Il giorno della memoria (il giorno dopo)

Abbiamo deciso di parlare oggi del Giorno della Memoria, non perchè ce ne siamo dimenticati (!) ma semplicemente perchè ieri e i giorni immediatamente antecedenti se ne è parlato davvero praticamente ovunque.

Le ricorrenze, i grandi festeggiamenti, le magnificenti celebrazioni sono importanti però spesso si riducono ad un qualcosa di meccanico – e personalmente anche un pò ipocrita e stucchevole: “Il 27 febbraio è il giorno di ricordo della Shoa, dobbiamo parlarne, discutere, commemorare, anche perchè se no gli altri cosa penseranno, che siamo dei menefreghisti, revisionisti, insensibili?”   Poi il giorno dopo, tutto come prima, le belle parole e i buoni propositi finiscono nel dimenticatoio fino all’anno successivo quando il ricordo verrà opportunamente rispolverato.

Il lavoro rende liberi – Non ricordo dove lessi questa frase ma fu una di quelle citazioni che ti fulminano all’istante perché raccontano un’immensa verità”. 

Indubbiamente fulminano, visto che era la frase posta all’ ingresso del campo di sterminio di Auschwitz!   Nessuno però è sembrato ricordarsene quando il Presidente della Provincia di Chieti ha deciso di usarla come slogan per pubblicizzare i centri per l’impiego.  Nessuno se ne è ricordato  o (fatto ancora peggiore che dimostrerebbe quanto politici e potenti si circondino di yes-men)  nessuno ha avuto il coraggio di farlo presente al Presidente.

Ai tempi il fatto  aveva fatto tanto scalpore – ed era pure finito alle Iene –  forse ora in pochi se lo ricordano.  A me è venuto in mente proprio ieri, quindi ho deciso di riproporvelo perchè è davvero tragi-comico e ci fa capire quanto è importante ricordare – sempre!

All’anno prossimo.

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali,  la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

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