Tempi di crisi

salvadanaio maialino“Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi è l’incompetenza.
Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito.
E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”.


Albert Einstein

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21 pensieri riguardo “Tempi di crisi”

  1. Bello,bello,bello…ora lo appiccico alla mia lavagnetta dei buoni propositi e ne stampo una copia in più per tutti quelli che fanno lamentele sterili.

  2. Un genio, indubbiamente.
    Io aggiungo le mie più umili riflessioni, quelle che fanno sì che la gente mi guardi come se fossi una marziana quando le esprimo. Io non sono così terrorizzata da questa crisi. Primo perché le crisi economico/finanziarie sono ricorrenti. Secondo perché spero davvero che questo modello di economia (a livello globale) vada in crisi perché è profondamente sbagliato. Infine perché credo che a soffrirne di più saranno i super-ricchi, quelli che hanno puntato tutto sui soldi, la finanza, i mercati. Per noi che viviamo con uno stipendio, che abbiamo già abbracciato un modello di decrescita, che ci autoproduciamo molto, che abbiamo una rete sociale intorno, che acquistiamo direttamente dai produttori grazie ai GAS, che in banca non abbiamo soldi, ma debiti… ecco, per noi ci potrebbe essere un dover stringere un po’ di più la cinghia, un dover contare di nuovo le piccolissime spese (dico di nuovo perché abbiamo già vissuto anni in cui 5 euro facevano una bella differenza), ma abbiamo puntato la nostra ricerca della felicità su altre cose, meno materiali e quindi intoccabili dalla crisi in arrivo.
    E poi, penso, ci sarà una ripresa positiva, il modello “vincente” sarà il nostro, quello che si sta diffondendo un po’ alla volta grazie ai movimenti di cittadini attivi, ai GAS, alle associazioni…
    Ottimista e sognatrice? Un po’… ma mi piace sperare in un futuro radioso per i miei figli.

    1. be’, credo, anzi so, che è un discorso molto più complicato di come la state mettendo giù voi…
      diciamo che prima o poi il capitalismo, così come è successo col medioevo, col rinascimento e come qualsiasi altra epoca storica, finirà.
      sarà un momento davvero drammatico.
      temo pieno di maledizioni, piuttosto che di benedizioni, almeno a breve termine.
      forse poi…
      ma “poi” temo sia il tempo dei figli dei figli dei figli.
      mi piace la vostra analisi romantica della situazione che stiamo vivendo.
      me se dovesse davvero peggiorare, se doveste vivere la fine dell’epoca storica che stiamo vivendo da tre o quattrocento anni, smettereste di filosofeggiare.
      provate a pensarci, perchè prima o poi capiterà.
      credo non sia già giunto il momento (ahimè o per fortuna, valutatelo voi).
      ma che ne so io?
      e che ne sapete voi?
      tiz, “intoccabili dalla crisi in arrivo”?!?
      perchè hai “una rete sociale intorno”?
      perchè “abbiamo già abbracciato un modello di decrescita”? bravi, davvero, sono con voi! ma non ti rendi conto…
      perchè “ci autoproduciamo molto, acquistiamo direttamente dai produttori grazie ai GAS, in banca non abbiamo soldi, ma debiti”???
      non esisterebbero più i debiti!
      lo stesso concetto di “debito” non avrebbe più senso!
      forse lo steso concetto di “numero” perderebbe senso.
      prova a pensare ad un mondo in cui il concetto di “numero” non avesse più alcun senso.
      per come siamo messi adesso, è un’astrazione mentale, sono d’accordo.
      però prova a pensarci…
      sarebbe un momento davvero interessante.
      forse il più interessante che potremmo mai vivere.
      secondo solo alla caduta di un asteroide sulla terra.
      ma altrettanto drammatico.
      un consiglio: guardatevi “Too Big to Fail – Il crollo dei giganti”.

        1. chi???
          cosa???
          1 2 3 4 …
          5 6 7 e otto.
          9 e dieccccci!
          …senza tralasciare l’importanza dello 0 (zero, sofia. ZERO).
          che dici, che chiedi, che vuoi?
          dici:
          “…addirittura il concetto di numero?…non mi risulta sia stato concepito “in occasione” del capitalismo…”
          inizia a cercare di esprimere le tue idee in maniera che qualsiasi altro essere pensante (delfini e scimmie escluse) possano argomentare pro o contro!
          umilmente, io ci rinuncio.
          il linguaggio è una convenzione, sarai d’accordo con me.
          ma è utile!
          fidati.
          tu non sei abilissima in materia.
          ti ricordi quando alle medie ti dicevano: “è intelligente, ma non si applica abbastanza”?
          sbagliavano!
          che cazzo dici, tesoro?
          non devi neppure leggere, studiare, impegnarti, approfondire…
          nulla di tutto ciò. ragiona, provaci.
          il capitalismo è fondato sui soldi (la faccio semplice).
          i soldi si basano sui numeri.
          1 euro è meno di 2 euri.
          qui c’entra anche un po’ di matematica.
          basilare, ma pur sempre matematica!
          torniamo ai numeri: prova ad andare in banca a trattare il mutuo di casa tua con 100 (è un numero!) euri di stipendio!
          cacchio usa il cervello, maledizione!!!
          il tuo quoziente d’intelligenza viene, ahitè, valutato con un altro numero.

          io sono solo un povero scemo, ma, e dammi del pazzo, tu sei peggio!
          sono stato cattivo?
          te lo meriti!
          e avrei potuto fare di peggio!
          mio papà mi ha sempre detto (e questa te le regalo): “sempre meglio tacere e dare l’impressione di essere un asino, piuttosto che aprir bocca e darne la sicumera”.
          prima che tu lo chieda a te stessa, “sicumera” significa “certezza”.
          fantastica:
          “…addirittura il concetto di numero?…non mi risulta sia stato concepito “in occasione” del capitalismo…”
          sofia, svuota il cassonetto dei pannolini!
          la puzza inizia a darti al cervello!

  3. Non so chi tu sia Aldo, ma, se al primo commento mi avevi stuzzicata, al secondo mi hai disgustata.
    Innanzitutto rispondo al primo: hai, ahimè, iniziato la tua “filosofeggiata” partendo da un punto sbagliato… Io non mi sento “intoccabile dalla crisi” perché ho una rete sociale intorno ecc, se rileggi meglio capirai che quel “intoccabili dalla crisi in arrivo” non ri riferisce a me/noi, ma ai valori sui cui io e la mia famiglia abbiamo fondato la nostra vita. L’amore, la condivisione, il tempo, la pazienza, il sapere, l’apertura mentale… non sono valori che una crisi economica possa spazzare via, come farebbe con titoli e BOT.
    Lo so che il concetto di debiti non esisterebbe più, quello di numeri sì. Potrò ancora chiedere 2 metri di stoffa in cambio di 20 uova. O 3 chili di formaggio per 2 magliette e 4 calzini…
    E poi non calcoli che quelli che hanno i pannolini puzzolenti da lavare come me, la famiglia Equazioni o Sofia stanno già lavorando per ricostruire… sono i fatalisti snob come te (sempre che tu sia ciò che cerchi di dare a vedere) che non sapranno da che parte girarsi e che riusciranno a riprendersi solo dopo qualche generazione…

    1. Quell’Einstein lì,mi pare quasi un genio! =)
      Condivido in toto il pensiero di Tiz: w la decrescita felice e tutto ciò che porta con sé!
      Aldo:ma che c’azzecca il tuo commento???Il primo é uno spunto di riflessione,ma…perché incattivirsi così??Mah.

  4. Carissimo Aldo,
    mi dispiace che per far valere le tue opinioni tu le debba urlare con tale veemenza e sicumera, che tra parentesi non vuol dire proprio certezza ma più presunzione (se ne sai percepire la differenza): non risultano certo più convincenti. Forse ti sei reso conto di aver detto una…ops cagata!
    Pensavo che il mio commento fosse intuibile a tutti, evidentemente non è così, la prossima volta faccio lo spelling.
    Allora… in questo blog tutti sappiano contare e mi fa piacere che anche su di te gli esercizi al pallottoliere abbiamo avuto i loro effetti, ma parlare di soldi e parlare di numeri non è la stessa cosa: i numeri identificano rapporti e grandezze che vanno ben oltre la misurazione di debiti e i calcoli di interessi….pensiamo, non so, alla composizione della musica, che altro non è se non la realizzazione di un’armonia tra numeri, pensiamo a quanta matematica c’è nella grammatica di una lingua, pensiamo che lo stesso Einstein citato nel post si avvalse dell’aiuto di un matematico per la formulazione delle sue teorie, fino ad arrivare a Pitagora, per il quale i numeri avevano addirittura un significato qualitativo e non solo quantitativo…..quindi dire che con il crollo del capitalismo anche il concetto di numero perderebbe senso mi sembra proprio esagerato!!!!A dir poco esagerato…..hai capito adesso Aldo? Che poi….il capitalismo sia basato sui soldi…..perché prima del capitalismo e soldi non c’erano?????…..Più scrivo e più mi rendo conto che il tuo sproloquio non meritava neanche una risposta….
    Personalmente non ho paura della crisi del capitalismo, l’umanità ha sempre trovato un modo di reinventarsi, anche dopo il medioevo, anche dopo il rinascimento etc. …. io ho paura dell’ottusità di persone come te!

  5. Scusate ho fatto qualche errore di battitura, che sicuramente il precisissimo Aldo noterà…ma tutta questa arroganza elargita in modo così gratuito mi ha fatto venire gli sgrisoli alle dita…

  6. eeeh, che polverone!!!
    vedete che quando volete anche voi sapete tirare fuori i vostri personalissimi attributi!?!
    brave!!!
    brava a sofia, soprattutto!
    sono d’accordo con lei.
    su tutto.
    brava.
    posso solo aggiungere che i numeri sono filosofia…
    ma a questo punto, ho paura io del suo giudizio critico!
    😉
    nel primo ti ho stuzzicata.
    nel secondo, ti ho fatto arrabbiare.
    il tuo commento migliore è stato il secondo.
    incazzati sempre, sofia!
    c’è bisogno di gente incazzata!
    ciao

  7. però…
    chi ve li darebbe mai 2 metri di stoffa in cambio di 20 uova. O 3 chili di formaggio per 2 magliette e 4 calzini…
    io mi terrei le uova e il formaggio!
    va bene il baratto, ma…
    sempre annullamento dei numeri si tratta.
    incazzatevi però!
    finalmente.
    e fatelo pubblicamente.
    quotidianamente!
    viva la visibilità!
    brave! e grz alla famiglia equazioni x il confronto che ci offre.

  8. allora. diciamo che Aldo ha un pò esagerato e calcato la mano soprattutto sui toni. però indubbiamente dall’ultimo commento si capisce che è stato volutamente provocatorio e diciamolo – antipatico – per in qualche modo “stimolare” la discussione e la riflessione.
    cerchiamo di tralasciare le polemiche. e gli insulti. e concentriamoci sulle idee, e perchè no sugli ideali. che ci spingono ad andare avanti e reagire alla crisi. che tra parentesi, se crisi deve essere .. crisi sia. magari ci si da tutti una svegliata e si cambia – finalmente – rotta.

  9. Tiz ( e Sofia ) siamo d’accordo con voi. però anche Aldo ha in parte toccato il punto. non è proprio solo l’avere una rete di relazioni, l’autoproduzione o il baratto che può salvarci dalla crisi – del capitalismo. Come ha scritto Latouche parlando di Decrescita, la decrescita va bene, è la via per salvare il pianeta e l’umanità dal suicidio capitalistico, ma bisogna stare molto attenti. è un cambiamento innanzitutto culturale che può rivelarsi molto pericoloso. soprattutto nella fase di transizione. non c’è nulla di più pericoloso della decrescita (del pil) in una società che ancora ruota sulla crescita, come non c’è nulla di più dannoso dell’assenza del lavoro in una società che ancora si basa esclusivamente sul lavoro (inteso non come attività “produttiva” e operosità in genere, ma proprio come lavoro salariato – alle dipendenze o da liberi professionisti non importa). Di sicuro i valori e gli ideali che ci spingono. e ci uniscono. sono “intoccabili” dalla crisi. crediamo nella cooperazione, nella condivisione, nella reciprocità. e questi ideali e modi di vivere non dipendono dal capitalismo, dal lavoro, dal pil e nemmeno dai numeri ( a meno che non consideriamo il “numero” di persone necessario a creare un gruppo/ una rete di relazioni). ciao!

    1. apprezzo, condivido e chiedo anche scusa, che non è da poco.
      per i toni.
      inopportuni ed inadeguati.
      esagerati, forse esasperati.
      fuori luogo, forse.
      forse.
      comunque, scusa.
      solo una cosa, mamme (e papà) che seguite queste quisquilie di questo blog di equazioni.
      incazzatevi!
      siate severe come lo siete state con me.
      arrabbiatevi contro l’ignoranza. bacchettatela, punitela.
      foss’anche un errore di ortografia, denunciatela.
      foss’anche un “a me mi”, punitela con una battuta sarcastica.
      non perdonate nulla, siate inflessibili.
      e questo pensiero, condividetelo coi vostri amici!
      sarà merito di chi sbaglia, chiedere scusa.
      un abbraccio
      a me mi dispiace di aver esagerato un pochino…
      ciao!

  10. Ero tornata per dare l’addio alla discussione, le provocazioni e lo scambio di opinioni mi piacciono, ma la maelducazione no; questi vostri ultimi interventi mi fanno ricredere, soprattutto il tuo, Aldo.
    E quindi scrivo altro, ti do ragione, capisco che il mio commento poco sopra, a chi non mi conosce, possa sembrare una sorta di resa, un “io mi sto facendo il mio rifugio, quindi può anche crollare il mondo”.
    Be’, non è così. O meglio, non è solo così. Io credo che sia giusto lavorare per un mondo migliore, ma credo che lo si debba anche pretendere. Uno dei diritti a cui mi rifiuto di rinunciare è quello all’indignazione. Non sopporto i vari “Stai calma” “Abbassa i toni”, gli intrallazzi per non fare troppo casino ché poi quello non ti saluta più o si offende…
    Non parlo solo a livello nazionale, mondiale, parlo anche delle piccole realtà, della scuola, dei Comuni. Parlo dei blog e dei forum dove uno con quattro citazioni dotte pensa di poter elargire la verità assoluta. Perché tutto questo è legato, se il mondo va a rotoli è per un milione di motivi, è perché la gente arrogante non tace, perché quelli che sanno tacciono, quelli che hanno idee non partecipano, quelli che partecipano non hanno idee…

    Vivo nell’ormai mitologico Nord-Est, Aldo, l’ignoranza la conosco, e non parlo solo della mia, di misero perito senza laurea e studi classici, parlo di quella che fa chiudere i libri, piantare croci, guardare torvo chiunque sia “diverso”… io questa ignoranza la incrocio e la combatto tutti i giorni. Ho imparato a farlo collaborando con altri, portando esempi di atteggiamenti diversi, creando rete, sostegno, accoglienza. E rispondendo a tono quando serve… Se poi questo mi taglia fuori dalle riunioni “mammesche” anti-maestre/scuola/preside o fa sì che il sindaco non mi rinnovi l’invito a candidarmi come consigliere per un nuovo mandato… pazienza. Io, tanto non mollo.
    Spero di non aver sparato troppe stupidaggini, vista l’ora… buona notte!

    1. Bè che altro dire….Aldo quando ho letto la tua risposta mi sembrava di essere su una candid camera….”ho vinto qualcosa!!?!!” mi son detta…. no dai a parte gli scherzi…. si va bene la rabbia, va bene incazzarsi ma penso che vada bene anche il buon senso di incazzarsi quando ne valga la pena…. e comunque ci si può incazzare mantenendo sempre il rispetto per il proprio interlocutore, si possono alzare i toni senza diventare maleducati. Detto questo anche io vi devo delle scuse, non sono stata neppure io un esempio di buona educazione….ma il commento meritava una risposta a tono.
      Ringrazio Equazioni per aver fatto un sunto preciso ed equilibrato della discussione, concordo in pieno con quello che dite. A me incuriosisce soprattutto quale nuovo sistema di produzione verrà fuori da questa crisi e come verrà riorganizzato il lavoro, certo non potrò assistere personalmente a queste novità, ma me le racconteranno i miei bis o tris nipotini o magari i loro figli quando saremo tutti insieme allegramente in paradiso….
      Apprezzo le persone che come la famiglia Equazioni o Tiz (e magari anche tu caro Aldo e moglie!) si sforzano per creare se non una soluzione alla crisi, perlomeno una possibile alternativa al modo di vivere attuale che è ormai diventato insostenibile. In particolare mi piace la riscoperta del creare le cose con le proprie mani, come si dice “fatto con amore”. Quest’inverno ho potuto visitare vari mercatini di Natale e ho felicemente constatato che le bancarelle che proponevano oggettini fatti a mano magari con materiali di riciclo erano diventate, da quelle mosche bianche che erano qualche anno fa, la maggioranza. Per non parlare delle mamme che grazie a questo meraviglioso canale che è internet riescono a commerciare i loro prodotti che non possono essere più giusti e ben fatti perché testati personalmente sui propri figli, proponendo poi un nuovo modo di commerciare scevro da quella spietata ingordigia a cui siamo abituati. E questo non è romanticismo sono fatti concreti, sono nuovi modi di pensare e di agire che stanno affiorando sul panorama di questa società in decadenza. E’ creatività che emerge dall’angoscia, per ritornare alla citazione da cui siamo partiti… alle parole di questo grande scienziato che era anche (secondo me) anche un gran maestro di vita, parole e pensieri (i suoi e quelli degli altri Grandi) su cui ogni tanto dobbiamo tornare a riflettere perché ci ricongiungono con la nostra umanità. Un bacio a tutti e buon week end. Ciao!

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