Usi obbedir tacendo

Usi obbedir tacendo e tacendo morir era il motto dei carabiniri fino alla seconda guerra mondiale, poi siccome portava un po’ sfiga, è stato modificato in “nei secoli fedele”.  Ma non siamo qui per parlar male dell’Arma. Bensì per riflettere sul concetto di obbedienza e di virtù.

ubbidienza e autorità: pinocchio e i gendarmi

Capita spesso infatti di sentir parlare di obbedienza riguardo al lavoro,  alla scuola, all’esercito e soprattutto riguardo ai bambini in generale. Ecco, ogni volta che sento  qualcuno dire “è giusto saper obbedire senza fiatare” (usi obbedir tacendo appunto..) , oppure “questo bambino deve imparare ad essere più ubbidiente”  a me viene in mente la famosa frase di Don Milani ( un prete, mica un rivoluzionario sudamericano) “L’obbedienza non è più una virtù” e mi tornano in mente  gli splendidi scritti  di Marcello Bernardi e i  Consigli a un giovane ribelle

Non credo e non ho mai creduto che l’ubbidienza ( l’accettazione passiva di un comando o di un divieto,  la sottomissione acritica ad una regola o legge) potesse essere una cosa positiva, un pregio, o addirittura una virtù. Una virtù dovrebbe essere il coraggio, l’intraprendenza, la capacità di credere in ciò che si vuole, non certo il sapersi piegare alla volontà altrui.

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2 post per 1 taglio di capelli?

Ieri e oggi abbiamo pubblicato due post sul nuovo tagli di capelli di Ale.   No, non siamo impazziti e non c’è stato nessun errore.  E non è che riteniamo il passaggio al nuovo look argomento così interessante da rifilarvelo due volte.

Semplicemente io (Dà) avevo cominciato a scrivere l’articolo sul Gioco del parrucchiere la sera stessa, mentre la Frà e Ale  erano a letto.  non l’avevo finito però, e l’articolo era finito nelle bozze.   Il mattino dopo invece, quando io  sono rimasto a letto un pò più lungo, la Frà ha pensato bene di scrivere La Cronaca del primo taglio di capelli.

Ora, secondo voi potevamo metterci d’accordo e rinunciare ai nostri rispettivi articoli? Oppure, orrore!  mischiarne il contenuto per realizzaren uno solo?!  No, mai e poi mai, il nostro orgoglio di piccoli blogger ci ha spinto a fare una doppia pubblicazione,  anche perchè in effetti l’esperienza di parrucchieri, vista e raccontata dal papà e dalla mamma risulta molto diversa  e particolare.

Non solo abbiamo deciso di pubblicarli entrambi però!  Ora vogliamo pure sapere da voi quale dei due è stato più apprezzato – visto che quotidianamente ci sfidiamo (e sfottiamo se ci sono dei cali negli accessi) su a chi appartengono i post più di successo!

VOTATE VOTATE VOTATE!!

Giochiamo al parrucchiere

Da quando è nato a parte una spuntatina alla frangetta non abbiamo mai tagliato i capelli ad Ale; ultimamente erano decisamente lunghetti,  praticamente da bagnati arrivavano fino alle scapole,  e anche da asciutti con gli ultimi caldi eravamo dovuti ricorrere a pratici e freschi codini.  Visti però un pò malaccio da amici e parenti, e da tutti i genitori e nonni al parchetto, dopo dopo aver scoperto che Ale è un maschietto.  (No, signora.  Non è una bella bimba. Anche se ha i capelli lunghi…  d’altronde che vuol farci,  ha visto i capelli del papà?!?).

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Alla Frà avevo dato però l’ultimatum dei 2 anni per eseguire il primo taglio di capelli,  sia per tenerlo fresco durante l’estate sia per evitare che crescendo “si affezionasse” troppo alla sua immagine di capellone.

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Cronaca del primo taglio di capelli

Questa volta il protagonista del gioco del parrucchiere non è stato Ale, ma io e Davide che una decina di giorni dopo il suo compleanno abbiamo preso il coraggio a due mani e … ci abbiamo dato un taglio!

Il primo taglio di capelli è sempre (o quasi sempre…) accompagnato da un grosso dubbio: fai da te o parrucchiere?
Da un certo punto di vista, per quanto la spesa sia contenuta, non si crede sia necessario ricorrere alle forbici di un professionista, dall’altro se pensiamo al nostro piccolo pulcino irregolarmente spelacchiato, forse forse cambiamo idea.
Non vorremo mica essere noi a causargli il primo danno a livello personale e di autostima??!!

Il fatto è che per quanto si possa avere un minimo di manualità (da ragazza mi è capitato più volte di tagliarmi i capelli da sola) resta il dubbio che la cavia si presti all’esperimento in modo consenziente.
Se a lavoro iniziato non volesse saperne di farsi avvicinare da un paio di lame affilate e le sforbiciate producessero anzichè un taglio regolare dei solchi asimmetrici?

Bè, noi abbiamo scelto di rischiare!
E non ci siamo persi l’occasione di trasformare tutto in un gioco, quanto meno per cercare di invogliare Ale a partecipare…

Abbiamo attrezzato il balcone con telo di plastica in terra, sedia, tavolino, bacinella d’acqua, pettini, forbici, asciugamano, specchio…

primo taglio di capelli per ale

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Il dilemma dell’estate

Il dilemma dell’estate: Mi abbronzo o mi proteggo?

A volte la pubblicità raggiunge picchi di idiozia antieducativa inimmaginabili.  Ed è il caso di questa pubblicità di creme solari.

Ma cosa diavolo significa “Mi abbronzo o mi proteggo?!?!”  Non esiste l’alternativa.  Il sole crea danni alla pelle quindi non è che per sfoggiare una tintarella perfetta io debba mettere in conto di pigliarmi un cancro.

Se no se la prossima pubblicità ai preservativi cosa diranno ” Mi proteggo o mi becco l’aids?  o in alternativa ” Mi proteggo o al limite poi abortisco?”.

Sarà il sole  che mi dà alla testa,  ma a volte mi scaldo davvero per poco. Leggi tutto “Il dilemma dell’estate”