Come realizzare un Mei tai – tutorial

Elena del gruppo delle fasce su FaceBook, aveva realizzato un dettagliatissimo tutorial, che però ha scatenato un gigantesco polverone per questione di copyright, brevetti ecc ecc.

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Alla fine la situazione non si è più sistemata, nonostante le premesse (era evidente che l’obiettivo era esclusivamente rimuovere il più velocemente possibile il tutorial).  Quindi del tutorial di Elena vi lasciamo solo l’immagine di ciò che è stato online per circa una settimana..

Nel frattempo abbiamo però pubblicato un altro Tutorial per realizzare un Mei-Tai, gentilmente messo a disposizione di Tiz MyMeitai.

Per saperne di più  sui supporti per portare e sulle Fasce Portabebè EquAzioni cucite dalle mamme della nostra associazione trovate tutte le info qui

a presto

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50 pensieri riguardo “Come realizzare un Mei tai – tutorial”

  1. E’ un tutorial meraviglioso!!
    Io ne ho realizzato uno seguendo le istruzioni ed il cartamodello che più di un anno fa aveva messo a disposizione Claudia di La casa nella prateria, e devo dire che è stato semplice anche per me che sono negata nei lavori manuali!!!
    E poi… vuoi mettere farselo da sole?

  2. bellissimo !!!il velcro poi mi piace un sacco anche se fra tutte le cose che ho da fare non penso lo faro’ cosi’ dettagliato… :-(
    comunque proprio bello brava elena e grazie anche a francesca :-)
    (ma i laccetti vicino al velcro a che servono?) ciao :-)

  3. Ciao Gloria, si in effetti il tutorial di Casa nella prateria è stato segnalato e usato da tante mamme. Saremo di parte, ma dobbiamo ammettere che Elena ha davvero dato il meglio di sé e ha fatto un lavoro (tra foto e descrizioni dettagliate) davvero egregio!!
    Comunque consigliamo a tutte ( anche per avere più idee e più spunti per autoprodurre il proprio mei tai) di andare a vedere anche il tutorial e il cartamodello di Claudia della Casa nella prateria

  4. Fantastico! Pensa che martedì ho finito di cucire il mio primo mei tai, anzi direi primordiale, perchè era anche la prima esperienza con la macchina per cucire, acquistata per creare tante cosine per la mia piccola. Mi sono un pò impazzita tra il tutorial in inglese, converti le misure, il filo che si spezza, gli orli che scappano, la bimba che richiede le sue attenzioni e quindi stop and go….stop and go….
    Ma ora che lo sto provando pian piano vedo l’utilità, soprattutto per portarlo fuori quando sto via diverse ore e non so dove appoggiarmi con la fascia che struscia a terra per metterla. E stamattina finalmente da sola l’ho messa sulla schiena:facile facile e ho fatto un sacco di faccende.
    E a proposito le stoffe di Ikea le ho adocchiate anche io domenica scorsa..ma prima la mia mitica Wax, stoffa africana comprata in negozio nigeriano a Natale!Ancora devo decidere de lasciarla lunga o tagliarla per il mei tai….
    Un solo piccolo appunto: le cinghie delle spalle non devono essere troppo larghe perchè quando le incroci sul seno altrimenti danno un pò fastidio se sei un pò abbondante!

  5. Togliete immediatamente questi tutorial dal sito e da tutti i link dove è stato postato!!!

    questo tutorial copia l’originale MEI TAI MHUG, mio disegno originale e brevettato in tutto il mondo.

    non parto con azioni legali, ma terrò monitorata la situazione e l’avvenuta cancellazione (con relativa spiegazione e pubbliche scue) da tutti i siti, network e altri posti dove è stato postato.

    alli Beltrame

    ps: per correttezza, prima di copiare il lavoro degli altri, avvertiteli e verificate i copywrite.

  6. Ciao Alli, siamo rimasti molto delusi dal tuo commento astioso e minatorio.

    Innanzitutto perchè potevi mandarci un messaggio privato per far presente il”problema”. Quando ti sei registrata al nostro gruppo delle fasce su facebook esclusivamente per far pubblicità alle tue fasce e mei tai, mettendo link senza commenti, nè introdurti come mamma portatrice, noi non ti abbiamo criminalizzato pubblicamente, ma ti abbiamo scritto privatamente chiedendoti gentilmente di evitare pubblicità diretta e invitandoti a partecipare attivamente alle discussioni (cosa che in seguito al mio messaggio non hai mai comunque fatto).

    In secondo luogo perchè non ci risulta che sia una copia del tuo modello originale e brevettato. Elena ha fatto un gran lavoro di ricerca e ha preso spunto da tantissimi modelli di meitai a cui ha aggiunto la sua creatività per fare un tutorial completissimo che possa essere d’aiuto e a sua volta da spunto per tutte le mamme che amano portare e autoprodurre.

    Comunque sentiremo anche Elena (anche se sappiamo, perchè è la prima cosa di cui ci siamo accertati quando ci ha passato il tutorial, che non ha violato nessun copyright o brevetto) in merito e probabilmente si farà viva anche lei sul blog e sul gruppo di FB.

    nel frattempo, scusaci ma non ci sentiamo in nessun dovere di rimuovere il tutorial. Non vederla come una sfida, semplicemente, non siamo in malafede e ci piacerebbe approfondire la questione con te e Elena privatamente e con toni più tranquilli.
    Ciao

    1. abbiamo visto solo ora che ci hai mandato un messaggio privato su facebook e questo ci fa piacere
      però ci spiace notare come nel messaggio privato tu ci abbia esposto moderatamente il problema scrivendo che “quel modello con cintura e bavero” li hai disegnati tu, mentre sul nostro blog, pubblicamente, ci hai accusato e intimato di togliere il tutorial in quanto copierebbe interamente il tuo modello
      in entrambi i casi non hai preso in considerazione l’ipotesi che noi in primis (ma anche elena!!) fossimo in buona fede e che questo tutorial sia effettivamente il risultato di un mix di idee e creatività e se vai a guardare i link segnalati da elena sembrerebbe proprio così.

  7. Sto aspettando a minuti una e-mail minatoria da parte del Governo Cinese, che mi citi per aver copiato il loro tradizionale modo di portare i bambini. Se ciò dovesse accadere sarà una “strage” di blogger e mamme-fai da te, soprattutto negli Stati Uniti :))
    Comunque torniamo seri.
    Sono lusingata che Ali mi accusi di aver copiato il SUO Mhug! Sono proprio brava, visto che non ne ho mai tenuto uno in mano (troppo costoso, non me lo posso permettere). Ho visto qualche immagine pubblicitaria, mooolto piccola, che lei stessa mette su FB (ed è stata lei a chiedere la mia “amicizia” per poi riempirmi la bacheca di pubblicità!). Ho notato la fascia col velcro. Ma ho anche visto tanti tanti altri mai tai, più belli del suo e meno costosi (BB Tai, Milamei, etc.), ma soprattutto ho visto tanti tutorial, soprattutto americani come quelli di Jan Andrea; il primo mei tai, poi, l’ho realizzato col tutorial de La Casa nella Prateria.
    Le spalle che vedete nel tutorial, le ho “copiate” da un tutorial francese per realizzare una sling e ho pensato che quel tipo di piega poteva essere una bell’idea per le spalle di un mei tai (mentre le spalle del mio secondo mei tai le ho “copiate” dal BB Tai).
    Insomma, non riesco a capire di cosa mi si accusi, visto che, prima di tutto non commercializzo nulla (posso usarlo il mio mei tai o devo dare 50 cent ad Ali ogni volta che ci vado in giro?) e poi che io abbia copiato il suo brevetto è tutto da dimostrare: io posso però dimostrare e mostrare tutti i tutorial che ho usato per imparare a cucire un mei tai!
    Resto a disposizione degli avvocati (…ma per piacere!)
    Elena

  8. @Carlotta: i laccetti servono a chiudere la fascia ventrale; anche se ci ho messo il velcro alto, non mi fido, meglio un nodino di chiusura 😉

    @Patrizia: alle spalle non sono cinghie, ma fasce, fatte apposta più larghe, perchè quando incroci sul seno “funzionano” come la fascia. E’ stata la prima modifica che ho apportato, perchè con le fasce del primo mei tai mi trovavo male quando le incrociavo davanti; facendo delle fasce, sono più confortevoli; dalle foto non si capisce, perchè il mei tai indossato è vuoto. Io non riesco a metterlo col pancione e non posso metterci mia figlia dentro, se no diventa suo (invece è per la sorellina). comunque se verifichi le misure e lo spessore vedrai che è una fascia larga e sottile (l’imbottituta arriva solo alle spalle)

  9. Stamattina sono andata a vedere il dito del Mhug e ho cercato di capire bene com’è fatto: impresa davvero ardua, visto che foto e istruzioni sono, giustamente, microscopiche.
    Comunque:
    La fascia ventrale è più alta e si chiude con due velcri orizzontali su una parte e tanti verticali sull’altra. Nel mio c’è un velcro alto su tutta la lunghezza e, a occhio, la fascia ventrale è più bassa (è alta come dice di farla Claudia nel suo tutorial).
    Quello che nel Mhug viene chiamatol bavero, nel mio è un “reggi-testa” tipo cappuccio e ho cercato di capire come era fatto questo qui: http://www.milamei.com/istruzioni-d-uso-anleitungen/cappuccio-poggianuca-kaputze-kopfst %C3%BCtze/ Ma il mio non ha la coulisse per stringere sulla nuca ed è rettangolare e non a trapezio.
    Le fasce delle spalle non sono larghe allo stesso modo per tutta la lunghezza, ma dopo l’imbottitura, subito dopo le spalle, si aprono diventando più larghe. E per farle ho seguito questo tutorial, aggiungendoci l’imbottitura: http://bzou.net/Sling/patron.html.
    Nel mio mei tai non ci sono elastici o bottoncini a pressione.
    Ora esco a prender un pò di questo bel pomeriggio domenicale: se interessa a qualcuno, posso scrivere TUTTI i tutorial che ho letto (l’elenco è già comunque disponibile nelle varie discussioni del gruppo su FB!)

  10. Ciao a tutte, la faccenda della rivendicazione dei “diritti d’autore” mi fa pensare che anche io, proprietaria di un blog con dettagliati tutorial su come cucire pannolini e assorbenti lavabili e futura titolare di un negozio di pannolini e assorbenti artigianali, sono potenzialmente in malafede contro me stessa visto che insegno nel mio blog come cucirsi gli stessi pannolini e assorbenti! che venderò nel mio sito!!!!!!!!
    Conosco Alli di Mhug perchè ha chiesto la mia amicizia in FB attraverso amiche comuni, ma so di non fare nulla di male dicendo che comunque tutorial di mei tai similissimi al suo si trovano a decine in rete, sopratutto in siti americani, e da parecchi anni. Così come si trovano tutorial similissimi a quelli che posto io nel mio blog. Prendiamo gli assorbenti, per esempio: gira e rigira le procedure per confezionarli sono sempre le stesse, non è che possano differenziarsi di molto! E anche riguardo la forma: un assorbente “con ali” è ovvio che deve avere più o meno “quella” forma, altrimenti sarebbe un aereoplano!!!! Così come un mei tai per essere definito mei tai così deve essere fatto!! Per essere certe della “clonazione” da parte di Elena e procedere per vie legali occorrerebbe seguire tutte le fasi di confezione, e vedere se anche il cartamodello di Elena è perfettamente congruente con il Mhug di Alli.
    Ragazze, se ci si attacca a tutte queste cose nessuna mamma fai da te potrebbe più condividere le proprie esperienze di cucito con altre mamme. Invece ritengo che la condivisione delle proprie risorse personali sia un arricchimento della collettività, perchè permette anche alle meno abbienti che non possono permettersi un Mhug ma vogliono comunque portare il loro bambino addosso di avere il loro mei tai autoprodotto e crescere un bimbo con tutti i vantaggi psicologici che “il portare bambini” comporta. Non capisco Alli, o forse sono troppo diversa da lei. Se una mamma mi chiede il cartamodello dei miei assorbenti, sono felice di darglielo perchè so che sarà una mamma che userà gli assorbenti lavabili e che è una donna che segue i miei stessi ideali di vita. Ovviamente sarebbe diverso se scoprissi che il mio cartamodello è stato usato da una ditta che produce e vende assorbenti, perchè a nessuno piace l’idea che altri si arricchiscano con il proprio lavoro.
    Posso dirvi che ho lavorato per parecchi anni presso una ben nota marca di abbigliamento come prototipista-campionarista: spesso mi è stato chiesto di disfare completamente cappotti di Chanel o giacche di Armani per “clonare” in tutto e per tutto la loro vestibilità…quello sì, lo trovavo disonesto e assolutamente illegale, perchè approfittavano dello studio e ingegno altrui per profitto commerciale proprio, ma guardare una foto di un articolo in rete e “reinventarselo” a modo proprio disegnandosi il proprio cartamodello e trovando la propria procedura di confezione non è, a mio parere, illegale. Noi mamme fai da te, ricordiamolo, non ne ricaviamo assolutamente nessun vantaggio commerciale nel mostrare ad altre mamme meno esperte le procedure per autoprodursi oggetti e vestiario.

    Scusate la prolissità….e W le mamme creative!!!!!!

    Saluti

    Barbara

    1. visto che non sappiamo bene come comportarci riguardo alle intimidazioni di alli (ribadiamo che il nostro intento è quello di aiutare mamme che “portano” e autoproducono, che il tutorial di elena è il risultato di un mix di modelli e creazioni personali e che non vogliamo, ne crediamo di poter danneggiare nessuno), abbiamo girato questa questione ad alcune amicizie di diversi forum
      questa la nostra richiesta:

      “ciao sono francesca
      vi scrivo per un consiglio riguardante copyright/proprietà intellettuale e altre beghe legali sul genere, oltre che per avviare una discussione sulla libertà di espressione in internet
      ho un blog http://www.equazioni.org, in cui parlo tra le varie cose di genitorialità, di fasce portabebè e quindi della pratica del “portare” e di autoproduzione
      inoltre ho aperto un gruppo/forum sul “portare” su facebook http://www.facebook.com/group.php?gid=81689439256&ref=ts
      una mamma del gruppo che si è autoprodotta vari meitai ha deciso di condividere questa esperienza con tutte noi e io sono stata ben contenta di ospitare il suo tutorial sul nostro blog
      poco dopo averlo pubblicato ho ricevuto mail e commenti intimidatori da parte della proprietaria di mhug che sostiene che il modello rappresentato nel tutorial sia il loro modello brevettato e ci ordina di togliere immediatamente il tutorial.
      quello che io mi chiedo è: come posso verificare il brevetto e sapere se afferma il vero? non dovrebbe spettare a lei dimostrarlo? (…ovviamente senza dover andare davanti ad un tribunale!!:)) )
      e comuque non essendoci di mezzo alcuna attività commerciale, secondo voi un tutorial che spiega come autoprodursi un oggetto può violare le leggi sui brevetti?
      come potete vedere dai link segnalati nel nostro blog il tutorial prende spunto da diversi tutorial e modelli presenti sul web
      se riuscissimo a dimostrare una somiglianza saremmo anche ben contenti di segnalarne la proprietà intellettuale.
      non troviamo giusto dover togliere il tutorial solo per la paura di finire in tribunale
      grazie,
      francesca”

      per completezza posterò anche i commenti ricevuti sui diversi forum (e colgo l’occasione per linkarli, invitandovi a visitarli in quanto tutti molto interessanti!)

  11. Ciao Francesca, ho visitato a volte il tuo blog e lo trovo molto interessante! Non me ne intendo molto di questioni legali ma ritengo che i Mei Tai più o meno abbiano una forma e delle caratteristiche comuni (se no non sarebbero mei tai!), io stessa ne ho cuciti molti e ho sviluppato un mio modello che mi soddisfa di più. Detto questo per dire che un oggetto è “copiato” credo che debba essere uguale in tutte o quasi le sue caratteristiche,disegno, misure, tipologia di stoffa, cuciture ecc.
    La rete è piena di Mei Tai, ci sono siti di vendita di creazioni autoprodotte come per es. etsy strapieni di Mei Tai, Sling e simili…sono tutti illegali? Allora che dire della fascia lunga, dopotutto è una striscia di stoffa…si può dire che il brevetto appartenga a qualcuno?
    Quando un oggetto è la copia esatta(in apparenza) di un prodotto registrato e viene venduto spacciandolo per tale allora si viola, ovviamente, la legge. Non mi sembra questo il caso. Secondo me il tutorial non è da togliere, ma aspetto anch’io il commento di qualcuno più esperto.

  12. ciao francesca
    ho letto quanto è accaduto sul tuo blog. Anche io mi sono autoprodotta un mei tai, oltre a pannolini lavabili, assorbenti e proteggislip.

    quello che io mi chiedo è: come posso verificare il brevetto e sapere se afferma il vero? non dovrebbe spettare a lei dimostrarlo?

    La risposta è sì. E l’unico modo che ciascuno di noi ha per dimostrare di avere ragione sui suoi diritti di proprietà è andare davanti a un tribunale.

    e comuque non essendoci di mezzo alcuna attività commerciale, secondo voi un tutorial che spiega come autoprodursi un oggetto può violare le leggi sui brevetti?

    Direi di no. Il brevetto copre ovviamente lo sfruttamento a fini commerciali dell’opera di ingegno. Un pò come per i CD che ciascuno potrebbe duplicare per uso personale. Potrebbe esistere solo una eccezione, tutta da dimostrare, e l’onere della prova è a carico di chi ritiene di essere danneggiato.

    come potete vedere dai link segnalati nel nostro blog il tutorial prende spunto da diversi tutorial e modelli presenti sul web

    Io sono convinta che avere segnalato le “fonti” da cui è stato tratto il lavoro di tutorial è indice di serietà e di correttezza. Quei link sono stra-conosciuti e utilizzati da chi cerca informazioni sul fai da te in questi settori. Anche il mio Mei tai è stato realizzato grazie a uno di quei siti. E questo mooooooooolto tempo prima della nascita di MHUG.
    Io apprezzo l’iniziativa imprenditoriale di Alli, così come di chiunque decida di investire in questo settore già di nicchia.
    Resta il fatto che ci sono progetti e tutorial gratuiti in qualunque parte del mondo, e solo noi italiani ci distinguiamo per tenerci strette le nostre idee e volerci imporre un brevetto. Basta farsi un giro per il web per capirlo. E’ un peccato!
    I brevetti hanno un senso preciso: coprire le nuove invenzioni. Un Mei Tai non è certo una nuova invenzione, come non lo sono le fasce, e infatti tutti si somigliano, tutti!
    A mio parere quel tutorial che tu hai pubblicato (come tutti gli altri presenti nel mondo) non danneggia l’attività imprenditoriale di nessuno, per la semplice ragione che chi decide di comprare un Mei Tai, già in partenza non l’avrebbe mai cucito. E chi sa cucire, non compra i Mei Tai di nessuno, essendo facilissimo cucirsene uno da sé.
    Io fossi in te non eliminerei il tutorial, hai già dimostrato, insieme con la persona che ha messo a disposizione il tutorial, quali siano state le fonti.
    Preciso che non sono un legale e quanto ho scritto è frutto di opinioni personali 😉

    1. Grazie Gabriella per la tua risposta. Concordiamo su tutto quello che hai scritto. purtroppo però quello che temiamo è che davvero ci faccia causa..
      Che mentalità provinciale – e tutta italiana – questa di tenerci strette le idee e farsi la guerra per un tutorial. Come abbiamo risposto ad Alli,e come dici giustamente tu, l’autoproduzione non erode affatto il suo mercato, chi autoproduce non compra. e non per colpa di un tutorial. Punto.
      grazie a presto.

  13. Ciao
    io non sono una intenditrice, quindi dico la mia per come credo che sia.

    Se un oggetto è brevettato non puoi copiarlo, e se lo fai tra le mura di casa tua magari è un conto, ma se insegni al mondo come farselo credo che sia comunque una violazione.

    In linea di massima credo che non sia corretto copiare una cosa coperta da brevetto e fare un tutorial per dire alla gente come farsela, non tanto a livello legale, ma a livello etico.

    NB non ho visto video nè nulla, ti ho risposto solo basandomi sul tuo messaggio 😉

    1. ciao chiara
      ti ringrazio della tua risposta e credo tu abbia perfettamente ragione. anche fosse legale di sicuro non sarebbe etico
      ma qui la questione è diversa. nessuno ha copiato niente! lei sostiene che lo sia, ma chi ha realizzato il tutorial ha spiegato per filo e per segno perchè non lo è.
      noi siamo stati attaccati senza nessuna spiegazione specifica.
      inoltre, come si può sapere se qualcosa è sotto brevetto? anche in questo caso ne abbiamo gentilmente chiesto i riferimenti, per carità, non volgiamo rubare nulla a nessuno e se involontariamente il tutorial fosse simile al suo saremmo prontissimi a riconoscerle la paternità e magari citarne la fonte
      francesca

        1. Ho visto adesso… per fortuna ho chiamato il mio Mymeitai… dite che sia il caso che brevetti il nome prima che lo faccia Mhug? Poi ve lo lascio usare. Lo lascio usare anche alle donne cinesi che, poverine, chissà come dovranno chiamare adesso il loro tradizionale marsupio…

  14. n effetti l’argomento è un po’ complesso.

    un conto è vendere un prodotto copiato da un altro (va da sè che capire quanto un prodotto assomigli ad un altro per dire che è stato copiato Rolling Eyes è già difficile da stabilire).
    un conto sviluppare un tutorial che spiega come fabbricarsi un oggetto in casa.

    Rolling Eyes

    secondo me, più che dire che la persona dovrebbe provare che si tratta di una copia del suo prodotto, bisognerebbe capire quanto il copyright sia estendibile ad un caso come questo. Confused

    per dire… il mulino bianco potrebbe dire la stessa cosa a chi mette le ricette di biscotti similari a quelli che l’azienda produce.

    Avendo qualche idea di marketing & co (e con un filo di acidità) potrei dire che la signora poteva giocarsi molto meglio questa opportunità, per far conoscere i suoi prodottil. Confused
    (il messaggio pubblico, a dirla tutta, non mi piace anche per questo).

    La questione è che, se non c’è un’evidenza a favore del vostro “fai da te”, temo che la persona possa farvi causa, anche se non è detto che vinca.

  15. Purtroppo non so aiutarti… Spero qualcuno di più ferrato possa dirti la sua. A naso mi viene da dire che in effetti la tipa dovrebbe almeno dimostrarti che qul modello è il loro (che ne so, farti vedere il loro modello originale), altrimenti che fai, ti fidi di una dichiarazione via mail??? Mi sembra il minimo, però non lo so assolutamente…

  16. Però considerando che il cucito è come la cucina o il lavoro a maglia , conoscenza del patrimonio culturale comune, a meno che l’oggetto originale abbia una cucitura particolare brevettata, o una stoffa con un logo particolare che imitate difficilmente potrà mai aver vinta una causa simile. Un esempio? Vi sono decine di libri di cucito ( e di siti) che insegnano a cucirsi un tailleur Chanel eppure nessuno di loro è mai stato citato dalla casa di moda che pur si muove efficacemente contro i falsari.
    Io al tuo posto contatterei l’ufficio brevetti ( chiedi info alla camera di commercio della tua città) dopo di che penso che potrai rispondere alla signora di consumare più camomilla Very Happy e di occuparsi della promozione del suo prodotto invece che di minacciare chi autonomamente vuole cucirsi un prodotto simile ( ma fara causa anche a tutte le mamme africane? Anche lì si passano da una all’atra come cucirsi le fasce per portare i bambini).

  17. Incollo la mia risposta qui

    Cara Francesca
    Sono Luisa, aka peperitapatty, blogger (www.peperitapatty.com) e produttrice di pannolini, fasce e meitai.
    Inizio col dirti che ho visto il tuo tutorial e l’ho trovato molto carino.
    Il mio modello non è brevettato e se hai bisogno te ne mando uno per realizzare un tutorial e non avere problemi di copywright.

    Effettivamente quello che hai pubblicato sembra avere molte caratteristiche in comune con Mhug, che effettivamente cercando su http://www.uibm.gov.it/ risulta brevettato :
    Inserisci questa scheda – relativa alla domanda n. MI2007U000039 – nell’elenco personalizzato
    Data Deposito
    08 febbraio 2007
    N. Brevetto

    Data Brevetto

    Titolo
    portabebe’ in tessuto con bavero antivento consente il trasporto corpo a corpo di un bambino fino a 15kg da 0 a 3 anni circa in 5 posizioni diverse sul petto sul fianco e sulla aschiena
    Inserisci questa scheda – relativa alla domanda n. MI2009U000254 – nell’elenco personalizzato
    Data Deposito
    30 luglio 2009
    N. Brevetto

    Data Brevetto

    Titolo
    marsupio per il trasporto di bambini

    Sono solidale con te…
    se leggi qui
    http://www.peperitapatty.com/?p=823

    puoi leggere le vicissitudini mie con un problema simile

  18. Grandissima Peperita! grazie per le preziosissime informazioni. Strano abbiamo cercato anche noi sul sito dei brevetti ma non eravamo riusciti a capire come fare la ricerca… boh forse eravamo un po troppo presi dall’ansia di sta situazione.
    Caspita ma a te come è andata a finire?
    Il problema è che noi vorremmo evitare di mettere in mezzo un avvocato (ancora ancora se c’è di mezzo il tuo lavoro e i tuoi prodotti, ma qui parliamo di un banalissimo tutorial, neanche fatto da noi, per autoprodursi con poca spesa un prodotto esistente sul mercato mondiale da secoli..). Allo stesso tempo non ci sembra giusto cancellare l’articolo cosi.. perche lei ci ordina di farlo.

    E’ vero, un brevetto esiste quindi, però non capiamo, “portabebe’ in tessuto con bavero antivento consente il trasporto corpo a corpo di un bambino fino a 15kg da 0 a 3 anni circa in 5 posizioni diverse sul petto sul fianco e sulla aschiena” mi sembra una descrizione un po generica, potrebbe riferirsi a qualunque fascia/marsupio esistente sul mercato !!! ci saranno disegni o cartamodelli registrati o no ? si potranno vedere? Sarà il caso di sospendere l’articolo fino a tale dimostrazione o fino a tale prova possiamo tenerlo poi ci scuseremo e cancelleremo tutto?
    Che tristezza pero.. come ha detto Gabriella ci sono tutorial in tutto il mondo ma solo in italia facciamo queste squallide guerre …

  19. Ciao…
    la mia vicenda è finita con una mia resa…
    La mia avvocata mi ha detto in modo molto chiaro:
    “secondo me una causa la vinci… ma ti puoi permettere economicamente il peso di un giudizio contro di loro?”

    La risposta è stata no… e ho cambiato nome, purtroppo.

    Nel tuo caso, il brevetto industriale è materia ostica e può aiutarti sono un avvocato…
    a naso (e le mie reminiscenze di laureata in materie giuridiche possono essere fallaci) la questione non è tanto nell’identicità dei modelli, quanto nell’uso di particolari che possano essere riconducibili solo al Mhug.

    Io non sono una espertissima di cartamodelli, ma se c’è una idea talmente innovativa da essere stata brevettata, quell’idea è tutelabile.
    Analizzando meglio, in questo momento però il “brevetto” ancora non c’è:
    è stata presentata domanda e ancora non viene assegnato.
    Non so se sono stata chiara, se vuoi ne parliamo in privato
    luisa.orsi(at)gmail.com

    Invece, per il data base e la descrizione… tieni conto che allegata alla domanda ci sono i disegni e puoi vederli presso l’ufficio brevetti della tua città.

    Luisa

  20. 😯 😯 😯 😯 😯 😯

    ma dai??? sono allibita!!!! mi spiace, non ho indicazioni da darti, però sono senza parole per l’atteggiamento della persona in questione …la conosco di vista, è una simpatica mamma, a Milano in certi ambienti è molto nota e molto cool….era molto attiva anche sul forum consapevolmente e parto naturale, genere allattamentoarichiestacoslipingportarecontinuumpeaceandlove…(tra parentesi cose che condivido) e mi pare molto EURO and love!!! Nel senso ben venga la sua idea, che spopola e promuove anche il portare in fascia, però non trovo accettabile, anche e soprattutto visto l’ideale di cui si fa promotrice, che poi si arroghi il diritto di impedire ad altre l’autoproduzione non a scopo di lucro di un oggetto che, a dirla tutta, non è che proprio sia molto originale, è un mix, ben riuscito, di vari prodotti dello stesso genere il cui “brevetto” sarebbe di tutte quelle donne che dalla notte dei tempi, in altri contesti, non certo metropolitani e radical chic, portano i loro bimbi….

    EHHH, scusate lo sfogo, ma queste cose mi fanno prorio in@@@@@@@@ 😡 😡

    comunque non credo siate le uniche ad aver pubblicato un tutorial del genere, mi ricordo che un paio di anni fa una mia amica aveva intenzione di farsi il mei tai perchè aveva trovato il modello da qualche parte…hai pensato di chiedere una consulenza a qualche associazione dei consumatori, tipo Altroconsumo o simili?

    sara

  21. Ciao,
    ho visto il tuo tutorial … Ti posso dire che appena l’ho visto ho pensato: questo è copiato da quello della Mhug!
    Ci sono delle asole/fascette che lo contraddistinguono, quelle sulle fasce basse… Mi pare, ma non ne sono sicura perchè la stoffa rossa rende difficile la comprensione.

    Non so se possa essere stato un dettaglio del genere che li ha fatti arrabbiare. Di certo è che se loro lo hanno brevettato ci sono dei particolari che nella “versione originale” del mei tai non ci sono. Loro non hanno brevettato il mei tai, hanno brevettato quel mei tai e se lo si copia si infrange la legge.
    Purtroppo è un gioco un po’ sottile: tu proponendo un tutorial ti rendi automaticamente mamma di quel mei tai, e nel caso specifico ti appropri di un prodotto che non è tuo.
    Io credo che loro si siano un po’ preoccupati per il fatto che tu vendi le fasce, non vogliono che tu ti metta a vendere anche mei tai fatti sul loro modello.

    Prova a vedere se riesci a rifare il tutorial rendendo più anonimo il tuo mei tai. Potresti quindi scrivere alla Mhug dicendo che non era tua intenzione abusare di un modello che loro hanno prodotto e a cui giustamente va riconosciuto il merito (il loro mei tai è un buon prodotto). Gli spieghi che non c’era scopo di lucro e che nel tuo sito ci sono altri tutorial di auto produzione e che tu non intendi vendere mei tai fatti come i loro (occhio, scrivi così, non che tu non vuoi vendere mei tai, ..si sa mai nella vita!) .

    Se hai bisogno di un consulto per scrivergli, mandami pure un messaggio privato. Sono giornalista e copywriter, ho studiato un po’ in merito a questioni di marchi e brevetti, magari ti posso essere utile.
    Fammi sapere
    francesca

  22. Sono Elena, la “colpevole”!
    Non sono d’accordo con te, Francesca
    Le asole per fermare i cordini del reggitesta (se a quelle ti riferisci) sono fatte come quelle di un sacco di mei tai. Non sto qui a rimettere i link dei siti e/o tutorial in cui ho visto le soluzioni che ho adottato per cucire il mei tai e ci tengo a ribadire che non ho mai tenuto un Mhug in mano, ne una SUA fascia o sling. Sinceramente poi, sono anche un pò stanca di dovermi “difendere”, quando chi mi accusa non ha ancora dato i dati di cosa sia riuscita a farsi brevettare come sua invenzione per dimostrare le proprie ragioni (l’onere della prova, credo, spetti a lei!).
    Infine non sono d’accordo sul rifare il tutorial in modo più anonimo: in primis, per il lavoro che comporta e poi se non spiego come ho fatto a farlo, spiegatemi a che serve il tutorial!

  23. Ciao Elena,
    ti chiedo scusa, mi sembravano uguali…
    Allora mi rimangio tutto.
    Resta il fatto che secondo me la Mhug ci ha visto il suo mei tai e ha avuto paura che Francesca lo mettesse in vendita.

    Io quindi farei così: foto del vostro mei tai e di tutti i particolari, foto del mei tai mhug e di tutti i particolari, e gliela spedite…
    Dicendo che non sono uguali e che il mei tai è uno strumento tradizionale.
    M pare sufficiente…
    Poi è anche vero che se vogliono rompere le scatole, le rompono, ma di certo non lo fanno se sanno già di perdere!
    Fate sapere come va!
    fr

  24. Si, sarebbe una bella idea! Però dove lo prendiamo un Mhug? Mai tenuto uno in mano, mai visto da vicino! Visto solo le foto che ci sono su FB, perchè, dopo aver richiesto la mia amicizia, ho ricevuto comunicazioni su seminari, corsi e nuova collezione del prodotto.
    La Fra non usa NESSUN mei tai e io ne ho tre, tutti autoprodotti, seguendo, per il primo, il tutorial de La Casa nella Prateria (tutorial non originale, ma come spiega Claudia, traduzione di uno in inglese che anch’io avevo scaricato a marzo – e che ho ancora, formato pdf – e poi, per la pigrizia di tradurlo, ho lasciato lì finchè non ho trovato la traduzione di Claudia 😳 ) e per gli altri 2 cercando di capire com’erano fatti altri americani http://bibblecustombabycarriers.com/cat … -carriers/
    http://www.extraordinarybabyshoppe.com/ … rriers.htm http://www.make-baby-stuff.com/homemade … ntest.html e italiani: http://www.milamei.com/ e http://www.jacquelinejimmink.com/bambig … b-tai.html nonchè ergo baby e compagnia.
    Per risparmiare ho usato il velcro alto cm 5 anzichè le fibbie e le spalle a fascia non mi soddisfacevano, così le ho fatte seguendo questo tutorial http://bzou.net/Sling/patron.html e infilandoci dentro dell’imbottitura per la parte cucita!
    Un pò comincio ad essere lusingata di tanto clamore, ma ho anche una crisi esistenziale: mi sa che nella vita ho sbagliato tutto e invece di farmi pagare l’università e la scuola di specializzazione dai miei genitori, dovevo farmi pagare un corso di taglio e cucito e poi farmi dare il capitale per mettere su una fabbrichetta 😆 Invece ho una macchina da cucire di seconda mano che sto imparando ad usare da un annetto circa, visto che sono a casa per fare la mamma!!!

  25. Ciao Francesca, ti scrivo solo due cose veloci perche’ sono di corsa, tornero’ a risponderti sulla questione.
    Io toglierei il nome dell’azienda sia dal tuo sito (compresi i vari commenti delle utenti) che su questo forum: e’ gia’ una situazione delicata, non aggiungerei la possibilita’ di una denuncia per diffamazione…puoi semplicemente dire “una grossa azienda produttrice di mei tai”.
    La seconda cosa e’: ad un certo punto dici “noi sprechiamo tutto il nostro tempo libero per questo sito…”; gli sprechi sono ben altri, voi INVESTITE il vostro tempo per il sito, facendo un ottimo lavoro direi :-)
    A presto

  26. non sono esperta in materia. qui però: http://www.uibm.gov.it/it/ puoi fare la ricerca sul database dell’ufficio italiano brevetti e marchi. non so che info hai, se cerchi ‘mhug’ ti esce solo il marchio, con il nome della titolare forse trovi qualcosa di più (il modello), poi non so come potresti procedere per vedere cosa è stato depositato…

  27. da un lato credo che il discorso di Chiara sia giusto, ma dall’altro non trovo corretto che una persona venga sul blog accusando di qualcosa senza averne le prove.
    Se poi questa persona che ha messo il tutorial dimostra che la fascia non è copiata dal Mhug, non vedo dove stia il problema.
    E’ chiaro che le roda, lei li vende, però dubito che possa fare veramente qualcosa. alla fine una fascia porta bebè non è proprio un’invenzione difficilissima, come fa a dimostrare che è uguale alla sua?

  28. frab ha scritto: “da un lato credo che il discorso di Chiara sia giusto, ma dall’altro non trovo corretto che una persona venga sul blog accusando di qualcosa senza averne le prove.
    Se poi questa persona che ha messo il tutorial dimostra che la fascia non è copiata dal Mhug, non vedo dove stia il problema.
    E’ chiaro che le roda, lei li vende, però dubito che possa fare veramente qualcosa. alla fine una fascia porta bebè non è proprio un’invenzione difficilissima, come fa a dimostrare che è uguale alla sua?”

    ma infatti
    se la fascia non è uguale o non hanno omologato un concetto, io non mi preoccuperei

  29. Francesca, so che è a Milano c’è l’ufficio brevetti. Magari loro ti sanno dare qualche informazioni in più.
    L’unica cosa che mi viene da dirti è che avrei chiesto a lei se potevi pubblicare il tutorial.

  30. Ciao!! Sinceramente ho dato uno sguardo ma mi sembra che di tutorial su come si fanno i mei tai ce ne sono a decine. Quindi non vedo dove sta il problema!!! Certo questo è fatto molto bene, anche per chi non capisce niente di cucito come me. Quindi potrebbe dar fastidio alla proprietaria di Mhug (che fa mei tai molto carini ma anche troppo cari ). Io non mi scomporrei più di tanto, dovrà essere lei a dimostrare che il tutorial riproduce per filo e per segno il suo mei tai. Quindi stai tranquilla e grazie a te e a quelle mamme che mettono a disposizione di tutti le loro abilità!!!

  31. chissà che dice la legge. Rolling Eyes

    credo che il suggerimento di Claudine sia valido.

    ribadisco, a mio parere è da capire come agisce il copyright su ciò che si fabbrica da sè e non viene venduto Rolling Eyes
    ovvero se un minimo di fondamento ci può essere o meno, a prescindere da ciò che lei può provare. Confused

    buona ricerca.

  32. ciao,

    ho dato un’occhiata veloce al putiferio scatenato dall’asserita presenza di un brevetto su ‘sta roba.

    premesso che sono un giurista (ricercatore di diritto privato comparato presso una facoltà di giurisprudenza) e che mi occupo di “proprietà intellettuale”, esprimo un parere superficiale dopo rapida lettura: per avere un brevetto è necessario produrre un’invenzione che abbia i caratteri della novità. in presenza di “prior art”, come si dice, non vi è brevetto.

    e qui vi è un sacco di prior art: gente che porta sulla schiena da millenni.

    un modello di fascia, per quanto originale esso sia, non dispone delle caratteristiche per essere brevettato. punto. (il fatto che un ufficio brevetti abbia rilasciato un attestato di registrazione non vuol dire nulla: gli uffici brevetti ricevono soldi per questo ed i controlli che fanno sulla effettiva presenza dei requisiti di brevettabilità sono molto superficiali, e, comunque non hanno alcun valore legale: solo un giudice può dire se un brevetto effettivamente esiste o meno).

    ciao
    andrea

    ps: scusate la fretta. se aveste problemi ulteriori che le mie note non chiariscono contattatemi in privato.

  33. Ciao dolce famiglia. Credo che Andrea in parte abbia ragione. Immagino sia difficile brevettare e dimostrare che una cosa usata da millenni sia realmente una tua invenzione, però a volte basta una piccola modifica che fa di un pezzetto di stoffa una creazione unica da tutelare. Io vi consiglio quindi, per evitare problemi legali che vi costerebbero molto, intanto di togliere il tutorial dal blog e nel frattempo esaminare la questione con una persona realmente competente in materia legale e sulla normativa dei brevetti che immagino si molto complessa. Scusate se non remo a favore ma credo che la legge, che “non ammette ignoranza”, sia da prendere sul serio.
    Un abbraccio Paola

  34. Grazie a tutti voi. come avrete visto la situazione non è ancora stata risolta ma almeno non è andata avanti seguendo la brutta piega che aveva preso.
    Ora siamo tutti un po più tranquilli, noi e Alli, ci prendiamo un paio di giorni di pausa, poi risponderemo a tutti i commenti – di supporto e di critica – e vedremo come sistemare il tutorial.
    grazie ancora a presto. (Davide – Francesca e Elena)

  35. ciao, sono incappata nel tuo interessantissimo blog e mi dispiace veramente per quello che ti è successo. Potresti contattarmi per favore? Ringrazio anticipatamente, Lidia

  36. Sto facendo il meitai seguendo approssimativamente quello di questo tutorial. Ho praticamente finito ma mi ritrovo le fasce da 250 cm l’una che mi risultano troooopo lunghe. Mi basterebbero 1 metro in meno per parte…almeno così mi sembra. Ma prima di tagliare volevo chiedervi se sapete dirmi se sto sbagliando qualcosa…
    Erica

    1. Dipende molto da quello che vuoi tu… alcuni mei tai hanno fasce molto lunghe che permettono di incrociarle più volte e di fare legature che con fasce più corte non potresti fare. Nel mio tutorial ho scritto di tagliare 185 cm di fascia e poi una parte viene cucita all’interno del pannello e quindi la fascia che ti resta è di 170 cm che bastano per tutte le posizioni e per corporature anche abbondanti. Io adesso, quando cucio un mei tai taglio tutte le fasce, compresa la ventrale a 200 cm, quindi i miei mei tai hanno fasce finte lunghe 185 cm. Ma è per mia comodità, 170 bastano tranquillamente. Però come ti dicevo prima, trovi alcune legature che prevedono più di un passaggio tra davanti e dietro e, a quel punto, i 250 cm ti servirebbero. Devi vedere tu se pensi di fare quelle legature o se preferisci un mei tai con fasce più corte. Se sei mingherlina potrebbero bastare anche 150-160 cm…io con 180 cm avanzo tessuto pur essendo una 46…
      Ciao!

  37. Vai, grazie mille…allora taglio, tanto le posizioni che ho intenzione di usare sono la “canguro” e quella sulla schiena…vado con 170cm..
    ciao, Erica

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