Immaginate di avere un figlio..

Non mi uccise la morte ma due guardie bigotte,
mi cercarono l’anima a forza di botte.  ( De Andrè )

Se non siete genitori, allora immaginate di avere un figlio.
Di tenerlo sul vostro petto, per tutta la notte, quando pesa poco più di tre chili.
Di accarezzarlo mentre cerca il latte dal seno.
Di fare boccacce, intonare canzoncine e ballare come un giullare quando non ne vuole sapere di mangiare la pappa.
Di insegnargli ad allacciarsi le scarpe.
Di osservarlo di nascosto dalle grate di una ringhiera mentre sta in giardino nei primi giorni di scuola materna.
Di ascoltare i suoi primi ragionamenti.
Di accompagnarlo ed assisterlo nelle sue prime difficoltà.
Di vederlo farsi uomo.
Di inorgoglirvi quando vi da soddisfazione.
Di domandarvi se le sue amicizie siano buone o cattive.
Di preoccuparvi quando non rientra a casa.
Di disperarvi perché non rientra a casa.
Di rassegnarvi perché non lo vedrete più vivo.
Di non darvi più pace perché non ne sapete il motivo.
Di morire dentro,
perché siete morti dentro.

Se non siete genitori, allora immaginate di avere un figlio.
Di amarlo più di voi stessi.
Immaginate che qualcuno lo pesti fino alla morte.
Immaginate che non sarete più gli stessi

Questo è quanto ha scritto Domenico Finiguerra,  sindaco di Cassinetta di Lugagnano ,  uno dei pochissimo “politici”  in grado di infonderci  speranza, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa e del cui blog siamo assidui frequentatori.

Queste sono le sue parole in ricordo di Federico Aldrovandi e di Stefano Cucchi, due giovani massacrati dalle forze dell’ordine, ma che servono per ricordarci di tante altre vittime dell'(in)giustizia e dell'(abuso di) potere.

Non vogliamo incitare all’odio verso le forze dell’ordine, però troviamo davvero rivoltante il pensare che proprio chi dovrebbe tutelare la nostra sicurezza, a volte è proprio colui che se ne approfitta e per pregiudizio, fanatismo o delirio di potenza scarica la sua violenza su persone indifese ( e innocenti ).    Ed è scandaloso il tentativo di nascondere tutto e screditare le vittime.  Come se una qualunque imputazione potesse giustificare la violenza inaudita che si è avventata su di loro.

Anzi, è proprio questo che vogliamo puntualizzare, visto che spesso ne abbiamo discusso con “amici”,   non vecchiette alla fermata del tram, o conoscenti al bar, ma persone vicine a noi, con stesso background e abitudini simili.  Ecco, la frase che più ci fa imbestialire, e contorcere le budella è proprio questa: ” beh, dai.  però chissà anche loro cos’avranno fatto, come avranno reagito!” Come se – sempre che sia avvenuto – il rispondere male ad un poliziotto ( perchè magari si è ubriachi o “fumati”) o reagire all’arresto giustifichi il pestaggio a sangue – e la morte – di un ragazzo.

Questo no! proprio non lo concepiamo.  Un poliziotto, deve mantenere l’ordine,  deve tutelare la sicurezza e certamente anche la sua incolumità. Ma nel farlo è e deve essere un professionista. Quindi non può “semplicemente” farsi prendere la mano…  E se capita, deve essere indagato e processato come chiunque altro senza che le prove vengano insabbiate, le vittime infangate e i familiari intimiditi- e denunciati!! – e senza che vengano difesi ciecamente  da media e cittadini perbene che faticano a credere in individui esaltati e violenti nelle forze dell’ordine!

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6 pensieri riguardo “Immaginate di avere un figlio..”

  1. posso essere polemica? va be io lo dico. Avete sentito l’ultima? guardate qui http://giornaleitaliano.info/gelmini-studenti-“soldato”-nei-licei-impareranno-a-sparare-il-declino-inarrestabile-della-scuola-italiana-3146
    nella migliore delle ipotesi formeranno dei “professionisti dell’arma” nella peggiore delle ipotesi i ragazzi “sapranno difendersi”. E’ pazzesco! io sono basita…da genitore per prima cosa mi viene voglia di non mandare mio figlio a scuola (che gia è quello che è) poi da cittadina penso, che cosa posso fare io? come fermare questa deriva della scuola? com’è possibile che dei polizziotti, che dovrebbero essere un punto di riferimento sicuro, degli esempi di rettitudine, visto che dovrebbero garantire la mia sicurezza ed il rispetto delle leggi, si “facciano prendere la mano” e picchiare a morte un ragazzo. a volte perdo la fiducia. Speriamo nel futuro ed educhiamo i i nostri figli al meglio delle nostre capacità così sapranno difendersi da una cultura della violenza.

    1. Ciao Barbara.. eh eh! la campagna Gelmini/LaRussa “Allenati per la vita” ( che dà pure crediti formativi !!!) la conosciamo – pensa che ne hanno parlato anche quei “catto-comunisti” di Famiglia Cristiana… e stiamo preparando un piccolo post apposito.
      Del resto che dire, non perdere la fiducia è davvero dura di questi tempi, ma dobbiam tener duro ed educare i nostri figli al meglio delle nostre possibilità, e soprattutto a “ragionare” con la propria testa, e a non allenarsi all’obbedienza ottusa al potere che credo sia l’unico vero obiettivo questi “corsi paramilitari”….

  2. è la prima volta che intervengo su questo blog e mi piacete molto.
    detto ciò,

    non ci pisciano addosso e ci dicono che piove.
    qui piove fango, sbaglierebbero bugia.

    PS barbarella…
    in un mondo perfetto, quel di cui tu allibisci, sarebbe inimmaginabile, direi impossibile.
    ma viviamo nell’unico mondo possibile, quindi perfetto.
    succede
    e tu mi sembra che sia abbastanza incavolata per saperlo!

  3. mi fa male il cuore se penso che mio figlio potrebbe trovarsi in una situazione simile e sono frustrata e spaventata sapendo di non poterlo proteggere per sempre. So che devo dargli gli strumenti per proteggersi da solo crescendolo con certi valori ecc ma qui tutto rema contro…è davvero difficile! Non per questo rinuncio o perdo entusiasmo nel fare le cose con e per lui…ma che fatica sorridere sempre e nonostante tutto (è un pò il nostro stile di vita…la felicità nonostante tutto).
    Il mondo mi piace così com’è, perfetto nelle sue imperfezioni, che ci danno ancora la sensazione che ci sia bisogno della nostra voglia di fare la differenza. Un genitore ha un grande potere (e grandi poteri comportano grandi responsabilità…che film era? :p ) e a volte mi spaventa non essere in grado di usarlo bene. Matteo in questo periodo ci sta dando filo da torcere e sono un pò preoccupata…ma tranquille non mi perdo d’animo, faccio solo rippsare l’entusiasmo ma poi ritorna più forte di prima 😉

  4. Quindi le nostre istituzioni anzichè lavorare nelle scuole per arginare,ad esempio, gli atti di bullismo e trovare alternative di lavoro a quei ragazzi, ne esalteranno le tendenze aggressive… per farne cosa?….
    Il lavoro dei genitori è importante, è fondamentale per lo svulippo sano di un individuo ma la scuola non è da meno perchè è il luogo dove i nostri figli fanno le prime esperienze di vita e da soli, senza il nostro supporto.
    E’ questo che a volte mi spaventa, il pensare di non poter essere vicina ai miei figli se si dovessero trovare in una situazione difficile.
    Poi penso ai quelle bestie che…. padri, fratelli, figli, scaricano sulla vittima sacrificale la loro rabbia, guandandola negli occhi e non avendo pietà. Ho letto delle interviste alla sorella di Cucchi e mi ha sempre colpito la sua estrema dingnità e la sua fermezza nel cercare in questo grande buco nero la verità.
    Vorrei leggere il suo libro. Ne avete sentito parlare?

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