Il mio parto (VBAC)

10-04-2011
La giornata trascorre come molte altre a casa. Io cerco di sfruttare questi ultimi giorni, forse ore per qualche lavoretto o regalo per i miei piccoli. Con il trapano buco dei cubetti di legno per il piccolo Ale da infilare con una stringa e li dipingo. Cucio una mini fascia equAzioni in lino cosicchè Ale possa portare la sua bambola “Maschio” come io e il suo papone porteremo Federico.

mamma col pancione e ale

Dopo cena guardiamo tutti insieme una puntata dei Simpson al computer e poi mettiamo a letto Ale. Noi invece decidiamo di finire di leggere le ultime pagine del libro “Parto di testa” che avevamo iniziato e mai finito quando ero in attesa di Ale e alle 23.45 andiamo a letto.

11-04-2011
Io, al contrario di Davide, non riesco a prendere subito sonno e dopo neanche mezz’ora si rompono le acque!

Essendo ancora sveglia riesco ad alzarmi tempestivamente dal letto e a correre in bagno e nel mentre chiamo Davide, più volte, perché dorme talmente profondamente che lo sveglio a fatica. E una volta aperti gli occhi non capisce bene che cosa gli stia dicendo.

Bene, sacco rotto, acque chiare ma nessuna contrazione. Che si fa?
Mando un sms alla cara ostetrica Martina nella speranza che sia ancora sveglia e le chiedo se posso aspettare a correre in ospedale e rimettermi un po’ a letto a riposare. Lei mi risponde che non c’è fretta e di aspettare pure qualche ora prima di andare in ospedale (la mattina seguente avrei comunque avuto la visita per gravidanza a termine) e magari di andare presto in modo da evitare il traffico del mattino, considerando che noi abbiamo almeno un’oretta di macchina. Questo anche perché devo iniziare quanto prima la terapia antibiotica per lo streptococco.

Arriviamo in ospedale da dove chiamo anche i miei genitori in modo che, con calma, possano venire a prendere Ale e dove mi fanno la prima visita: collo chiuso, posteriore e ancora nessuna dilatazione. Insomma, ancora tutto fermo.

Avendo rotto le acque non pensavo di essere ancora così indietro. Chiedo di poter tornare a casa in modo tale da poter  fare la prima parte del travaglio “tranquilla” ma mi rispondono che con la rottura del sacco il ricovero è obbligatorio. Mi ritornano in mente le interminabili ore (30!!)  prima della nascita di Ale e mi sento decisamente demoralizzata.

monitoraggio partoDavide porta Ale dai nonni e io vengo portata in sala parto per fare monitoraggio e terapia antibiotica. Nel frattempo mi viene assegnato un letto in reparto dove porto tutte le mie cose e finalmente riesco a ottenere il permesso di poter scendere nell’atrio per salutare Ale, dirgli quanto gli voglio bene e che di li a poco dovrà tornare a prendere me, papà e il fratellino.

prima del parto

Torno in stanza, mi metto la mia splendida camicia da notte mi sistemo. Alle 12 ho già delle “buone” contrazioni, mi portano il pranzo e non appena inizio a mangiare mi viene chiesto di tornare in sala parto per un altro monitoraggio. Dalla visita però non c’è stato un grande cambiamento. Le contrazioni però sono dolorose e regolari e io trovo sollievo solo stando in piedi. Un’ostetrica mi invita però a sedermi  dicendomi che il travaglio sarà ancora lungo e che ho bisogno di riposarmi tra una contrazione e l’altra e che non posso pensare di potercela fare sempre e solo in piedi.

Io e Davide veniamo portati nuovamente in camera e dopo un po’ ancora in una terza sala parto (sono tutte molto calde ed accoglienti con pareti colorate, doccia, sedia a dondolo, sgabello, …). Io inizio ad accusare la stanchezza e il fatto che le contrazioni non corrispondano ad un progredire del travaglio mi butta sempre più giù. Davide mi sta vicino,mi fa forza ma di li a poco scendono le prime lacrime: sento che non ce la posso fare. Sono troppo stanca sia psicologicamente che fisicamente.

Le contrazioni aumentano d’intensità .Inizio a maledire il giorno in cui ho deciso di volere un parto naturale quando tutti mi proponevano un secondo cesareo. L’ ostetrica mi dice di riposarmi tra una contrazione e l’altra ma la cosa è decisamente impossibile: è vero, le contrazioni non sono continue ma il dolore che sento nella zona lombare si e come se non bastasse Federico non smette un secondo di muoversi e si vede che  punta questa o quella parte del suo corpicino nella mia pancia facendomi vedere le stelle. Nel frattempo sono arrivata ad una dilatazione di circa…. 1 cm!!!! In media per un primo parto si calcola 1 cm/ora…dunque,con la prospettiva di altre 9 ore di travaglio,il morale a terra e la forza sotto i piedi prendo la mia decisione: a quel paese il parto naturale, voglio il cesareo, devono tirarmelo fuori subito perché io mollo il colpo, non ce la posso fare.

Comunico la mia decisione a Davide che non sa che fare, ne come aiutarmi anche perché conoscendomi bene sa che quando mi metto in testa una cosa difficilmente cambio idea.

Nel  frattempo Martina,la mia amica ostetrica fa la sua comparsa in sala parto nonostante non fosse in turno. E’ venuta a trovarmi e …. non mi ha trovata come si aspettava. Cerca di tirarmi su di morale, di farmi forza, di caricarmi e mi massaggia la schiena. Ritrovo un pochino di forze e mi faccio convincere da lei e da Davide ad infilarmi sotto la doccia per vedere se riesco a rilassarmi un pochino. Alla faccia del mio animo ecologico resto sotto la doccia un’ora e mezza, fino a che non sento che la pressione mi sta abbandonando.

Uscita dalla doccia mi sento meglio ma ancora troppo troppo stanca. Il termometro nella stanza segna i 30 gradi. Le contrazioni sono dolorose, il mal di schiena persiste e Federico non smette di agitarsi nella pancia. Decidono di attaccare un sensorino alla testa di Federico, così mi staccano anche l’altro monitoraggio, molto più scomodo e che si scollega spesso per via dei movimenti di Federico e miei.

Ricomincio a chiedere il cesareo. Le ostetriche mi propongono l’epidurale, con la quale dicono riuscirei a riposare e a recuperare le forze per andare avanti. Inizio a delirare dal dolore e dalla stanchezza e a innervosirmi: ho chiesto di avere un cesareo, è una mia scelta e nessuno mi ascolta: non ce la faccio più!

Mi dicono che essendo arrivata a 2 cm (!!) possono chiamare l’anestesista, ma io so che non arriverebbe prima di una 40ina di minuti. Che ci vuole il tempo per sistemare il cateterino e un quarto d’ora perché faccia effetto. Non posso resistere tutto quel tempo. Voglio il cesareo. Firmo tutto quel che c’è da firmare. Insistono. Le mando a quel paese. Mi dicono che poi avrei tempo di riposare. Rispondo che non è vero e che comunque in genere l’epidurale rallenta il travaglio e io non ce la faccio più. Voglio il cesareo. Ad ogni contrazione mando a quel paese le ostetriche, per poi scusarmi a fine contrazione spiegando che non ce l’ho con loro ma che non ne posso veramente più. Loro capiscono e immagino non sia nemmeno la prima volta che capita loro una situazione del genere. Quando riesco a riprendermi un attimo ho anche le forze di spiegar loro, “ridendo” che gli è andata davvero male con me perché sono una gran testona.

Supplico Davide di aiutarmi, di insistere perché mi tolgano subito Federico dalla pancia. Lui sa quanto tenessi ad un parto naturale, quanto ho lottato per poter avere quel che volevo, per trovare l’ospedale giusto. Gli dico che mi dispiace ma che non ce la faccio proprio più. Piango. Piange anche Davide che non sa che fare, combattuto nel vedermi soffrire ma consapevole del fatto che avrei potuto farcela.

Nel discutere il tempo passa e arriva l’anestesista. Io però ho deciso, non mi interessa fare l’epidurale. Prova a convincermi anche l’anestesista, ma rispondo a tono anche a lei. So il fatto mio, non sono impreparata. Le ostetriche non fanno che ripetermi che con il cesareo butterei tutto nel cesso. Con molta freddezza rispondo loro che lo so bene, che non devono dirmelo e che se ho preso questa decisione l’ho fatto in modo consapevole, ma che non voglio aspettare ancora altro tempo per poi magari arrivare comunque ad un cesareo come era successo con Ale. Non posso sopportare una sola altra contrazione. Nemmeno quel quarto d’ora perché l’epidurale faccia effetto.

E alla fine invece cedo. Credo sia stato lo sguardo di Davide, al quale sto stritolando da ore le mani . Lui è li con me e crede che ce la possa fare. Vada quindi per l’epidurale, poi si vedrà.

Tempo 15 minuti e ho modo effettivamente di riprendermi un attimo. Si son fatte le 22 circa e Davide, che fino ad ora non mi ha lasciato un secondo, approfitta per andare a mangiare qualcosa. E’stremato anche lui. Quando torna sto ancora abbastanza bene e riesce a dormire un po’ sulla sedia accanto a me. Io non riesco a dormire ma mi riposo. Le contrazioni non sono più così dolorose ma le sento ugualmente e sento la testa di Federico che spinge, spinge, spinge.

Vengo finalmente rivisitata e la “seconda” ostetrica dice che sono a 4-5 cm. Mi visita di nuovo l’altra ostetrica la quale conferma 4 cm. Mi viene da piangere, procede tutto troppo lentamente. Forse per via dei miei forti lamenti mi chiede di visitarmi durante la contrazione e li cambia espressione: sente la testa, sono a 7 cm!! Questa notizia mi da la forza di tirare  ancora avanti nonostante senta che le forze mi stanno abbandonando.

Mi danno dell’ossitocina e richiamano l’anestesista per un’altra “dose”di epidurale, il cui effetto è ormai quasi svanito.

12-04-2011
La testa di Federico spinge sempre di più, mi da fastidio stare sdraiata, ma non ho le forze di muovermi. Aiutata dalle ostetriche e da Davide provo a cambiare posizione, a mettermi accovacciata ma mi sento troppo debole, le gambe non mi reggono. Ho bisogno di un po’ di zuccheri:  Davide mi prepara acqua e zucchero e mi infila in bocca qualche cucchiaino di marmellata.

Arriva il momento “espulsivo”, inizio a sentire le spinte e la testa che spinge sempre più forte. Cerco di concentrarmi sul respiro, stritolo le mani, ormai segnate, di Davide e continuo a ripetere ad ogni contrazione che non ce la faccio.

Le ostetriche decidono di farmi un’anestesia locale, nel caso in cui ci dovesse essere bisogno di un’episiotomia. Male e bruciore insopportabili. Non ce la posso fare, continuo a ripeterlo, ho esaurito anche le ultime forze. Ma le contrazioni non mi danno tregua e ora devo spingere. Ci provo ma sono troppo debole. Cerco di variare un minimo posizione e ce la metto tutta. L’ostetrica mi dice che ormai è fatta, manca poco: si vede la testa. So che Davide ha paura di impressionarsi ma è coraggioso, dà una sbirciatina, mi dice anche lui emozionatissimo che si vede e mi incita a spingere ancora con le lacrime agli occhi.

Non ce la faccio, sono stanca ma spingo ancora. Episiotomia. Esterno verbalmente alle ostetriche  il mio disappunto  al riguardo. Ho paura che Davide possa svenire da un momento all’altro. Immagino non sia una bella scena a cui assistere e invece resiste alla grande, sono orgogliosa di lui. Ancora qualche soffertissima spinta e Davide mi dice che si vede un orecchio e poi una mano. Mi chiedo come farà ad uscire il resto del corpo ma non ho tempo di pensarci su troppo, tutti mi dicono di spingere. Spingo ancora e finalmente lo sento, è fuori. E piange. Lo voglio in braccio. Subito. E mi viene dato. Non ci posso ancora credere. Federico è tra le mie braccia. Chiedo che aspettino a tagliare il cordone fino a che non abbia smesso di pulsare e così fanno. Anzi, fa, visto che il cordone lo taglia il papà!

il mio parto vbac

Tempo pochi minuti e con mia grande sorpresa avviene il secondamento accompagnato non da dolore ma da una strana sensazione. L’ostetrica mi chiede se voglio vedere la placenta e ovviamente rispondo di sì: è davvero bella e visto il mio interesse mi viene mostrata bene e da vicino e ci viene spiegato come ha funzionato durante la gravidanza. A questo punto mi viene fatta un’altra anestesia locale e via coi punti. Resisto solo perché ho Davide accanto e il mio bimbo tra le braccia.

sala parto: papà e federico equazioni

Restiamo in sala parto ancora due ore durante le quali il dolore lascia il posto a emozioni intensissime. Federico si  attacca  al seno, Davide ci abbraccia, scopro che mio papà, all’insaputa di tutti, non si è mai allontanato dalla sala d’attesa fuori dalla sala parto, penso ad Ale e a come sarà il primo incontro con il suo fratellino il mattino seguente e poi, appena portata in reparto, crollo. Ma la mia stanchezza ora è carica di gioia e di forza per cominciare una nuova avventura con la mia nuova bellissima famiglia.

 

 

 

 

118 pensieri riguardo “Il mio parto (VBAC)”

  1. W l’epidurale, grazie alla quale si scongiurerebbero tanti cesarei inutili 😉

    E, infine, sappi che la faccina di Davide per convicerti a farla era un mio messaggio subliminale che gli avevo scritto via sms quando eri sotto la doccia 😛

  2. …sto leggendo e m vengono i brividi! Quanti ricordi!!! Sai che io NON sono ancora riuscita a scriverlo il mio parto?!? ( ed è quasi passato 1 anno!) :/ ma il parto di Ale dove lo trovo? baci! :*

  3. che emozione nel leggere il tuo racconto! e complimenti al tuo compagno che ti ha dato forza proprio mentre pensavi di mollare!

  4. complimenti per come hai raccontato la tua esperienza, complimenti per la nascita di Federico…. complimenti alle tue ostetriche e al tuo compagno… mi sono commossa e ho rivisto anche le mie prime due esperienze…. soprattutto la stanchezza dopo 2 notti insonni e chissà dove ho trovato la forza per spingere, menomale che la fase espulsiva è durata poco… :)))

  5. Bellissimo racconto di un vero delirio da Travaglio.
    Leggere queste cose mi ha scatenato un turbine di emozioni..io quando vedo mamme con il pancione ho sempre una gran nostalgia di quei momenti magici, dolorosi, ma pieni di amore.
    Io con Tomas ho delirato di brutto, e mi ricordo che l’ostetrica mi disse che fino a che non ci avessi creduto IO, non sarebbe uscito.Con Matias, sapendo che, x quanto assurdo, di lì ci passano (anche di 4.455 kg) ero molto più serena ed ho un ricordo ancora diverso.
    Grazie mille x queste dolcissime lacrime che mi hai fatto scendere!!E sarebbe bellissimo leggere anche il racconto del papà :)

  6. io volevo provare con il mio secondo, ma lui non ne ha voluto sapere .. nemmeno una contrazione fino all’ultimo giorno … ma è stato un regalo .. lui era un gigante non l’avrei mai fatto nascere naturalmente.

  7. Sei stata davvero coraggiosa. Brava. Bravi tutti i due. Per me è stato molto diverso. Non so cosa avrei fatto al posto tuo. Adesso un po’ di riposo 😉

  8. Bravissima! e bravissimo anche Davide… so bene cosa vuol dire, io sono entrata in ospedale il sabato sera e ho partorito il mercoledì mattina, dopo giorni di contrazioni senza dilatazione… una fatica fisica e mentale pazzesca, deliravo anche io. Avevo scelto il parto naturale, ero alla 39a settimana, niente rottura delle acque e quindi nessun intervento, né stimolazione, né sollievo… solo la forza morale di Marco che non mi ha mollata mai, e la voglia di vedere Sara…
    Augurissimi a tutti e quattro!

  9. Caspita!! Davvero grazie per questo resoconto dettagliato… è stato molto emozionante leggerlo, e una miniera di ricordi! Grazie per la condivisione di questi momenti unici… e ora gustatevi questa nuova famiglia. Un abbraccio forte.

  10. Mi sono tanto commossa!
    Il mio primo parto è stato un cesareo perché Gaia era podalica. Ammetto che sto pensando per un secondo parto, sempre che Madre Natura non ci mette il suo zampino, al parto naturale.
    Chissà!?!
    Auguri a tutti voi.

  11. Mi sono commossa….ho ricordato il mio parto …hai provocato una cascata di lacrime….auguroni ai genitori e al nascituro….ma soprattutto al fratellino!

  12. Allora. Cominciamo. L’idillio del parto … penso non esista, io sono “creatrice” di due splendide creature nate con parto spontaneo senza epidurale per ritardo nella richiesta la prima volta, (era ora di partorire) e perchè non di routine …nel secondo ospedale. Il primo parto decisamente meno doloroso del secondo ma ovviamente ….. la scoperta è stata postuma ahahah, eppure continuo a dire di aver avuto due belle esperienze. Perchè? Perchè il parto riesce a darti una carica emotiva ed energetica che nulla al mondo sa darti, l’attimo in cui la creatura che hai custodito gelosamente per 9 mesi, di cui hai sentito ogni movimento, incontra il tuo sguardo e si poggia sul tuo seno …….beh NON C’E’ NIENTE ALTRO AL MONDO che possa essere paragonato a quel momento e che riesce a darti un emozione così intensa e “confusa”. Veramente quell’attimo è quello che cancella il dolore di ore e ore di travagli, contrazioni, incazzamenti, parolacce, ripensamenti,……………. Grazie Francesca per avermi fatto rivivere …. un parto, e per avermi fatto emozionare fino alle lacrime. E BRAVA per avercela fatta, contro tutti e tutto …. anche contro te stessa!!!!!!!!!!

  13. …mi ha fatto un effetto strano leggere questo racconto… forse io sono una “mosca bianca”, ho avuto senz’altro una gran fortuna… ma il mio parto è stato straordinariamente bello… il dolore delle contrazioni per me è stato sopportabi…lissimo, nonostante non riuscissi a non urlare continuavo a precisare alle ostetriche e a mio marito che il mio “volume” non era proporzionale al dolore, ma solo il mio modo di spingere… sentire nascere Sofia è stato meraviglioso, a me è sembrato che per alcuni istanti fosse venuta meno la forza di gravità… quando ho sentito il suo corpicino scivolare giù mi è sembrato di decollare con il corpo… una sensazione difficile da spiegare a parole ma… personalmente la conservo come l’esperienza fisica più bella e perfetta della mia vita; mai e poi mai avrei voluto rinunciarci, e sono ben felice di non aver avuto alcuna anestesia e di aver potuto sentire l’orgoglio e la “potenza” di dare alla luce la mia bambina… son uscita dalla sala parto dicendo “ma io devo rifarlo ALMENO UN’ALTRA VOLTA nella mia vita…”… So di esser stata veramente fortunata…ma non riesco a immedesimarmi minimamente in un racconto così… e probabilmente se dovessi partorire per la prima volta, leggere un racconto così mi terrorizzerebbe !!!!!!

  14. Anche io, come Valeria, ho avuto due parti splendidi. Dico sempre che, fosse solo per il parto, ne vorrei fare uno all’anno di bimbo. Per la carica emotiva e per la forza che trasmette.
    Cara Francesca, hai fatto un lungo percorso, mi domando come mai alla fine le forze ti abbiano abbandonato…
    Tanto si può dire del tuo parto, ma di certo non che è stato un parto “naturale” solo “vaginale”.
    Semmai un giorno deciderai di avere un terzo figlio ti auguro di avere davvero un parto NATURALE che ogni donna merita di provare ALMENO UNA VOLTA nella vita.
    Un abbraccio a tutta la tua nuova famiglia.
    MaryG

  15. :´) mi sono commossa.
    sei stata forte e alla fine ce l hai fatta.
    (” We have a secret in our culture, and it’s not that birth is painful. It’s that women are strong.”- Laura Stavoe Harm)
    un pö mi sono spaventata leggendo il tuo racconto..ancora mi ricordo quanto sia stata dura fare uscire Teresa..quasi 4 kg!!e niente epidurale. ma anche io non vedo l ora di godermi tutta la mia nuova famiglia.

  16. auguroni che emozioni forti mi hai fatto rivivere brava brava bravissima baci baci eh vai con l’avventura in quattro vai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  17. grazie per le belle emozioni che mi hai fatto rivivere raccontando il tuo parto.
    è stato un successone, tu sei stata forte e davide bravissimo!!
    w la nuova famigliola

  18. Come sono felice che tu c’e l’abbia fatta a partorire naturalmente, mi spiace dirlo per chi non ha potuto, ma è un’esperienza straordinaria. Non riesco nemmeno ad immaginare l’emozione dei due fratelli che si vedono per la prima volta! Fra pochissimo tocca a noi e mi viene già da piangere al pensiero. Un bacione grande!

  19. Ciao !!! Grazie del link al racconto. Mi è piaciuto moltissimo, anche io vorrei tentare un VBAC e sto valutando la scelta dell’ospedale. Se non sono indiscreta dove hai partorito? Mi autorizzeresti a riportare il tuo racconto nel mio blog? A presto :)

    p.s. se fosse possibile vorrei mettermi in contatto con Valeria e con MaryG

  20. Non so perchè ma mi sono commossa quando ho letto che tuo papà è rimasto in sala d’aspetto… forse pensando al mio e a quanto gli voglio bene…
    La tua esperienza è stata similissima alla mia. Ho fatto 6 ore a casa di notte e una volta arrivata in ospedale pensavo di esserci quasi e invece ero a 3 cm. Sono andata avanti sempre così: 1 cm ogni 2 ore!! Poi grazie all’epidurale, ossitocina e rottura membrane a 5 cm la cosa è proceduta più velocemente… L’unica sfiga che ho avuto è che le contrazioni mi prendevano anche i muscoli superiori delle gambe non riuscendo a star bene in nessuna posizione se non seduta a cavalcioni. Ho fatto tutto il travaglio così!! Mi dava sollievo mio marito che mi spingeva con le mani il basso schiena. Una manna dal cielo!

    Vedendo le foto che già in ospedale portavi la fascia, volevo chiederti se riuscivi a farlo anche durante le visite. Io ho sempre odiato i commenti dei parenti che quando lo tenevo in fascia mi dicevano: “ma tiralo fuori da li!”, “fallo respirare”, “dammelo qua che lo tengo io”, “sempre imbracato”, “non può muoversi”, ecc… che nervoso!!!

  21. Sto piangendo come una fontana! Sono al settimo mese e a luglio arriverà la mia seconda bambolina. Anche il mio primo parto è stato cesareo ma questa volta le condizioni sono diverse e sto sperando che continui tutto così bene per avere il mio VBAC. Per fortuna qui a Treviso fanno di tutto per farti partorire naturalmente anche dopo l’intervento! Mi hai dato grande gioia e grande speranza, ne avevo proprio bisogno perchè penso che un atteggiamento positivo e sereno sia il miglior modo per cominciare questa avventura. Auguri per i tuoi bambini!

    1. mi fa piacere caterina. a dire il vero, con il mio racconto, avevo un pò paura di terrorizzare le future mamme che ci volessero provare….
      io ho dovuto lottare tanto prima (ricerca dell’ospedale e tutto il resto) e durante, ma ne è valsa la pena!
      e ogni parto è a se, non è detto che a te non “vada via liscia”…
      torna a farci sapere com’è andata!

      1. Io mi sono ritrovata in pieno nel tuo racconto, un bel pianto me lo sono fatta.
        Spero di avere la tua stessa forza e lo stesso sostegno da parte dello staff medico oltre che del marito, con questa mia seconda gravidanza dopo il primo cesareo, sempre se avro’ la fortuna che il travaglio mi parta da solo entro i termini. Complimenti e grazie di averci fatto partecipe di questa tua bellissima esperienza.

    2. Ciao. Io sono nelle tue stesse condizioni. Parto cesareo quasi due anni fa. Ora sono in attesa della seconda bimba per luglio. E spero sara’ un parto naturale.
      Questo racconto mi da’ commozione e speranza.

      1. grazie patrizia. l’unica cosa che posso consigliarti e quella di stare tranquilla, ti manca solo l’agitazione del come avverrà il parto….
        tu credici, provaci ma non stare troppo a pensarci….almeno fino a quando non ti troverai sul più bello!
        in bocca al lupo e facci sapere!

  22. Mi hai fatto davvero commuovere… anch’io vorrei provare con un parto naturale dopo il primo cesareo (d’obbligo perchè fino all’ultimo la mia bimba è rimasta podalica), benchè sia passato solo un anno. Ho tanta paura, però da una parte vorrei tentare; credo che un altro cesareo mi limiterebbe molto nelle scelta di avere altri figli in futuro.

    Se posso chiedertelo, dove hai partorito?
    Io abito a Melzo, in provincia di Milano. Abbiamo un ospedale qui ma è piccolo e non fanno il VBAC. Mi hanno consigliato il S. Gerardo di Monza, che però non è vicinissimo…. spero che l’avanzare dei mesi mi porti consiglio.
    Grazie e auguri alla tua famiglia

  23. ciao, ho avuto due cesarei e vorrei se dovessi fare un altro figlio provare con il VBAC ho già trovato una struttura vicino casa mia che me lo consentirebbe, una curiosità: “perché dovevano aspettare che il cordone smettesse di pulsare?”

  24. Ciao, è la prima volta che commento. Se è possibile mi farebbe piacere sapere dove hai partorito perchè oggi ho avuto la prima crisi di panico da ospedale. Io sono alla 20esima settimana e le visite le sto facendo in un ospedale che però non mi convince a livello di modalità di parto. Mi hanno già detto che il cordone lo tagliano subito e non c’è possibilità di scegliere come partorire. Essendo il primo parto non mi ero ancora informata sugli ospedali… Tu hai avuto invece hai avuto tanti “privilegi” a quanto pare…Nelle due ore successive in sala parto il bambino non starebbe con me ad esempio…Mi consola sapere che ci possono essere strutture diverse ma mi farebbe piacere sapere dove. Quella dove ho chiesto è quella più vicina a casa.
    Grazie mille, Silvia.
    Ps. scusa se mi sono dilungata!

  25. mi hai fatto emozionare,mi sono uscite le lacrime e mi hai dato la forza per poterlo fare anche io.Il primo parto un cesareo e il secondo vorrei naturale.Grazie

  26. Ciao sono molto interessata a questo discorso.. Dopo la prima gravidanza finita aimé con un taglio Cesareo per la nn cutanea della mia ginecologa .. Mi sono iniziata a documentare sul vbac … Tu ci sei riuscita ti ammirò moltissimi… Ora stiamo provando ad avere il 2 figlio e vorrei fortemente fare il parto naturale.. Tu a quale struttura ti sei affidata e partorito? Ti ringrazio ciao iaia

    1. gaia ti consiglio infatti di cercare una struttura ‘pro-vbac’ (cosa che per altro dovrebbe essere in tutte le strutture ospedaliere!!) per tempo. di dove sei? io ho partorito federico all’ospedale buzzi

  27. Commovente, complimenti! :)
    Quanto è passato fra un parto e l’altro? Tre anni, più o meno? Lo chiedo perché forse a una mia amica interesserebbe per un futuro secondo figlio, visto che è rimasta molto delusa dal dover fare un cesareo per il primo. Però sia lei che altre persona a cui accenno a questa possibilità mi parlano sempre di un lasso di tempo minimo fra i due parti che non è tanto breve… sai dirmi qualcosa?

    1. si tra i miei due parti sono intercorsi quasi 3 anni e come scrivi tu il tempo consigliato è di almeno 2 anni perchè diminuiscono molti dei rischi connessi ad un VBAC. la tua amica non è ancora incinta però giusto? io le consiglierei di iniziare ad informarsi con calma per trovare del personale informato e che la possa seguire in questa sua scelta

  28. No, la mia amica non è incinta: il suo piccolino ha 10 mesi, e non credo che sia in programma un secondo almeno per un po’, quindi potrebbe rientrarci. Quando glielo dissi, subito dopo il parto, ne parlò al suo ginecologo e – come ti sbagli? – era contrario: è uno da “semel cesareum, semper cesareum”, in buona compagnia, direi. Devo vederla fra qualche giorno e gliene voglio riparlare. Sicuramente non saranno molte le strutture a Roma dove questo è possibile, però. Grazie delle info! :)

    1. in teoria in tutte le strutture è e dovrebbe essere possibile poter partorire come si desidera e quindi anche ‘tentando’ un parto naturale dopo un parto cesareo.
      nella pratica poi è meglio se si è seguiti da qualcuno. ma questo anche perchè, almeno a mio parere, il momento del parto deve essere vissuto bene senza avere altre preoccupazioni, men che meno quella di dover lottare per i propri diritti contro ad un primario o ad un’ostetrica di una differente scuola di pensiero….
      detto questo informandosi poi non è detto che non decida invece che vorrà, nel caso, ripetere un cesareo. ma almeno sarà una decisione consapevole e non dettata solo dal parere del proprio ginecologo.

      1. Un travaglio vissuto, ma sembra anche un po’ combattuto, se posso…
        Il vostro blog è molto ricco e ne sto leggendo le cose che mi interessano.
        Magari vi intaso la mail con i miei commenti, spero vi facciano piacere.
        Lo considero un modo di conoscerci.
        =)
        ciao!

        1. ma figurati phoebe. mi fa assolutamente piacere che tu ci legga e che riesca a trovare argomenti interessanti e utili!
          quanto hai commenti… sono d’obbligo! ;P

  29. mamma mia, è la seconda volta che lo leggo e di nuovo mi vengono le lacrime agli occhi! Sarà che anch’io spero in un VBAC per un eventuale secondo… e la forza di questo racconto la vivo con trasporto! Complimenti per la vostra bella famiglia!

  30. Sono commossa anch’io ma so che ogni storia è a se, ogni parto è diverso e non possiamo sapere come sarà il nostro. Sono a 35 settimane, tra dieci giorni avrò una visita approfondita per valutare lo spessore della cicatrice del primo cesareo (fatto perchè 21 mesi fa la mia primogenita era mal posizionata e non usciva nonostante buone spinte e dilatazione completa).
    In seguito a questa visita, spero capiremo se ha senso tentare un parto naturale o programmare un cesareo. Dico spero perchè in realtà quell’1% di possibilità di rottura dell’utero in questi casi mi spaventa davvero tanto. A cosa devo pensare quando so che potrei rischiare, anche all’1% delle possibilità, di perdere la mia creaturina e non poter più aver figli?
    Cerco illuminazione e pareri..
    Grazie

  31. Ritorno qui dopo 2 anni e mezzo dal mio parto. Anche per me è stato un VBAC, un VBAC per cui ho cominciato a lottare davvero solo nelle ultimissime settimane, quando l’ambiente intorno a me mi stava facendo rassegnare all’ineluttabilità di un cesareo ripetuto. Ho cominciato a crederci davvero leggendo in rete qualche storia di donna che ce l’aveva fatta. Ricordo di aver letto il tuo racconto, e di aver fatto leggere a mio marito quello del tuo compagno, per aiutarlo a capire cosa significava, per convincerlo del fatto che non ero folle. E questo è bastato a scatenare una serie di azioni a catena che in pochi giorni mi hanno permesso di cercare fortemente e poi di ottenere il mio VBAC. Ma non basta: io ho avuto la fortuna di donare la nascita a mio figlio non solo con un VBAC ma anche con un parto naturalissimo. Con il tempo infatti ho capito anche la differenza tra parto vaginale e parto naturale e l’importanza di quest’ultimo, ma ancora oggi provo tanta tenerezza a rileggere la storia di un parto, il tuo, che ha avuto il merito di darmi tanta forza. Grazie.

    1. grazie di essere tornata a raccontarci la tua storia!
      sono davvero contenta che il mio racconto ti sia servito per capire che è una cosa assolutamente fattibile, anzi, auspicabile!
      e sono felicissima che tu sia riuscita ad avere un parto naturalissimo! è davvero importante raccontare questo tipo di esperienze affinchè altre persone possano sentirsi meno solo ed incomprese ed avere la forza di fare qualcosa che in fondo hanno già deciso.
      complimenti ancora e tanti auguri!

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