Ri(s)catti

Marchionne sostiene che con i suoi investimenti riscatterà Mirafiori, fabbrica altrimenti destinata alla chiusura.  Riscatterà la Fiat in Italia.  Riscatterà, esattamente, e credo che non possa esserci termine più appropriato.  Perchè il referendum/ricatto di questi giorni non è altro che una richiesta di riscatto.  La richiesta fatta ai lavoratori di fare dei sacrifici per riscattare la loro azienda e il riscatto di scambio dignità e diritti per mantenere il proprio posto di lavoro.
Richiesta di riscatto Marchionne chiede ai suoi operai se preferiscono perdere il posto o perdere i diritti, esattamente come i rapitori che chiedono di scegliere tra il figlio sequestrato e una ingente somma di denaro.

Voi cosa scegliereste?   Abbandonereste vostro figlio al suo destino o rinuncereste a un pò del vostro patrimonio?  Oppure vi mettereste a discutere che la scelta che vi hanno messo davanti non è giusta, iniqua e che non va in nessun modo raccolta?
Che accettare il ricatto del riscatto non farebbe altro che peggiorare la situazione? Che la resa legittimerebbe e invoglierebbe altri delinquenti ad agire in modo simile ecc ecc?
Certo che no.  voi paghereste ben contenti di pagare.

Questo referendum dei lavoratori di Mirafiori è una farsa inutile.
E trovo che sia sbagliato andare avanti con le speculazioni da parte di tutti coloro che in quella fabbrica non ci lavorano, su quello che i lavoratori dovrebbero fare o dovrebbero votare.
Ma un 40enne con famiglia che ha sempre lavorato in catena di montaggio da quando ha 18 anni, cosa pensate che possa fare? cosa pensate che possa fregargliene della costituzione?
e cosa pensate che possa temere di un possibile peggioramento graduale delle condizioni future, se di fronte ha il baratro del peggioramento totale immediato? Ha davvero delle alternative?

Loro faranno non ciò che è giusto, ma ciò che gli conviene. e che gli conviene nel breve termine. E non perchè siano opportunisti che pensano solo al loro orticello. Ma perchè sono uomini con storie e famiglie alle spalle, non eroici paladini dei diritti civili.
Certo che dovrebbero fare ciò che è più giusto per tutti a lungo termine, ma non possiamo addossargli pure questa responsabilità.

Non bisogna parlare di questo. E’ la questione a monte che è sbagliata.
Quello non è un referendum. E’ un ricatto a cui non è possibile sottrarsi.  Nemmeno non votando.  E’ la società civile, e soprattutto la politica,  che deve intervenire affinchè tale dilemma non venga loro nemmeno proposto.

Nel caso dei riscatti lo stato che fa?  Interviene, mettendo in campo le sue forze per individuare e bloccare i  delinquenti e bloccando il patrimonio dei parenti del sequestrato affinchè non siano tentati di accettare il ricatto e di pagare il riscatto.

Ecco.  La politica dovrebbe immaginare delle alternative e porre dei limiti al ricatto.  Non basta rassegnarsi al fatto che “il mondo è cambiato e dobbiamo adeguarci se vogliamo competere” , sarebbe come rassegnarsi al fatto che al mondo ci sono i ladri e rapitori..  Potrebbe cercare di disincentivare le delocalizzazioni in modi che siano ragionevoli e legittimi (non anacronistico protezionismo  come  – solo quando gli conviene –  propone Tremonti) ad esempio vincolando i finanziamenti alle aziende che effettivamente operano sul territorio.  Quanto è “italiana” (e quanto avvantaggia l’economia italiana) un’azienda che produce in cina e tiene i suoi capitali in svizzera o alle cayman?

Un pensiero riguardo “Ri(s)catti”

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