Contest “Portare i bambini – in vacanza”: Portare in città

Ecco la terza parte del diario vincitore del contest “Portare i bambini – in vacanza” scritto da Anna di Padova.

Portare in città

Il passeggino è stato il trionfo della nonna e io non ho potuto biasimarla. Deve essere bello portare a passeggio il proprio nipotino. Ma quando c’ero anche io Dario era nella fascia; così le inutili obiezioni (“ti rovini la schiena, fa caldo, ecc”) sono evaporate al fuoco dell’orgoglio, non appena la nonna si è accorta che la fascia attira decine di sguardi ammirati e commenti deliziati da chiunque passi nei paraggi. Questo è un aspetto secondario del portare, che non viene mai o raramente menzionato, ma è comunque un aspetto piacevole. Un bimbo nel passeggino sta in basso e, oltre a vedere poco, è visto poco; un bimbo portato sta in alto, alla vista di tutti. Dario viene sommerso di sorrisi e complimenti da estranei -in continuazione- e deve essere convinto che il mondo lo adori… e l’ego di mamma gongola. E nonna tace.

portare in città - fascia portabebè e shopping

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I no che aiutano a crescere

Dopo “Fate la nanna” di Estivil, con i suoi pratici consigli per risolvere tutti i problemi di addormentamento dei bambini, credo che “I no che aiutano a crescere” di Asha Phillips sia il libro più letto dai ( e regalato ai) genitori.

i no che aiutano a crescere - coverBasta con il permissivismo, con il lassismo e con l’ascolto empatico dei bisogni dei bambini.  Il bullismo, la fine dei valori, il cinismo e l’indifferenza di giorni nostri sono tutti colpa di una generazione di genitori che è stata incapace a dire di no ai propri figli.  Invece i limiti, e i No! servono alla crescita psicologica del fanciullo.  I limiti possono rappresentare delle restrizioni ma sono anche dei cancelli che proteggono e fanno esentire al sicuro. (..)   il genitore che cerca di risparmiare al figlio qualsiasi sofferenza e frustrazione, potrebbe privarlo dell’opportunità di sviluppare degli strumenti per far fronte alle difficoltà.

Insomma, se non vogliamo farci mettere i piedi in testa da un piccolo tiranno,  se non vogliamo, credendo di fare il suo bene, allevare un piccolo despota insicuro, dobbiamo imparare a dire no.

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