L’odio – nelle strade

Guidando attraverso la città semi-deserta sto ascoltando le rassegne stampa di Radio Popolare e Radio24.  Nella notte ci sono stati violenti scontri a Londra.  Sembrerebbe che dopo l’uccisione di un ragazzo da parte della polizia, migliaia di ragazzi, principalmente immigrati di seconda generazione, si siano riversate in strada in rivolta, scatenando una vera e propria guerriglia urbana.  Il pensiero inevitabilmente corre alle rivolte delle Banlieu parigine del 2005, anch’esse esplose in seguito alla morte di 2 ragazzi che stavano fuggendo dalla polizia.

Il lusso è un diritto
Il lusso è un diritto

Fermo ad un semaforo soffermo lo sguardo sull’enorme pubblicità di una macchina in cui un famoso attore mi ricorda che “Il lusso è un diritto”.   Il famoso attore è Vincent Cassel, che nel 1995 è stato uno dei 3 protagonisti del bellissimo film La Haine / L’odio.  Chissenefrega, direte voi: di film ne ha fatti tanti e anche molto più belli e famosi. 

E invece no, perchè L’odio parla proprio delle rivolte nelle banlieu (anche prima del 2005 c’erano state rivolte, e sempre a causa dell’uccisione di un ragazzo da parte della polizia), delle violenze della polizia (o a seconda dei punti di vista, della giustificata tolleranza zero), e del malessere sociale di ragazzi appartenenti a classi disagiate privi di qualsivoglia prospettiva di futuro.

Ed è proprio una bella/amara/buffa coincidenza che un attore, nato con un film sui “riots” di Parigi, in pieno periodo di crisi economica, proprio quando da ogni parte ci viene ricordato che in termini di sicurezza e lavoro “i diritti sono un lusso” venga impiegato  per promuovere un auto (che a dirla tutta mi sembra ben distante dal concetto che ho di lusso ) allo slogan “il lusso è un diritto”, mentre si stanno svolgendo i “riots” di Londra ad opera di persone che evidentemente si sono stufate di non poter avere diritto a questo lusso.   Tutto torna, e dovrebbe far riflettere – al netto della presa di distanza dalle violenze, e dai saccheggi e dai delinquenti che ovviamente in queste circostanze ci sguazzano  e bla bla bla – e invece le proteste, il malessere sociale, non vengono mai ascoltati o interpretati,  ma vengono sempre letti e gestiti come problemi di ordine pubblico, “disordini” appunto.

Questa l’arguta analisi di Radio24: gli scontri si sono scatenati dopo la morte di un pregiudicato di colore che stava scappando all’arresto ma sembrerebbero il risultato delle tensioni generate dai pesanti tagli al welfare operati di recente dal governo Cameron, tagli che sulle fasce più disagiate a quanto pare generano malessere sociale…

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2 pensieri riguardo “L’odio – nelle strade”

  1. Hai fatto una sintesi veramente molto bella del periodo che stiamo attraversando. NOn avevo mai fatto caso a quella pubblicità e devo, mio malgrado, togliermi il cappello davanti alla genialità dei creativi che hanno evidentemente lavorato sulla ‘base’ che menzioni tu: il diritto è un lusso.

    Spero di non essere stata sconclusionata, sono molto stanca 😉

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