Neo mamma, in finlandia!

Paese che vai, cultura, legislazione, diritti che trovi….e pacco che ricevi!

maternità in finlandia - pacco mamma bebè della kela

Se in Italia il pacco che una mamma riceve dallo stato è il mancato bonus bebè tanto promesso e proclamato, In Finlandia, quando una donna aspetta un figlio, le poste recapitano una grande scatola di cartone alcuni mesi prima della data attesa per il parto. Il mittente è Kela, l’ente pubblico di previdenza sociale che si occupa anche di pensioni, sussidi di disoccupazione e assicurazioni sanitarie.” (Il Post.it)

Già, una scatola di cartone che all’occorrenza si può trasformare in un’ecologica e originalissima culla e contenente tutto ciò di cui il neonato avrà bisogno per i primi mesi di vita.
Inutile precisare che “ciò di cui ha bisogno un neonatoper i finlandesi è un pò diverso da quello che sarebbe qui da noi: nessun campioncino gratuito, niente latte artificiale o biberon (in modo tale da poter favorire l’allattamento al seno!!), niente pannolini usa e getta (ma pannolini lavabili!!), niente coppette assorbilatte usa e getta per la mamma (ne esistono in cotone, lavabili e riutilizzabili!), nessuna rivista strapiena di pubblicità ma un libro (già….la promozione alla lettura….) e il primo giocattolo per il bambino, e ancora motlissimi vestiti 100% cotone o “polyester made from TOT% recycled materials

“Ogni donna che aspetta un figlio può scegliere se ricevere dallo stato un buono di 140 euro oppure il kit per la maternità, ma quasi tutte scelgono la seconda opzione. L’äitiyspakkaus (“corredo da neonato” in finlandese) è stato introdotto alla fine degli anni Trenta per le donne in difficoltà economiche ed esteso nel 1949 a tutte le future madri.”

Riguardo invece alle altre prestazioni familiari in Finlandia il padre, al quale qui in Italia non spetta nemmeno un giorno di assenza dal lavoro, ha diritto a un assegno di paternità e a un congedo di paternità per un massimo di 18 giorni lavorativi, che potrà prendere per quattro volte durante il periodo di versamento dell’assegno di maternità e di congedo parentale.

Le prestazioni familiari vengono corrisposte per ogni figlio residente in Finlandia fino all’età di diciotto anni.
Nel 2007, l’importo mensile di tali prestazioni era di 100 EUR per il primo figlio, di 110,50 EUR per il secondo, di 131 EUR per il terzo, di 151,50 EUR per il quarto e di 172 EUR per ogni figlio a partire dal quinto. Le prestazioni familiari non sono soggette all’imposta sul reddito.

“Dall’inizio del 1996 tutti i bambini in età prescolastica hanno diritto a frequentare asili nido comunali. Questo tipo di assistenza è disponibile come assistenza a tempo pieno o part-time presso un centro per l’infanzia o presso famiglie.I servizi di assistenza per l’infanzia sono stati predisposti anche per le persone che svolgono lavori a turno o notturni. All’inizio del 1996 in Finlandia 192.000 posti erano disponibili nei vari centri per l’infanzia. Le tariffe applicate in questi centri sono mensili e possono essere versate per un massimo di undici mesi durante un anno di attività. Le tariffe sono fissate sulla base della durata dell’assistenza, della capacità di pagamento dell’utente del servizio, del numero di componenti della famiglia e del numero di bambini assistiti.

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I genitori che desiderano che la custodia del bambino avvenga al di fuori dell’assistenza comunale, ricevono un’indennità in contanti per la custodia privata dei bambini in età prescolastica. Tale indennità varia dai 500 ai 1200 FIM, a seconda dell’età del bambino, e ad essa si aggiunge un’indennità supplementare, a seconda del reddito e del numero dei componenti del nucleo familiare. Uno dei genitori può restare a casa per prendersi cura del bambino finquando non raggiunga l’età di tre anni, pur conservando il posto di lavoro. I genitori possono anche avvicendarsi nella cura del figlio.”

Dunque, siamo noi degli esterofili esagerati sempre pronti a criticare il nostro Bel Paese?!

Fonti:
http://www.europarl.europa.eu/workingpapers/soci/w9/default_it.htm
http://ec.europa.eu/employment_social/social_security_schemes/national_schemes_summaries/fin/2_08_it.htm
Ilpost.it

20 pensieri riguardo “Neo mamma, in finlandia!”

  1. E’ uno scherzo vero??? Perchè da quanto sembra lontano anni luce da quello che succede in Italia, mi sembrano cose da extraterrestri…!
    E anche la scelta delle cose del pacco è davvero fatta bene! Altro che gigiate sponsorizzate da case farmaceutiche o cosmetiche….

  2. Viviamo nel paese dei Balocchi!
    Scherzo, l’Italia sta andando sempre peggio, non mi sento più italiana già da un bel pezzo, un paese che non offre tutele per gli onesti, dove la buona sanità è solo un miraggio e la promozione della famiglia si conclude con una “bocciatura”.
    Mah, sono sempre più pessimista.

  3. Mamma mia…questo fa capire quanto siamo indietro qua in Italia. Grazie per aver condiviso queste notizie…almeno resta la consapevolezza che un altro mondo è possibile…!:-)

  4. e io che pensavo di esser già fortunata ad aver ricevuto il Kit Del Neonato da parte del comune di Novara…
    60 euro versati presso un libretto aperto dalla BPNovara…20 euro alla upim…15 euro da Paniate…un buono omaggio x mamma e papà dal parrucchiere…

    un tempo c’erano anche un omaggio floreale x la mamma, un libro Deagostini, un pacchetto di pannolini (Pampers, ovviamente!!!) un servizio fotografico (a cui NATURALMENTE dovevi aggiungere dinero), un mese di abbonamento in palestra e al pullman…ma oggi c’è crisi…

    devo dire la verità…meglio che un pugno in un occhio…
    PERò……………….

  5. Scusate ma vado di fretta ………. sto preparando la valigia 😉
    ……………………………………………………………..

  6. Qui a Genova quando nasce un bimbo in ospedale si può compilare un modulo per autorizzare un quotidiano locale a dare l’annuncio della nascita sulle sue pagine. Le famiglie che lo fanno, ricevono a casa una copia del suddetto giornale e un buono per un grande negozio per l’infanzia (negozi che io aborro e dove sono entrata UNA volta in 20 mesi di vita di mia figlia…).
    Nel negozio, consegnando il buono ricevono una sacchettata di omaggi.
    Un’amica mi dice che nel suo sacchetto c’erano, oltre ai soliti campioncini di cremine…. 4 biberon.
    QUATTRO!
    Ora io capisco che anche un’invetrata dell’allattamento al seno quale io sono può pensare che magari, un domani, un biberon può venire bene per bere, che so io, il vin brulé.
    Ma QUATTRO!

  7. Bisogna pubblicizzarle bene queste cose, in Italia quando una donna diventa mamma si trova una specie di maremoto addosso, fra la necessità di muoversi e le barriere architettoniche e strutturali che ti sbarrano la strada…… in Giappone ci sono fasciatoi e seggiolini per bimbi fino a 15 kg in tutti i bagni pubblici: cioè c’è chi pensa che una mamma SI PUO’ MUOVERE FUORI DI CASA. Da noi invece ci si aspetta che tu allatti ma poi lo devi fare murandoti viva in casa…..

    1. se poi apriamo questo discorso sull’accoglienza e gli spazi per genitori e bambini nei luoghi pubblici…entriamo in un ginepraio da cui davvero non usciamo più…

  8. Io vivo in Danimarca e devo dire che neanche qui con la maternità e paternità scherzano tanto… Sarà per questo che la media è 4 figli a famiglia?
    PS: mia figlia è arrivata in Danimarca a due anni parlando solo italiano (e tanto eheh) adesso frequenta l’asilo danese… Volete che vi parli di quanto è fantascientifico? E sto parlando di un piccolo asilo comunale di un piccolo paese di provincia!!

  9. Che dire…è ovvio che alcuni paesi considerino la maternità e la famiglia un bene prezioso da incentivare, custodire, e aiutare…. e che invidia!! Penso anche però che nella nostra tanto ora “criticata” Italia, sei ancora assistito per strada se ti succede qualcosa…in America o paghi con carta di credito o non sei nessuno per l’ospedale…Money money money! Che dire poi…il nostro è un paese dove si mangia sano, dove da Maggio a Settembre c’è sole e caldo, dove si può ancora vivere in semplicità e dove i figli puoi ancora farli crescere nella natura..se vuoi e se puoi ovvio! Da noi c’è chi è costretto dopo 4 mesi dal parto a tornare a lavoro perchè non riesce a pagare il mutuo e chi torna dopo 3 mesi dal parto perchè c’è da mantenere il Suv, le borse firmate, il tenore di vita da finto ricco… Ma se vuoi e se riesci a limitare gli sprechi, i consumi inutili, a riciclare e a darti da fare in casa, riesci a stare a casa con i figli e a crescerli ….ovvio senza aiuto dello Stato, con sacrifici, che rinunce…. Quante mamme non mollano la carriera, quante non mollano lo stipendio per lo shopping del sabato, quante lasciano i figli dalle 8 di mattina alle 18.00 della sera al nido privato perchè devono farlo o perchè fa loro comodo??? ….Intorno a me vedo gente che riesce a lavorare 12 ore al giorno, madre e padre, e poi a lamentarsi perchè il figlio di notte non dorme…ma dai???? ti sorprende???

    1. Pienamente daccordo!!! Premettendo che abito in Finlandia da 6 anni ormai..ed in procinto di programmare una gravidanza con il mio compagno…quindi ben informata dei pro e contro dell’affrontare la situazione in un paese che cmq sento ancora non “mio”. Sono convinta che il modo di considerare la famiglia qui (=ed in genere nei paesi nordici) sia di totale rispetto da parte di chi ci governa…da parte delle leggi. Qui la famiglia viene quasi promossa…viene incentivata…ti viene voglia di fare figli perche’ sai che nn e’ considerata cm una malattia. I datori di lavoro si congratulano se aspetti un bimbo…invece di fare musi lunghi perche’ ti devono pagare la maternita’…e nessuno dice nulla se vuoi rimanere a casa fino ai 3 anni del bimbo…anzi!! Riallacciandomi al discorso di Alice di Naturabioallegra…ci sono cmq madri che in Italia fanno figli senza pensarci…considerando che nn siamo nella preistoria e che le protezioni abbondano se di figli non ne vuoi c’e’ solo l’imbarazzo della scelta, madri che dopo aver partorito gia’ decidono che al massimo staranno a casa 4 mesi perche’ DEVONO tornare a lavorare appunto per poter poi il sabato andare a fare shopping…pagare la donna delle pulizie…comprare il macchinone…fare vacanze superlusso in ogni periodo dell’anno. “Madri” che vanno al lavoro al mattino alle 8 e ritornano alle 21…senza chiamare una volta per sentire cm sta il figlio…o che lo lasciano all’asilo nido fino alle 18 del pomeriggio per poi farlo ritirare dai nonni, dalla tata..o da chichessia come fosse un pacco postale, vederlo magari 1 ora al gg …o magari neppure quella visto che alle 21 il bimbo presumibilmente gia’ sara’ tra le braccia di Morfeo. Madri magari separate che tengono i figli con se solo perche’ cosi’ possono ricevere il sostentamento economico dai padri (=che in Italia -VERGOGNA!!!- non sono minimamente tutelati e non possono avere l’affidamento neppure se lo richiedono in ginocchio..mentre qui al nord c’e’ la parita’…, se una madre preferisce lavorare invece che occuparsi del figlio il bambino viene affidato al padre perche’ si guarda AL BENE DEL PICCOLO che ha BISOGNO di una figura sempre presente…di amore…coccole, non di giocattoli o vestiti firmati o della tata tutto il giorno invece della mamma. Mi dispiace dirlo…perche’ comunque io cerco SEMPRE di difendere il mio paese se appena posso…ma riguardo certe questioni bisogna realizzare che lo Stato e le leggi Italiane vivono allo stato della pietra…noi popolo…noi Italiani dobbiamo realizzare che non si possono accettare certe situazioni..che la politica e cio’ che ci gira intorno nn sono nate per fare soldi..o per farli fare …sono nate per AIUTARE i cittadini e non minimizzarli e renderli succubi. Siamo noi che dobbiamo alzare la voce!! Scusate lo sfogo che e’ andato un po’ fuori dalle righe.

  10. Tutto vero. Ma non sarà anche un problema culturale, che ci ammorba, tutti? Compresi tutti i siti di ecobebé, bambini naturali eccetera eccetera eccetera? Perché ci si sdilinquisce al pensiero del congedo di paternità quando questo articolo per primo parla di “pacco mamma” piuttosto che di “pacco bambino” di “pacco famiglia” o quel che più vi piace? Perché il novanta per cento dei siti web e dei profili facebook su questi argomenti hanno nomi da anni Cinquanta tipo “ecocasalinghe evviva” oppure “brave mammine che che fanno i saponi”? provare, cercare, pensare per credere.

    1. Hai assolutamente ragione. Le parole sono importanti e il linguaggio determina anche il nostro modo di pensare e ragionare. Esiste anche un bel libro – di cui non ricordo il nome e che non ho mai trovato in giro – citato in Dalla parte delle bambine, che ne parla. Noi cerchiamo di limitare l’influenza degli stereotipi di genere anche nel nostro linguaggio (infatti il blog è EquAzioni e non Mamme Equosolidali, o Ecomamme o quant’altro 😉 Però il fatto è che inevitabilmente il pubblico è femminile, che googla termini declinati al femminile quindi siamo un pò costretti anche noi, se vogliamo essere trovati, ancor prima che letti, a parlare quel linguaggio
      (pensa che ormai a volte mi sorprendo a scriver post in prima persona femminile… ! ;-O ) Davide

  11. Ciao,mi chiamo Elena e sono una mamma di un bambino di 9 anni.Vorrei fare un domanda che in Italia la risposta è con permessi non retribuiti.Nei paesi Nordici le mamme che anno bimbi di età del mio come fanno quando si ammalano e si devono assentare dal lavoro?grazie

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