Per favore, non regalate: “Fate la nanna”

fate-la-nannaFate la nanna – il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bimbo
Eduard Estivill – Sylvia de Bèjar
Ed. Mandragora 1999
116 pg  € 8

Poco più di 16 mesi fa  mentre eravamo in libreria a fare le nostre solite scorte periodiche, abbiamo incontrato una conoscente e ci siamo fermati a fare quattro chiacchiere. Inevitabilmente il discorso è caduto sul parto imminente e sugli stravolgimenti che l’arrivo di un bimbo avrebbe portato nelle nostre vite.   Ci trovavamo nel reparto Pedagogia e Libri per bambini, proprio davanti ad una pila di “Fate la nanna” e questa conoscente, vedendolo ne ha subito presa in mano una copia, dicendo che ce l’avrebbe regalata perchè bellissimo ed utilissimo.  Nel frattempo, alle sue spalle una ragazza, che si è poi presentata come una educatrice di nido, ci lanciava occhiatacce e segni di diniego riguardo al libro in questione, che riteneva agghiacciante e deleterio.  Alla fine nell’imbarazzo generale (anche noi avevamo sentito parlare, e male, di Estivill) , il libro  è stato riposto nel suo scaffale…

Ora a distanza di 15 mesi dalla nascita di Ale, dopo 8 mesi fantastici in cui Ale ha dormito 12 ore filate, e altri 7 un pò discontinui per via di piccoli malanni, dentini e soprattutto per via della pipì notturna, ci è capitato di trovare in un negozio di libri usati i due libri di Estivill (questo e Dormi, bambino dormi),  dottore spagnolo di una clinica del sonno, che ha elaborato un suo metodo per risolvere il problema dell’insonnia di molte famiglie.  All’inizio eravamo decisi di non comprarli, ma alla fine, come è nostra consuetudine,  abbiamo preferito spendere pochi euro per documentarci su  questo fatidico e terribile metodo ed poterci fare una opinione nostra e non solo per sentito dire.

Ebbene,  il libro,  che si legge in poche ore, consiste in  piccoli consigli per aiutare i genitori ad insegnare ai propri bambini a dormire come si deve.   Dire che è un concentrato di  crudeltà nei confronti nei piccoli, non gli renderebbe giustizia, perchè in realtà alcuni aspetti toccati da Estivill non sono poi cosi campati per aria e in fin dei conti, in linea di principio, se proprio vogliamo, solo su alcuni consigli gli si potrebbe anche dare ragione…  In effetti i presupposti da cui parte Estivill possono essere anche giusti,  anche se non tutti del tutto condivisibili, sono le conclusioni a cui arriva,  e le pratiche che consiglia a essere del tutto sbagliate!

Il problema è il concetto di fondo che Estivill ha dei bambini, e cioè che sono degli esseri subdoli, manipolatori, furbi e in grado di usare ogni arma a loro disposizione per piegare la volontà dei loro genitori e costringerli a sottostare ad  ogni  loro esigenza o vizio. Ecco quindi che il  pianto, la sete, la paura, l’enuresi,  il vomito sono tutti mezzucci della piccola peste,  che fanno parte del suo spettacolino notturno per costringere i suoi genitori a portarlo nel lettone o a dormire a fianco a lui!!

Torneremo su questo argomento  in un post specifico e dedicato al metodo Estivill al termine della lettura anche del secondo libro, che contrariamente a questo assume la forma di una vera e propria mini-guida. Questo invece è un piccolo manuale, un libro rivolto ai genitori, per liberarli da qualunque senso di colpa e farli applicare al metodo in modo rigido e insensibile, un libro infarcito testimonianze di numerose coppie ed esempietti in cui Paolini, Camille e Cesarini sono costretti a passare la notte al buio con la sola compagnia di peluche chiamati Dodo o Pippo, ciucciotti e giostrine...  Insomma un tono estremamente colloquiale, che spinge all’immedesimazione,  in grado di far molta presa in genitori disperati, ma che mi è risultato particolarmente fastidioso.

Se volete leggerlo, fate pure, in fin dei conti è una lettura che a suo modo può risultare istruttiva, ma per favore non regalatelo – quando si ha a che fare con la psiche umana,  e ancora di più con i bambini, non esistono semplici metodi che risolveranno per sempre i problemi

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183 pensieri riguardo “Per favore, non regalate: “Fate la nanna””

  1. carissimi, mi sento in dovere di portare la mia testimonianza sul libro “Fate la nanna”.
    Se chi lo “giudica” non ha provato il metodo, mi spiace ma non lo credo correto.
    Mio figlio di 8 anni, come la maggior parte dei bambini, ha ricevuto tutte le attenzioni possibili, dal portarlo a letto con noi, ad addormentarlo dolcemente a qualsiasi altra forma” naturale” per poter far si che non si traumatizzi per dormire, visto che è sempre stato un bimbo molto”sveglio”.Quando ho avuto mia figlia, mi sono decisa, ho messo in pratica il metodo e nel giro di 4 giorni, senza chissà quali crudeltà, Chiara aveva capito quanto era bello dormire per riposare. Nel suo lettino, con la sua bambola, sicura che mamma e papà erano comunque vicino a lei. Ora ha 5 anni, quando lei è stanca, ci saluta e dice:”Ciao a tutti scusate ma io devo andare a dormire nel mio lettone!”. E così parte con tranquillitàsenza nessun problema. Francesco invece ancora adesso a 8 anni, possibilmente vorrebbe prender sonno nel divano con noi vicino, per poi essere portato a peso a letto. Credo che la differenza sia evidente…. se poi c’èchi ci è riuscito lo stesso, buon per lui….. a me è servito un sacco e non ci vedo crudeltà alcuna…… saluti
    michela

    1. @Michela : Qui nessuno giudica nessuno. tantomeno quei genitori “disperati” che per evitare di fare pazzie a causa delle notti insonni arrivano loro malgrado a scegliere di praticare l’estivill..
      ma non è che se non si è provato qualcosa non si può esprimerne un opinione al riguardo. Tra l’altro noi non critichiamo nemmeno il metodo in se, o meglio i suoi presupposti, ma l’uso
      “leggero – superficiale” che troppi genitori ne fanno. Da quello che scrivi mi sembra proprio che il vosto modo di applicarlo sia stato sensato e umano. Ben diverso dal dire, piangi che ti fai i polmoni, piccolo essere manipolatore. Io sono qua e ti voglio bene, ma sappi che da me non avrai pietà,quindi ti conviene dormire…”
      Allo stesso tempoo non sarei cosi categorico nel distinguere le abitudini di sonno in base all’aver applicato il metodo o no. i bambini sono diversi e quello che puo aver funzionato per tua figlia potrebbe non aver funzionato comunque per tuo figlio. ed è questo il problema principale di Estivill, il voler essere un metodo sicuro al 100 % e standardizzato per tutti….

      1. Io ho letto il libro 5 anni fa e non l’ho assolutamente interpretato come voi, anzi io avevo anche provato a lasciar piangere mio figlio, salvo poi leggere nel testo di estivill, che è scorretto perchè la paura dell’abbandono è innata.. io non ho percepito questa pessima considerazione dei bambini.
        Comunque ho utilizzato questo metodo con mio figlio che non aveva mai dormito fino ai 16 mesi, e poi con sua sorella che aveva iniziato a non dormire verso i 10 mesi a causa dei problemi di dentizione. Con entrambi ha funzionato, sono vivi, sani e sereni, e anche io e mio marito stiamo decisamente meglio da quando dormiamo la notte. Nessun trauma

    2. Io e mio marito abbiamo usato il libro con entrambi i bimbi di 4 e due anni e se un giorno ne avrò un terzo lo userò ancora!
      Con Veronica di 4 anni l’ho cominciato ad applicare all’età di sette mesi, quando me lo hanno regalato…prima si addormentava solo con il latte e si svegliava almeno 5 volte x notte riaddormentandosi solo bevendo dal biberon…nel giro di 4 giorni dormiva e dorme tutt’ora dalle 20 alle 8!!!!! Ed il pomeriggio almeno 3 ore.
      Con Tobia il piccolo, abbiamo comunciato appena tornati dall’ospedale e ha iniziato a saltare la poppata della notte dopo solo una settimana.
      Morale i miei figli sono serenissimi, sorridenti e non hanno subito nessun trauma, anzi guai a toglierli il sonno…ed noi genitori?!?!?! Dalle ore 20 siamo liberi di fare un sacco di cose, stirare, preparare il cibo per il giorno dopo, leggere, o semplicemente riposarci e dedicarci del tempo!
      Non gli sono mai mancate coccole, abbracci e baci, ma ci sono delle regole che fanno star bene tutti e bisogna applicarle. I lettone è di mamma e papà, e la notte è fatta per dormire!
      Non sono dei mostri i bambini, ma sanno benissimo fino a dove possono arrivare, ed ecco se il genitore si arrende facilmente loro sanno di poter ottenere ciò che vogliono. E sono convinta, perchè lo vedo nel bimbo di amici, che loro arrivano fino ad esaurirti, arrivando a battersi la testa e anche a vomitare per ottenere ciò che vogliono, mentre i miei e i figli di amici che hanno seguito questo metodo, fanno capricci molto meno lunghi e che si risolvono in poco tempo e senza fare tragedie.
      Non siamo due genitori con sensi di colpa, siamo sereni e ci godiamo ogni attimo con i nostri bambini.
      Un consiglio però…regalatelo solo a chi non è sopraffatto dai sensi di colpa e da chi sa gestire bene le emozioni, perchè non è facile lasciare piangere il proprio bambino, di questo ne sono cosciente, ma la ricompensa è grande per tutti…bimbi inclusi.

      1. hai ragione tutto quello che hai scritto l’ho provato anche io le stesse emozioni che trapelano dalle righe che hai scritto emi convinco sempre piu’ che il metodo funziona in barba a chi non ci crede o che e’ scettico.
        Io in 4 giorni ho insegnato a mio figlio a fare la nanna senza traumi o altro si e’ vero un po’ piangono ma una volta che prende sonno da solo ora dorme tutta la notte.
        Son d’accordo con te sul regalarlo pero’ a chi sa gestire le emozioni.

    3. Il mio piccolo ha dieci mesi e di dormire non se ne parla cosi’ ho sentito altre mamme che mi hanno consigliato il libro fate la nanna l’ho comprato e applicato il metodo.
      Sinceramente non ci trovo niente di crudele in tutto quello che scrive e soprattutto ,chi scrive che e’ contro e’ perche’ non ha mai provato cosa vuol dire non dormire per dieci o piu’ mesi, si va fuori di testa.
      Inoltre vorrei far capire che il principio e’ di insegnare al bambino a dormire non ce’ mica scritto che bisogna far urlare il bambino o altre atrocita’ come ho letto su altri commenti, io mi son limitata a spiegare a mio figlio che riuscira’ a fare la ninna da solo con molta calma e serenita’ ed ha funzionato.
      E poi prendiamo un po’ le cose con ironia io penso che Estivil ne abbia messa molta nel libro tutto qua, chi le prende come atrocita’ mi ripeto e’ perche’ non ci e’ passato, io invece che ci son passata ho preso alcune cose che scrive con ironia o meglio con leggerezza penso sia proprio questo il giusto approccio con il libro.E poi come in tutte le cose ci vuole una giusta misura sta a noi trovarla.
      Io lo consiglio caldamente.

  2. Francamente il libro l’ho letto, e non mi pare che l’opinione che Estivill ha dei bambini sia questa! Quello che spiega è che i bambini a qualche mese di età, cominciano ad esplorare il mondo delle interazioni, che significa anche osservare come il genitore reagisce al pianto e ad altre manifestazioni… se dopo aver fatto una scenata di pianto ottengono di giocare di notte, continueranno a farlo perchè avranno ricevuto il messaggio che per giocare di notte bisogna fare così! ovvero inducono un botta e risposta che gli serve a capire come funziona l’ambiente che li circonda, senza molta consapevolezza secondo me di arrecare disturbo, e sicuramente senza intenzione in tal senso. Se un tale comportamento farebbe dell’adulto un manipolatore, non dicasi lo stesso del bambino.

  3. Aggiungo: nel libro “e tutti fan la nanna” di Tamara Eberlein, vengono descritti vari metodi, compreso quello di Estivill, che non è neanche quello peggiore!.. Esiste anche il cosi detto “piangi che ti passa”, ce non richiede commenti…. quello di Estivill almeno è graduale.. quello che lo rende ridicolamente militaresco è il suggeriemtno del cronometro in mano! ma ci pensate, se invece di usare l’orologio si ascolta il bimbo e ci si avvicina e allontana a sentimento ma gadualmente, non è poi così sbagliato..

  4. Ciao a tutti/e,

    premetto che non ho letto il libro in questione e se davvero indica i bambini come dei piccoli esseri subdoli e manipolatori, probabilmente delle carenze piuttosto evidenti ce l’ha, tuttavia sono sicura di una cosa: ai bambini dobbiamo regalare il piacere di dormire e, ovviamente, di addormentarsi da soli senza doverli far passare ogni volta per uno stato ansioso prima di raggiungere il sonno.

    Con mio figlio ho sempre seguito solo ed esclusivamente l’istinto ed è stato proprio l’istinto a consigliarmi di lasciarlo addormentare da solo, all’età di 5/6 mesi, nel suo lettino (anche perché tenerlo in braccio non faceva nessuna differenza, dato che continuava comunque a piangere).

    Ho seguito probabilmente proprio il metodo consigliato dal libro, ovvero: creare un ambiente favorevole al sonno nella sua stanza, riporlo nel suo lettino e andare via, lasciandolo inevitabilmente piangere ma via via andandolo a controllare e a consolare senza mai tirarlo su. Dopo 4 giorni ha iniziato ad addormentarsi da solo, crollando letteralmente ogni volta che lo mettevo giù. In tutto questo la parte più importante del processo è ascoltare il bimbo. Spesso ce lo dicono chiaramente quando sono stanchi, a volte si va per intuizione, nel caso, per esempio, siano già svegli da ore.

    Si parla spesso di mancata fiducia e di abuso di potere se lasciamo piangere i bambini nel letto. Non lo so, ma a me sembra invece di aver creato uno splendido rapporto di fiducia con il bimbo: lui riesce ad addormentarsi proprio perché ha capito che io ci sarò sempre quando si sveglierà! Io, il papà, la nonna o chiunque si curi di lui…
    E se il bimbo piange neanche c’è da farne una tragedia se sappiamo che non ha niente, se non sonno. Forse dovremmo piuttosto ricordarci che i bambini non sono adulti piccoli, ma, appunto, bambini, e che quindi agiscono in modo differente da noi.

    A volte ho l’impressione che molte mamme rifiutino certi metodi dettati dal buon senso solo per sentirsi uniche ed indispensabili, peccato che noi mamme uniche e indispensabili lo saremo sempre, anche se lasciamo crescere nostro figlio donandogli sicurezza ed autonomia. È difficile a volte tirarsi indietro, vedere che anche altri riescono a cambiargli il pannolino esattamente come facciamo noi, vedere che il bimbo è contento anche con altre persone e che a volte, nel gioco, si dimentichi completamente di noi, ma non possiamo abusare delle nostre paure e debolezze rendendolo completamente dipendente da noi.

    E ora lancio un’altra questione sperando di non sembrare troppo arrogante. Quando parlo con altre mamme molte non fanno che ripetermi quanto siano difficili i loro figli. Terremoti, birbanti, furbetti, uragani, pesti…ma non è che a volte le mamme li vogliano così per legittimare il loro lavoro a casa, per fare vedere che anche la loro giornata è dura? Il ruolo sociale che rivestono le mamme non è neanche da mettere in discussione, è forse il ruolo più importante che ci toccherà mai svolgere nella nostra vita e per svolgerlo bene, a mio avviso, dobbiamo cercare di non fare diventare i nostri figli troppo complicati.

    1. Io non riesco a far piangere mio figlio, ma non perché mi voglia sentire una super mamma o perché voglio essere l’unica ed indispensabile.anzi sono ben contenta quando e’ mio marito, mia madre, mia suocera o chiunque altro a far addormentare mio figlio perché per me significa riposo.sono una persona socievole e voglio che anche Federico lo diventi e quindi lungi da me di non essere contenta di vederlo divertito con altre persone.ho iniziato a lavorare, non dormo la notte e giudico mio figlio un “terremoto” certo non perché voglia trovare un alibi alla mia stanchezza visto che ne ho già tanti. Io non ho mai letto e per il momento non mi sento di leggerlo semplicemente perché non mi va di vedere il bimbo farsi mancare l’aria fino a diventare cianotico.non mi sento una mamma migliore di altre, ma tanto meno non mi va di leggere cose che possono insultare il modo di essere madre

  5. Io su suggerimento del mio pediatra ho seguito il metodo di questo libro, dopo 15 mesi di angoscia applicando questo metodo la mia bambina ha ricominciato a dormire….abbiamo ricominciato a vivere..

  6. Questa sera ero alla riunione del nido. Sezione lattanti. Tante belle parole. Si cade sul discorso nanna. Un padre, tronfio, racconta di posare suo figlio nel lettino, a luce spenta, senza nemmeno una lucina, “buona notte tesoro”, e chiude la porta. Poi, sogghignando, ammette di aver messo in pratica “fate la nanna”. Boato. è divisione in sala. Con mio dispiacere noto che i pro-metodo sono forse superiori ai contro.
    La coordinatrice puntualizza in ogni caso che è probabile che questi saranno i bambini che di più soffriranno dei risvegli notturni nella fase delle paure…
    Detto questo…il padre in questione ha dovuto comunque ammettere che ora che è ammalato si sono fatte le 3, le 4 di notte con lui in braccio malandato.
    Ma che non si pensi che una volta guarito non si ritorni alla routine.

    Ha inoltre dovuto confidare aver bisogno di leggere e rileggere il libro, per farsi coraggio. Eh già. Quando uno è convinto deve farsi e rifarsi il lavaggio del cervello…….mi pare normale…

    Comunque ho notato molta… spocchioseria, in quanti attuano questo metodo.
    E non capisco da cosa derivi. Vogliono la corona?

    1. bè vale, se rivedi quel papà ricordagli che estivill dice di non chiudere la porta e che se il bambino è malato….si può procedere ugualmente col metodo!
      mi fa piacere però che almeno la coordinatrice abbia fatto quella puntualizzazione…nel mio asilo penso sarebbero state per la maggior parte a favore anche tra le educatrici/coordinatrici purtroppo!

      1. Eh ma infatti erano praticamente tutti d’accordo…a parte me, una mamma che non era d’accordo, e un’altra che ha ammesso di non esserne stata all’altezza… erano tutti d’accordo…

        Io onestamente penso una cosa:
        i bambini crescono così in fretta… a me fa piacere dormire con loro. E non credo di provocargli alcun trauma, perchè a detta di tutti sono “bravissimi”, “serenissimi” e autonomi soprattutto.
        Certo, viene il momento. E credo che ci siamo proprio. Però ciò che è stato fatto finora (co-sleeping) non lo trovo proprio sbagliato.
        Ripeto: dormono di filato, nella loro stanza nel loro letto da soli: vogliono la medaglia?!?

        1. magari la medaglia no, ma neppure essere criminalizzati, siete esagerate!
          Abbiamo letto un libro, applicato un metodo che ha funzionato e i nostri figli dormono nei loro letti tutta la notte, non credo proprio siano meno sereni dei vostri, ormai sono trascorsi 5 anni e i miei figli non soffrono di risvegli notturni….Comunque voi siete sicuramente madri più attente e consapevoli…ve lo concedo, io mi tengo nottate e pomeriggi sereni e tranquilli

          1. Mah io non mi ritengo assolutamente più consapevole e attenta di nessun altro.

            Quello che a me non piace di questo “tema” è l’atteggiamento con cui coloro che lo mettono in pratica a tavolino come si trattasse di preparare una lasagna…se ne vantano… in un modo che io personalmente trovo fastidioso.
            da qui “cosa vogliono, la medaglia”.

            Io ammetto di non essere all’altezza di mettere in pratica il metodo, in generale, “piangi che ti passa” o che “ti si rinforzano i polmoni” . Bisogna essere all’altezza di fare certe scelte. E DI PORTARLE AVANTI.
            Onestamente leggere e rileggere il libro per sentirsi contenuti e rinfrancati non mi sembra un atteggiamento che abbia alcunchè di spontaneo o naturale… mi pare solo un auto-lavaggio di cervello…

            FELICE per coloro che come Tiz sono riusciti a sortire l’effetto Estevill senza mettere in pratica chissà quali congiunture astrali favorevoli….
            io non sono d’accordo con il metodo generalizzante… tutto qui.

  7. Come dicevate voi il problema è la standardizzazione. Anche nel dare contro.
    La coordinatrice puntualizza in ogni caso che è probabile che questi saranno i bambini che di più soffriranno dei risvegli notturni nella fase delle paure…
    Nel mio caso è stato l’opposto: con la prima figlia ho applicato Estivill (solo il pomeriggio e in maniera piuttosto balnda, visto che, comunque, aveva già un buon rapporto col sonno) e da allora (8-10 mesi) dorme tranquilla nel suo letto, non ha mai avuto paura del buio, non ha più chiesto compagnia per dormire. Ora ha quasi 10 anni. Col secondo, che ha quasi 8 anni, non è stato necessario applicare alcun metodo: dormiva tranquillo quando aveva sonno, indipendentemente da dove si trovava. Cionostante ha passato il primo mese nel lettone ed è rimasto in camera con noi fino a 7-8 mesi. Niente Estivill per lui. Eppure ha sofferto di risvegli notturni e ha avuto paura del buio per un lungo periodo; gli ho fatto compagnia prima che si addormentasse fino a pochi mesi fa e ancora adesso mi capita nel lettone se fa un brutto sogno…

    In ogni caso entrambi si addormentano da soli da anni ormai e quello che ho capito è proprio che i bambini arriveranno comunque a raggiungere una loro autonomia e che è quindi inutile sprecare energia perché seguano tempi dettati da noi. Se tornassi indietro non sprecherei risorse per fare addormentare mia figlia… con la terza, che oggi compie un anno, ho deciso di non farlo. Da un paio di mesi la sera, dopo aver ciucciato alla tetta chiede lei di essere messa nel suo lettino; se si tira sù perché non riesce a prendere sonno noi (io o il papà) ci avviciniamo e lei si ributta giù, comunicando che sì ci vuole vicini, ma non vuole essere presa in braccio. Quindi via di carezze e ninne-nanne. Ed è anche capitato che si addormentasse da sola, tirando su la testina un paio di volte per assicurarsi che fossimo lì, ma senza chiedere altro. Senza tanti patemi è arrivata a 10 mesi autonomamente dove noi abbiamo cercato di portare la prima figlia a 7-8 mesi con grande fatica…

    Allo stesso modo penso sia giusto far provare ai bambini soluzioni alternative, come quella di metterli nel lettino da soli, anche senza lasciarli piangere se proprio si vede che non gradiscono: credo sia giusto presentare loro le “opzioni” disponibili per addormentarsi… se conoscono solo le braccia della mamma chiederanno sempre e solo quelle. E qui concordo con Chiara È difficile a volte tirarsi indietro, vedere che anche altri riescono a cambiargli il pannolino esattamente come facciamo noi, vedere che il bimbo è contento anche con altre persone e che a volte, nel gioco, si dimentichi completamente di noi, ma non possiamo abusare delle nostre paure e debolezze rendendolo completamente dipendente da noi.

    Ho visto donne così, che non permettevano a nessuno di prendersi cura dei loro figli, nemmeno al padre. Credo che in questi casi a rimetterci sia tutta la famiglia.

  8. Io credo che fare le mamme sia abbastanza difficile anche senza giudicarsi o criticarsi a vicenda. Inoltre trovo fondamentale lo scambio di consigli.. se ogni volta che una mamma che è appena uscita da un tunnel e dà qualche consiglio si sentisse dire “cosa vuoi, una medaglia?”, non solo si perderebbe molto, ma sarebbe anche un mondo più schifoso, vi pare? Devo il superamento di una fase iniziale con l’allattamento alluncinante ai consigli di un’amica, e spero di aver dato qualche spunto ad un’altra che avevo trovato in difficoltà.. di medaglie non ha parlato nessuno.
    Ogni famiglia sceglie come e dove vuole far dormire i figli. Nessuno,a lmeno in questo forum ha parlato con spocchia o dimostrato di giudicare chi decide di fare del co-sleeping; mi sembrerebbe assurdo criticare chi ha cercato di educare i figli a dormire nel proprio lettino.
    Era partito come scambio di esperienze, non di critiche.

  9. Signore, ho applicato il libro, non alla lettera, non rispettando precisamente la tabella, cambiando i rituali fino a quando non ho trovato quello che alla mia piccola era più consono. La mia bambina dormiva la mattina, il pomeriggio, e tutta la notte. Mi ci è voluta più di una settimana, quasi un mese e avevo ottenuto dei risultati meravigliosi sia sul sonno sia sulla serenità della mia bambina che era sicura di se, serena, sorridente e allegra. E’ accaduto che siamo andati in vacanza e purtroppo le abitudini si sono stravolte eravamo in casa con molte persone, il macello. nel giro di dodici giorni la bambina è diventata insofferente agitata. nei primi tre giorni aveva già compreso che se piangeva otteneva tutto dagli abitanti della casa e questa consapevolezza l ha portata ad adottare un bel pianto notturno che io ho rinforzato perchè essendoci altre persone per diturbare i sonni dei coinquilini la prendevo subito. ho provato a chiedere he non venisse presa costantemente ma nulla. La teoria alla base era lo stravizio. i bambini vanno assecondati,super coccolati. Senza comprendere che le coccole sono anche rapprsentate dal leggere una fiaba, parlare con dolcezza fare un passeggiata con il passeggino illustrando il paesaggio.
    In questo momento sto cercando di riabituarla lentamente alla sua routine. Io credo che il problema principale sia in noi, siamo noi che non tolleriamo la frustrazione. Non tollerandola noi cresciamo dei figli non in grado di tollerarla. Il discorso è che noi attribiuamo ai neonati tutta una serie di stati d’animo e sentimenti tipici dell’adulto. Quali sono i reali motivi per i quali non vogliamo che dormano da soli? se li osserviamo uno a uno sono legati alla nostra ansia e non al neonato. Può soffocare, si può sentire solo, si può sentire non amato. Alla base di tutti questi processi di pensiero c’è la nostra ansia. Un bambino deve mangiare e deve dormire. Deve mangiare bene e deve dormire bene. Un bambino nel lettone dei genitori non dorme bene.Un neonato quando nasce non sa dormire, questo è un dato di fatto. Se noi siamo ansiosi non imparerà a dormire per lungo tempo.
    Nel libro non c’è scritto di far piangere il bambino due ore nel libro c’è scritto di non far capire al bambino che se piange ottiene tutto quello che vuole. Nel libro c’è scritto di consolare il bambino fuori dalla stanza da letto e poi di riprovare nuovamente, nel libro c’è scritto di avere moltissima pazienza, nel libro c’è scritto di non aspettare troppo prima di entrare nella stanza perchè il bambino non deve sentirsi in nessun modo abbandonato. In che punto questo libro è crudele? E’ crudele nel momento in cui io mamma non posso tollerare di non avere mio figlio affianco a me, non posso tollerare che pianga.
    In questo momento io sto ricominciando piano piano a rendere la mia bimba più serena e sicura di se, con delicatezza. Rientrati a casa ha dormito nel nostro lettone adesso piano piano sta riprendendo a dormire nel lettino con noi al suo fianco e poi riprenderà a dormire da sola non so tra quanto ma spero prima che interpreti il dormire da sola come un rifiuto da parte nostra. Perchè se ti tieni il bambino nel letto fino ai tre quattro cinque anni e poi un bel giorno lo metti nella sua cameretta lui quel giorno, perchè è grande oramai, ti chiederà perchè lo stai spostando. Ti chiederà cosa è cambito dal giorno prima.
    Io sono ansiosa, lo sono come tutte le mamme, ma mi impongo ogni giorno di rispettare la mia piccola e di insegnarle oltre a tutte le altre cose anche che la notte si dorme. E’ vero, all’inizio hanno solo il pianto per comunicare che qualcosa non va ma imparano subito che con il pianto ottengono tutto. questo non va bene. Tutti siamo d’accordo sul fatto che se un bambino in un negozio vuole un giocattolo che noi riteniamo di non dover comprare anche se si butta a terra e urla noi non dobbiamo comprarglielo e se anche piange per un ora quel giocattolo non lo avrà ugualmente. Che madri siamo, farlo piangere per un ora! in fate la nanna il massimo che lo devi fare piangere sono sette minuti.
    per inciso: i bambini che nei negozi si buttano a terra e piangono sono quei bambini che hanno capito che se fanno così ottengono quello che vogliono.
    Io non dico di applicare fate la nanna o altre enciclopedie dico di analizzare bene le motivazioni che ci spingono a fare una cosa piuttosto che un’altra. Non comprendo tutto questo accanimento, è solo un libro, uno tra miliardi di libri che hanno analizzato alcuni interessanti aspetti dell sviluppo del bambino. Mettiamoli a dormire da soli e non teniamoli fino a trenta’anni in casa. Questo è il loro bene, non è il nostro, ma è il loro. Vi invito a leggere “il prifeta” di gibran la parte in cui parla dei figli.

    1. Io dico che il tuo commento è interessante e per molti aspetti lo condivido.
      Dico che, come tu stessa dici, bisogna trovare la propria via, dico che i motivi che portano un bambino a comportarsi in una certa maniera possono anche derivare dal temperamento.

      Dico che nessuno qui ha parlato con spocchioseria, ma il fatto che Francesca per prima abbia colto ciò di cui parlavo, lei che lavora in un nido, sa perfettamente che in molti applicano il libro non molto per “rispettare” i figli, come invece ti imponi di fare tu, ma per educarli il più in fretta possibile a quelle che sono le proprie esigenze di adulti.

      Perchè fai i figli e poi ti lamenti che siano “ingestibili”?
      Queste cose sono normali, assolutamente normali, quando si hanno dei figli.
      Non normali mi paiono quelli che si rileggono il libro per mettere in atto una strategia. Affinarla, ritrovare sostegno.
      Hai bisogno di un libro, per far dormire tuo figlio?

      e l’esperienza, quella che tu citi?

  10. Sono capitato sul forum per caso e non so se avrò tempo per ritornarci, per cui che nessuno si ritenga offeso qualora dovessi non rispondere a commenti a quanto scrivo.

    Con entrambi i nostri bambini abbiamo seguito i consigli del libro di cui si parla.
    Non abbiamo comprato il libro prima della loro nascita, né sapevamo che esistesse. In preda alla disperazione dovuta alla mancanza di sonno cronica per molte settimane, parlando con non so quale amico o conoscente ci venne consigliato questo libro. Lo avremmo comprato, per curiosità, per qualsiasi cifra, ma visto il prezzo di copertina non c’era neanche da chiedersi se valeva la pena o meno spendere qualche ora (insonne) a leggerlo.

    Inizialmente ci fu da decidere se farlo, perché eravamo alla prima esperienza da genitori e sapevamo che sentire piangere Filippo per un pezzo (speravamo di cavarcela in fretta ma sapevamo che poteva andare avanti a lungo) ci sarebbe dispiaciuto, ma il fatto che, parlandone, avevamo avuto solo riscontri positivi ci convinse a fare una prova. Ci concedemmo 5 sere di prova, dopodiché avremmo lasciato stare e avremmo aspettato pazientemente che la cosa si risolvesse da sola, sapendo che avremmo rischiato il divorzio perché quando non dormi per delle settimane sei più intrattabile di un grizzli che si sveglia a metà letargo in mezzo alla neve.

    Per quanto mi riguarda, il metodo funziona. Sia i nostri bambini che quelli dei nostri amici, disperati, ai quali abbiamo consigliato almeno di leggerlo e di decidere a posteriori se se la sentivano o meno di provarci, hanno iniziato a dormire nel giro di 2 o 3 giorni.

    Sono contento per chi ha figli che dormono senza bisogno di essere aiutati e sono contento anche per chi è capace di dormire non più di 3 o 4 ore per notte per 4 o 5 mesi (perché è anche, e soprattutto, di questo che stiamo parlando), ma noi non siamo tra quelli. Con un figlio che in 9 ore si sveglia almeno 8/10 volte (ma anche di più, le notti che è in forma) non duri: che dormire sia una necessità è fuori da ogni discussione ed è indispensabile trovare un modo per sopravvivere.

    Io non capisco, e sono sincero, tutto questo accanimento contro un libro. Nessuno obbliga nessuno a comprarlo, né a leggero, né a seguirlo. Ti ci sei trovato bene? Lo consigli. Qualcuno te l’ha consigliato? Lo compri se credi, altrimenti no. Fine della storia.
    C’è differenza tra uno che ti consiglia un metodo per far imparare a tuo figlio ad addormentarsi da solo e uno che ti consiglia di mandarlo a un corso di ginnastica per migliorare la coordinazione? Sono sincero, non mi pare sia così differente.

    Non farli addormentare in braccio causa traumi ai bambini? Di 3 mesi? O i miei bambini hanno problemi di memoria oppure si sopravvaluta la capacità dei neonati di ricordare eventi e situazioni precise. Mio figlio piccolo ha 2 anni e mezzo e se gli chiedo se l’estate scorsa è andato al mare (ci stanno 3 mesi e mezzo…) non se lo ricorda.

    Anche la storia dell’imprinting è molto interessante in linea di principio e molto accattivante per chi la vive da non genitore, ma devo dire che, almeno coi miei, i “io ai miei figli ho insegnato che [varie] e quindi oggi loro sono bravissimi” sta in piedi quanto un castello di carte in mezzo a un tornado.

    Per cui, mi dispiace dirlo, ma trovo che il metodo suggerito dal libro valga quanto il consiglio di chiunque sia stato genitore prima di me e mi racconti la propria esperienza. Grazie del consiglio, dopo decido io e faccio come meglio credo.

    Non mi pare che nessuno obblighi nessun altro a fare niente: ognuno, in casa propria e coi propri figli, prende le decisioni che ritiene più opportune. Chiunque vada in giro a dare pareri indiscutibili, oggettivi e validi in tutti i casi è in malafede. Oppure è clinicamente stupido, nel senso che non ci arriva, ma non lo fa con intenzione.

    Ogni bambino è diverso dagli altri e pertanto non può esistere un metodo valido per tutti; tuttavia uno può fare una statistica su un grande numero di casi e dire “ho rilevato che questo è vero quasi sempre”. Poi, al solito, se io ho la sfortuna di trovarmi fuori da quel “quasi sempre” mi piglio le pive nel sacco, ma con le statistiche è sempre così. Il libro si basa proprio su questo: statisticamente, tenere certi comportamenti aiuta i bambini ad imparare ad addormentarsi da soli.
    Statisticamente con una supposta di Tachipirina cala la febbre. A me e ai miei figli no, ma è un po’ poco per raccogliere firme per far togliere la Tachipirina dal commercio o per dire che la Tachipirina non conta, non credete?

    E’ per questo che non capisco tutto questo schierarsi contro il libro. Se non sei d’accordo con quanto c’è scritto, semplicemente segui un’altra strada. Perché chi è contro deve ostinarsi a voler convincere gli altri e si scalda tanto?
    Mi pare di leggere nelle parole dei “contro” posizioni molto più estreme di quanti sono, invece, “pro”.

    Io porto i miei bambini al parco a giocare sul prato: vanno sull’altalena, salgono sui castelli, corrono dietro ai piccioni e ogni tanto cadono e si scorticano le ginocchia. Pazienza: per me fa parte del crescere e dell’imparare a stare attenti. E a correre veloci. Se cadono e piangono, li prendo in braccio, asciugo le lacrime e li invito a stare più attenti. Loro mi sorridono, scendono e si rimettono a correre. Con tutta probabilità non durano 5 minuti prima di cadere di nuovo.
    Se c’è una pozzanghera in terra e ci saltano dentro a me non interessa un fico secco: arriviamo a casa, ci cambiamo, laviamo i vestiti sporchi e ce ne mettiamo dei puliti. Per me si sono divertiti, non hanno rischiato niente (questo è l’importante) e per me i vestiti si comprano per indossarli, sporcarli, lavarli e metterseli un’altra volta.
    Li porto al mare e facciamo il bagno insieme. A volte cadono in acqua e bevono, ma io sono a un metro di distanza, non possono affogare (a parte che nuotano come ranocchi perché li portiamo in piscina da quando hanno 5 mesi). Per me questo è parte dell’imparare a vivere e va fatto.

    Ho sottolineato i per me perché sono fondamentali. Nella crescita di un bambino tutto è soggettivo. Ognuno di noi ragiona con la propria testa e vede le cose a proprio modo.

    Sono un cattivo genitore perché lascio fare loro queste cose? Secondo le mamme che passano le giornate a dire “Non correre che sudi” “Non andare nella ghiaia che ti impolveri il giubbottino” “Non saltare nelle pozzanghere che ti sporchi le scarpe” “Non toccare le papere che hanno le malattie” “Non andare nell’acqua alta perché bevi e affoghi” “Io non li porto in piscina perché piangono come dei disperati” io sono un pessimo genitore. Secondo me io, invece, sono un buon babbo.

    C’è qualche differenza tra applicare il metodo suggerito dal libro e insegnare a un bambino che non deve avere paura dell’acqua portandolo in piscina a 8 mesi? Io credo di no: lui nasce che non sa fare niente e io devo insegnargli tutto quanto. Come farlo spetta a me, genitore, e, visto che si tratta esclusivamente di opinioni non ne esiste una migliore dell’altra. E’ giusto e sacrosanto che se ne parli, ma sarebbe tanto meglio se la posizione che si prende di fronte a questioni così delicate fosse un tantino più morbida.

    I genitori sono gli unici responsabili della crescita dei propri figli. In realtà hanno molto meno potere di quanto chi non è genitore creda (perché i figli nascono che hanno il loro carattere e non glielo si cambia né a suon di premi né a suon di scapaccioni), e devono decidere con la massima serenità e convinzione come ritengono di voler aiutarli a crescere. Sfortunatamente non c’è un libretto di istruzioni per i bambini e per come si fa ad essere genitori, per cui l’unica strada è di raccogliere un po’ di opinioni, idee, suggerimenti, consigli e pareri e poi di scegliere la propria strada, con la tranquillità del sapere che, qualsiasi scelta si faccia, sarà quella giusta. Ripeto: qualsiasi scelta sarà quella giusta, perché nessuno mai al mondo potrà dimostrare che si poteva fare meglio perché nessuno mai al mondo potrà farvi vedere cosa sarebbe successo se aveste agito diversamente.

    Chi non ha applicato il metodo non dovrebbe giudicarlo, perché non sa come funziona, non sa cosa voglia dire metterlo in pratica (può solo immaginarlo, il che non dice assolutamente niente) né, e questo è il vero punto, non ha la più pallida idea di come il proprio figlio l’avrebbe presa se gli fosse toccato. Chi non ha applicato il metodo dovrebbe, al massimo, limitarsi a giudicare l’opinione dell’autore e fare considerazioni di carattere personale su come vede le cose.

    Anche perché, e poi concludo, lasciatemi aggiungere che sebbene sul libro ci sia una tabella che arriva ad ipotizzare un periodo lunghissimo di “pianto programmato” (lasciatemelo chiamare così) in realtà di solito in 3 o 4 giorni si sistema tutto.

    Saluti e buonanotte a tutti!

    1. Allora. ultimamente non siamo più intervenuti su questo post xè i commenti sono davvero tantissimi ormai, e abbiamo lasciato gli utenti discutere vivacemente della questione. Ma il commento di Gianni merita davvero una nostra risposta. Per il tempo che ci ha dedicato scrivendo un commento cosi lungo e per la sensatezza di tutto ciò che scrive.
      Spero quindi che contrariamente a quanto premette, ritorni a leggerci, e soprattutto continui a leggere e a curiosare nel resto del blog, scoprirà che in moltissime altre cose siamo probabilmente molto più in sintonia di quanto crede.

      Ma veniamo ad alcuni punti importanti che non smetteremo mai di ribadire:
      NON ABBIAMO MAI, E MAI LO FAREMO, GIUDICATO CHI METTE IN PRATICA IL LIBRO: con la carenza di sonno non si scherza, e non c’è pazienza e amore che tengano. Si rischia di ammalarsi, di diventare nervosi e pericolosi, per sè e per gli altri. quindi se stremati si arriva a provare questo metodo e si risolve il problema, amen.
      NON ABBIAMO MAI DETTO CHE IL METODO NON FUNZIONA: funziona eccome, purtroppo. il problema non è tanto SE funziona, ma semmai il PERCHE’ funziona. (non so se ho già fatto questo esempio ma non riesco a non pensarci ogni volta – se rimango bloccato in ascensore, suono il campanello, poi urlo, poi pesto i pugni. poi mi calmo un po e aspetto. poi ricomincio. poi risuono, riurlo, ripesto i pugni, poi aspetto ancora sconsolato. poi ricomincio. se dopo 3 giorni sono ancora lì, stremato dal troppo urlare, forse mi rassegno del fatto che urlare e suonare non serva a nulla, quindi aspetterò e basta che qualcuno, forse, verrà a salvarmi….). Ubriacarsi ogni sera, cosi come imbottirsi di sonniferi, farà anche dormire come angeli, ma non andrei in giro a consigliare a tutti di farlo per dormire bene. Non lo considererei un bel metodo, normale, per riposare la notte.
      NON ABBIAMO MAI DETTO CHE SI E’ CATTIVI GENITORI O SI CREANO DANNI IRREVERSIBILI SE SI METTE IN PRATICA IL LIBRO: ognuno conosce se stesso e i propri figli, e a se stesso e ai propri figli rende e dovrà rendere conto. io posso esprimere una mia opinione in linea generale ma non mi permetterò mai di esprimere un giudizio perchè non conosco il vissuto specifico.
      NON ABBIAMO MAI DETTO DI NON COMPRARLO E DI NON LEGGERLO. ABBIAMO GROSSE RISERVE SULL’APPLICARLO. MA ABBIAMO SOLO DETTO DI NON REGALARLO. Il nostro intento è di ridurre l’entusiasmo che c’è attorno a sto libro. Che ormai fa parte del kit dei regali per tutte le neomamme – “vedrai cara come ti servirà…” ma Tiè!! Parte da conclusioni sbagliatissime (i bambini sono piccoli mostri capricciosi – e non ci sono differenze tra bambini di 15 gg e bambini di 5 anni ?!?!?!) che credo rovinino in partenza il rapporto genitore/neonato..
      Oh, se poi io l’ho letto, x me ha funzionato, e conosco una giovane coppia disperata e glielo voglio regalare, va anche bene. Ma regalarlo, cosi, di default, a neogenitori lo trovo terrificante.

      Ma veniamo all’ultima cosa, forse la più importante di tutte. Che vanifica tra l’altro tutte le disquisizioni a favore o contro.
      ESTIVIL NON E’ UN PEDIATRA. Estivil è un dottore che lavora in una clinica per disturbi del sonno (x adulti e bambini, non neonati)
      ESTIVIL NON HA FATTO ALCUNO STUDIO UFFICIALE. Non ha preso un campione attendibile, un gruppo di controllo e quant’altro e realizzato uno studio documentato da presentare alla comunita scientifica (cosa che invece si fa x qualsiasi altro prodotto o metodo: a te forse la tachipirina non fara effetto, ma il tuo caso rientra nei test presentati e pubblicati sulle riviste mediche di tutto il mondo. di estivil… nada!! ci sono i link qualche commento più su.) Estivil, dice semplicemente:”oh da me sono venuti in 100 che non dormivano, li ho fatti piangere programmaticamente e in 98 dopo 5 giorni dormivano come angeli. Ehi Funziona!! Si ma gli altri 2? Boh.. evidentemente avevano altri problemi che hanno invalidato il mio metodo, forse qualche malattia o qualche problema psicologico che ha fatto si che anche piangendo all’infinto non si potessero rassegnare. vabbeh… Beh ma non sarà stato peggio lasciarli piangere cosi se avevano qualcosa di grave? eh. boh. forse, ma tanto ormai… Questo è stato l’approccio di Estivil. Di cui pediatri e psicologi di tutto il mondo parlano. Ed è questo il motivo per cui ci si accanisce contro questo libro. Non è terrorismo contro i genitori che lo applicano. e non è per farli sentire in colpa o stupidi o farli preoccupare. E’ per mettere in guardia i neogenitori da quella che sembra sempre più essere una bufala bella e buona!

      1. Condivido buona parte del tuo discorso e ho apprezzato soprattutto il fatto che non avete demonizzato il libro e chi applica il metodo, come perlopiù sento fare.
        Un commento sull’ultima parte. Esitivill dice che da lui sono andati in 100 con gravi disturbi del sonno; di questi 98 hanno risolto col suo metodo, gli altri 2 avevano davvero problemi di sonno e quindi sono diventati suoi pazienti.
        Ma con questo non difendo Estivill. Perché l’ho visto all’opera in un video ed è stato aberrante. Io ho applicato il metodo con Tabita (e a volte sarei tentata di farlo anche con Febe…), un po’ addolcito, ma comunque anche quello descritto nel libro non è così cattivo come si racconta in giro (dai miei ricordi… il libro non ce l’ho più). Il bambino non va lasciato piangere come un disperato per ore, va lasciato nella stanza con la porta aperta e tranquillo… Però ho visto il video e ho notato che lui razzola piuttosto male… ha mollato un bambino con il cancelletto della camera chiuso mentre piangeva come un disperato… “tò, stà qui e dormi” e poi via… Be’, non è questo quello che scrive… O ricordo male io?

    2. Oh finalmente. Grazie Gianni. Ho letto il libro perchè mi è stato regalato ieri, e mi è stato regalato perchè il bimbo non dorme. Ho provato per la prima volta il metodo stanotte, ed è andata. Mi sono alzata quattro volte, assolutamente senza drammi nè da parte mia nè del bimbo. Poi oggi ne parlo e sostanzialmente mi fanno capire che è un metodo da nazisti. Bah. Francamente mi sembra davvero eccessivo tutto questo accanimento, sono assolutamente d’accordo con te e ti ringrazio, stasera proseguiamo.

  11. a me sembra un pò un metodo “programmatico”, “scientifico” del banale
    – prima o poi devi cedere per sfinimento –
    … a me questo non piace. è OVVIO, MACROSCOPICO, che un bambino messo davanti ad un’unica soluzione, si arrenderà… questo è ovvio, non è la miracolosità di un “metodo”… quale metodo… mi pare il metodo della nonna…
    “se è pulito, se ha mangiato, se non ha qualche dolore, sono solo capricci”
    e “piangi che ti rinforzi i polmoni” o “si annoia, che deve fare se non piangere”, sono le CLASSICHE banalità che circolavano un tempo e che sono dure a morire.

    I bambini si abituano. con la forza si abituano si…

    comunque…
    a dispetto del nome Francesca, Davide, guardate che ho trovato…
    http://www.fatelananna.it/

  12. mi sorprende sempre come colleghi in una stessa disciplina, fino ai genitori stessi, si dividano e si contrappongano su temi così basilari (perchè l’autore ha comunque l’appoggio degli educatori che conosco, inoltre è un esperto del sonno e non credo si tratti di una materia di studio semplice). comunque io sono tra quelle persone che ha usato con soddisfazione il metodo, con tutto l’amore di una madre che si lascia stringere il cuore per fare un regalo al suo bambino: imparare a gestire il sonno (e rispetto a come lo disturbava prima deduco che addormentarsi è di per se faticoso, per me lo è rimasto infatti). lo so che da dietro la porta sentiva la mia presenza, so che tutt* coloro (o quasi) che seguono il metodo fanno la stessa cosa e so che i bambini se ne accorgono, credo anche che il fatto che i bimbi ci sentono ferm* in questa intenzione (di notte si dorme) esattamente come quando ci sono delle altre cose che vanno imparate a fare (vestirsi per il freddo, lavarsi, stare legati in auto) si sentano rassicurati. adoro dormire con lui, mi piacerebbe farlo ma mi sono presto resa conto di come con questo metodo lui è diventato molto più tranquillo, come rassicurato, e ora che ha solo 7 mesi mi guarda tranquillo ancora sveglio quando chiudo la porta dopo avergli dato il bacio della buona notte, e a volte sento che si sveglia nel cuore della notte e chiacchiera col suo orsacchiotto. non sono proprio “precisa” nell’applicazione del metodo perchè quando si sveglia, a volte verso le 6 e mezza (presto per me e per lui) me lo porto nel mio letto e lo allatto e lui mi concede ancora un paio d’ore. mia sorella che ha assecondato il suo bambino nel sonno, ha un bambino che non si addormenta da solo, (5 anni) ma solo davanti alla tv, e se si sveglia nel cuore della notte e per caso vede la luce spenta urla angosciato.

    1. Grazie anna per averci parlato della tua esperienza. Crediamo comunque che ci debbano essere altri metodi per “educare” al sonno, così come al vestirsi, lavarsi o allacciare le cinture. Non crediamo infatti che le punizioni (o le ricompense) i castighi, l’uso del potere in generale, e ancor meno lo sfinimento e la frustrazione, possano essere metodi validi ed efficaci, e rispettosi della dignità del bambino, per promuovere comportamenti opportuni o virtuosi. E’ davvero difficile uscire dalla logica vinci-perdi, ma è nostro dovere ( ed interesse, se vogliamo, davvero, crescere individui felici e migliori).
      Consigliamo a tutti la lettura di Nè obbedire nè comandare

    2. Ciao Anna, io la pensavo esattamente come te quando ho avuto la mia prima figlia. Sia lei che il secondo a 8-9 mesi (prima mi pareva davvero assurdo) hanno imparato ad addormentarsi da soli nel loro lettino come consigliato da Estivill (che avevo letto e parzialmente applicato…). Ora ho la terza che ha 15 mesi e con lei ho cambiato approccio (l’ho cambiato anche con gli altri due, ma erano già più grandini); il libro di svolta nel mio caso è stato “Genitori efficaci” di Thomas Gordon (che parla di rispetto nei confornti dei figli, ma anche nei confronti di se stessi…). Ebbene, Febe ancora non dorme tutta la notte di fila e raramente si addormenta da sola, però è sulla buona strada per farlo e senza pianti, lacrime e fatica.
      Credo che, come scrivono Fra’ e Davide, ci siano altri metodi per educare anche al sonno, piccoli accorgimenti che si imparano con l’esperienza. Per esempio staccare il piccolo da seno prima che si sia del tutto addormentato e farlo addormentare cullandolo o camminando… cosa che può fare anche il papà… piccoli passi, nessun trauma, pochissima fatica e il medesimo risultato. Certo, con tempi diversi… Ma io, adesso che ho la più grande di quasi 10 anni, ti assicuro che non ha senso avere fretta di vederli crescere e diventare autonomi… lo diventeranno presto, prestissimo lo stesso… Io ora mi godo la mia piccola, convinta che tra pochi mesi nel lettone con noi ci verrà solo per giocare e fare le coccole…

        1. No, le mie letture di questo genere sono molto limitate… sono dell’idea che informarsi sia cosa buona e giusta, ma che l’istinto sia altrettanto importante.
          Estivill mi è piaciuto molto all’inizio, ma sentivo che qualcosa non quadrava, nonostante condividessi alcuni suoi punti di vista…
          Quello che ho apprezzato di più di Gordon (oltre al fatto che dà importanza anche ai diritti dei genitori!) è l’ammissione della non universalità di un metodo… il suo lo chiama “metodo” solo per praticità, ma in realtà è un insieme di informazioni e di punti di vista che poi ognuno deve applicare a seconda della situazione, del periodo ecc…
          Ora sto leggendo la Montessori… altri spunti di riflessione “in divenire”…

          1. Eh.. anch’io sto leggendo Montessori Tiz (un pò pesanti per me che ho pochissimo tempo da leggere e soprattutto di notte quando connetto veramente poco) ma un libro bellissimo sul suo approccio (che non è un metodo) è Libertà e Amore di Elena Balsamo. Ti fa innamorare di Maria. Se ti interessa te lo presto..Proverò a leggere Gordon, che ho apprezzato leggendo Amarli senza se e senza ma di Alfie Kohn.

  13. …………..Io l’ho provato….con il primo a 8 mesi………..dopo 3 giorni tutto filava liscio…poi a 10 mesi febbrone e bronchite con bronocospasmo ed è finito l’idillio…solo oggi a 8 anni sono riuscita a farlo dormire nel suo letto! mentreil 2^ non ha mai avuto problemi di sonno ne’ da neonato ne’ ad oggi 5 anni
    ed ha sempre dormito tranqui anche adesso nel suo lettino.è normale pero’ che al mattino soprattuttto di domenica la corsetta nel lettone…in 4 è troppo bello…ci
    facciamo 2 ore del primo mattino insieme! cosi’ ok…
    comunque..prima di giusicare…provare per credere!!!
    dopo 8 mesi di sonno non continuo e giorno che devi essere a 1000…dai 6 ai 10 risvegli…a condizioni normali…Vi ricordo che LA PRIVAZIONE DEL SONNO
    ERA ATTUATA IN REGIME DI GUERRA!!!
    Potete immaginare…anzi non lo potete immaginare in che stato tu sia dopo questo periodo passato …sei uno ZOOMBI….sull’orlo del ricovero in Psichiatria!!!
    chi dice il contrario è solo un’iposcrita!
    Ciao e sono solidale con tutte quelle Mamme Che come me hanno provato questa
    esperienza.Mikyluce.

    facciamo2
    di

  14. Sinceramente ho letto il libro in cui non ho trovato affatto nulla di quanto ci avreste letto voi. Ho poi applicato il principio esposto senza doverlo seguire alla lettera. Tutto è funzionato bene sia con il primo che con il secondo figlio e tutti abbiamo dormito serenamente per 10/12 ore a notte senza problemi.
    Mi sento tronfio e voglio una medaglia? No, ma quando il genitore che sono cinque anni che non riesce a fare più di 3 ore filate di sonno, e così suo figlio, e non passa una notte serena accanto a sua moglie, mi guarda con stizza e mi giudica criminale perché ho adottato quel metodo, beh un po’ superiore mi ci fa sentire.

    1. contrariamente a quanto promesso, ritorno a rispondere, e Lorenzo non averne a male se sono un pò brusco, ma sono delle precisazioni che teniamo a fare da un pò (quindi non riguardano specificamente il tuo commento)
      1) MA PERCHE’ TUTTI QUELLI CHE DICONO DI AVER APPLICATO IL METODO POI DICONO DI NON AVERLO SEGUITO ALLA LETTERA??? Estivil dice che il metodo funziona – SE si fa esattamente come dice lui ( e soprattutto che è fondamentale non chiudere la porta e rispettare i tempi) ecco invece che ognuno poi fa come gli pare (o come gli è comodo): chi chiude la porta – perchè se no il bambino più grandicello si alzerebbe, o per non sentire il pianto a dirotto (ovviamente non perchè dia fastidio, ma perchè gli si stringe il cuore…) chi lo interrompe se il bambino è malato, chi decide i suoi tempi (suoi, non quelli del bambino). ribadisco: ESTIVIL è categorico, DICE DI SEGUIRE IL METODO ALLA LETTERA. tutti a dire che è un guro ma poi ognuno fa come vuole, bah!
      2) NESSUNO CRITICA NESSUNO, in special modo chi è davvero stressato per carenza di sonno. ma permettetemi di dissentire dal metodo, soprattutto quando non ce n’è bisogno. Se qualcuno mi dice che in preda all’ira, allo stress e quant’altro ha tirato al figlio uno sberlone di certo non lo condanno. Però se mi dice che così, per prevenire, perchè funziona ecc, educa a suon di sberle… un pochino si!

      1. Estivill dice un sacco di cose… mica tutte giuste! Io sono una di quelle che scrive di aver seguito il metodo in maniera blanda… Secondo me, come avete scritto voi, c’è del buono anche in questo libro, alcune informazioni utili. Ma a me non piacciono i dogmi, il tutto bianco o tutto nero, gli integralismi. Quando ho letto nel libretto che il bambino non deve MAI dormire con i genitori, nemmeno nella stessa stanza, non ho potuto far altro che dissentire. E ho la prova (:-D) che il metodo funziona anche se fino a 7-8 mesi il bambino ha dormito in stanza con mamma e papà, magari anche nel lettone… alla faccia di quello che scrive Estivil.

        La mia opinione è che, come in tutti i temi che riguardano l’educazione dei figli, le persone tendano ad arroccarsi dietro le loro posizioni e a difenderle a spada tratta, magari anche quando non ne sono convinti nemmeno loro (o forse maggiormente quando non ne sono convinti). Questo dipende, secondo me, dal fatto che ci sentiamo sempre “giudicati” come genitori… troppo lassisti, troppo severi, troppo pignoli, troppo impositivi, troppo permissivi… Insomma, non ne facciamo mai una di giusta! Come la storia dell’asino che avete pubblicato qualche tempo fa. Per questo credo che i toni dovrebbero essere più di confronto e meno di scontro: la ricetta giusta non ce l’ha nessuno (tantomeno Estivill), non ultimo per il fatto che ogni genitore e ogni bambino sono entità uniche ed irripetibili che danno quindi vita a rapporti unici ed irripetibili… come potrebbe esserci un metodo che va bene per tutti?

        1. ma certo tiz. sono assolutamente d’accordo. del buono lo si riesce a trovare ovunque (magari in alcuni casi bisogna proprio scavare, ma lo si trova 😉 ) e siamo i primi a fare un pò come ci pare (infatti ci piace mischiare gordon, bernardi, montessori, steiner e tutto cio in cui ci ritroviamo).
          La mia era una provocazione perchè sinceramente quelli che difendono a spada tratta estivill come un genio, un salvatore, un mito del sonno dei bambini il cui verbo non va messo in discussione, poi sotto sotto, vai a vedere che il libro manco l’hanno letto o se l’hanno letto sono i primi a non condivedere magari gli stessi aspetti di cui noi parliamo. Quindi un minimo di onestà intellettuale.

          ogni genitore e ogni bambino sono entità uniche ed irripetibili che danno quindi vita a rapporti unici ed irripetibili

          è proprio per questo che mi fa un pò scaldare estivil e i suoi difensori – l’assoluta certezza nel suo funzionamento, indipendentemente dai singoli casi (o meglio, dalle singole PERSONE coinvolte)

          ci sentiamo sempre “giudicati” come genitori

          questo è in assoluto il principale motivo di “scontro” fra le varie fazioni educative. Se solo la piantassimo di vedere queste fazioni contrapposte e ci trattassimo tutti con rispetto ed empatia ( e cominciassimo soprattutto a trattare i bambini altrettanto)….

          1. Se solo la piantassimo di vedere queste fazioni contrapposte e ci trattassimo tutti con rispetto ed empatia
            Parole sante! Per questo voi mi piacete tanto!

  15. La critica mossa è priva di fondamento. Fate la nanna è uno strumento valido perchè esprime in modo molto veloce e molto semplice alcuni concetti che se presi in considerazione nell’educazione al sonno del proprio figlio/figlia aiutano a non fare errori o a correre ai ripari. Credo che la maggior parte dei genitori lo usi quando si trova in una situazione disperata e non come base assoluta per l’educazione del proprio bambino.

  16. Mi sono iscritta all’università ma non avevo voglia di fare un tubo. Mi sono presentata a un esame senza aver studiato, c’era questo tizio che mi faceva domande, non capivo neanche di cosa stesse parlando. Mi sembrava messo lì solo per complicarmi la vita. Alla fine ho rinunciato e me ne sono andata, e non avevo l’esame sul libretto. Ho provato a ridarlo con lo stesso metodo altre due o tre volte, ma non funzionava mai. Poi mi hanno regalato un libro con un metodo per superare gli esami. Un giorno, alla nuova sessione, mi sono presentata, sempre senza aver studiato, e ho puntato contro il prof una P38 carica. Mi ha dato 30 e lode! E’ un metodo che funziona! Come non averci pensato prima? Basta mettersi in una posizione di forza rispetto all’altro! Se penso a tutti quei fessi che instaurano un dialogo con il prof, studiano tanto per poter entrare nel suo linguaggio, potergli rispondere… Tanto di quel tempo perso…. Va da sé che questo libro lo regalo ormai a tutti.

  17. Buongiorno a tutti. Vorrei solo aggiungere che come metodo quello di Estivill non è affatto nuovo, esisteva Ferber prima di lui e anche il Dott. Spock (fine anni ’60) suggeriva ai genitori di mettere i bambini a letto a un’ora ragionevole e chiudere la porta. Per una serie di circostanze mi trovo ad aver a che fare con adolescenti e adulti con problemi di autostima, problemi che spesso li conducono su strade difficili e la maggior parte di loro ha avuto un'”educazione al sonno” più o meno rigida, alla estivill. Il metodo Estivill funziona benissimo per dormire sonni tranquilli, ma che conseguenze ha a lungo termine? Mentre *non* ci sono studi sulla bontà del metodo, la letteratura è piena di studi che mettono in guardia dall’usarlo per le pesanti conseguenze che può avere…
    A dormire non si “insegna”, come non si insegna a camminare…

  18. Ho delle riflessioni da condividere non con quelli che seguono il metodo Estivill a priori, ma con quelli che lo hanno adottato per disperazione e stanchezza.
    Quando è nato il nostro primo figlio, 13 mesi fa, sapevamo che le fasi di sonno di un neonato sono diverse da quelle di un adulto e non abbiamo vissuto i suoi risvegli come un problema del sonno.
    Per poter conservare in buone condizioni il nostro sistema nervoso e poterci occupare egregiamente di lui durante il giorno, per noi la priorità era: dormire. Cioè, aumentare nei limiti del possibile il numero di notti senza (nostri) risvegli.
    Fin dal primo giorno di vita del bebé, quindi, ci è venuto spontaneo alternarci. Il papà dormiva con lui una notte su 3 o 4, dandomi modo di farmi una notte serena un paio di volte alla settimana, il che ha permesso di andare avanti senza gli esaurimenti nervosi di cui in molti qui parlate, per parecchi mesi.
    Esiste uno strumento chiamato tiralatte (davanti al quale io non ho nessun blocco psicologico, non avendo la sindrome da indispensabilità tipica della mamma mediterranea) che consente ai genitori di condividere la gioia più grande: l’allattamento. Sul meraviglioso rapporto padre-figlio che questa cosa ha creato, potrei scrivere un libro, ma qui andiamo fuori tema.
    Verso gli 8 mesi il cucciolo ha deciso di passare al biberon e ha cominciato a dormire dalle 20 alle 8, più la siesta di un paio d’ore il pomeriggio.
    Senza aver versato una lacrima.
    Ci alterniamo ancora a fargli compagnia, per i piccoli risvegli notturni (ci mettiamo meno di dieci secondi a rassicurarlo e non ci costa poi tanto). Osservarlo mentre dorme è uno spettacolo senza prezzo. Ogni tanto ride nel sonno (ah ah ah): fantastico! Quanti bei momenti avrei perso dormendo in un’altra stanza!
    Tutto questo per dirvi che, leggendo i commenti, ho visto che per noi (il mio compagno ed io) la priorità quando si ha un figlio piccolo è dormire bene, per non sclerare e per accudirlo al meglio, invece per gli altri la priorità è dormire con il proprio partner qualunque cosa accada.
    Chiaro che in quest’ottica far piangere il più indifeso della famiglia sembra l’unica soluzione.
    A me, sembra un pochino mancanza di immaginazione.
    O di spirito di adattamento.
    Certo, se si pensa che lasciarlo tutto solo non faccia danni, anzi gli “insegna” ad addormentarsi, io non posso dire niente contro una convinzione cosi radicata. Ma se mi dite che avete usato un metodo disumano e prevaricatore per necessità, allora magari in cio’ che ho scritto troverete un’idea alternativa per il prossimo figlio…
    Non è per dire che il nostro stile di vita è bello, o è meglio, ma piuttosto nello spirito dello scambio di idee ed esperienze.

  19. Quoto France e Marilina, nonché Vale. Aggiungo solo un consiglio da educatrice: diffidare SEMPRE dei metodi universali e delle tecniche, che sino di Hogg, di Estivill o di chiunque altro. I bambini sono tutti diversi, i genitori e gli educatori anche, i momenti che si passano pure. Il difficile del “mestiere” educativo (genitoriale o professionale) è proprio qui: bisogna ogni volta trovare la soluzione migliore per QUEL bambino in QUEL momento. Le soluzioni “facili” dovremmo avere imparato che non portano a nulla di buono e non tutte le conseguenze negative si vedono immediatamente, anzi.

  20. Anche solo il tentativo di attenuare il clamore o l’attenzione nonché le speranze (vane o ben riposte che siano) attorno ad un libro, risulta essere un fatto grave.
    Non starò a spiegare perché una censura, di qualsiasi tipo e gravità, sia sempre una cosa esecrabile.
    Oltre a ciò è davvero insultante verso le capacità valutative e di giudizio di chi, eventualmente, si lasci attrarre dal consiglio o ben riceva il regalo in questione.
    Detto questo, se da una parte si vuole stigmatizzare una metodica, bisognerebbe, dall’altra parte, valutare se vi siano stati comportamenti precedenti, altrettanto errati, che abbiano portato i genitori, come ultima ratio, all’adozione del blasfemo metodo.
    A onor del vero va poi detto che tale metodo di blasfemo ha ben poco e si limita ad esprimere, con concetti e terminologia che possano essere compresi da chiunque, l’importanza dell’insegnare a dormire ad un bambino. La semplicità del linguaggio non porti a pensare ad una semplicità di approccio al problema: non è così, e ad un lettore attento dovrebbe essere chiaro.
    Detto questo mi chiedo se sia meglio lasciare, assecondandolo nelle richieste/abitudini che noi stessi abbiamo probabilmente instillato, che un bimbo si svegli piangendo tutte le notti ogni due ore per uno, due, tre anni o se invece non sia meglio smettere di assecondarlo per provare a far si che il succitato bimbo possa, dopo qualche notte (normalmente due o tre) di pianto non dissimile dalle precedenti, riuscire a dormire sereno e pacifico tutta la notte.

    Non sono mai stato disperato per le sveglie notturne di mio figlio; al contrario, lui, mi pare visibilmente soddisfatto di poter ora ronfare beatamente tutta la notte.

    1. E infatti non ci guardiamo bene dal dire di bruciarlo, di non leggerlo o di censurarlo. semplicemente invitiamo chi lo regala alla leggera, come corredino della nascita, di non farlo. chi vorrà avvicinarsi al libro lo farà. ma magari chi non ne sa nulla e lo riceve non lo considererà un approccio “normale” al sonno del proprio bambino. tutto qui.

      1. E’ comunque un intento censorio. Da una parte vorreste che qualcuno non rischiasse di “indottrinare” altre persone con un libro, dall’altra fate una cosa uguale e contraria.
        Le persone, tutte, pensano con la propria testa e se regalano un libro (e ce ne fossero di più di persone che regalano libri) è perchè, evidentemente, lo ritengono valido. Starà poi all’intelligenza altrui valutare se ciò che gli è stato regalato è degno di nota o meno.
        Le attività con intenti moralizzanti non mi sono mai piaciute. Questa non è da meno.
        E, attenzione, avrei scritto le medesime cose anche se il soggetto “moralizzato” fosse stato un libro contenente un pensiero opposto a quello di Estivill.

        1. E’ proprio perché le persone pensano con la loro testa che torturano un essere innocente con tanta disinvoltura. A me Francesca e Davide sembrano molto rispettosi del pensiero altrui, anche di quelli che infrangono così palesemente i fondamentali diritti umani. Lasciateli esprimere nel loro blog il loro sentimento riguardo alla crudeltà, non può fare che bene…

          1. non c’è proprio nulla che io possa o voglia fare per non lasciarli dire ciò che vogliono. A mia volta voglio però avere il diritto di dire la mia sulla questione. E’ lecito e palusibile?
            Per quanto riguarda invece la “crudeltà” e le “torture” non mi esprimo nemmeno. E’ davvero chiaro che la questione è del tutto risibile.

  21. Mah…nn capisco xchè un bambino di 8 mesi dovrebbe dormire da solo quando nn si pretende mica che faccia nulla da solo a quell’età!
    Siamo noi ad avere l’esigenza che diventi il più presto autonomo!
    In questo mondo per noi genitori è diventato sempre più complicato prenderci cura dei nostri piccoli seguendo i ritmi dettati dalla natura degli stessi, è un mondo a misura di adulti nn d bambini e abbiamo assolutamente bisogno che i bambino si adatti alle ns esigenze e ai ns ritmi il più presto possibile…se per esempio mamma e papà lavorano in un contesto stressante e magari d precarietà e ovvio che abbiano bisogno di dormire a qualunque costo!Ma allora nn serve mettere in pratica i dettami di un sedicente metodo x lasciare piangere il proprio figlio,cioè è ovvio che se nn posso fare diversamente lo lascerò piangere senza che me lo dica Estivill!Questo vale x ogni cosa :allattamento,svezzamento,parto,educazione,etc etc si fa un po’come si puo,senza inventare troppe scuse!Concordo pertanto col titolo del post: nn regalate fate la nanna, nn rimpinguiamo le tasche d un furbetto che nn ha scritto nulla d innovativo,ma che soprattutto sfrutta in modo subdolo le insicurezze e le debolezze d un neo genitore per fare business (il proprio), contribuendo a far passare come un problema la normale fisiologia del sonno di un bambino (nella prima infanzia sono normali i risvegli notturni,più intensi all’inizio e poi sempre più radi,alcuni bimbi si svegliano di più altri meno). Penso che dovremmo impegnarci molto di più nel cercare di cambiare questa società che sta soffocando le nostre naturali esigenze e i nostri diritti umani, che nel cercare di cambiare i nostri bimbi per adattarli a questa società (che per prima nn li rispetta).
    Concludo con un mio personale pensiero sul metodo Estivill (ma forse in generale su tutti i metodi che a seconda delle mode vengono propinati a noi genitori)…”si dice che il minimo battito di ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo” e l’altra parte del mondo per un bambino è l’età adulta…

    1. val che dire…. concordo in pieno con tutto quel che hai scritto!!
      e anche se ahimè all’epoca di questo post avevamo un solo figlio che dormiva tutta notte filato mentre ora sognamo ‘sonni tranquilli’ da 17 mesi per via del secondogenito… i nostri metodi riguardo alla nanna non sono affatto cambiati!

  22. Vorrei aggiungere un dettaglio nn da poco (nn so se è già stato detto)…avete notato la copertina? Tutto il libretto é un concentrato d indicazioni x far dormire il bambino da solo quasi a qualunque costo e sulla copertina c’è un bimbo serenamente addormentato sul…papà!:)Se questo nn è un autogol caro Estivill!

    1. non so quanto avrebbe avuto successo con in copertina un bambino subdolo e manipolatore in lacrime mentre si strappa i capelli dietro alle sbarre del lettino…
      furbo, eh?! ;P

  23. Il mio primo figlio si è sempre svegliato tantissimo di notte fino a due anni (ora ne ha quasi tre). E’ stato un ciucciamento continuo dapprima nel lettone poi nel suo lettino sistemato a mo’ di sidecar del nostro; ciononostante siam riusciti a farne un secondo :). Mi son detta “con lui sarà diverso”, ora ha 8 mesi ed infatti se è possibile è anche peggio!
    Boh! Sicuramente sono io che sbaglio qualcosa!
    “Fate la nanna” l’ho letto…perchè me lo hanno regalato!:(
    Ero ancora nel mondo dorato ed incantato della prima gravidanza che mi arriva come regalo questo libretto, di cattivissimo auspicio! Sarebbe bello indagare il perchè questa persona si sia presa a cuore di farmi questo “simpatico” regalo, ad ogni modo siccome la sua bambina non mi sembrava proprio un modello educativo da emulare ho pensato che quanto fosse contenuto nel libro non avesse per me grande validità!
    Fino a quando…sono stata catapultata nel girone delle notti insonni e stremata dai nuovi ritmi mi sono buttata a leggerlo per capire se potesse essere una soluzione.
    Quella lettura mi ha fatto sentire indeguadata, incapace, sciocca; insomma colpita nella mia fragilità del momento mi son chiesta se era il caso di…provare!
    Alla fine non ho provato. Né col primo, né col secondo.
    Nel frattempo son cambiata io, oggi penso che…”è così”!
    E’ un po’ dura ma prima o poi finisce (e poi magari sentirai la mancanza di questi momenti di “intimità notturna” coi tuoi piccoli) e poi il tuo corpo pian pianino si abitua!
    E’ come un enorme fatica per raggiungere una vetta o come fare una traversata solitaria in barca a vela, puoi dormire solo 15 minuti per volta, ma il corpo e la mente ce la fanno e quando l’impresa è finita ti resta nel cuore il “viaggio”.

    1. Una mia amica ha cresciuto la prima figlia in questo modo, lasciandola piangere di notte , con le altre 3 idem , ma in modo meno rigido. Il risultato è che la prima ha sofferto per tanti anni di sonnambulismo e incubi notturni e a 12 anni bagna ancora il letto é molto insicura. Le altre si addormentano solo con la luce del corridoio accesa e un rumore come la tv di sottofondo.É soggettivo , ma credo che la sicurezza di un Bambino consolato quando piange sia un sacrificio che dopo ripaga di gran lunga, specialmente plasmando la sua sicurezza.

  24. non ho letto il libro ma immagino che non faccia per me dal momento che non sopporto sentire piangere la mia bambina per più di mezzo secondo..Noi pratichiamo il bed sharing(condivisione del letto) e ci troviamo bene così. La bambina (di due mesi) non piange la notte e si sveglia per poppare ogni 3 ore addormentandosi subito dopo da sola

  25. disprezzo profondamente questo libro e il suo autore, di cui non so la vita privata, non mi interessa, ma sicuramente non è un genitore!!un libro a mio avviso solo crudele ed egoista.Funziona??Certo che funziona,tante cose crudeli purtroppo funzionano ma non è detto siano giuste….qualche genitore non dorme la notte? ben venuto nel club, ma adottare tali tecniche per far dormire i propri bimbi mi sembra veramente cattivo, rivolto solo all’interesse e allo star bene dei genitori senza pensare al bene del bambino e al male che gli si fa con questi metodi a livello psicologico. Certo che prima o poi smettono di piangere, anche uno quando è disperato smette prima o poi se nessuno lo considera, lo consola, lo aiuta e il pianto di un bambino è sempre un bisogno di aiuto, un segnale di disagio, sia anche solo di una coccola, per loro vale tanto, molto più che per noi!Lasciarlo piangere addirittura fino a farlo vomitare…..???per me sarebbe da rinchiudere l’uomo che ha scritto sto libro e ancora di più chi ne ha permesso la pubblicazione facendo credere sia un tecnica adatta a dei bambini!!i bambini un po’ alla volta crescendo impareranno naturalmente a dormire e ad addormentarsi, l’importante sarà averli rassicurati quando da piccoli avevano paura di farlo, così cresceranno più sicuri e tranquilli.Cos’avrà imparato invece un bambino dopo aver pianto per ore??di non poter contare sui suoi familiari!lui chiedeva aiuto, esprimeva un disagio e nessuno lo ha considerato, lo ha aiutato a superare il momento in maniera dolce e affettuosa, come dovrebbe fare un genitore!chi si vuole convincere del contrario addica a tutte le giustificazioni che vuole, resta il fatto che per fare del bene a se stessi si è fatto male al proprio bambino che avrà meno fiducia in voi. Non lamentatevi se da grande non conterà su di voi, ha imparato da piccolo a non farlo!Scusate ma erano anni che dovevo sfogarmi in merito e dopo l’ennesima persona che mi parla di sto libro (x fortuna non bene!!) dovevo farlo!

  26. Sono una mamma di vecchia generazione, che crede nell’istinto: due figli oramai grandi, che si addormentavano nel loro letto e a metà notte correvano nel lettone di mamma e papà. A 5 anni il maschietto e 3 anni la bimba hanno smesso le scorribande notturne. Le notti che noi genitori abbiamo passato insonni si contano sulle dita di una mano. Tutto questo per chiedervi: perchè avete bisogno di manuali per allevare i vostri figli

  27. Siamo assolutamente in disaccordo con la signora del Bolg e assolutamente d’accordo verso l’efficacia del metodo.
    Abbiamo 3 bambini maschi che ora hanno 4, 6 e 7 anni.
    Naturalmente i consigli vanno interpretati e calati con intelligenza e buon senso sulle proprie abitudini e sui propri figli.
    L’atteggiamento definito crudele da parte dei bambini riguarda solamente delle risposte comportamentali, automatiche e inconsce. Non c’era l’intento di dipingere i bambini come esseri crudeli, tuttaltro!
    Dopo aver letto il libro, dal 4° mese di vita di ciascuno, si sono abituati ad addormentarsi nella loro cameretta, al buio e soprattutto da soli.
    Adesso vanno a letto da soli tra le 20 e le 21, dormono tutta la notte sereni e si svegliano, da soli, tra le 6.30 e le 7 del mattino… sempre!
    Noi genitori, TUTTE LE SERE, abbiamo una vita e possiamo leggere o scrivere su questo blog come stasera.
    BUONA LETTURA A TUTTI DI FATE LA NANNA.
    LEGGETELO, CONSIGLIATELO E REGALATELO!
    Saluti

  28. Mi spiace dirlo ma è evidente che non hai capito nulla del libro e di come sia stato volutamente scritto in modo ironico. I detrattori del libro riassumono il metodo in; “se il bambino piange lascialo piangere”…. Ebbene il libro insegna esattamente il contrario! Non dice assolutamente di lasciarlo piangere ma anzi di accorrere da lui le prime volte. Nel contempo gli si insegna ad apprezzare il sonno e a non aver paura a stare solo in modo che non solo non senta più bisogno di piangere ma che sia felice sereno e in pace con se stesso e con il suo piccolo mondo. Io ho tre bambini cresciuti con il metodo che se applicato va applicato al 100%; ne conosco molti che dicono che non funziona ma poi salta fuori che questo non lo fanno, quell’altro lo fanno a modo loro, quest’altro non va bene, questo non riesco, non ho tempo ecc… Ti credo che non funziona; ma non è più il metodo di fate la nanna, è un’altra cosa….
    I miei dormono tranquilli e sereni da sempre, sono riposati e quindi più pronti e ricettivi di giorno; i risultati scolastici sono decisamente superiori alla media e in generale sono considerati (non lo dico io) più brillanti, avanti, sereni e tranquilli (il che non significa che non abbiano energie, anzi!!!) dei loro coetanei.
    Io sono sicuro perché ne ho avuto la riprova diretta e indiretta che in gran parte sia merito del libricino
    Detto ciò, ognuno faccia quello che crede. Io porto la mia testimonianza ma se altri vogliono fare altrimenti liberissimi di farlo

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