motivo che spinge tutti noi a tenere un blog, postare foto in Instagram o aggiornare il profilo Facebook in modo compulsivo?

 

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16 pensieri riguardo “Bloggo ergo sum”

  1. Ma perché compulsivo? Non tutti e non per forza lo sono.
    Personalmente uso fb come un modo di restare in contatto con amici lontani, e il mio piccolissimo blog solo come hobby, mi piace scrivere, mi piace condividere.
    Non lo vedo come sinonimo di vantarsi.

    1. certo Pippi! questo post è in parte una provocazione, in parte una riflessione.
      perchè anche a noi piace scrivere, piace condividere, piace tener traccia delle “evoluzioni” (non necessariamente in senso di progresso / miglioramento ma semplicemente di cambiamento) del nostro pensiero e della nostra vita quotidiana. e ci piace diffondere molte delle cose che ci appassionano e di tutti i “motivi” che abbiamo menzionato, il vantasi è proprio quello che nun c’azzecca proprio!
      Però per noi tenere il blog e aggiornare facebook (sia per scrivere che per curiosare) compulsivo lo è eccome!! ;-)))

  2. Io sono una che ha sempre raccontato i fatti suoi (ma sono brava a tenere i segreti degli altri), nel bene e nel male. Mi piace raccontare qualcosa che mi rende felice, mi meraviglia, mi sorprende come un bambino e credo che condividerle allieti gli altri come è stato per me, così come mi alleggerisce l’animo raccontare cose che mi rendono triste, reccontare i fallimenti ed espormi mi obbliga a fare i conti con l’opinione altrui e mi spinge a migliorarmi. A volte capita che ci rimango male ma poi imparo sempre qualcosa. Insomma “ricomincio da tre” 😉 poi credo che mostrando ció che facciamo, visto che non siamo molto bravi, altri possono prendere coraggio e provare a fare del loro meglio; ecco perchè condivido.
    Qualche volta devo dire che è bello sentirsi dire “brava” da chi segue quello che condividi e rileggerlo quando sei un pó giù, mi ha aiutato quando mi sono trovata sola nel portare, allattare o decrescere.

  3. come hai sottolineato, mi hai provocato e fatto riflettere.
    io non ho facebook nè twitter e ho scelto di avere solo un blog (anzi ne ho due ma uno è per lavoro) perchè lo preferisco come modo di comunicazione: lo trovo più lento, meno – appunto! – compulsivo, e inoltre mi permette di parlare e spiegarmi meglio (e a me piace tanto sia scrivere che parlare).
    rimane la domanda “perchè e a chi devi spiegarti”. credo che l’autorappresentazione sia un bisogno insito nell’uomo (appunto, le chiacchiere del bar, i racconti dei pescatori e dei cercatori di funghi!!) e internet offre molte più possibilità da questo punto di vista.
    riconosco che da parte mia ci sono stati sicuramente questo bisogno e questa motivazione di fondo, ma c’è anche un’altra cosa che è cresciuta col tempo e che ora è diventata la motivazione più bella: è che è vero che con molte persone i contatti sono superficiali, c’è chi ti segue non perchè gli interessa quello che fai (che è il motivo per cui di solito io seguo gli altri) ma solo perchè vuole che ricambi il contatto o che voti i suoi post in qualche gara o che visiti il suo negozio eccetera, ma ci sono delle persone con cui si è creato un rapporto bellissimo, con cui il contatto è andato oltre il commento al post ed è diventato mail, scambio di favori, progetti da fare insieme… qualcosa che si sta avvicinando all’amicizia.
    ed è vero che le amicizie virtuali non possono sostituire quelle reali, però possono integrarle, magari (come nel mio caso) quando quelle reali sono lontane o sono con persone che vivono vite molto diverse dalla tua e che non hanno vissuto quell’esperienza che indubbiamente ti cambia, cambia la tua vita, i tuoi discorsi e i tuoi bisogni, che è la maternità.

    1. hai perfettamente ragione Francesca. la motivazione più bella è proprio quella che hai menzionato. i rapporti che si instaurano con le persone che si “followano” a vicenda, che spesso sono tutt’altro che virtuali!

  4. credo che sia una necessità di lasciare traccia di sè… un po’ come i ns antenati “bloggavano” nelle caverne, fa parte di noi, non possiamo farne a meno :)
    a volte è una necessità, altre lo si fa per “goliardia”, altre ancora per confronto e consolazione, altre per fermare il tempo in un click (che sia di una foto o l’invio di un post).
    La vita è così vorticosa che mettere un punto qua e là ci dà dei punti di rifermento da cui poter ripartire se improvvisamente il ns motore va in folle.

    1. mi piace l’idea dei camuni graffitari e blogger!! ;-)) e si, un altro motivo è proprio il fermare il tempo, perchè è bello anche curiosare nei vecchi post, nostri o altrui, per riscoprire foto dimenticate, rileggere vecchi pensieri e guardarsi indietro con leggerezza, tenerezza, nostalgia e si spera con un pizzico di “saggezza” in più.

  5. Sai che me lo sono chiesto anche io. Come mai un “orsetta” come me ha deciso di condividere parte della sua vita? Io credimi non posso proprio vederci un voler apparire perchè io ho sempre cercato di non apparire. Non sono una che non ha stima di se ma non mi piace raccontare dei miei successi, non mi piace condividere apprezzamenti ricevuti e non amo racconatrmi in generale. Un ascoltatrice da sempre eppure il mio blog mi da tanto. Trovi che sia impossibile solo voglia di condividere? Un condividere solidale e non pubblicitario. Adoro scrivere, la scrittura ha un potere terapeudico. Scivendo delle mie passioni ho la gioia di condividerle con chi ha le stesse passioni e in più fisso i momenti importanti. Le mie parole arrivano chissa dove portandomene delle altre. Il modo per esprimermi e per rifuggiarmi da cio che non gradisco. Il mio blog è stimolo positivo, ricchezza e insegnamento.

    1. io ho sempre cercato di non apparire / non sono una che non ha stima di se ma non mi piace raccontare dei miei successi,

      esattamente! eppure siam qui a condividere per filo e per segno, alti e bassi della nostra vita famigliare 😉 ed è esclusivamente proprio voglia di condividere.

  6. Ecco bravi, perchè? a volte me lo chiedo anch’io… io ero di quelle che Fb non lo volevo all’inizio, pensa che mi sono iscritta 3 anni fa (?) per seguire il gruppo del portare… e il blog? fino a un paio d’anni fa non sapevo neanche in cosa si differenziassero da un sito. Poi gli amici e i conoscenti hanno iniziato a chiedermi perchè NON condividevo anche con gli altri quello che facevo, perchè a loro avviso poteva essere utile per qualcuno, fosse una ricetta, un consiglio sulla pasta madre, una passeggiata, un’attività anche semplice con le bimbe… e alla fine mi sono “e perchè, no?” Se posso essere utile anche ad una sola persona ben venga! Poi nel mio caso è un gran risparmio di tempo avere un luogo virtuale al quale rimandare chi mi chiede un consiglio (non immaginate quanto tempo ho passato al telefono con persone varie per via della pasta madre…). Per quanto riguarda fb, a volte è un modo per sentirsi meno soli, per condividere i momenti difficili e accorgersi che in molti ci sono passati… una sorta di pacca sulla spalla… E infine senza tutto questo non conoscerei personalmente persone bellissime come voi!

    1. certo Daria! non è questione di essere migliori o piu bravi. semplicemente, se qualcosa mi appassiona, spero e immagino che quella cosa possa appassionare anche altri perciò perche NON condividerlo, perchè NON diffonderlo ? ( e sapessi in quante circostanze mi sono detto ” se solo l’avessi scoperto prima!” e ho rimpianto il non aver avuto myspace x la musica, youtube x i video di snowboard e skate, e blog “letterari” in generale quando ero piu giovane) . e davvero vale per tutto quello che ci riguarda, dai pannolini lavabili, alla slackline, dall’heavy metal alle ricette, magari non tutto viene accolto o apprezzato. ma magari si scoprono anche strane alchimie. ma soprattuttto è moolto moolto piu facile entrare in contatto con persone che per gusti ed interessi sono in sintonia con noi. e tra un contatto e l’altro, un commento e un like, possono nascere delle vere e proprie amicizie!

  7. Da quando è nata la rete ho conosciuto un sacco di persone che condividono la mia stessa passione (guarda caso l’arrampicata 😛 ) e mi ha fatto viaggiare e conoscere luoghi e persone meravigliosi. E ora tutti a chiedermi dove ho comprato sta benedetta fascia delle foto e in tanti che portano anche grazie a quelle foto. Condivisione. E forse Valeria hai un pizzico di ragione anche tu, qualche conferma e qualche palata in faccia ogni tanto servono. Peace.

  8. Ciao, è da un po’ che vi seguo saltuariamente ma non ho mai commentato (sono timida! 😉
    Belle domande, queste che fate; è vero, ormai passiamo sempre più tempo davanti al computer tra blog e social media, spesso in modo compulsivo – soprattutto se lavori con il pc: vuoi prenderti due secondi di pausa, cosa fai? Vai su fb! Personalmente uso fb solo per mantenere il contatto con amici lontani, ma mi piace per esempio condividere le foto su flickr, e da poco ho creato anch’io un blog. E la domanda che mi pongo io stessa è, appunto: perchè? (vedi timidezza di cui sopra…) In questi pochi giorni di vita del blog mi sono resa conto che mi piace condividere le cose che mi piacciono (uh, che pasticcio di parole, scusate!) e lo trovo stimolante.
    Certo è che una volta,quando non c’erano fb, blog e internet in generale il tempo lo passavamo in modo diverso (come? non mi ricordo più, ahimè…), mentre adesso mi rendo conto che spesso butto letteralmente via il tempo davanti allo schermo. Ecco, questa è una cosa che non mi piace. Detto questo, vi saluto e vado a dedicarmi a qualcosa di socialmente utile (cioè pulire la verdura per il pranzo :)

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