Benefit aziendali o piccoli ricatti morali?

Da qualche giorno il piccolo Ale non va più all’asilo nido.

No, l’estate e le vacanze non c’entrano nulla. E nemmeno la crisi, le liste di attesa e gli altissimi costi degli asili nido privati.

Il fatto è che la sua frequenza all’asilo era concessa a titolo gratuito dal datore di lavoro di Francesca, un asilo nido privato di Milano.  Un bel benefit, non c’è che dire.  E una splendida opportunità per far fare esperienze ad Ale senza incidere sul bilancio famigliare e senza troppi problemi organizzativi, perchè Ale si alzava con noi, entrava al lavoro/nido con la Frà e con lei poi tornava a casa.    Davvero un bel benefit.  E ho sempre guardato il suo datore di lavoro con stima per la scelta di offrirlo alle sue lavoratrici – in fondo mica ne era obbligato e il contratto nazionale non lo prevedeva affatto.

Allo stesso tempo, da scettico quale io sono,  proprio perchè benefit non regolamentato dal contratto mi ha sempre suscitato un pò di sospetti e di timori:  non sarà mai che questa “opportunità” concessa dal datore di lavoro, si riveli un’arma a doppio taglio?  che comporti una sorta di “Do ut Des” imprecisato e imponderabile  in cui poi qualunque richiesta del capo diventa difficile da rifiutare?  Un mezzuccio per ottenere straordinari, piccoli favori, cambi di orario o di sede improvvisati? Insomma un piccolo ricatto moralesuvvia,  in fondo io faccio frequentare l’asilo a tuo figlio  gratis, non vorrai mica rifiutare solo in virtù di un cavillo sul contratto?!? In fondo non c’è solo un rapporto professionale fra noi.  Siamo tra persone che si danno una mano.

Ecco no. non siamo tra persone che si fanno favori e si danno una mano.  stiamo lavorando. è una cosa seria. e regolamentata.  e se è vero che possiamo/dobbiamo  fare il possibile per rendere la burocrazia meno disumanizzante e il rapporto / luogo di lavoro più sereno e vivibile, questo non significa che tutto debba diventare un favore, un piacere o qualcosa di indeterminato…

Si perchè se si mette sul piatto della bilancia Benefit aziendale Vs Qualche prestazione Extra, io so come regolarmi.  Invece se il benefit è una concessione, poi tu puoi chiedermi qualunque cosa e se io rifiuto, io sono la persona cattiva. E si dà il caso che la richiesta potrà cambiare progressivamente di  valore,  per emergenze, crisi o quant’altro…

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Tutto questo per dire, che  a fronte delle continue e pressanti “richieste” del capo a cui non si può dire di no perchè il lavoro di educatrice si deve fare per puro piacere, a cui Francesca invece ha detto no perchè non posso, non mi compete, non ho voglia, non lo prevede il mio contratto o perchè l’ho già fatto altre mille volte,  ecco che il benefit è stato eliminato.  DA UN GIORNO CON L’ALTRO.  alla faccia del progetto educativo e dell’amore per i bambini.

Così da un giorno con l’altro Ale non va più da  Uaua e Titti (le maestre Laura e Tiziana)  e non gioca più con i “bimbi silo!!” (i suoi amichetti dell’asilo).

Ci sentiamo in colpa?  si tantissimo. perchè Ale non c’entra nulla e ci sta andando di mezzo.

Ci crea problemi l’assenza del benefit? si tantissimo. perchè ora l’organizzazione della giornata è un casino, tra nonni, babysitter, ritardi ecc.

Abbassiamo la testa? no mai. questo Ale deve imparare da noi. che bisogna respingere i ricatti morali e  un diritto è un diritto, e un dovere è un dovere. entrambi vanno rispettati.  da entrambe le parti.

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15 pensieri riguardo “Benefit aziendali o piccoli ricatti morali?”

  1. Caro Davide questo è, purtroppo, lo schifo del mondo del lavoro! a me hanno dato il part-time post maternità (regolato dalla legge con art.37 del CCNL del commercio!) ma facendomi rinunciare al mio lavoro, cambiandomi “mansione”, ma annche questo non sarebbe possibile in quanto la legge n. 151 del 26 marzo 2001 dice che avrei dovuto mantenere il posto di prima!!! ma o mangi sta minestra o salti dalla finestra!!! quindi: se vuoi il part time fino ai 3 anni di cristian (che mi spetta!) non puoi + fare il tuo lavoro! te lo cambiamo!!!! COOOSA??? x un’ora in meno che faccio??? cos’avrei dovuto fare??? preferire la “carriera” a mio figlio??? ho scelto CRISTIAN!
    almeno la frà può continuare a fare il lavoro che le piace….

    1. ciao simona
      scusa se non ti ho risposto prima!
      ti hanno cambiato mansione per una sola ora in meno al giorno??!! e con che scusa? immagino sia un vero e proprio dispetto, che quell’ora in meno non fosse così determinante per svolgere il tuo lavoro…
      anche io, come poi è successo, avrei scelto mio figlio, ma non c’era alternativa? in fondo chiedevi solo che ti venisse data la possibilità di fare ciò che già facevi prima della maternità…

      in quanto a me hai ragione, chi mi conosce o anche semplicemente chi legge questo blog sa quanto io ami lavorare, anzi, giocare e divertirmi insieme ai bambini, ma a quanto pare la passione per il proprio lavoro – ben fatto, oltre tutto – non conta un gran chè.

  2. ma se pagaste? magari non la quota intera del nido…avere una “convenzione”! l’avete proposto? pagare x pagare…

  3. cherobba!
    io dopo aver cambiato ufficio, mansioni, colleghi e dopo mesi che chiedo e ri-chiedo il part- time (mi era stato negato perchè secondo loro ufficio e casa erano troppo vicino!….????) ci sono riuscita. Dal primo luglio faccio le mie 30 ore settimanali invece che 36 … è un piccolo grande passo, speriamo bene!
    in bocca la lupo

  4. Premesso che capisco la tua rabbia, che sono dispiaciutissima per il tuo bimbo che non può più andare al nido, che i ricatti sono da rimandare al mittente e che togliere un benefit da un giorno all’altro è folle, devo anche dire che ciò che non è scritto sul contratto non vale nulla.
    Certo, c’era di mezzo un bambino, quindi il tuo capo è mille volte colpevole.
    Ma credo tu ti rendessi conto dell’immane fortuna di poter portare il bimbo a scuola con te e gratis (nelle strutture pubbliche, la mamma NON può portare il bambino nella sua classe, neppure pagando); non dico che in cambio tu dovessi accettare ciò che ti chiedevano; dico che dovevi aspettarti che qualcosa ti chiedessero.
    Ma soprattutto, andava scritto, o quantomeno chiarito: grazie dell’opportunità, ma come ci regoliamo? Serve altro in cambio?
    Ripeto, lui ha colpa, però io non avrei mai creduto che un datore di lavoro facesse una cosa simile perché ‘è giusta’, ma per avere indietro altri favori dai lavoratori.
    Il tutto senza cinismo, solo realtà.

  5. Che tristezza… Mi spiace molto per il piccolo Ale che non credo possa capire perchè da un giorno all’altro non possa più giocare con i suoi amichetti.
    Mamma Fra, hai fatto comunque bene a dire NO. Non si può sempre chinare la testa. Da una parte sono felice di pagare il nido che frequenta mio figlio. Si tratta di un nido aziendale privato e la ditta dove lavoro versa una piccola quota per ogni bimbo figlio di dipendenti ma io pago comunque una retta mensile che non posso dire sia proprio bassa.

  6. SIMONA
    pagare??? …PURE??? te l’ha messo in quel posto e tu pure gli pagheresti la retta??? Piuttosto pagherei l’asilo di fronte, per sfregio…

    Mi spiace davvero TANTISSIMO per Ale…perchè con voi che avete l’associazione, siete i genitori che siete (magici), e l’asilo, Ale è abituato ad uno standard che nessun nonno vitale e nessuna baby sitter brillante potrà mai eguagliare… meno male ha già due anni e si avvicina l’età della materna, và!

    Certo è che in ogni caso la comodità di prenderlo e portarlo alla porta accanto…è persa per sempre…speriamo in un ripensamento, va…

    ve lo auguro di cuore
    Vale

    1. vale, non sai quanto mi fa piacere leggere le tue parole!
      già, lo manderei davvero all’asilo di fronte, solo per sfregio, ma per ora ci stiamo organizzando (e qui è dovuto un enorme grazie ai nonni!!) e ale sta benone!!
      e ti ringraziamo tantissimo per i complimenti!!

      quanto al ripensamento….di chi? perchè mio, no di sicuro!!

  7. Scusate se ricalco, ma………

    …….e come te lo avrebbe comunicato, Fra?
    Te lo ha detto in faccia oppure ha inventato improbabili “problemi di gestione”?

    …io sarei nera…non lavorerei nemmeno più con lo stesso spirito, lì dentro…e perdere l’entusiasmo sul lavoro so bene che significhi…

    1. quanto al pagare per far frequentare l’asilo a mio figlio e all’apertura a compromessi e trattative da parte del mio datore di lavoro….
      ci ha già pensato quest’ultimo, minacciandomi di farmi pagare la retta intera per tutti i mesi che mio figlio ha frequentato l’asilo
      alla faccia del benefit aziendale…..

  8. Ah, ma allora c’è stata proprio una grossa discussione, se è arrivato a “rinfacciare” i mesi precedenti…è ancora più s*****o di quello che credevo…

    Porca miseria, che brutta situazione…sarà che io di bimbi ora ne ho due e non saprei davvero come fare senza asilo…è davvero una brutta faccenda e non sapete quanto vi capisco e quanto mi dispiaccia per voi, perchè era davvero una soluzione OTTIMA…

    meno male che Ale almeno è felice anche con i nonni…

    Ora che farete, vi organizzerete per l’inverno?

  9. Vi stimo.
    Tanto.
    Avete fatto la scelta giusta. Per voi e per Ale.
    Queste scelte, che oggi vi creano disagi e difficoltà organizzative, sono le stesse che un domani gli insegneranno ad essere un uomo integro e onesto. Con sé stesso e con gli altri.

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