E’ solo un altro morto sul lavoro

 – E’ morto Simoncelli!
E chi cavolo è?!?
– Massì, il pilota di moto! 
Ah… boh.  ( e in fondo, chissene, questo a volte,  il mio grado di alienazione dalle cose del mondo, a cui si aggiunge una pressochè totale impermeabilità alle notizie sportive in generale e al gossip).

Però a sto punto un minimo di curiosità mi viene e una rapida googlata mi fa tornare alla mente il riccioluto campione erede – rivale – amico di Valentino Rossi, visto giusto un paio di volte in qualche servizio delle Jene.  Poi, giusto per dovere di cronaca (nera)  guardo un paio di volte il video della caduta fatale.  Un brivido,  un pò di umano dispiacere per la morte di un giovane ragazzo, e per la famiglia che ha perso il figlio,  ma tutto finisce lì.

Poi – come per la morte di Steve Jobs ( e qui non posso non citare Spinoza.itSe ne va il profeta del “pensare differente”. Su Facebook milioni di giovani lo ricordano impostando lo stesso avatar.) – ecco spuntare in facebook decine e decine di messaggi di cordoglio, saluto, commemorazione. 

Tra tutte, solo una si merita un like “Cazzo, un altro morto sul lavoro!”.  Più o meno la stessa cosa che avevo appena pensato e detto a Francesca.   Insomma, in fin dei conti è una delle tante morti sul lavoro,  perchè deve monopolizzare l’intero sito del Corriere, quando il giorno prima è stato ucciso Gheddafi, e la Merkel e Sarkozy ( e tutta la sala stampa presente)  hanno ridacchiato in seguito ad una domanda su  Berlusconi (vedi il video qui)??   Più o meno è la stessa cosa che penso ogni volta che muore un militare in qualche missione di pace (…!!!…) .   Oh. era là per sua scelta,  pagato, consapevole del rischio,  stava facendo semplicemente il suo lavoro quindi non rompetemi i maroni con la storia dell’eroe.  E non venitemi a raccontare che era là a salvare vite, portare la democrazia, a lavorare per me e per difendere anche me, la mia libertà e la mia patria….

Pertanto, tutto rispetto davanti alla morte, davanti al lutto di una famiglia distrutta, davanti al dolore dei famigliari o figli che lascia. Enorme dispiacere per una vita spezzata.  E nel caso di Simoncelli, per alcuni anche una grandissima perdita dal punto di vista sportivo, persino affettivo. Ma per favore ridimensioniamo la questione, e non per sminuire la sua morte ma per riflettere un pò di più sulle morti sul lavoro vere.    Quelle morti che avvengono ogni giorno senza che nessuno ne parli:  ogni giorno ci sono almeno 3 morti sul lavoro in Italia ma non interessano mai telegiornali e quotidiani a meno che non avvengano contemporaneamente nello stesso posto (allora si..  giusto per qualche giorno, grande scandalo!!,  grande commozione, grande indignazione e tante parole – ma neanche cosi tante)

Quindi scusate se cinicamente e retoricamente leggendo su Facebook citazioni come questa

“Non hai paura di ammazzarti se fai un incidente?”
”No. Si vive di più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera.”[Marco Simoncelli]

a me viene solo in mente la stessa ipotetica intervista rivolta però un muratore/operaio/ecc. il quale potrebbe solo rispondere “e beh. certo che ho paura, ma non abbiamo tutele e non si puo rompere troppo con la storia della sicurezza perchè c’è la crisi, e mi devo tenere stretto il posto di lavoro e la pagnotta a casa devo portarla…!”

e quindi, altrettatto retoricamente, almeno finchè non verrà data ad ogni singola morte bianca la dignità che merita e lo spazio che gli si deve sui mezzi di informazione,  (ma cercando di stemperare un pò l’acidità di questo post), vi lascio con la splendida canzone di Caparezza che parla appunto degli eroi delle morti bianche.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HPdXzUDfsgw]

Caparezza – Eroe (Storia Di Luigi Delle Bicocche)

“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,
eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.

32 pensieri riguardo “E’ solo un altro morto sul lavoro”

  1. A dire la verità neanche a me piacciono tutti sti messaggi di cordoglio per gente che non conosco e che non è che poi chi sa che ha fatto per il bene dell’umanità. Forse sono troppo cinica su queste cose ma da super empatica (proprio nel senso che mi capita di avvertire sulla mia pelle il dolore degli altri ed a volte è un tormento) devo farmi scudo verso qualcosa. Poi hai proprio ragione “almeno finchè non verrà data ad ogni singola morte bianca la dignità che merita e lo spazio che gli si deve sui mezzi di informazione” non credo abbia molto senso stare qui ad accendere candele per il volto nero del gossip.
    Penso sempre che non c’è anno in cui non si ricordi la morte di lady D e nessuno che ricordi che due giorni dopo il funerale mediatico della bella principessa è morta Madre Teresa che, fede a parte, mi sembra che abbia fatto più che abbastanza per l’umanità per meritare di essere ricordata. Ma così è la vita, neanche la morte a quanto pare è ” ‘na livella”.

    1. anche se il mio intento non era affatto quello di fare una “graduatoria” sulla “bontà” di una persona defunta e sui benefici che può aver apportato all’umanità. ho capito assolutamente cosa intendi. e sono assolutamente d’accordo. No. nemmeno la morte è mai stata una livella.. sigh!

      1. Allora.. il discorso è lungo e complesso. Se in parte condivido quello che dici sul fatto che non si parli mai abbastanza delle morti sul lavoro, è anche vero che possiamo spingerci ad un livello di lettura più filosofico quando qualcuno muore davanti alle telecamere. Simoncelli è morto davanti a tutto il mondo. E’ morto in diretta. Non è la persona a fare la differenza, ma la condivisione del momento della morte che fa la differenza. E’ l’immagine che testimonia quella morte a fare la differenza. Perché crea empatia e permette di esorcizzare la morte. Come quando ci fu il crollo delle torri gemelle o lo tzunami, quelle immagini che scorrevano all’infinito hanno permesso a milioni di persone di esorcizzare il dolore, la morte, la paura delle morte. Io non vedo la volontà di fare una differenza tra le persone che sono morte, ma solo la necessità umana di esorcizzare un momento che arriva per tutti e che fa paura. Senza parlare del fatto che Simoncelli era un personaggio pubblico con una valenza positiva, e questo ha reso la sua vita e la sua morte -inevitabilmente- di tutti.

        1. mmmm. non sono sicuro di aver capito cosa intendi. e non nemmeno sono sicuro di condividerlo. Nè riguardo all’empatia, nè riguardo all’esorcizzare. pertanto vorrei proseguire nella mia provocazione. Il problema innanzitutto è proprio la morte “in diretta”: Sai quante morti non ci vengono nè mostrate, nè raccontate? Tantisssime, dai morti civili nelle missioni di “pace” ai morti sul lavoro, ai morti nelle catastrofi naturali ( ammenochè – ovvio – non ci siano occidentali coinvolti). Sono proprio quelle (soprattutto le morti bianche) che meriterebbero empatia. Una foto, un racconto restituirebbero loro dignità e rispetto. E forse farebbe aprire gli occhi a tutti coloro che credono che a loro, e ai loro familiari, non può mai accadere.

          Esorcizzare…. (il dizionario dà come significato “Rimuovere, dimenticare o far dimenticare qualcosa di negativo”) Perchè mai? Perchè dovrei far dimenticare la morte? Al contrario, non bisogna esorcizzare nulla: la morte è presente, è dietro l’angolo, e se magari ce ne rendiamo conto e ce ne ricordiamo, possiamo evitare comportamenti (o politiche) che invece tendono a minimizzarne gli effetti o le probabilità…
          Credo che forse l’unico senso di quelle immagini sia di ricordarcelo costantemente, ma alla visione deve essere connessa la riflessione di ciò che comporta, questa si ad un livello più ampio e filosofico perchè altrimenti ci fermiamo alla morbosità del fatto. E’ la riflessione che da il senso alle immagini. e se la riflessione si limita a “compiangere” il defunto, non ci porta da nessuna parte…

          1. Esorcizzare…. (il dizionario dà come significato “Rimuovere, dimenticare o far dimenticare qualcosa di negativo”) Perchè mai? Perchè dovrei far dimenticare la morte? Al contrario, non bisogna esorcizzare nulla

            MA Davide sono meccanismi a livello inconscio..

  2. i toni sono un tantino forti, condivido pienamente che “è Solo un’altra morte” sul lavoro ma onestamente la questione scioccante è che si debba aspettare una tragedia del genere per rendercene conto .. !?
    è morto un giovane, è questa l’unica ragione dei tanti messaggi di cordoglio; io sono amareggiata perché una madre ha perso il figlio ed, onestamente, mi amareggio per molte altre cose, perché dovrei far finta di nulla se una Morte mi tocca dentro?!

    1. lo so che i toni sono forti. ma a volte c’è anche bisogno di toni forti per scuoterci dal torpore quotidiano. e purtroppo nemmeno con una tragedia del genere ci si rende conto della questione scioccante delle morti sul lavoro. proprio perchè comunque non se ne parla come di una “banale” morte bianca, ma come la morte ingiusta di un giovane ragazzo.
      Nessuno vuole far finta di nulla, o chiede che si faccia finta di nulla. Anzi. mi piacerebbe che non si facesse mai finta di nulla di fronte alle tantissime altre morti quotidiane ( e che sarebbero tutte molto molto evitabili).
      Altra questione è la mia critica all’omologazione di avatar, condividi e like imperante su facebook in determinate circostanze, sia essa la morte di Simoncelli, di Steve Jobs o le pubbliche lapidazioni di “presunti” pedofili o assassini…

  3. Personalmente mi ha turbato, per un motivo molto semplice: ora che sono mamma, la prima cosa a cui penso è al dolore immenso che prova una mamma come me quando capitano cose come questa. Mi sento male per chi rimane più che per chi se n’è andato.

    Però. Combinazione ho visto i titoli del TG ieri sera (non lo guardo mai per amor della mia pace mentale) e c’era anche il servizio sul terremoto in Turchia. Non so quanti morti, non so quanti bambini coinvolti… ma non ho visto nessuno – nessuno! – dire ‘A’ in merito. Perciò mi sento di darti ragione. Perchè Simoncelli vale e gli X morti senza nome turchi no?

    1. certo. anche a me ha turbato – in quanto persona sensibile e in quanto padre ( e sinceramente non ho potuto fare a meno di pensare se in parte quel padre si senta in colpa di aver messo suo figlio su una minimoto a 7 anni e averlo fatto diventare quel che è diventato, io ci penserei, ma quando ti muore un figlio credo che si cominci a sentirsi in colpa di qualunque cosa).

      ma non posso fare a meno di turbarmi ancora di piu per tutte le mamme e mogli degli operai che non stavano affatto facendo gli eroi, o vivendo il loro sogno, ma al contrario sono morti perchè, ironia della sorte, si spaccavano la schiena per tirare a campare.

  4. E’ morto una ragazzo di 24 anni davanti agli occhi del padre.
    Aveva tutta la vita davanti e ora non ce l’ha più.
    Nel rispetto di questa vita che si è spenta prematuramente non mi metterei comunque a polemizzare prima ancora che sia sepolto (e non lo farei nemmeno con i soldati nè con gli operi sia chiaro…)
    Sul fatto che tutti ne parlano è semplicemente perchè Sic sembrava avesse il mondo ai suoi piedi, sembrava invincibile… sembrava che a 24 anni potesse tutto… è invece non ha potuto nulla.
    Forse è questo che si lascia attoniti, storditi, increduli… soprattutto noi mamme che abbiamo una sensibilità più accentuata… il fatto che comunque non decidiamo noi di vivere e dare la vita e non decidiamo nemmeno quando toglierla…

    1. Chiara, capisco il tuo punto. ma l’obiettivo del mio post è: anche gli altri ragazzi muoiono, anche gli altri avevano la vita davanti, e l’hanno persa in modi altrettanto atroci (precipitare per 3 piani e impalarsi sui tondini del cemento armato, o soffocare mentre si pulisce un silos, o fondersi come il metallo in un’esplosione in acciaieria, non so se è meglio o peggio di cadere ed essere travolti in moto), ma per motivi molto meno “nobili”. Ed è proprio per questo che meriterebbero ancora piu rispettto!
      E forse bisognerebbe riflettere proprio sull’invincibilità che ci trasmetteva. e che fa credere a tutti i giovani di poter correre in moto sulla milano-serravalle senza conseguenze, o che si è degli sfigati a usare il casco in cantiere…

  5. non guardo mai la televisione. l’unica cosa che guardo è la moto gp, da quando sto con andrea. tommaso poi ha una passione per le moto….corre di qua e di là con la sua bici senza pedali….e quando è con un amico gioca dicendo “io sono simoncelli, tu sei pedrosa! oppure io sono vale e tu sei dovi!”, insomma io non l’ho mai conosciuto ma mi sento molto legata affettivamente. è vero, tanti morti sul lavoro ogni giorno e tutti hanno diritto a rispetto e cordoglio ma io mi sento di ricordarlo anche così, ricordandolo con immagini e frasi e non ci trovo niente di scandaloso e non pretendo che tutti su fbook pubblichino link riguardo sic e non mi trovo d’accordo con questo post. mio marito fa l’operaio in un’azienda alimentare , ogni tanto qualcuno perde un braccio o altro. la primavera scosarsa un amico di famiglia è morto in una fabbrica, è stato spappolato da una pressa che sistemava i carichi di bottiglie di plastica. si è un morto sul lavoro e le lacrime che scendono son anche in ricordo di tutti gli altri morti sul lavoro.

    1. ma certo. nessuno mette in discussione l’emozione e l’affetto che si puo provare per un “vip”. Se è un personaggio che ci ha dato tanto, può capitare di piangere sincere lacrime. A me ancora vengono i brividi quando ricordo Chuck Schuldiner morto dieci anni fa di cancro al cervello, che l’avevo visto ad un concerto a mezzo metro di distanza neanche un paio di anni prima. Nessuno lo conoscerà, ma per me, soprattutto “in gioventù” era un mito. Di Freddy Mercury mi era dispiaciuto giusto un pò, di Kurt Cobain pure, ma nel caso di “Chuck” era stato un vero colpo al cuore – e alla musica metal in generale…
      Quindi non metto in discussione l’affetto e il dolore per la morte di Sic (critico si un minimo di standardizzazione e di stereotipizzazione a cui Facebook ci ha abituati, ma è un altro discorso). Nè mettere in discussione l’inevitabile impatto mediatico che la sua morte ha, (in cui tra l’altro tv, giornali e sponsor sguazzano).
      Questo post vuole essere una pura provocazione per far riflettere su tutte le altre morti ignorate – letteralmente ignorate a meno che come ho detto non succedano tutte in un unico posto di lavoro contemporaneamente…
      spero di non essere frainteso su questi aspetti.
      ciao

          1. primi o ultimi carcass? giusto per capire il livello di metallaraggine 😉 ma lo siete tuttora o è un retaggio della giovinezza? che fortuna che avete. il metal è una delle pochissime cose che non condivido con la Frà, che proprio non riesce a capirlo…

          2. (Non mi salta fuori il ‘rispondi’ sotto, faccio qui.)

            Primi. Per quanto Heartwork sia maestoso, Necroticism è la perfezione, a partire dalla grafica. Non ho ancora abbandonato l’idea di tatuarmi i ferri chirurgici del cd sul fianco come tributo, fai conto.

            Lo siamo tutt’ora, casa nostra è un tripudio di poster appesi alle pareti e cd che spuntano da tutte le parti (avremo la fase adolescenziale lunga?), anche se ho smesso di essere selettiva – anni fa ascoltavo solo black/death/grind e un po’ di punk rock per alleggerire l’atmosfera – ora ascolto di tutto. Efrem è invece radicatissimo, solo metal e basta.

          3. Necroticism è il top dei Carcass ( devo ritrovare il video in cui li ascolto appalla mentre ho in braccio Ale -che fa letteralmente headbanging – aveva si è no 15 gg e ciondolava abbastanza ;-))) )
            io poster zero, la Frà me lo ha vietato – ho solo un angolino in taverna/cantina con le mie reliquie: i biglietti dei concerti autografati dei Morbid Angel, il plettro degli Slayer, la bacchetta dei Moonspell, e il polsino di janickgers!!!! ). dai vi contatterò privatamente per qualche consiglio musicale. io ultimamente mi sono un pò annoiato e non ho ancora trovato nulla che mi emozioni veramente…

          4. (I Morbid Angel – rigorosamente con David – sono la morte mia. Ho ricordi meravigliosi di quando guardavo Headbanger’s Balls e mi mettevano Blessed are the Sick alle due di notte. Bei tempi. I Moonspell per me sono finiti dopo Wolfheart, ma faccio poco testo perchè a me piacevano tutti blackettari. I Maiden sono i Maiden, ma il fanatico maideniano è Efrem, mentre il mio cuore ha sempre battuto per Hanneman e Lombardo. Vedo se riesco ad ascoltare Seasons in the Abyss bassa bassa, così da non svegliare il pupo.)

            Fai, fai. Io sono della scuola di pensiero ‘vecchio è meglio e in ogni caso TRVE’ e tendo ad ascoltare roba vecchia (metti i Dimmu di Enthroned con quelli di adesso, per dire, o i Darkthrone, per quanto bene voglia a Fenriz…), ma Efrem è oltre l’aggiornato.

  6. volevo fare solo una piccolissima precisazione, perchè sia chiaro che non sono un cinico insensibile e che non ho assolutamente nulla contro Sic. L’idea di questo post mi frulla per la testa da anni, in pratica ogni volta che muore un soldato o un personaggio pubblico (tipo Taricone l’anno scorso) ma mi sono sempre trattenuto per scrupoli di vario tipo, per pudore, buon gusto, delicatezza e rispetto verso la morte e il dolore.
    Però, ogni volta mi rimbombava nella mente anche il senso di ingiustizia verso tutte le morti ignorate e il senso di fastidio per i wall tutti uguali. Mi dicevo, aspetto che passi qualche giorno cosi non risulto offensivo o polemico o provocatorio, poi però mi dicevo, ormai l’enfasi generale è passata, non ha più senso scriverne e cosi il post finiva nel dimenticatoio. Stavolta complice una notte insonne che mi ha regalato il tempo di scrivere un pò, ho deciso di rompere questa barriera di pudore e spiattellare lì la mia riflessione. Non era intenzione offendere nessuno. Il mio messaggio è : Offendetevi pure se proprio oggi paragono questa morte “sul lavoro” ad una morte in cantiere. Ma continuatevi ad offendervi – e ad indignarvi – anche domani quando di altre morti bianche nessuno vi parlerà… (già che ci siete, inorridite anche per quest’altro post)

  7. Ribadisco di condividere in pieno sia glores che chiara bonifacio. Simoncelli era un personaggio pubblico mondiale, è morto in diretta mondiale e, al di là del rischio intrinseco del suo mestiere, il destino ce ne ha messo mooolto del suo. Detto questo bisogna avere TUTTO il rispetto per i familiari che hanno perso un figlio, un fratello, un moroso…
    Poi Davide hai ragione a dire che tutte le morti sul lavoro dovrebbero rivestire lo stesso peso (ma sappiamo benissimo che le notizie sono date o meno dai media per fini strumentali e politici, e per zona di evento…!)
    In ogni caso io mi indigno invece ad es. sui compensi dei calciatori…(e dei politici, tutti indistintamente..) in tempi di crisi come questa… è una vergogna!!! Dei primi sappiamo perfino se ogni giorno fanno i propri bisogni o no…!
    Allora RIDISTRIBUIAMO le notizie a tutti i settori!!!
    In ogni caso, la morte di SIC a soli 24 anni mi ha lasciato una profonda amarezza, e nonostante sia madre credo di non poter e non riuscire (meno male) a provare quello che ora staranno provando i suoi genitori…

  8. Sono d’accordo con te, hai espresso benissimo in questo post quello che da sempre penso io. E’ ovvio che adesso si scatena la polemica e pioveranno critiche ma forse un po’ te le aspettavi, no? 😉
    Ti faccio i complimenti per aver avuto il coraggio di esprimere la tua opinione anche se sapevi di essere “controcorrente” e soprattutto di aver dato voce a tutte quelle morti silenziose! Grazie!

    1. certo che me lo aspettavo. 😉 anzi sono abbastanza contento di aver smosso un po gli animi una volta tanto senza parlare di allattamento, cosleeping o pannolini ;-))
      grazie per i complimenti!

  9. accondiscendente in tutto quello che hai detto anche se la realtà delle parole è un pò cruda sono d’accordo, è spaventoso che faccia così odiens la morte di sole persone famose e dei normali lavoratori che muoiono per dar da mangiare alle loro famiglie non se ne parli mai, dispiace pensare che potesse essere un ragazzo giovene ma sapeva benissimo a cosa andava in contro e veniva anche ben pagato per il rischio che correva

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