La nota stonata: Uffa.. un altro post noioso!

Molte di voi si chiederanno perchè ogni tanto su questo blog pubblichiamo post molto critici sulla politica e l’economia. Post che decisamente stonano con il tono allegro, creativo e familiare della maggior parte dei nostri racconti. E in effetti tra il parlare di allattamento, di ricette di cucina per bambini e passatempi creativi e il parlare di globalizzazione, diritti sindacali o delle malefatte della politica c’è un abisso.

La risposta è innanzitutto che questo blog è nato come diario – e sfogo virtuale – di entrambi, Francesca e Davide ( e quindi si, principalmente la colpa degli articoli meno interessanti è del papà!) riguardo a tutto quello che ci appassiona nella vita e cioè creatività, cultura, ambiente e politica. Solo dopo la nascita di Ale, per vari e ovvi motivi,  ha preso più piede come blog di una eco-mamma.

Però c’è un’altra motivazione, non è solo ostinazione a interferire con argomenti mammeschi.  E fondamentalmente è che le tematiche politiche ed economiche sono molto più inerenti a quelle “educative e ricreative” di quanto si potrebbe pensare. La politica non è solo quella “di palazzo”, quella noiosa e distante dai cittadini e dalla vita di tutti i giorni.  La politica non riguarda solo questioni “macro” come pensioni, sicurezza, lavoro e tasse.  La politica coinvolge tutte le nostre scelte e tutte le nostre decisioni hanno conseguenze politiche.

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Scegliere di educare il proprio figlio/a in un determinato modo, più rispettoso dell’ambiente, degli altri, scevro di stereotipi di genere; cercare di crescere individui determinati e consapevoli, senza che questo comporti arroganza e prevaricazione;   instillare l’amore per la cultura e sete di conoscenza, libertà e voglia di fare. Tutte queste cose, crediamo, rappresentano un (faticosissimo) impegno quotidiano per crescere figli felici che saranno adulti felici. Crescere persone migliori e per cercare di realizzare una società migliore.

Non è tanto questione di destra o di sinistra.  Quanto l‘avere consapevolezza di quello che desideriamo per il futuro dei nostri bambini. Se abbiamo fatto certe scelte educative non possiamo non fare corrispondere ad esse scelte politiche coerenti.  Non possiamo chiudere gli occhi, girare la testa davanti a certe questioni o certi problemi pensando che non ci riguardino, o che tanto non possiamo farci nulla o che tanto l’uno o l’altro non fa differenza.   O peggio, non possiamo votare contro i nostri interessi e contro gli interessi dei nostri figli,  partiti che portano avanti “valori” che sono in contrasto con le nostre pratiche quotidiane.

C’è un bel detto che dice che “noi non abbiamo ereditato il mondo dai nostri avi, ma l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli” e in un certo senso è così:  noi li abbiamo messi al mondo e sta a noi lasciar loro un mondo migliore o perlomeno uguale a quello che abbiamo trovato.  Non certo peggiore, non dobbiamo far scontare a loro la nostra avidità e scaricare su di loro i nostri misfatti.

Allattamento, riciclo creativo, autoproduzioneportare i bambini, convolgerli in cucina o nell’orto, costruire giocattoli (montessoriani, steineriani, munariani e cosi via) non sono solo modi “alternativi”, trendy, o radical chic di allevare il proprio figlio sentendosi migliori degli altri e a posto con la coscienza.   Ma non sono nemmeno pratiche educative per militanti politici.    Sono piccoli gesti alla portata di tutti, ma che possono avere un effetto a lungo termine dirompente se abbinato ad una maggiore consapevolezza politica.

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5 pensieri riguardo “La nota stonata: Uffa.. un altro post noioso!”

  1. Ancora una volta mi ritrovo in tutto quello che dite.
    “Sono piccoli gesti alla portata di tutti, ma che possono avere un effetto a lungo termine dirompente se abbinato ad una maggiore consapevolezza politica.” non capisco come si possa essere ciechi difronte a questo, come si possa pensare che le proprie azioni non abbiano conseguenze o come si possa ignorare questo. Non mi sento un eroe per voler fare del mio meglio e non sopporto quelli che credono che ti vanti per aver scelto uno stile di vita e vivere coerentemente con quello che si dice. Ma le parole “condivisione”, “gratuità” e “coerenza” le hanno cancellate dal vocabolario? Scusate ma ogni tanto mi salta la mosca al naso. Comunque bravi, per i post divertenti e per quelli noiosi, a me piacciono tutti, è bello che ci sia qualcuno che non abbia paura di condividere le proprie idee.

  2. Anche a me piacciono i vostri (tuoi!)post “noiosi”… anzi, li aspetto!
    Quello che scrivi oggi è verissimo. A me manda in bestia ogni persna che mi dice “io non mi interesso di politica” perché è peggio il non scegliere del fare una qualsiasi scelta. E’ grazie alle non-scelte che certi regimi prendono piede. Quindi non occupandosi di politica si fa comunque politica… la peggiore.
    Più o meno è lo stesso discorso dei sindacati. Quando lavoravo come impiegata facevo il giro degli uffici per convincere le persone a fare sciopero: stavamo chiedendo il part-time e il premio di produzione. Ma a scioperare poi erano solo gli operai e non più di una ventina di impiegati sui 400… “non credo nei sidacati” era la risposta… sì, però poi i tuoi600 euro di premio di produzione te li sei intascati, anche se non hai perso nemmeno un’ora di lavoro…

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