Bimbi in cucina: le prime scoperte

Da che età si può iniziare a far giocare un bambino a fare il cuoco in cucina?

giocare con la farina

Bè, secondo me l’inizio del ‘gioco’ corrisponde alle prime esperienze del bambino con gli alimenti, allo svezzamento insomma.

Inizialmente per i piccolissimi, soprattutto (ma non solo!) se allattati al seno, il cibo solido non è interessante, attraente dal punto di vista culinario, ma è qualcosa da scoprire, toccare, sentire, annusare, manipolare, schiacciare e sì, da portare alla bocca per analizzarne consistenza, sapore, temperatura, …

bimbi in cucina: la farina

Ecco allora che, con la dovuta cautela, precauzione e la rigorosa supervisione da parte di un adulto si possono proporre degli alimenti con cui giocare anche a bambini sotto l’anno di età .

In queste foto Fede aveva circa 9-10 mesi e si divertiva a scoprire le caratteristiche di un piccolo mucchietto di farina: colore, impalpabilità, leggerezza,…

bimbi in cucina a 10 mesi

Questo approccio giocoso con il cibo ( approccio che va differenziato durante i momenti del pasto) faciliterà inoltre un buon avvio ad una corretta educazione alimentare. Ecco, magari i risultati non si vedranno subito, ma… abbiate fiducia!

E voi lasciate giocare i vostri bambini con il cibo? Durante il momento del pasto o in occasioni differenti? Come si comportano loro?

14 pensieri riguardo “Bimbi in cucina: le prime scoperte”

  1. Ma certo che si! Vedessi che pastrocchi fa Elena… e poi se li mangia e beve anche! Però la cosa preferisce in assoluto è impastare o meglio infilare le dita nell’impasto e mangiarne pezzettini!

    1. eheh sulla piccola elena non avevo dubbi! con una mamma e una sorella sempre con le mani in pasta (madre pure! ) non poteva essere altrimenti!
      che dici, visto che sei anche tu al secondo esperimento di piccoli cuochi hai qualche consiglio da dare a chi si vuole buttare nell’impresa? :d

      1. I consigli secondo me sono sempre gli stessi, assecondare i gusti e le preferenze del bimbo e non stressarlo mentre gioca con la pulizia, ovvero per noi mamme farglielo fare se abbiamo voglia di pulire. Personalmente ho notato che Elena è molto più “fisica” di quanto lo era Alice, nel senso che ad Alice ha sempre dato fastidio avere le mani appiccicose o sporcarsi troppo, mentre Elena non si fa problemi, infila le manine in qualunque impasto o intruglio!

  2. E’ bellissimo vederli quando esplorano il cibo! Chiara ha quasi 13 mesi e spesso capita che mentre preparo da mangiare lei giochi con alcuni ingredienti. Mi è capitato più volte di lasciarla giocare con la verdura ( verza, cavolo romano, broccolo) e vederla “studiare” le diverse texture con le ditina e anche con la bocca; arrabbiarsi con le foglie che non si staccano; assaggiare e poi sputacchiare la verdura cruda.
    Per quanto riguarda la pappa vera e propria al momento del pasto ha quasi sempre davanti a sè una piccola ciotolina con due cucchiaini con dentro una piccola quantità di cibo. Mentre io la imbocco dal piatto grande lei può liberamente mangiare dal suo piattino con le mani o con i cucchiaini. All’inizio è stato un po’ faticoso perchè dopo la pappa andava messa praticamente sotto la doccia e la cucina diventava un campo di battaglia! Adesso però senza che nessuno insegnasse nulla e la forzasse, Chiara utilizza discretamente il cucchiaino, alternandolo alle ditina e centrando spesso la bocca!
    L’unico problema lo abbiamo avuto con i colori a dita, che messi nelle ciotoline sono stati (forse) scambiati per cibo e divorati dalla mia piccola onnivora non molto interessata al fatto di lasciare traccia su un foglio….vabbè ogni cosa verrà a suo tempo!

    1. eh si laura, bisogna dotarsi di tanta tanta pazienza con i più piccoli, ma sono convinta che lasciarli sperimentare, come tu stessa stai sperimentando, tornerà sicuramente a nostro vantaggio: i piccoli acquisiscono piccole autonomie, dopo averci osservato e spiato a lungo finalmente hanno la possibilità di provare…a sbagliare!
      e se è vero che ‘sbagliando si impara’.lasciamoli sbagliare!!! ;P

  3. Con questo figlio non ho il coraggio di lasciargli sporcare… eppure è il secondo, dovrei essere più “free”, invece… sarà che poi ho anche meno tempo per pulire?
    Domenica pomeriggio gli ho dato una manciata di riso crudo e ne ho trovato fin dentro al pannolino 😀

    1. bè claudia l’hai detto tu…il tempo!!!
      è ovvio che se con un bambino ci vuole pazienza con due oltre alla pazienza ci vuole anche una buona organizzazione!
      tieniti una giornata ‘buona’ a disposizione, una di quelle in cui sai (o ti auguri!) che puoi permetterti magari di posticipare le pulizie e poi buttati. e ovviamente torna a raccontarci i risultati! 😀

  4. Io sinceramente ormai ho messo il cuore in pace: in una casa in cui ci sono dei bambini è impossibile che regnino l’ordine e la pulizia perfette, insieme all’allegria. Preferisco lasciar fare loro (nei limiti del ragionevole) e poi pulire prima della cena, magari con l’aiuto, quando è possibile, dei piccoli.
    La farina resta uno degli elementi più gettonati, piace anche ai più grandi infilare le mani in pasta, travasare, mettere acqua e coloranti. Provare le diverse consistenze e aver risultati sempre diversi. Vedo quanto è terapeutico, per me, affrontare una bella massa di pasta. Soprattutto nei mesi invernali, quando per forza non si può uscire e giocare con l’erba e la terra, una bella “infarinata” per noi è necessaria.
    Poi ci si fa un bel bagno. E il folletto fa sparire tutto quel che è rimasto sul pavimento.
    Piuttosto capita a me, quando vado a scuola a prendere gli altri, di scoprirmi le maniche ancora infarinate…

    1. secondo me può essere anche una buona occasione per ridimensionare.
      insomma passare un bel pomeriggio a giocare e divertirci con i nostri figli concedendo oltre che a loro anche a noi stessi qualche piccola trasgressione può valere qualche ora di riordino e pulizia
      per quanto mi riguarda il contributo di ale (per fede è decisamente presto) è ancora simbolico nella fase post-bellica che vive la nostra povera cucina ma anche questo può essere una parte del gioco decisamente educativa: fare casino è concesso ma poi….tutto a posto!
      per le maniche infarinete concordo e rilancio anche con le dita dipinte, ma non con lo smalto! 😀

  5. tra qualche mese cominceremo anche con ciccino ad esplorare il cibo e mi farò aiutare anche dal fratellone in questa avventura. Non vedo l’ora! 😀
    Sai qual’è la cosa che mi ha aiutata di più leggendo i vostri post a tema educativo? Il vostro “abbiate fiducia”; perché è vero che i risultati non si vedono subito e non è detto che siano esattamente quelli attesi, ma quando vedi che la fatica di crescerlo con certe attenzioni porta i suoi frutti, è meraviglioso.

  6. Certo!!! Giosuè ha 9 mesi e mezzo e gli piace tantissimo infilare le sue paffute manine in qualsiasi tipo di sostanza, dalla pasta all’albume appena montato. Noi stiamo attenti a differenziare i momenti di gioco e scoperta/pasticciona dai pasti. Adora una ciotolina piena di parmigiano…non ti dico l’odore di pecorelle dopo. Non gli do in mano biscotti o grissini perché li infila dritti in gola, idem cucchiai. Gli bastano le manine.

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