Gravidanza e lavoro

Quando si scopre di aspettare un bambino a tutto si vorrebbe pensare, tranne alla burocrazia! Specialmente se la gravidanza sta avendo qualche complicazione o se si hanno le comuni ma fastidiosissime nausee.

lavorare durante la gravidanza

Ma a volte non ne si può proprio fare a meno e visto che, quando servono, le informazioni non si riescono a reperire con facilità nemmeno in internet, voglio condividere con voi alcune delle mie scoperte in materia.

Innanzitutto se la donna è una lavoratrice, sembrerebbe essere tenuta ad avvisare il suo datore di lavoro della sua gravidanza il prima possibile, questo affinchè lui possa prendere tutti i provvedimenti necessari alla tutela della salute della lavoratrice e del bambino.

Ecco, fatelo per iscritto. Con una raccomandata con ricevuta di ritorno. Altrimenti c’è chi potrebbe fingere di non sapere nulla, nonostante lo abbiate avvisato entro il primo trimestre di gravidanza….

Detto questo la gravidanza non è una malattia: se voi state bene, se la gravidanza procede bene e se le vostre condizioni di lavoro non mettono in pericolo voi e il feto, potete continuare a lavorare tranquillamente fino alla maternità obbligatoria, che ha una durata di 5 mesi e generalmente si prende 2 mesi prima del parto per restare poi a casa insieme al nuovo nato fino ai suoi 3 mesi.

Un’altra cosa molto importante da ricordare riguarda gli esami prenatali

“La legge ha riconosciuto l’importanza che gli accertamenti diagnostici hanno per la tutela della salute della donna lavoratrice e del nascituro ed ha quindi disposto che le lavoratrici gestanti hanno diritto ad assentarsi durante l’orario di lavoro per sottoporsi ad esami prenatali da effettuarsi in tale orario. Lo prevede l’art. 7 del Decreto Legge n. 645/1996, che ha recepito la direttiva CEE n. 92/1985, concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento. (art. 14 Decreto Legislativo 26 marzo 200, n. 151 – Testo Unico).”

La lavoratrice in gravidanza può dunque richiedere (sempre per iscritto!! non fidatevi mai del fatto di essere in buoni rapporti) un permesso retribuito per le visite che non possono essere svolte al di fuori del proprio orario di lavoro, a cui farà seguire un giustificativo rilasciato dalla struttura dove ha effettuato gli esami, dove risulteranno data e orario di effettuazione degli esami.

“Riflessi economici e sul rapporto di lavoro:
Le ore di assenza per esami prenatali vengono retribuite normalmente ed hanno lo stesso trattamento della “malattia dovuta a gravidanza”: pertanto restano escluse dalla retribuzione le sole voci relative al salario accessorio di cui al contratto integrativo aziendale.
Le ore di assenza per esami prenatali non si cumulano con le assenze per malattia comune.”

Può capitare invece che qualche datore di lavoro si dimentichi di informarvi di questo vostro diritto, qualora voi non lo facciate presente, e che vi costringa a fare salti mortali per essere puntuali al lavoro o a prendere ore di ferie o permessi per potervi sottoporre alle visite mediche per la gravidanza.

Concludo citando i riferimenti di legge e la fonte delle informazioni citate:

RIFERIMENTI NORMATIVI:
Testo Unico n. 151/2001, art. 14
Decreto Legge n. 645/1996, art. 7
Circolare INAIL n. 51/2001, Allegato, punto 2
Circolare INAIL n. 81/1999, punto 5.6
Circolare INAIL n. 66/1997
Contratto integrativo aziendale

Martedì prossimo vi parlerò della gravidanza a rischio

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14 pensieri riguardo “Gravidanza e lavoro”

  1. questo argomento mi è molto caro, perchè quando sono rimasta incinta della mia seconda bimba, 3 anni fa – non 3 secoli fa, preciso…- io ho attivato le procedure per farmi cambiare mansione . Infatti insegno alla Scuola dell’infanzia e quindi capite che , sia per quanto riguarda le malattie infettive, che per quanto riguarda eventuali “contraccolpi” che potevo avere dai bimbi, il mio amato lavoro poteva diventare un possibile “pericolo” . Una volta informato il mio Dirigente, mi sono sentita rispondere testuali parole :”Se tutte le insegnanti incinte dovessero cambiare mansione, le scuole sarebbero vuote” . Non vi nascondo di aver pianto per questo, mi sono sentita ferita e abbandonata, ho continuato a lavorare fino a 4 mesi di gestazione. Intanto il dirigente mi ha detto pure che se volevo potevo si cambiare mansione, ma siccome mi toccava un lavoro di segreteria, avrei dovuto aumentare il mio numero settimanale di ore ( anzichè le mie 25 previste dal ccnl) Insomma, per farvela breve, alla fine mi sono venute delle belle contrazioni e la ginecologa mi ha messo a casa. ( ostacolo aggirato, è stata l’unica soluzione per tutelare me stessa e mia figlia) .
    Che schifo. E sto parlando di una scuola statale.

    1. carissima irene.
      sono davvero contenta che tu abbia lasciato questo commento. ho deciso di scrivere questa serie di post sulla gravidanza proprio per condividere le scoperte che ho fatto io, per fare in modo che altre donne ne siano al corrente PRIMA di imbattersi in situazioni come la tua!
      queste scoperte io le ho fatte però dopo essere passata attraverso una prima gravidanza in cui, come te, ero ignara di tutto (tengo a precisare che io lavoro come educatrice del nido, quindi alle giustissime precisazioni che hai fatto tu puoi aggiungere sollavare pesi, contatto con feci, malattie infettive varie…ma ho già pronto un post in cui racconterò di più quindi non mi dilungo troppo. perchè ce ne sono di cose da dire)
      concludo dicendoti che hai tutta la mia comprensione e la mia solidarietà e…se tornerai a leggerci scoprirai anche tu tante cose che sicuramente ti interessano, anche se probabilmente ti faranno arrabbiare ancora di più…!

  2. …meglio ancora quando lavori per tre anni per lo stesso datore…
    …senza contratto, ma con una prestazione “occasionalmente quotidiana”, come l’ho rinominata io…
    …e alla notizia….una bella pacca sulla spalla…le più vive felicitazioni….e….nulla di più…

    “quando rientra, poi, penseremo al contratto…”

    Ad oggi la cosa non è cambiata.
    Lavoro 10, vengo pagata 10.
    Lavoro 2, vengo pagata 2. Non lavoro, non vengo pagata.
    …ah, però, se gli servivo, anche con la neve, e quando tutti erano in ferie…eh si, se gli servivo…a svolgere per intero un processo lavorativo, svolgendo le mansioni di 3, 4 persone…e non un centesimo in più, e nemmeno un grazie…

    è uno schifo. Per le donne in primo luogo.
    Ma vogliamo parlare di quando ai colloqui ti interrogano sulla tua situazione sentimentale per tastare su polso la “voglia” di bambini (=maternità=sconvenienza) ?!?!?

    1. vale, che dire…uno schifo!
      il fatto è che chi ha un lavoro “in regola” dovrebbe battersi per questi diritti anche per tutelare maggiormente chi ha un lavoro precario.
      ma purtroppo non è facile da far capire
      per l’amor del cielo, c’è la crisi, c’è gente che pagherebbe per poter lavorare
      ma chi lavora (e forse in effetti qui bisognerebbe precisare chi lavora e non chi va al lavoro) si guadagna il suo stipendio, nulla è regalato
      e se esistono, per fortuna, delle leggi che ancora ci tutelano….perchè non farsi valere? sono diritti, e qualcuno se li è guadagnati per noi. non bisogna abbassare la testa, soprattutto se ad andarci di mezzo è la salute. e in gravidanza di salute si tratta!

    2. In quanto ai colloqui, almeno a te non è mai capitato che ti venisse chiesto esplicitamente di non avere figli, che so, per 3 o 4 anni, che se no l’azienda fa brutta figura.
      “Ma puoi avere rapporti sessuali, basta che siano protetti! Potrebbe interessarti? Altrimenti quel posto lo offro a qualcun altro….”

      1. Mah, più che brutta figura credo si tratti di un puro scopo tutelativo da parte del datore di lavoro…sai…poi ti devo pagare la maternità…

        Infatti, vi dico la verità… io ho “solo” 26 anni e due figli…mi manca un esame alla laurea…
        …credo che in futuro, questa cosa, mi ripagherà…perchè alla pari, è più conveniente assumere una che ha aspetta ad avere tutte le carte in tavola (e QUINDI quasi 40 anni) per procreare, che prima o poi ti andrà in maternità, oppure una un pò più giovane, con esperienza, con già due figli?!? è brutto da dire, ma sicuramente sceglierebbero me…certo, non che questo non comporti ENORMI sacrifici a me, in questo momento…però almeno mi godo i miei figli ora che sono più giovane…

        è un’ingiustizia enorme. Il mondo del lavoro i figli non li vuole. questa società, i figli, non li vuole. La natura ha predisposto una fascia d’età di fertilità. Se sempre più persone devono ricorrere alla fecondazione assistita c’è qualcosa che non va…non nella capacità fisica dei genitori…ma nella società….
        (e un pò dell’aria e dei cibi inquinati che mangiamo e respiriamo….)

        Io non ci sono stata, a questo gioco. Io non mi faccio fecondare artificialmente. E non do il biberon per tornare al lavoro.
        Mi hai dato una pacca sulle spalle? Grazie. Non ho certo bisogno di mendicare. Se volevi farmi il contratto veramente me lo facevi prima. Non mi illudi.

        1. sono d’accordo con te vale: va bene godersi la vita e non avere rimpianti, ma anche i figli vanno goduti e si deve dare anche a loro la possibilità di godersi i propri genitori!
          ci sono mille ragioni per cui molte donne oggi arrivano a fare figli “tardi” – cosa che per altro, e non va dimenticato, può comportare anche molti rischi di malattie gravi per il bambino – e la mia non vuole essere assolutamente una critica generica. ed effettivamente la società odierna sta spingendo proprio verso questa direzione, senza prevedere però quello che dovremo affrontare nel giro di una o due generazioni.
          un altro aspetto che mi spaventa molto del fare i figli in età troppo avanzata, infatti, è che se fino ad oggi si è fatto (a volte fin troppo) affidamento sui nonni, come faranno le neomamme di 40 anni a fare lo stesso?

          per quanto riguarda l’aspetto lavorativo credo che dipenda molto anche dal settore in cui si è impiegati, ma in linea di massima il tuo ragionamento fila!
          anche se spesso purtroppo, i datori di lavoro, tutelati dalle “nuove” tipologie di contratto di lavoro, si pongono il problema solo quando si verifica: ovvero resti incinta? ecco…resta pure anche a casa!

    3. Mi trovo nella stessa identica posizione..pensate…io prima di dirlo alla mia datrice di lavoro ho aspettato 6 mesi e mezzo…a pancione inoltrato…(ormai nn si poteva più nascondere)..perchè temevo che mi licenziasse. In questo momento sono alla 31 settimana di gestazione e nonostante la mia ginecologa mi abbia proibito di continuare a lavorare sono costretta mio malgrado a farlo, considerando il fatto che la retribuzione in maternità spettante equivale solo al 30% del compenso mensile, basato sulle sole ore effettive di lavoro…di conseguenza..con un salario ridotto al minimo..(per “colpa” della crisi)..mi vedrò percepire uno “stipendio” di sole 90/100 EURO al massimo!!!…ditemi voi come si fà ad andare avanti con tre bambini (di cui un neonato…) ed un marito che da oltre un anno nn riesce a trovare un cavolo di lavoro!!!…sono indegnata…affranta…avvilita…spesso, all’inizio, ho pensato anche ad una soluzione estrema..pensando a quello a cui sarei andata incontro….ma poi la mia Sophie (così si chiamerà) mi ha chiesto di vivere..che anche da sole ce la faremo….

  3. Non è uno schifo! è qualcosa di più. E’ la ricerca forsennata del benessere che porta la società del lavoro a rinnegare la maternità, la genitorialità. I figli devono crescere in fretta perchè in fretta si deve tornare al lavoro. Poi guai ad assentarti per la malattia di un figlio e se lo fai ti devi anche sentire in colpa.
    Ho letto dei passi del nuovo libro di Umberto Veronesi dal titolo”Dell’amore e del dolore delle donne” che guarda con curiosità, saggezza e ammirazione il mondo femminile. Si chiede il perchè le donne in tanti secoli non siano ancora arrivate alla parità ma soprattutto a ricoprire ruoli di comando. Care Franci e Vale credo che a noi manchi una cosa importante …la solidarietà femminile ed anche quando siamo investite di ruoli di comando non sappiamo gestirli a favore delle altre donne. Anzi, a volte ho visto donne manager accanirsi su subalterne solo per il fatto di essere madri ed avere necessità diverse da un uomo. E vogliamo parlare dell’orario di lavoro? sempre troppo lungo per una donna-madre? Scusate…mi sono dilungata troppo…ma, avete toccato un tasto a me dolente. Io sono stata fortunata perchè lavoro in una grande azienda, ma dopo la maternità gestire il tutto diventa molto difficile…Baci Paola

    1. paola, scusa se ti rispondo solo ora
      solidarietà femminile…non me ne parlare, visto che lavorando come educatrice di nido su 33 dipendenti solo uno è un uomo e devo dire che si è ben integrato!
      e visto che siamo in tema di gravidanza posso assicurarti che quando aspettavo ale, lavorando (!!!) nessuna si è mai preoccupata di fare in modo che io non sollevassi bambini, potessi avere l’unica sedia da adulto o cose simili
      semplicemente mi giravo e le colleghe si erano dileguate, lasciandomi tanti, troppi bambini da caricare sul fasciatoio o a cui cambiare la cacca o simili.
      perchè, scusa, se io sono incinta non è un problema loro!

  4. ciao se solo avessi letto queste informazioni prima…non mi sarei arrabbiata cosi’ tanto con un direttore davvero maschilista e ignorante!!! sono al mio 3 mese di gravidanza e anche io ho informato il mio direttore di punto vendita che stavo bene ma aspettavo un bambino percio’ avrei tranquillamente potuto continuare a lavorare….ma forse il mio errore è stato non averlo fatto per iscritto alla direzione…comunque lui è diventato una furia da quel giorno ero sbattuta a destra e sinistra facendo le cose piu’ disperate senza tenere conto che già il mio lavoro in teoria non avrei potuto farlo visto che lavoro come pescivendola..dopo tanto fare anche a me sono venute delle brevi contrazzioni e sono stata obbligata a metermi in maternità chissà davvero dov’è e soprattutto se esiste l’umanità in certe persone….

  5. Questo è un argomento a me caro dal punto di vista lavorativo ne’ ho passate davvero tante e ne ho subite e ne ho viste “angherie” che non sto qui a raccontarvi addirittura in un’azienda dove lavoravo prima a una mia collega sposata al tempo (io non lo ero ancora) gli hanno fatto firmare i titolari un foglio assolutamente illeggittimo che se rimaneva incinta era licenziata in tronco sapendo che aveva la necessita di pagare il mutuo con quei soldi e mangiare perchè il marito non lavorava, oltre che ai colloqui non assumevano gente in procinto di matrimonio ne fidanzata. che dire “Animali” che hanno piu’ dignita’ sicuramente di loro e piu’ cuore.con il tempo la mia collega purtroppo è stata licenziata lo stesso ma il buon Dio a 40 anni gli ha regalato una splendida bambina e suo marito intanto a cominciato a lavorare……io appena saputo che ero fidanzata angherie ne ho avuto di tutte i colori facendomi uscire la sera anche alle 21.00 dalle 08.00 del mattino che ero la’ e tante altre cose……..con il tempo (2 anni )quello giusto per raccogliere un gruzzoletto e metterlo da parte x affrontare un matrimonio futuro ho capito chi avevo davanti e mi sono dimessa dopo 2 giorni rispondendo ad un annuncio su internet ho ritrovato lavoro in un’azienda migliore.Donne ci vuole assoluta solidarieta’ tra noi cominciamo adesso e soprattutto non piegatevi di fronte a questa gente in bocca a lupo

  6. ho u negozio con 2 dipendenti, mi chiedo sempre ma a me chi mi tutela, ho avuto 2 figli ed ho lavorato fino all’ ultimo giorno, non per piacere ma per poter sopravvivere, ho avuto due parti terribili ma nonostante ciò sono tornata a lavoro dopo una settimana. NESSUNO MI HA PAGATO COME PAGO IO I MIEI OPERAI. PERCHE’ CONTINUO AD AVERE L’ATTIVITA’…….
    PERCHE’ DOVE TROVO UN ALTRO LAVORO……..CHI SI RICOMPRA LA MIA ATTIVITA’ CON QUESTA CRISI ……….NON POSSO MAI AMMALARMI ……..HO DUE FIGLI CRESCIUTI CON TANTI SACRIFICI CHE NESSUNO PUO’ CAPIRE. ADESSO HO UNA COMMESSA IN MATERNITA’ DALLA SECONDA SETTIMANA DI GRAVITANZACHI MI CREDE TE CHE DEVO PAGARE 2 STIPENDI, NON E’ VERO CHE LO STATO TI HA AIUTA IO SO CHE STO PAGANDO 2 STIPENDI, MI PRENDEVO META’ GIORNATA ALLA SETTIMANA PER POTER STARE CON I MIEI FIGLI ADESSO NO HO PIU’ NEMMENO QUELLO PERCHE’ DEVO AIUTARE LA MIA NUOVA COMMESSA . CHI MI TUTELA A ME ……CHI AIUTA I ME IN QUESTO PERIODO DI CRISI. SONO 15 ANNI CHE HO UN ATTIVITA’ NON MI HA MAI AIUTATO NESSUNO , HO PROVATO ANCHE HA TROVARE UN ALTRO LAVORO MA NESSUNO MI HA MAI CHIAMATO. QUINDI CON TANTI SACRIFICI TIRO AVANTI PAGO REGOLARMENTE DUE OPERAI, ADESSO TRE PER MATERNITA’ DI UNA ……….
    CHI TUTELA LA MIA FAMIGLIA …………………..E’ GIUSTO CIO’

    1. Ciao Angelina scusami tanto, volevo capire perchè dici di dover pagare tre dipendenti???
      La maternità la paghi tu???Non mi sembra!!!
      Poi mi sembri la classica imprenditrice del sud…..che si lamentano sempre e sempre fanno!
      Scusa la gravidanza può essere una scelta come può anche capitare….comunque fà parte della vita di una donna e lo Stato la tutela.Se la tua dipendente non viene sarà che ha una gravidanza rischiosa..perchè devi vedere il lato della convenienza.
      Io ho scoperto da poco di essere incinta, ancora non ho parlato con il datore di lavoro. Comunque la mia intenzione è lavorare ma finchè si può…certo in genere faccio un lavoro un pò pesante perchè sono un’operaia e quindi la mia mansione dovranno modificarla se mi vogliono a lavoro….La vita non ha prezzo…..pensa due in una volta!
      Non tutti conduciamo una gravidanza rose e fiori per sfortuna…..Spero di non aver problemi e piuttosto continuare a lavorare fino alla fine.
      Alla prossima

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