Giochiamo al parrucchiere

Da quando è nato a parte una spuntatina alla frangetta non abbiamo mai tagliato i capelli ad Ale; ultimamente erano decisamente lunghetti,  praticamente da bagnati arrivavano fino alle scapole,  e anche da asciutti con gli ultimi caldi eravamo dovuti ricorrere a pratici e freschi codini.  Visti però un pò malaccio da amici e parenti, e da tutti i genitori e nonni al parchetto, dopo dopo aver scoperto che Ale è un maschietto.  (No, signora.  Non è una bella bimba. Anche se ha i capelli lunghi…  d’altronde che vuol farci,  ha visto i capelli del papà?!?).

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Alla Frà avevo dato però l’ultimatum dei 2 anni per eseguire il primo taglio di capelli,  sia per tenerlo fresco durante l’estate sia per evitare che crescendo “si affezionasse” troppo alla sua immagine di capellone.

Quindi ci rimaneva solo da decidere se fare una semplice spuntatina ricorrendo alla famosa “scodella” oppure se essere più radicale e passare al rasoio!  In entrambi i casi eravamo un pò preoccupati delle possibili reazioni di Ale, sia durante il taglio ( si dimenerà come un’anguilla a vedere le forbici  o a sentire il ronzio del rasoio elettrico?) sia dopo (si toccherà furiosamente la testa in cerca dei capelli, si arrabbierà, avrà crisi di identità?).

Per fargli digerire tutta l’operazione e viverla come un vero e proprio gioco la Frà ha preparato tutto un affinchè sembrasse un vero e proprio negozio di parrucchiere, con specchietto, ciotola d’acqua, pettini e spazzole, forbici, rasoi, riviste e asciugamani. (non che Ale abbia in effetti mai visto un vero e proprio parrucchiere, visto che il suo papà non ne visita uno da almeno 10 anni e anche la mamma, le rare volte che ci va, si prende il pomeriggio di libertà..).  Ha anche recuperato una vecchia foto dello zio rasato e gliel’ha consegnata da tenere in mano per confrontare la sua nuova pettinatura con quella dello zio.

Ale si è prestato al gioco abbastanza divertito e con nostro enorme stupore è rimasto immobile per le prime sforbiciate. Poi è bastato lasciarlo giocare con la ciotolina d’acqua e i pettinini per continuare  fino a realizzare la pettinatura a scodella.   Fino a questo punto l’hair stylist è stata la Frà che ha  realizzato il taglio senza troppe sbavature.  Però non eravamo ancora convinti e anche per sfoltire un pò di più sopra la nuca e le orecchie ho deciso di impugnare il mio regolabarba e prendere il comando dell’operazione.

Anche in questo caso stranamente Ale non ha avuto timore del rasoio e sono riuscito a “rasare” qualche parte.  Poi però dalla nuca siamo saliti sempre di più, un pò perchè mi sono fatto prendere la mano e un pò per porre rimedio a qualche buco di troppo…    Siccome però non volevamo rinunciare del tutto alla sua pettinatura “scapigliata”, abbiamo pensato di ricorrere ad un compromesso, anche tecnico: unire la scodella alla rapata!!   Anche perchè  Ale già mostrava segni di insofferenza e siamo passati a delle rasoiate molto più casuali mentre Ale era in piedi o seduto a giocare nella vaschetta dell’acqua.  Abbiamo quindi rasato tutto il lato e il dietro della testa e  lasciato lunghetti i capelli sopra!   Un taglio vagamente punkettone,  che non sapevamo quanto sarebbe stato apprezzato da nonni e parenti  (in effetti passare dal codino alla cresta…) ma che a noi è piaciuto subito.  Anche se vedere Ale in queste nuove vesti ci ha procurato un piccolo shock  e ci sembrava di non riconoscerlo.

Alla fine nel taglio c’erano un bel pò di irregolarità ma abbiamo deciso di non darci peso. in fin dei conti è un bambino di 2 anni e non deve figurare su nessun catalogo pubblicitario! e comunque  è probabile che durante l’estate faremo altri esperimenti di rasatura.

Ale è sembrato apprezzare il nuovo look e guardandosi allo specchio era contento di avere i capelli come lo zio ‘mone.   I parenti non si sono espressi in modo entusiasta perchè ritengono la pettinatura troppo da bambino grande ma la preferiscono al codino, e noi siamo assolutamente soddisfatti del nostro primo esperimento di taglio di capelli faidanoi e questa pettinatura dà ad Ale una faccia ancora più da birbante.

Anzi, a ben vedere sembra essere questo l’unico problema , sarà suggestione ma ci sembra proprio che da quando gli abbiamo tagliato i capelli, sia diventato molto più teppistello

5 pensieri riguardo “Giochiamo al parrucchiere”

  1. ciao.
    vorrei dire la mia…
    ho preso una laurea in psicologia infantile.
    5 anni fa, in università… mica per strada!
    specializzazione: taglio di peli superflui.

    in 3 mesi e col CEPU, ma state a gurda’ arcapello?!?
    in questo caso,poi…

    per me è ovvio che si senta diverso da prima, il piccolo ale.
    era un capellone del menga, e ora è un panchettone altrettanto del menga.
    scherzo!
    sul CEPU, tutto il resto lo sottoscrivo!

    e’ proprio una sensazione fisica, materiale, che si riflette, inevitabilmente, sul suo modo di vedersi nel mondo e nei conronti del mondo…

    è una situazione che ho vissuto sulla mia cute (era un master!) e vi giuro che nei primi tempi, un paio di volte, ho pestato la testa su cartelloni pubblicitari perchè non ho valutato opportunamente le distanze del caso.

    pare incredibile, ma se può succedere ad un plurinominato al premio nobel (sponsor sempre CEPU) come me, perchè non può succedere ad un bimbo di 2 anni?!?

    la cosa fondamentale è che lui si senta bene.
    e sta bene!

    che venga educato al rispetto degli altri bimbi.
    e, dalla mia piccola esperienza CEPU, è rispettoso!
    molto rispettoso degli altri bimbi…

    che si sappia relazionare, nonostante le differeze!
    e questo è importante.
    questo è fonadamentale!

    più volte si vedrà diverso, più potrà valutare il “diverso” come una variazione di se stesso…
    il mondo va in questa direzione!

    ma forse sbaglio.
    si sa che il CEPU…

  2. Anche Yarin me lo scambiano per una femmina. E non ascoltano nemmeno le sue proteste o le mie spiegazioni “no, guardi, è un maschietto” finchè non sclero ed urlo “è maschioooooooooo!” o lascio perdere… lui è biondo e ricciolo, coi boccoli (“mamma ci ho i capelli come una molla” 😀 ) ‘sto problema l’ha sempre avuto, come se un bambino biondo e riccio debba per forza essere femmina… fino all’anno la risposta della gente è stata “oh, ma è così carino che pensavo fosse femmina”… non ho parole.
    Per le irregolarità sono d’accordo: sono bambini, sono bellissimi anche se non hanno una capigliatura perfetta. Infatti al mio nano i capelli li ho sempre tagliati io, con le forbici… giusto una spuntatina davanti e un minimo di taglio scalato, che a guardarlo spesso mi rabbrividisco da sola, eheh. Ma d’altro canto, anche i miei capelli li taglio da sola…

    1. yarin ha delle bellissime molle!!
      e a proposito di molle, tagliandogli i capelli tu sei ancora più avvantaggiata perchè è più difficile che si notino le irregolarità!!

  3. sì, avvantaggiatissima
    tranne per la frangia che non so per quale strano motivo ma nella parte più vicina alla testa sono lisci, quindi ‘sta frangia tutta storta si nota abbstanza… che l’ultima volta non era molto intenzionato a collaborare, eheh

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