Il parto (visto dal papà)

Noia, falangi stritolate, unghie nella carne, urla e lacrime, impotenza, tanto sangue e gioia immensa. Queste in breve le parole che riassumono il parto visto/vissuto dal papà.

La noia ovviamente riguarda solo le prime fasi, quelle burocratiche e di attesa, certo ci sono sempre l’eccitazione e l‘ansia del parto imminente ma quando trascorrono diverse ore in cui non si può fare nulla se non essere spostati dalla camera alla sala travaglio/parto e viceversa, aspettare l’esito dei monitoraggi e durante le quali non si riesce più a ridere e scherzare perchè “ci siamo” ma non si è ancora nella fase “empatica” delle contrazioni dolorose, un pò di noia ci coglie davvero..

in sala parto

Poi, la noia viene spazzata via dalla “compassione”, nel vero senso della parola, dal patire insieme, dal desiderio di farsi carico almeno in parte del dolore della compagna. Cosa impossibile, che genera una devastante sensazione di impotenza, se non di vera e propria inutilità.

Forse negli ultimi decenni gli uomini hanno “partecipato” di più al parto, assistendo alla nascita dei loro bambini e rimanendo al fianco delle loro donne, ma non c’è niente da dire, durante il parto mariti e compagni sono inutili, impotenti e molto probabilmente anche di intralcio – soprattutto quando danno consigli sulla respirazione e sulla concentrazione..   Certo, si dirà che anche la sola “presenza” è importante ma la verità è che non possiamo fare proprio nulla di concreto nè per alleviare il dolore nè per essere d’aiuto (forse l’unica funzione dell’uomo in sala parto è quella di “cuscinetto” grazie al quale, attraverso gli insulti rivolti al partner, il dolore sembra più sopportabile.. o così ci viene raccontato, dopo).

Il resto è, appunto, dita stritolate e unghie nelle braccia durante le contrazioni, urla e gemiti di dolore (confermo l’impressione avuta durante il primo parto – anche se lì con la condivisione delle sale travaglio e quindi la compresenza di decine di partorienti era tutto ancora più accentuato – di trovarsi nel dietro le quinte di un film a metà fra il porno e l’horror…), lacrime di dolore e infine di gioia quando all’ultimo urlo in seguito all’ultima spinta, si sente il primo vagito e tutto sembra fermarsi: dalla foga degli ultimi momenti alla rilassatezza del momento in cui mentre il piccolo esserino ha già trovato la tetta e poppa inconsapevole ma felice si ha il tempo di concedersi una carezza e un piccolo bacio.

Ma ora veniamo un pò al racconto del vissuto.

Domenica, come ogni domenica, è trascorsa frenetica, con mille cose da dover fare e altrettante da voler fare: sistemare la casa, il giardino, stare insieme, giocare con Ale, leggere, riposarsi, scrivere il blog, lavorare al pc, costruire qualche gioco o cucire qualcosa. Arriviamo alle 23:30 stremati, quasi sperando che non fosse quella la notte giusta perchè non avremmo potuto farcela.. Manco a dirlo, non faccio in tempo a prendere sonno che la Frà mi sveglia di soprassalto dicendomi che le si sono rotte le acque!! Riesco solo a chiederle se sono chiare, e appurato quello, che cosa dobbiamo fare? Non lo sa! Maccome? sono mesi che rompe con le letture sul parto attivo, scrive post sulla gravidanza e poi non sa cosa bisogna fare!?!? Rassicurati via sms da un’amica ostetrica sul fatto che abbiamo diverso tempo prima di doverci recare in ospedale, decidiamo di dormire qualche ora, così, come se nulla fosse, mi rigiro nel letto e riprendo a dormire… ! Fino alle 6 e mezza quando decidiamo di partire per l’ospedale di buon’ora per evitare il traffico.

Arrivati a Milano c’è gia un pò di traffico, ma un’auto davanti a me mi fa venire in mente una scorciatoia, e poi un’altra ancora e ancora un’altra… Attraversiamo letteralmente mezza Milano con questa macchina sempre davanti, che ci fa sempre prendere la strada migliore e senza traffico! Alla fine questa macchina arriva esattamente davanti all’ospedale e la Frà ha il sospetto che si potessa trattare di un medico che le aveva fatto una visita qualche settimana prima.. Una coincidenza che ha dell’incredibile!

Babywearing - nella fascia a un giorno di vita ( e il fratellone porta la sua bambola)Dopo l’accettazione visitano la Frà e lì la brutta notizia, assolutamente zero dilatazione ma ricovero obbligatorio a causa della rottura del sacco. Quindi diverse ore davanti bloccati in ospedale. Chiamiamo i nonni per recuperare Ale e dopo averlo salutato ci sistemano in sala travaglio con i primi monitoraggi. La Frà in realtà sta ancora benissimo e riusciamo ancora a ridere, scherzare e farci un pò di foto. Poi ci spostano in camera perchè tutto è ancora fermo, la Frà si mangia una focaccia farcita al bar e poco dopo pure il pranzo servito dall’ospedale. Verso l’una cominciano delle contrazioni forti e ravvicinate, quindi ci rispostano in sala parto/travaglio per circa un paio d’ore di monitoraggio. Già meno piacevoli perchè siamo stanchi ma non riusciamo a riposarci visto che le contrazioni sono costanti e dolorose. Dopo l’ennesima visita ci rimandano in camera perchè ancora troppo indietro…

Comincia lo sconforto della Frà che teme di non riuscire ad arrivare al parto naturale. Anzi teme proprio di dover aspettare e soffrire per decine di ore per poi concludere tutto con un altro cesareo. Io non posso fare nulla se non starle vicino, consolarla, temporeggiare e coccolarla un po.

Alle 16:30 circa la Frà mi chiede di farle fare un cesareo, perchè non ce la fa più… Io non so proprio nè cosa fare nè cosa dire. So che ci terrebbe tanto a fare il parto naturale,  un VBAC (parto vaginale dopo un cesareo) per la precisione, però vederla soffrire così tanto è insopportabile, e sinceramente non me la sento di condurre “la battaglia ideologica parto cesareo contro parto naturale sulla sua pelle… Avviso una infermiera/ostetrica che forse abbiamo avuto dei ripensamenti. Lei gentilmente ci riconduce in sala parto e avvisa le altre ostetriche. Che vengono a monitorarla, visitarla e consolarla un pò. Purtroppo siamo ancora indietro, non si può nemmeno pensare all’epidurale quindi dobbiamo solo aspettare. Ma lei non ce la fa più. Si è convinta di non farcela. Piange, si arrabbia, chiede e pretende il cesareo. Le dispiace buttare nel cesso tutti gli sforzi di questi mesi per arrivare ad un VBAC (visite, cambio di ospedali, ricerche varie) ma sostiene di non farcela ad aspettare nemmeno le ore necessarie ad arrivare ad una dilatazione sufficiente ad ottenere l’epidurale. Perchè poi ci vorranno comunque diverse ore prima di arrivare alla fase espulsiva e sicuramente non avrà più forze, perchè è stanca e stremata. Le contrazioni sono forti, e non riesce a stare sdraiata, nemmeno nelle pause perchè ha male alla schiena e Federico si muove come un forsennato.

Fortunatamente la nostra amica ostetrica passa a trovarla, anche se non è in turno, e la consola un pò. Insieme la convinciamo a temporeggiare un pò facendo una doccia. Doccia che dura quasi un’ora e mezza – durante la quale perlomeno io riesco a dormicchiare un pò – poi, sono quasi le 7,  un’altra visita, non siamo ancora a 2 cm di dilatazione. Sconforto generale. La Frà disperata vuole il cesareo. Le ostetriche accorrono in massa per dissuaderla. La situazione è tesa. Io comincio a essere preoccupato, vorrei parlare con le ostetriche fuori dalla sala parto, ma lei non mi permette di lasciarla nemmeno per un attimo. Cerco di rassicurarla, ma davvero non voglio essere io a insistere per questioni di principio quando è lei a soffrire, allo stesso tempo parlo con le ostetriche dicendo che, va bene tutto, ma “ostinarsi” a fare un parto naturale quando la situazione non si sblocca e lei fisicamente – è stanca – e psicologicamente – è demoralizzata – non ce la può fare è controproducente e pericoloso. Intanto tra vari tira e molla, arriviamo ai fatidici 2 cm che permetterebbero l’epidurale così l’anestesista viene chiamata. La Frà sa però che ci vorranno almeno 40 minuti perchè arrivi ed una ventina di minuti prima che l’anestesia faccia effetto quindi comunque vuole che venga per la spinale e che tutte si organizzino per il cesareo.

Quando l’anestesista arriva sono tutti mobilitati, un medico, un anestesista e almeno 4 ostetriche pronte al cesareo ma che fanno di tutto per evitarlo. Quando la capo ostetrica dice alla Frà che dopo l’epidurale sarà tutto più facile, si becca un bel “Ma che cazzo diciii?!?” dalla Frà (il primo dei tanti… fortunatamente al termine delle contrazioni riusciamo tutti a scusarci a vicenda e riderci sopra..).

Dopo aver avuto conferma che dopo l’epidurale avremmo comunque potuto fare la spinale ed il cesareo se ci fosse stata necessità, o volontà, riesco, assieme alle ostetriche a convincere la Frà perlomeno a provare. Epidurale fatta, la situazione si rasserena. La Frà prova a dormicchiare, senza successo, ma perlomeno si riposa e io riesco, alle 22:00 ad uscire per mangiare qualcosa.

Nel giro di due ore l’effetto dell’epidurale svanisce quindi la Frà viene visitata di nuovo, una ostetrica, forse per motivarla un pò, comunica 4-5 cm!! La capo ostetrica verifica e ridimensiona a dei meno entusiasmanti 3-4…ma poi prova in fase di contrazione e con gioia ci annuncia che potrebbero anche essere 7 e soprattutto si sente la testa! Altra dose di epidurale e 4 gocce di ossitocina. In un paio di ore la situazione procede a grandi passi. La Frà è comunque debolissima, le acque si son rotte da 24 ore, le contrazioni ci sono da quasi 12 ore, in un caldo soffocante – in sala parto ci son quasi 30 gradi – e non abbiamo iniziato ancora… la imbocco con cucchiaiate di marmellata mentre l’ostetrica le prepara acqua e zucchero e intorno mobilitazione generale di medico e ostetriche con monitoraggi e preparativi vari.

appena nato

Cominciano le spinte, la Frà urla e piange, mi stritola le mani ma non posso dire nulla, mi si stringe letteralmente il cuore a vederla cosi e posso solo appoggiare la mia fronte sulla sua reprimendo le mie lacrime. Dalla posizione supina proviamo quella accovacciata e a quattro zampe e poi di nuovo quella supina. Alla fine, essendo lei cosi stanca è la migliore. La testa comincia a vedersi, o almeno cosi dicono le ostetriche, che cominciano a stagliuzzare con l’episiotomia… Io – che credevo sarei svenuto ben prima (rischio lo svenimento ogni volta che andiamo a donare il sangue) – son lì che incito la Frà con il cuore che mi scoppia quando vedo la testa che spunta dalle sue gambe, con i capelli nerissimi impastati di sangue, guardo le ostetriche che ruotano la testolina, e vedo l’orecchio e poi la manina – e già Federico fa il primo strillo !! – poi ecco sgusciare tutto il corpicino, e in men che non si dica è già sulla pancia della Frà. Sono le 2:12 del 12 aprile (esattamente come Ale aveva predetto il 31 marzo quando ad una banalissima domanda della Frà: ma secondo te quando nasce il fratellino? aveva detto “fra dodici giorni e mezzo!” ) Mentre lei lo abbraccia, aspettiamo che il cordone smetta di battere per reciderlo – contrariamente a quanto mi aspettassi è durissimo, come un nervetto spesso in una bistecca o meglio, come un cavo elettrico. Dopo pochissimo, molto meno di quanto immaginassimo ecco uscire la placenta – un cumulo di carne sanguinolenta e semitrasparente, che però, con tutte le venuzze visibili ricorda davvero un albero con le radici. La vogliamo vedere, e di fronte alla faccia semi-inorridita di una ostetrica le facciamo pure una foto – mentre l’ostetrica capo ci spiega come è fatta e come funziona. A suo modo, bellissima!

la placenta

Rimaniamo tutti lì, felici per la nascita e per il parto naturale, mentre Federico ciuccia e le ostetriche ricuciono la Frà. Nel frattempo la dottoressa e le altre ostetriche parlottano dei miei capelli, incredule del fatto che siano veri e non extension, e che io possa avere un lavoro “normale”… e mi chiedono se possono toccarli ecc ecc !! Una situazione buffa e surreale in una sala parto..

Io faccio in tempo a salire in camera a prendere i vestitini per Federico prima che gli venga fatto il bagnetto e poi quando è bello pulito e vestito e le ostetriche lasciano la stanza, rimaniamo, io la Frà e Federico per un paio d’ore a goderci questi momenti di pace e di intimità. Alle 4 e mezza la Fra viene sistemata in camera e io guido – solo – verso casa con il pensiero che ora corre ad Ale, che sta trascorrendo la sua prima notte senza di noi e che vedremo solo l’indomani quando non sarà più figlio unico ma fratello maggiore. Chissà come accoglierà il nuovo arrivato, ma soprattutto chissà se riusciremo noi a fargli vivere questo stravolgimento nelle nostre dinamiche famigliari. Chissà se riusciremo, se riuscirò, a non privarlo di affetto e di attenzioni, a non fargli provare gelosia e risentimento. Chissà se riuscirò a dare al nuovo venuto lo stesso amore – e sì, la stessa “devozione” – che ho riservato per lui?

prime presentazioni tra fratellino e fratelloneRiuscirò non a ripartire equamente, ma a raddoppiare il mio amore? Finalmente mi addormento con questo pensiero, e con ancora impressa l’immagine della Frà, stremata ma bellissima, che stringe fra le braccia, ancora tutto sporco e avvolto in un asciugamano bianchissimo e macchiato di sangue il nostro piccolo Federico.

41 pensieri riguardo “Il parto (visto dal papà)”

  1. Ragazzi…che dire..ho qui Gabry che vuole mamma per fare un puzzle, e io continuo a ripetere mamma sta leggendo, fai da solo…c’ho messo 30 minuti a leggerlo tutto…..commovente, e ci sono tutte le verità di un papà innamorato della sua famiglia.

    Tanti Auguri a tutti!
    Alice

  2. Non so come funzioni, e me lo chiedevo sempre anche io quando stava per nascere Siria. Ma la risposta all’ultima domanda è sì. Raddoppia, e ti ritrovi a sorridere ripensando a quando ti chiedevi se sarebbe raddoppiato…
    Bellissimo racconto, emozionante sentire anche la voce del papà.

  3. Che commozione.. ho i lacrimozzi! Grazie per la condivisione di questo meraviglioso momento e… non è vero che i papà sono inutili durante il parto: forse vi sembra di esserlo ma ti assicuro che mio marito è stato fondamentale.. senza di lui non ce l’avrei fatta di sicuro!!! E’ stato la roccia a cui mi sono appesa, la mia forza, il mio analgesico.. abbiamo davvero partorito in due!
    un abbraccio commosso

    1. “non è vero che i papà sono inutili durante il parto: forse vi sembra di esserlo ma ti assicuro che mio marito è stato fondamentale.. senza di lui non ce l’avrei fatta di sicuro!!! E’ stato la roccia a cui mi sono appesa, la mia forza, il mio analgesico.. abbiamo davvero partorito in due!”

      Concordo in pieno quanto scritto da Sibia! Anche x me è stato lo stesso. Parto veloce, anche se nonindolore, ma ci siamo ritrovati x 2 ore in sala parto DA SOLI!! Sicuramente una bella esperienza, ma ci siamo sentiti anche “abbandonati” lì… quando è entrata l’ostetrica a controllare mi comunica che la testa sta già uscendo, ed infatti con 3 spinte la mia piccola stella è venuta al mondo!!!
      Mio marito è stato FONDAMENTALE, ha assecondato le mie posizioni del tutto strane e scomode (ma le uniche che riuscivo a tenere), mi ha seguito in bagno e pulito durante il travaglio, quando avevo paura di partorire dentro il bidet… e visto che io non riuscivo a interlocuire con il personale medico xè concentrata sulle contrazioni, lui ha sempre fatto da intermediario riportando quello che era il nostro pensiero, frutto di 9 mesi di letture a tema…
      E’ stato buffo quando, nella nostra sala parto, è entrato il ginecologo e parlando con l’ostetrica del cesareo che si apprestava a fare nella sala accanto…. mio marito ha frainteso pensando parlassero di me (e conscio della mia ferma intenzione di partorire il più naturale possibile) ha quasi “preso per il cravattino” il medico. A quel punto ho dovuto intervenire io!!! e calmarlo un po’. Credo che la tensione sia alta anche per i mariti che si trovano “tirati in mezzo” in questa esperienza così unica e forte come il parto.
      Grazie per quello che fate con e per noi durante il parto! Non siete affatto inutili! L’appoggio morale gioca tantissimo della forza che la donna dimostra! E la forza mentale gioca un ruolo imprescindibile!
      Grazie papà!!!

  4. BELLISSIMO!!EMOZIONANTE…certo, non meno di quello della mamma…MA LE EMOZIONI ESPRESSE A PAROLE DA UN PAPA’, DA UN UOMO, MI COMMUOVONO MAGGIORMENTE..

  5. Mi commuovo di nuovo 😉
    Nonostante il senso di impotenza che provate, il compagno è importantissimo in sala parto per il sostegno che sa dare: io dico che sempre che senza il supporto di mio marito non sarei mai riuscita a partorire.
    E questa esperienza fortissima ci ha legato ancora di più!

  6. Ho i lacrimoni pure io, saranno anche gli ormoni visto che mancano 2 settimane al termine gravidanza del secondo figlio … leggere il tuo racconto mi ha fatto tornare in mente mio marito alla nascita di Pietro, è stato importante x me che ci fosse e questa esperienza ci ha uniti ancora di più. Non vedo l’ora che legga il tuo racconto, intanto un saluto a tutta la family!!!

  7. Che commozione!!! Bellissimo!
    E confermo, per me la presenza del papà è stata fondamentale, nel mio caso anche perchè mi ha materialmente sostenuta nella posizione accovacciata!
    Ora spero, ma c’è tempo, che per il secondo sia tutto altrettanto bello e sono certa che il nostro amore sarà più che raddoppiato :-)

  8. Ho letto entrambi i vostri racconti e tutti e due mi hanno emozionato tantissimo! E’ bello leggere cose così, di vita vera,di cose vissute…in effetti poi leggere le emozioni di un papà riguardo al parto è cosa davvero rara!:-)

  9. Capisco che vi possiate sentire inutili ed impotenti, ma non è così! Io ho partorito in casa, con la sola presenza dell’ostetrica e di mio marito. Per tutto il travaglio l’ostetrica è stata defilata, lasciandoci come coppia ad affrontate la cosa, e mio marito mi ha aiutata con i massaggi e anche con cose più banali, tipo cambiare il cd della musica o asciugarmi la fronte. E poi durante il parto è stato vicino a me e mi ha sostenuta fisicamente. Per me è stata una presenza fondamentale. L’unica cosa è che, conoscendo come sono fatta, gli ho chiesto di tener la bocca chiusa finchè non fosse stato tutto finito… Non avrei sopportato frasi tipo “dai che ci siamo quasi” o cose del genere, lo avrei come minimo ricoperto di insulti…!
    Grazie per questo racconto, davvero bello sentire l’esperienza di un papà! E tantissimi auguri di cuore a questa bellissima famiglia!

  10. Sembra assurdo lo so ma la cosa che ho più nitida del parto è la mano del mio compagno che stringe la mia, a darmi forza e calore. Se ci penso la sento ancora. Auguri a tutta la famiglia e ben arrivato al piccolo Federico nato il mio stesso giorno…di qualche anno dopo.

  11. Lo leggero stasera…. Il tuo mi ha fatto piangere…. E tra un ora devo uscire… Poi mi fai uscire cn due occhi gonfi 😉

  12. Grazie per aver condiviso con noi questi momenti!!! Che papà meraviglioso!!!
    Ah dimenticavo ma come caspita avete fatto a fare delle foto così belle??? A noi senza flash sono venute un disastro!!

  13. meravigliosa coppia.. meravigliosa mamma e papà uniti nelle idee, nell’amore, nella vita.. vi invidio, spero che un giorno anche io potrò avere a fianco il mio uomo, che mi sostiene, mi abbraccia, mi rafforza, mi protegge, mi sorprende come hai fatto tu, davide. (non credo sarà così, ma ognuno fa quello che può.. fra ti invidio!!!!!!)
    complimenti, sarete sicuramente in grado di raddoppiare l’amore e di vivere serenamente l’arrivo di federico nella vostra famiglia.. ancora una volta… mi insegnate tanto.. grazie! ♥♥

  14. Ecco! Proprio uguale a come mi sono sentito io! Dicevano che avevo un colorito verdastro e che sembrava che dovessi svenire da un momento all’altro, ma continuando ad ingoiare bustine di zucchero ho resistito fino alla fine! Tutte le riflessioni anti-cesareo fatte dalla Mamma nei mesi precedenti sono svanite in fretta in quei momenti…La ginecologa ce l’aveva preannunciato e aveva detto a mia moglie che lei era sua amica e che non doveva giudicarla per come si sarebbe comportata in quel giorno, perché davanti alle sue richieste strazianti di tagliare sarebbe semplicemente uscita dalla stanza per non doverla guardare negli occhi, sempre che il bimbo non ne soffrisse.
    Quando alla sera mi sento stremato per aver cercato di essere un Papone all’altezza del ruolo, mi chiedo spesso come si possa raddoppiare lo sforzo all’arrivo di un fratellino…Ma tant’è… :-)

  15. “di trovarsi nel dietro le quinte di un film a metà fra il porno e l’horror…” Non riesco a smettere di ridere!!!!!

  16. che dire?grazie…grazie per la commozione,la profondità,la verità e l’ironia…;)
    auguriiiiiii siete stati bravissimi tutti!!!insomma quel cordone vi legava tutti e quattro;)

  17. No, Davide, non ce la farai a non farlo sentire geloso, ma, si, raddoppierai l’amore e col tempo insegnerai loro a condividere giochi, idee, spazi, momenti, sogni e un po’ alla volta la ferita di Ale sarà sanata e diventeranno, oltre che fratelli, amici…….e poi ti taglieranno fuori perchè sulla slack e sullo snowbord ti daranno merda ;P

    1. eh si.. quando non sarò io più a menarmela con loro di essere bravissimo a fare 3 passi sulla slack o qualche saltino in snowboard sarà davvero dura per il mio ego di papone da accettare. ma spero proprio che slack e snowb siano e non calcio e playstation…

  18. ….leggo e, per la seconda volta, piango.
    Piango e piango e vi ringrazio perchè qualcosa si scioglie ancora…
    …piango e penso che è arrivato per noi il momento di scrivere il nostro parto a 2 mani.
    Grazie.

  19. Non so che dire, il tuo racconto è splendido e leggere le parole di un uomo è ancora più toccante e commovente. Sei un grande uomo, compagno e padre Davide, ne sono certa!

  20. Bel racconto! E belle foto!
    Per me la presenza di Andrea è stata importantissima: non riesco nemmeno a pensare a come sarebbe stato il mio travaglio in ospedale la prima volta se fossi stata sola… mi sarei sentita abbandonata. Invece lui era lì, siamo stati soli tutto il tempo, quando l’ostetrica, dietro sua insistenza, è venuta a vedermi ero già a dilatazione completa (scusa Fra’… mi sento quasi in colpa per i miei parti lampo…), ha preso Andrea e gli ha detto “Guarda, si vedono già i capelli”… e lui che inizialmente aveva detto che in sala parto non ci sarebbe entrato si è invece messo a guardare!
    Ne ho parlato con l’ostetrica quando poi ha seguito il mio terzo parto, quello in casa. Lei mi raccontava che cerca di coinvolgere spesso i padri perché li vede un po’ persi… la donna vive il momento, spesso circondata da personale indaffarato… e l’uomo sta lì, impotente…
    Ovviamente durante il parto in casa la presenza del papà è ancora più importante: non è più “solo” un appiglio conosciuto in un mondo estraneo, è proprio coinvolto e partecipe perchè oltre all’ostetrica c’è solo lui… penso sia proprio un modo diverso di vivere il momento anche per l’uomo.

  21. Anche a me scorrono le lacrime, sono molto felice per questa nascita, ogni tanto in ospedale sanno dare cio’ che serve. Credo che tutte quelle ore e il suo arrivare allo stremo fossero dovute alla paura di soffrire a lungo per poi finire in cesareo, con il prossimo sarà una passaggiata!

  22. Che bello leggere questo racconto! Mi sono un pò commossa… Complimenti, Francesca, ce l’hai fatta! PS: Anche il mio Fabrizio, in sala travaglio, mi disse che si sentiva totalmente inutile. Invece per me è stato vitale averlo accanto!

  23. Maledetti ‘sti ormoni della gravidanza che mi fan piangere come una fontana! Un racconto commovente!
    Spero anch’io di poter fare un parto naturale dopo il primo cesareo..
    Congratulazioni
    Mara

  24. Ciao, ho letto il vostro articolo su Genitori Channel e chiaramente l’ho postato su FB…mi avete fatto piangere.Anche io ho subito purtroppo un cesareo per la mia bimba ormai di quasi 3 anni. Stiamo iniziando a pensare al secondo ma uno dei miei pensieri fissi è proprio questo:non voglio assolutamente ripetere la stessa esperienza!Non è assolutamente facile trovare un ginecologo disposto a fare un parto naturale dopo un cesareo…avete consigli?Dove avete (il plurale è d’obbligo in questo caso!) partorito?Grazie per la condivisione!
    Ale

    1. alessandra sicuramente devi avere un pò di determinazione e…informarti! però di ginecologi a favore del vbac fortunatamente ce ne sono, per quanto in netta minoranza. io sono di milano e se inizialmente davo per scontata la mia scelta – http://www.equazioni.org/index.php/2011/01/25/parto-naturale-dopo-un-cesareo-si-puo/ – ho scoperto che non è proprio la prassi di tutti gli ospedali…
      dunque nella mia zona mi è stato consigliato l’ospedale di monza oppure il buzzi, dove è poi nato Federico!
      mi raccomando tienici aggiornati!

  25. AAAAAAAAAAAAA complimentoni!! NO DICO, anche la foto della placenta O_o”
    Io che al mio “papà” dico…”Non guardare, tu non guardare no??” ..e tu addirittura guardavi tutto ma dico TUTTO :O
    Ma avevi lo stomaco particolarmente forte o inevitabilmente l’occhio va a finire lì? :O
    Io non oso immaginare…cioè…insomma..la placentaaa 😀
    Non voglio guardare io, figuriamoci pensavo..un uomo 😛
    Beh, ad ogni modo complimenti ad entrambi ^__^
    …e ovviamente complimenti al piccolo Federico che a sforzi sono certa non sia stato da meno :)

  26. bello non vedo l’ora che nasce mio figlio la mia compagna e di 34 più 4…anche se mi spaventa il fatto di non riuscire a sopportare tutte quelle emozioni messe assieme..e paura di stare male…ma la forza e che devo essere forte per stare vicino alla mia compagna e condividere quando ci daranno il nostro JAVIER fra le braccia…

  27. Oh che meraviglia, e la commozione finale mi ha fatto venire le lacrime, proprio sul discorso del bimbo grande che viene lasciato a casa mentre mamma e papà sono in H a conoscere il nuovo fratellino. E’ proprio quello che accadrà a noi, tra un mese e mezzo e quel che mi preme di più, ora, è che il mio adoratissimo bimbo grande non risenta dell’arrivo del fratello. Mi impegnerò con tutte le mie forze perchè questo non accada. E so che le foto che faremo in 4, tutti in ospedale, saranno capaci di farmi piangere di qui ai prossimi 20 anni!

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