Che brutto posto è il mondo (per crescere un bambino)

Vale davvero la pena avere dei bambini? E’  giusto trascinarli in questo mondo in cui non hanno chiesto di nascere? In un mondo che sta diventando sempre di più un brutto posto, specialmente per un bambino?

Chiuso per solitudine

Bambini soldato, bambini schiavi e baby prostitute.
Pedofili, ladri, assassini e stupratori.
Razzismo, ignoranza, violenza e cinismo.
Guerre, miseria, disuguaglianze, ed ingiustizie.
Corruzione, opportunismo, indifferenza e servilismo.
Inquinamento, disastri ambientali, carestie, ed epidemie.

Di fronte a tutto ciò perdere la fiducia e la speranza è molto facile. Con che coraggio, con che egoismo possiamo mettere al mondo degli esseri innocenti destinati all’infelicità? Come possiamo spiegare tutto ciò ai nostri figli?

Ebbene,  “dobbiamo insegnare a nostro figlio a guardare il mondo con benevolenza”  questa è la frase che ci ripetiamo quasi ogni giorno quando ci guardiamo intorno con sconforto o con rabbia e cominciamo a discutere e poi ci accorgiamo che il nostro bambino ci guarda e ci ascolta.

Non vogliamo che cresca triste e sfiduciato, e nemmeno cinico e pieno di rabbia. Vogliamo che riesca sempre a vedere del buono e del bello nel mondo e nelle persone.  Vogliamo che tra tutta la miseria del mondo, sia sempre in grado di sorridere, di ridere e di meravigliarsi.

Vogliamo che abbia la forza, la fiducia e la voglia di usare la propria rabbia e la tristezza in qualcosa di costruttivo e di positivo;  che non si limiti  a lamentarsi o a commiserarsi, ma che abbia la consapevolezza di poter fare qualcosa per migliorare se stesso e il mondo – dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nella società – ha detto Gandhi.

“Il primo aiuto che si può e si deve dare a un ragazzino, mi pare sia quello di considerare il mondo con benevolenza… Poi ci saranno i disinganni, certo. Ma intanto si è partiti col piede giusto, da galantuomini. E può anche darsi che il bambino resti galantuomo per tutta la vita”.  Marcello Bernardi

Questo non significa certo che bisogna tenere nascosti ai bambini problemi e miserie, che li si debba far crescere in una campana di vetro o in una gabbia dorata, al riparo da qualunque delusione, frustrazione o dolore. Ma semplicemente che, nonostante tutto, dobbiamo credere sperare e  gettare le basi per costruire un mondo migliore, a partire dalle mura domestiche. Educando i nostri figli (perchè si,  assolutamente sì vale la pena metterli al mondo*)  con  rispetto, spirito critico, coraggio e appunto, benevolenza.

“Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare,  la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre.” (Tommaso Moro 1587)

E voi? Cosa dite ai vostri bambini riguardo ai “mali del mondo”?

* a proposito, vi consigliamo assolutamente lo splendido libro per bambini – e adulti – Bisognerà

23 pensieri riguardo “Che brutto posto è il mondo (per crescere un bambino)”

  1. Il mio bambino è ancora troppo piccolo. A cinque mesi il suo mondo è perfetto, inviolato. Ogni mattina però, appena sveglio, lo prendo in braccio ed insieme ci affacciamo alla finestra di casa e gli dico “Guarda amore! Guarda che bella giornata! Questa giornata è meravigliosa, è nostra!”. Perchè forse per aiutare un bimbo ad imparare ad essere felici bisogna iniziare dalle basi. Dal riconoscere le piccole fortune quotidiane. Ad apprezzarle pienamente come piccoli tesori.
    Quante domande mi sono fatta prima di rimanere incinta. Paura del futuro. Paura di dare alla luce una creatura in un mondo cattivo. Ora però che Davide è qui con noi tante paure si sono sciolte. Ho benevolenza del mondo. A partire da noi genitori, fino ai nostri bambini, il mondo può cambiare, può migliorare. Speranza c’è!

    1. hai ragione, spesso noi adulti ci dimentichiamo delle piccole cose, dei piccoli gesti che sono invece alla base di tutto!
      Spero davvero che possa esistere un mondo migliore per i nostri figli!!

  2. bellissimo questo post..sono commossa e ancora più Felice di essere mamma,perché mettere al mondo figli e crescerli nel rispetto e nell’amore e’ già il primo passo per fare di questo un mondo migliore..

  3. Avere bambini è un imperativo biologico: non se ne scampa! Poi c’è chi si dice “Troppa fatica, il mondo faschifo”. Poi c’è chi li fa senza pensarci. Poi c’è chi, come voi (e spero noi), li fa per fare cambiare le cose.

  4. beh stamattina ho iniziato la giornata leggendo questo post e ho pianto. Ho pensato che forse era la fragilità mattutina… ma poi lo rileggo ora e piango di nuovo. Vabbè. Saranno gli ormoni allora… A volte penso che il mio blog dovrei chiuderlo, tanto ci pensate voi a dare voce a molte delle cose che penso!

    1. ma no glores, non volevamo farti piangere!!!
      anche se a dire il vero anche io quando l’ho letto mi sono un pò commossa.
      Diciamo che leggendo il titolo ho pensato “Bè, siamo al secondo, avrebbe dovuto pensarci un pò prima….” E’ un dubbio che mi assilla molto spesso e mi rattrista.
      Poi invece l’ho letto, tutto d’un fiato e mi sono tirata su di morale e, soprattutto ho riflettuto ancora una volta su quanto sono fortunata ad aver incontrato una persona come lui!
      Detto questo, chiudere il tuo blog??!! Te lo vieto!!
      Non sai quante volte pensiamo noi per primi che il nostro blog sia inutile, che non possa essere d’aiuto a nessuno e che in tanti, ma tanti esprimono le nostre stesse idee, opinioni paure…molto meglio di come lo facciamo noi.

      1. Ma io piango per empatia nei confronti dei bambini che davvero vivono in un mondo che non li aiuta e che non li ospita come dovrebbe. Piango anche perché penso che ci sono invece genitori come voi (e noi, e altri, meno male) che invece provano a non considerare i propri figli come nemici da combattere ma come cuccioli da proteggere, amare, aiutare, sostenere.. Piango perché mi sento ancora una bambina davanti alle difficoltà che affronto quotidianamente, e vorrei tanto che mi avessero dato gli strumenti necessari per guardare il mondo con benevolenza, invece a volte mi accorgo di guardare tutto con occhi troppo critici e cinici.. e questo a volte mi rende avulsa dal mondo e distante dalle persone.
        Il vostro blog è bellissimo e vorrei avere io la costanza di seguire così il mio, e soprattutto anche un marito che ci scriva…

        1. glores noi siamo dei grandissimi criticoni, siamo esterofili, pronti a mettere sempre tutto in discussione
          e questo si mi fa paura perchè non voglio che mio figlio veda tutto nero. allo stesso tempo voglio che cresca in grado di avere una sua opinione, voglio che abbia “le carte” per poter giudicare le diverse situazioni e le risorse (che a me spesso mancano) per provare a cambiare le cose.
          i bambini ascoltano sempre, anche le parole non dette!
          quindi? quindi mi consolo del fatto che a casa nostra avremo sempre da criticare, da far notare quel che non va di questo strano mondo ma ridiamo, parliamo e sappiamo divertirci davvero con poco.
          in quanto al marito che ci scrive…sì, è un vantaggio perchè un blog porta via davvero molto tempo, però….tra noi è una lotta a chi può pubblicar cosa 😉

  5. Io sono nata a settembre del 1974. Quando i miei si sono sposati, nel ’72 hanno subito provato ad avere figli. Com’era il mondo nei mesi intercorsi tra il loro matrimonio e la mia nascita? In Vietnam c’era la guerra, pure in Cambogia, in Italia l'”austerity” dovuta alla crisi petrolifera, l’omicidio Calabresi, la bomba di Brescia, le BR, Borghese e il golpe poco prima… guardando in Wikipedia ho scoperto che nel ’73 c’era stata a Napoli un’epidemia di colera dovuta al mancato smaltimento di rifiuti…
    Be’, io sono contenta che loro abbiano deciso di optare per la vita… Mi hanno cresciuta con dei valori che mi hanno portata ad essere quella che sono, a fare qualcosa per un mondo migliore… e così io sto crescendo i miei figli… Non abbandoniamo questo mondo al suo destino!

    1. è bello quello che scrivi tiz e spero un giorno di poter sentirmi dire le stesse cose dai miei figli
      spero di poter dar loro la forza, l’appoggio e gli strumenti perchè possano decidere della propria vita e renderla migliore, che possano far qualcosa per questo mondo malato…quel qualcosa contro cui ormai io sbatto la testa in continuazione.

    2. Io invece sono incazzati sismo perché mi hanno messo al mondo solo per realizzare loro senza nessun progetto per la mia vita. Poi io ho fatto due figli quando ancora avevamo un paese, e vedevo un futuro per loro, ma come si può vedere adesso é andato un po’ tutto a scartafaccio. Lavoro, Valori, Futuro, Paese ….

  6. Complimentissimi, come sempre, la speranza non deve mai e poi dico mai, soccombere. Il sorriso non ce lo deve spegnere mai nessuno e nessuna guerra. I nostri bimbi cominciano ad essere sereni e sorridenti da piccoli guardando semplicemente il nostro bel sorriso, e se noi non lo facciamo loro non lo faranno. Questo post mi ricorda molto un momento in cui mia madre chiedeva ad una mia cugina, “allora quando dai un fratellino a Lorenzo?” e lei rispondeva proprio questo, che il mondo non è bello per fare tanti figli. Poi però quando il desiderio arrivò non arrivò il secondo figlio (un aborto) e con l’età niente più speranza. L’ottimismo e la pazienza: ingredienti della vita. Un saluto a Tiz anch’io sono del mitico ’74. Bacioni a tutti

  7. Anche io mi sono commossa leggendo questo post.
    è difficile, molto difficile.
    Difficile a volte per noi far sparire i pensieri oscuri vedendo le loro reazioni, le loro frasi … semplici… il loro modo … semplice … di vedere e di risolvere i problemi…
    per loro tutto è semplice… e lo sarebbe anche per noi, se il mondo ragionasse con la purezza di pensiero propria dei bambini.
    Quante volte ci è capitato di sentire bambini, o di dire, noi stessi – ma che problema c’è… facciamo così … facciamo cosà…

    Poi un giorno anche loro capiranno che se anche le cose potrebbero essere semplici, infinitamente più semplici, ci pensano gli adulti, a complicarle.
    Quella io la considero la perdita dell’innocenza.
    Il giorno in cui, posti davanti alla libertà dell’arbitrio, decideranno per la prima volta di dire loro stessi una mezza verità, inizieranno a comprendere un pò del mondo degli adulti. Prima di allora ci troveranno assai bizzarri, con i nostri problemi.

  8. Cosa ci permette di mettere al mondo dei bambini, di fronte a tanto male? La speranza. E la speranza da dove nasce? Dall’avvertita corrispondenza al nostro desiderio di bene, che in qualche modo incontriamo. In mezzo al male.
    Perché se desideriamo, è perché qualcuno ci ha promesso qualcosa. O no?

  9. Me lo chiedo spesso anche io, ma mi basta guardare mia figlia e mi rendo conto che è il motivo per cui abbiamo deciso di avere figli. Il futuro è nelle loro mani ed il nostro compito è di prepararli a questo: a usare la loro creatività sconfinata per stravolgere il mondo, a seguire la loro anima per riportarci ad abbracciare il pianeta. ^__^

  10. “come ce l’abbiamo fatta noi e altri prima di noi, anche il figlio se la caverà”…………….: sento dire a volte questa frase. Io non ci credo. OGGI,e solo oggi, il mondo, l’umanità si trova di fronte dei problemi nuovi e mai visti: calo delle risorse, sovrappopolazione, inquinamento enorme, cambiamenti climatici……………………………………
    il mondo prima era molto diverso.

    Oggi ci troviamo non più di fronte a problemi più o meno “locali”, come posso dire…..ma mondiali: carenza di risorse, sovrappopolazione, migrazioni di masse in cerca di cibo e risorse……….
    Chissà fra 30 anni (non secoli, 30 anni) come sarà il mondo.

  11. Grazie per questo bel post!
    Chiudere il blog?! Ma non dirlo neanche per scherzo!!
    Continua(te) a condividere le vostre esperienze, i vostri pensieri e la bellezza che sapete cogliere attorno a voi. Siete aria fresca.
    Anche noi cerchiamo di non nascondere le miserie del mondo agli occhi dei nostri cuccioli, proteggendoli sempre però, con il dialogo, con l’accoglienza, con la presenza, con la complicità, con la franchezza, con la dolcezza, con la lentezza, con la fantasia. Loro hanno sempre vagoni carichi di domande, e quelle del “grande” (4 anni e mezzo) sono precise, lucide, spesso spiazzanti. Ma ci impegniamo a dare una risposta ad ognuna…e se succede di non avere la risposta, allora la andiamo a cercare insieme. E allora ci stupiamo, ancora ed ancora, di come i bambini spesso sappiano trovare le più semplici e chiare spiegazioni ai fatti del mondo. Arrivano lì, con i loro occhioni vocianti e le loro mani sporche, e sciolgono i tuoi dubbi in quattro parole, dette senza pensarci. Allora capisci la grandezza dei bambini. Allora capisci che sono loro la salvezza, che sono loro la chiave del cambiamento e che tutto ciò che puoi-devi fare è nutrire con amore il loro innato spirito di bontà, la loro naturale empatia.
    Benevolenza, ascolto, compassione: tre grandi doni che ogni genitore ha il dovere di porgere ai propri cuccioli, tutti i santi giorni.Con bambini che nascono e crescono con le tasche piene di questi regali, il mondo non potrà che diventare un posto migliore.
    Tanta luce a te e alla tua bella famiglia,
    Valentina.

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