Allattamento indecoroso

Quando l’articolo è uscito sui giornali eravamo già in ferie, quindi non abbiamo potuto scrivere subito un articolo in merito, e probabilmente ci saremmo persi la notizia se non fosse stato per il post di Giuli nel paese del riciclo.

allattamento prolungato

L’indignazione è stata tale però che non abbiamo resistito, e con ritardo vi vogliamo dire la nostra, e non sia mai che a qualcun’altro fosse sfuggito..

I fatti sono brevemente questi:  una signora perbene ( una cardiologa, mica una zingara o una commessa sfigata)  viene allontanata dalla sala da pranzo di un hotel a 4 stelle che si proclama family friendly (mica una bettola di provinciali ignoranti) perchè davanti alle crisi di pianto della sua piccola di 5 mesi ha deciso di offrirle discretamente la tetta.  E dire che è successo solo in un paio di occasioni, perchè la signora  non è una esibizionista, nè tantomeno una femminista convinta, e per non urtare la sensibilità altrui, ha sempre allattato la bimba in camera prima di scendere al ristorante.  Cionostante, altri clienti si sono sentiti turbati dalla disdicevole scena di un neonato attaccato al seno e hanno chiesto al maitre di far spostare la signora in una stanza riservata…

Ebbene, in molti hanno discusso di questo fatto, e in molti sullo stesso corriere e in tanti blog si sono lasciati andare in commenti molto accesi, chi a favore chi contro, quello che però a noi ha lasciato perplessi è stato il modo in cui la notizia è stata fatta passare, e l’atteggiamento stesso della protagonista.   Che un fatto abbia un peso diverso a seconda che venga compiuto da un italiano o da uno straniero, da un operaio o da un avvocato è cosa ormai trita e ritrita quindi passiamo  oltre…  L’elemento che ci ha colpito di più e che nessuno ha sottolineato è stata proprio la premessa della signora:  Non sono una esibizionista ero solita allattare la piccola in camera, prima di scendere al ristorante. ( !!!! )

Per allattare in pubblico non si deve essere nè esibizionisti nè alternativi nè femministe, smettiamola con questi falsi pudori. Allattare è una cosa normale e vedere allattare in pubblico deve essere una cosa piacevole e tenera.

La vista dell’allattamento crea imbarazzo e viene considerata come qualcosa di esibizionistico a causa di una forma di invidia falsa e ipocrita delle donne che non allattano ( le quali checchènedicano non  hanno la minima voglia di farlo -in fin dei conti si rovina il seno..) , dell’altrettanto ipocrita e assurdo concetto di decoro che  poi ammette tette e culi in pubblicità e tg , del timore di tanti uomini di non saper controllare i propri pruriti e volgere discretamente e rispettosamente  lo sguardo altrove e dal fastidio provato da molte donne provocato dal fatto che il loro uomo possa vedere altri seni in atteggiamenti cosi intimi…

Purtroppo però l’atteggiamento pudico, o stupidamente “rispettoso” che porta ad allattare in disparte, non fa che perpetrare questo tipo di convinzione: che allattare sia qualcosa di privato, di intimo, di quasi morboso, di esibizionistico e di scandaloso e che pertanto va tenuto nascosto e fatto lontano da sguardi indiscreti.

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Meno mamme si vedono in giro ad allattare, meno questo gesto verrà considerato naturale e necessario, molte più persone si scandalizzeranno di sapere che bimbi più grandicelli vengono ancora allattati e molte più mamme considereranno normale smettere di allattare e si arrenderanno troppo facilmente al latte  artificiale. Invece  allattare è giusto, necessario, doveroso, normale e fa bene alla salute fisica e mentale del bambino, e anche alla relazione, questa si intima,che si instaura con  la madre ed infine è un gesto d’amore assolutamente naturale. E, nonostante commenti incredibilmente comici come questo:

Che c’entra che è una cosa naturale? Anche fare la pipì è una cosa naturale,ma se mi scappa io me la tengo e appena posso vado in bagno:non la faccio certo in pubblico!  by Alex 642002

siamo convinti che sempre più donne dovrebbero allattare e dovrebbero farlo in pubblico senza doversene vergognare.  Come non dovrebbero vergognarsi le poche donne che allattano oltre lo svezzamento e che sono considerate pazze morbose, nonostante sia la stessa OMS a raccomandare l’allattamento prolungato fino ai 2 anni e oltre …   Tra l’altro, se ad essere allattata fosse stata l’altra figlia di 2 anni cosa sarebbe successo?  L’avrebbero espulsa dal paese o lapidata sul posto??…

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45 pensieri riguardo “Allattamento indecoroso”

    1. …..mi presento, io sono una di quelle mamme indecenti che senza vergogna ne pudore allatta il proprio figlio senza problemi.
      Allatto in casa, in ufficio, da amici e parenti (si, anche da quelli che storcono il naso!!)e anche quando sono in giro.
      E mio figlio non è un neonato, bensì un ometto di 15 mesi che cammina, mi chiama mamma, saluta, batte le mani, mangia con il cucchiaino (e non usa il ciuccio ne si succhia il dito!!)
      E dopo aver letto questo post non posso che rispondere con un grazie, di cuore: è davvero importante che le persone che ci sono accanto ci supportino e dire che davide sia dalla mia è persino poco!!

  1. Se penso che nove anni e mezzo fa ho allattato Beatrice su una panca del Duomo di Milano, in una freddo venerdì di carnevale, quando ancora non vigeva il divieto di fumo nei locali pubblici… era l’unico posto coperto senza fumo! Fortunatamente nessuno mi ha crocefissa, anzi una suora mi ha persino fatto l’occhiolino… Se ricordo bene, però, una signora in veletta e pelliccia ha lanciato nel vuoto un severo sguardo di disapprovazione. In seguito ha frequentato sale da pranzo di hotel a 4 stelle “family friends”, credo.
    Ho allattato le mie figlie ovunque e ne sono serenamente fiera.
    Alex64etc quando deve mangiare si ritira forse in bagno?
    Oddio, se ci tiene, non ho nulla in contrario, basta che non pretenda lo stesso da me…

    1. Eccomi qui sono una che legge il blog ma non commenta praticamente mai, però qui volevo dire anche la mia: io ho allattato fino a 13 mesi mio figlio, ben dopo lo svezzamento e l’ho allattato anche io dovunque, anche perché cercava seno praticamente ogni ora e mezza, che potevo fare? L’ho allattato in macchina, al centro commerciale, a casa di amici e parenti, insomma dappertutto.
      Gliel’ho tolo a 13 mesi perché per lui stavo diventando ormai un ciuccio umano ed ancora non ci faceva dormire la notte.
      Però vado fiera del mio allattamento prolungato (anche se non per 2 anni, ma tant’è) e non gli ho mai dato latte artificiale. E non si è mai ammalato seriamente.

      1. beh direi che 13 mesi sono un allattamento di tutto rispetto. e non c’è da fare a gara con nessuno! 😉
        grazie per il tuo commento e ne aspettiamo tanti altri. ci interessa anche la tua opinione e sapere che ci siete ci stimola a continuare con il blog!

  2. Io ho una bimba di due anni e mezzo che ho allattato con fierezza fino a 19 mesi ovunque mi capitasse…penso che bisogna avere molta pena di coloro che storcono il naso, noi non ci pensiamo, ma va a capire, magari sono persone che non hanno potuto farlo o che hanno preferito la comodità del biberon all’iniziale travaglio di montata lattea, ragadi etc etc insomma in una parola secondo me sono persone molto gelose e che comunque non hanno provato l’emozione di uno dei gesti più belli della vita (secondo me)

    Per Alex 642002: a cinque mesi sicuramente non ti vergognavi di fare la pipì in pubblico!!!!!

  3. Sono assolutamente d’accordo, io ho allattato dappertutto, a fiere, a corsi, ovunque e senza nascondermi particolarmente, nascondere cosa poi? Per fortuna nessuno mi ha mai detto nulla, se avessero provato avrebbero trovato pane per i loro denti 😉

    Purtroppo ho sempre l’impressione che siano proprio le donne a lamentarsi per “l’indecenza” dell’allattamento, più degli uomini :(

  4. ” a causa di una forma di invidia falsa e ipocrita delle donne che non allattano ( le quali checchènedicano non hanno la minima voglia di farlo – in fin dei conti si rovina il seno…) ”

    O_o complimenti per l’acuta analisi e l’empatia !

    1. purtroppo l’ironia era difficile da cogliere (va beh… diciamo il sarcasmo!) ma abbiamo semplicemente “quotato” frasi lette qua e là o che ci sono state dette personalmente.
      Il checchènedicano non hanno la minima voglia di farlo si riferisce al fatto che tante troppe donne si lamentano di non poter allattare – e in 22 mesi di allattamento (durante i quali ricordiamo abbiamo assistito ad almeno altrettante nascite tra amici parenti e colleghi – periodo fecondo!!) ne abbiamo sentite di cotte e di crude. Ma di tutte quelle poverette che andavano in giro a struggersi ce ne fosse stata una che si fosse non dico impuntata ma che perlomeno non avesse smesso di allatare solo perchè gliel’ha detto il pediatra, la parrucchiera o la vicina di casa.
      Non è questione di buone o cattive madri, e nemmeno di sensi di colpa e frustrazioni. Se ci si tiene, perlomeno ci si informa un minimo, non ci si arrende subito.
      Quindi se una mamma mi dice che appena tornata a casa dall’ospedale ha dovuto rinunciare ad allattare senza averci provato 2 volte di più o senza aver sentito il parere di una consulente, scusa ma penso di poter credere che in fin dei conti le fregasse poco. Poco male e liberissima, però che abbia l’onesta di ammetterlo e che non si nasconda dietro scuse discutibili.

  5. avrei voluto smettere di commentare su questo blog, in cui mi sento davvero un pesce fuor d’acqua, nell’ottusa pretesa di amplire e dare respiro ai ragionamenti, anzichè bloccarli nei giudizi.
    soprattutto nella giornata internazionale della donna auspicherei maggiore disponibilità al dialogo proprio fra donne.
    appunto ottuso idealismo il mio.
    ma passiamo alla ciccia, cioè al fatto concreto e vediamo se troverò udienza.
    ho allattato la prima bimba fino ai suoi 11 mesi e la seconda con il biberon sin dal suo primo mese.

    e… con la grande pur avendo allattato anche in pubblico, ho scelto consapevolemente di renderlo un fatto privato (per pudore, si può darsi, ma io non faccio nemmeno sesso in pubblico) l’alimentazione di un bimbo piccolo rientra in un momento così intimo di costruzione dell’attaccamento con il figlio che per me doveva essere non esibito, ma restare intimo, delicato e protetto.
    io scelgo l’allattamento al seno, ma non mi piace esibire il mio, non mi piace nemmeno che pensare che l’altrui scelta sia “cattiva” di default.

    ho dato il biberon alla figlia piccola perchè non avevo latte. stop.
    i perchè e i percome mi hanno fatto soffrire. stop.
    trovo perturbante sentire che il biberon è il diavolo e io una madre superficiale (e di certo si deve pensare che volevo preservare un seno già provato dal primo allattamento, se qualcuno mi dicesse questo in real time credo si beccherebbe un sonoro mavaff …). stop.

    sui perchè di quel mancato allattamento ci ho messo mesi a ricostruire parti del mio sentire verso la piccola, e costruire un modo alternativo di creare quel dialogo … però e per contro il mio compagno ha potuto costruire anche lui un rapporto delicato ed epidermico con sua figlia grazie allo stesso biberon…

    infine è importante difendere il diritto di tutte ad allattare al seno, e sostenere la madri in questa pratica.
    senza obbligarle però e senza demonizzazre una scelta diversa.
    è importante il diritto al parto naturale (io lo sono) ma anche accettare che qualcuna non voglia avere un travaglio di 32 ore… e che non voglia soffrire.
    che una donna possa usare un marsupio più ergonomico invece della fascia perchè magari soffre di una scoliosi, per la quale la fascia sarebbe controinidicata.

    faccio fatica a immaginare una cultura di sostegno alla maternità così intrisa di pregiudizio verso chi fa una scelte diverse dalle mie (io sono per il parto naturale – figlia uno nata in h2o, l’allattamento, il lettone, la cucina bio, sono vegetariana, uso una auto a gpl, ho usato la fascia … ma uso i pannolini tradizionali e ho usato gli omgeneizzati: si sono così ambivalente, è vero….)
    ma una mia amica che fa scelta diversa non è il demonio! non può esserelo.
    non posso darle della stronza perchè non usa il seno e va a lavorare (può fare scelte diverse?)

    faccio fatica a pensare che non sia necessario in un ottica di azioni eque (come recita il logo) pensarsi in guerra con il mondo e vedere le mamme che agiscono diversamente come cattive. magari il confronto ci aiuta e le aiuta a fare scelte più consapevoli.
    io che non sono una mamma in tubino nero di givenchy, allora per natura mi trovo a difendere anche l’altrui diritto ad essere la madre che si è e che è possibile essere. e ogni altrui diritto che una eccessiva demonizzazione tende a svalutare e metter all’indice.

    poi è casa vostra, e mi scuso anche per il pistolotto.
    ma creare una cultura dei saperi femminili meno antagonista, più rispettosa e cooperativa è una mia fissa …
    sorry se pare essere una brutta cosa o se non sono riuscita a trasmetterne il senso profondo.

    1. questo blog, in cui mi sento davvero un pesce fuor d’acqua

      mi spiace. spero tu voglia darci un’altra opportunità e voglia curiosare un po di piu perche guardando sul tuo blog e da questo ultimo tuo commento non si direbbe…

      io non faccio nemmeno sesso in pubblico

      Nulla in contrario sul pudore – ma quello che per te è imbarazzante o non deve necessariamente esserlo per me. e comunque non paragonerei l’allattamento al sesso…

      ho dato il biberon alla figlia piccola perchè non avevo latte. stop. i perchè e i percome mi hanno fatto soffrire. stop.

      Poco male, immagino abbia avuto i tuoi buoni motivi e di sicuro sei riuscita a trasmettere amore e sicurezza anche senza allattare. nessuno dice che se i bambini non dormono nel lettone o non vengono allattati o portati vengon su psicopatici. E’ questione di attitudine, e in chi critica noi per le nostre scelte, sostenendo che viziamo nostro figlio, e ci risponde nei modi che abbiamo ironicamente quotato noi vediamo non il Male, ma una figura genitoriale triste e distaccata. tutto qui.

      si sono così ambivalente,

      in questa società è difficile non esserlo. e non è detto che non sia giusto. va bene trovare una via di mezzo e raggiungere un proprio equilirbio. è quello che cerchiamo di fare anche noi e che cerchiamo di condividere attraverso il blog.

      il confronto ci aiuta e le aiuta a fare scelte più consapevoli.

      se non ci interessasse il confronto non avremmo aperto un blog e non saremmo qui a rispondere ai commenti. Non siamo in guerra con il mondo. Vogliamo più onesta intellettuale nelle discussioni, meno ipocrisia, più consapevolezza da parte dei genitori (del loro ruolo, della loro influenza e delle loro azioni) più rispetto per i bambini e meno egoismo.
      Troppo spesso queste cose non le troviamo. Tutti che in tv, sui giornali, in facebook, dicono smancerie sui bambini, che si professano paladini dell’infanzia, che fondano gruppi e blog in loro difesa, che metterebbero al patibolo pedofili e compagnia brutta ma poi, ecco saltar fuori che un piccolo di 4 mesi viene considerato tiranno manipolatore, che ai bambini bisogna insegnare ad annoiarsi, a subire frustrazioni e che in fondo in fondo una bella sberla non ha mai fatto male a nessuno. A me leggere queste cose o sentirle da parenti o conoscenti fa davvero stringere il cuore. E mi fa venire rabbia quando poi queste stesse persone attaccano ME per il fatto che credo in un livello differente di rispetto per l’individualità del bambino e cerco con tutte le mie forze di andare a letto ogni sera sperando di aver fatto felice mio figlio e di aver contribuito alla costruzione della sua identità, senza per questo avergli imposto la mia visione di identità e avergli infuso affetto e sicurezza senza averlo indebolito o viziato.

      1. una cultura dei saperi femminili

        Approfitto di questa ultima frase di Monica/PontiTibetani per comunicare a tutte voi che l’articolo della discordia e tutti i commenti di questi giorni sono stati scritti da me – Davide – Papà e Uomo. Francesca mi è sempre stata vicina nella discussione ma l’inziativa dell’articolo è stata mia e farina del mio sacco sono stati tutti i commenti.
        Mi spiace se magari vi sentite prese in giro, non era mia intenzione. Semplicemente il tema dell’allattamento e dell’educazione in generale mi sono molto cari e penso di poterne parlare tranquillamente come se si fosse da donna a donna…
        ciao a tutte quante!!

  6. ritorno dopo un po’ di rimuginamento sul post di ieri, e vedo moltissimi altri commenti, mi fermo a commentare qui, ma e’ a valenza generale, non su questo post soltanto.

    Innanzitutto ammiro il fatto che vi siate impegnati a rispondere a tutti, e’ molto importante, grazie. Ammiro anche il coming out di Davide qui :-) Io sono convinta che voi siate in buona fede, e capisco i molti amici che vi difendono, pero’ spero che, dopo esser stati magari abituati alla intimita’ di questo blog con i suoi sostenitori, il fatto che la finestra si sia aperta e abbiano sbirciato dentro ospiti nuovi, e questi ospiti abbiano tutti chi piu’ chi meno espresso delle perplessita’, spero, dicevo, che la cosa faccia riflettere. E vorrei in particolare commentare su due aspetti, anzi tre, considerando uno un po’ piu’ ‘tecnico’ che metto in coda.

    Innanzitutto, coerenza. Un blog come questo, se e’ letto da molti, ha il dovere di almeno cercare di essere coerente, fino al dolore fisico. Se io leggo nel vostro manifesto (al tab Le EquAzioni) questo inno alla multiculturalita’, poi non stupitevi se me la prendo quando trovo commenti “pungenti” (chiamali ironici, sarcastici, come vuoi) verso chi non la pensa come voi. Lo so che e’ facile cadere dal consiglio al paternalistico, ma se leggo commentini da parrucchiere come quelli fatti ieri su chi ritiene “non igienico” dormire coi bimbi, beh la multiculturalita’ se ne va a farsi friggere. Multiculturalita’ non vuol dire soltanto rispettare quelli dei paesi lontani, ma anche (e soprattutto) quelli che stanno sullo stesso pianerottolo ma hanno semplicemente idee diverse. Oppure, quando dite cose come il fatto che vi insospettiscono commenti fatti in posti dove, ad esempio, si pubblicizzano anche biberon, beh considerate che potrebbe dire lo stesso chi vede il vostro link in alto a destra, quello sulle fascie. Allora o cambiate il manifesto, oppure ad ogni frase che scrivete (ogni frase, eh? e lo so che e’ una palla) chiedetevi come la frase rifletta il manifesto, e tutte le altre vostre iniziative. Se vi pare dubbia, cancellatela.

    Secondo, argomenti chiari e non fallaci. L’Italia e’ il paese dell’argomento ad hominem, se una persona dice [x] non si commenta sul se [x] sia giusto o meno e perche’, ma si va a cercare qualcosa d’altro che la persona abbia detto, o qualche comportamento che abbia mantenuto, e si usa quello per attaccarla. Tu dici [x], ma hai detto [y], che e’ falso, quindi [x] non puo’ esser vero. Tu raccomandi [x], ma hai fatto [y], che e’ sbagliato, quindi anche [x] deve esser sbagliato. I commenti sarcastici (ironici o quel che e’) che fate qui, dal momento che e’ chiaro che non state facendo un ragionamento ‘leggero’ (come invece accade alle varie mamme-incasinate-crisidinervi etc etc che ho notato) stridono parecchio, e l’attacco personale, ad hominem, e’ quantomai ovvio per chi legge da fuori, e non aiuta a portar l’acqua al vostro mulino, che e’ in verita’ un bellissimo mulino, che merita di avercela, l’acqua, portata.

    Infine, come dicevo, questo e’ un commento piu’ che altro tecnico, anche perche’ non ho idea di come funzionino queste cose, non avendo un blog mio. Avete nel banner a destra un riquadro per gli annunci Google. Beh sappiate che in questi minuti che sono sul vostro sito, quelli che sono girati piu’ spesso sono annunci di siti di dubbia morale, e annunci di latte artificiale. Sicuramente “collegati” in qualche modo al tipo di ricerche con cui si arriva al vostro sito, o magari collegati a parole usate in particolare nei post (tetta, ad esempio). Sempre per il discorso della coerenza di cui sopra, io magari eliminerei il riquadro. O cercherei di capire meglio come funziona.

    In bocca al lupo per tutto, ragazzi. E scusate se son stata lunga.

    1. @supermambanana:

      non stupitevi se me la prendo quando trovo commenti “pungenti” (chiamali ironici, sarcastici, come vuoi) verso chi non la pensa come voi.

      pungenti, denigratori, ironici sarcastici. dipende dai punti di vista, sono d’accordo. ma è surreale che ora veniamo attaccati noi per aver usato provocatoriamente , lo stesso – identico – stile dei blog siti che abbiamo criticato…

      vi insospettiscono commenti fatti in posti dove, ad esempio, si pubblicizzano anche biberon, beh considerate che potrebbe dire lo stesso chi vede il vostro link in alto a destra, quello sulle fascie.

      Non ci insospettiscono i commenti, ma diffidiamo degli articoli “da mamma a mamma” in cui si scherza, si prendono con leggerezza alcuni temi e guarda caso a fiano all’articolo ecco la pubblicità del prodotto per il quale l’ironia non viene usata… La tattica di chi scrive è sempre la stessa. Svilisce gli sforzi di chi vuole diffondere l’allattamento o il portare, scherzando e ironizzando (e ci può stare), esprime la sua opinione che il marsupio o il biberon siano più comodi (e ci puo stare) ma poi accanto ecco il banner della multinazionale del latte artificiale, la pubblicità del passeggino o del super marsupio e cosi via.
      Scusa ma non puoi paragonare un portale commerciale con il blog di due genitori che cercano di diffondere le cose in cui credono e hanno alla fine deciso di autoprodurre artigianalmente qualche fascia… Anche perchè un portale è comunque un servizio, mentre un blog nasce come diario, come sfogo, come mezzo per esprimere i propri pensieri e diffonderli, Quindi a volte lavoriamo sul messaggio, altre volte ci lasciamo prendere dallo sconforto, dalla rabbia o dalla critica provocatoria…

      se una persona dice [x] non si commenta sul se [x] sia giusto o meno e perche’, ma si va a cercare qualcosa d’altro che la persona abbia detto, o qualche comportamento che abbia mantenuto, e si usa quello per attaccarla. Tu dici [x], ma hai detto [y], che e’ falso, quindi [x] non puo’ esser vero. Tu raccomandi [x], ma hai fatto [y], che e’ sbagliato, quindi anche [x] deve esser sbagliato.

      Al di là del fatto che non abbiamo assolutamente fatto o detto quello che affermi ma ci siamo limitati a esprimere una nostra opinione e quotare frasi che ci sentiamo ripetere da 20 mesi… Comunque se vogliamo vedere, scusa ma la coerenza, che tu in parte ci contesti – giustamente, è importante. quindi se predichi [x] ma razzoli [y], questo mi sembra un ottimo motivo non tanto per obiettare [x] quanto per obiettare [te]! ; -)

      Avete nel banner a destra un riquadro per gli annunci Google

      Degli annunci di google siamo al corrente, e siamo sempre li li per toglierli perchè per la maggior parte sono link a siti orribili, con prodotti orribili e quando non sono orribili, o sono prodotti contrari a quanto promulghiamo o sono prodotti che fanno concorrenza alle nostre fasce… Tra l’altro che sono – brutti – annunci di google lo sanno tutti e vengono cliccati pochissimo. Quindi siam sempre li a “bannare” determinate pubblicità sconvenienti, appena ce ne accorgiamo, o a tollerarle perchè comunque ci permettono di coprire almeno in parte il costo dell’hosting.
      Tenere un blog è impegnativo e costoso. in termini di tempo ed energie soprattutto ma anche in termini di soldi visto che abbiamo optato per un blog nostro e non di terze parti (dove la pubblicità non è controllabile in alcun modo – e non porta introiti ai curatori… 😉 ) quindi finchè qualche associazione/cooperativa/negozio di pannolini lavabili – prodotti equo-bio ecc non vorrà finanziarci con dei banner dovremo tollerare gli annunci di google…

  7. Ciao Davide (credo?)

    cercherò di essere sintetica al massimo, spero di non sembrare brutale:

    1) una frase come questa è pe.san.tis.si.ma per le mamme che avrebbero voluto allattare e si sono trovate di fronte a operatori superficiali e/o incompetenti. Le neomamme specialmente ono abbastanza vulnerabili i primi giorni (o almeno, io mi sono sentita così), per affidarsi completamente al parere di medici, ostetriche e puericultrici: perché chi più di loro ne sa di quello che è meglio per il loro figlio appena nato? Ora se una neomamma fa un’esperienza di questo genere :

    http://www.allattiamo.it/bruna.htm
    http://www.allattiamo.it/esperienza.htm

    Io non so che cosa avete sentito voi, ma io ho sentito tante, troppe donne a cui ostetriche e puericultrici hanno fatto innocenti battute sulle dimensioni del loro seno (“Ma come tutto qui?”) o su quanto latte avevano (“Non sei una vacchetta da latte”), che prese in quel contesto sono delle coltellate alla loro autostima. Una donna arriva a casa stravolta e chiede solo una cosa: sicurezza, per sé e per il bimbo. Se viene fatto loro capire, con messaggi a volte anche mooolto indiretti, che non ci sono particolari problemi, ma con il biberon stanno più sicure, stai certo al 110% che non ci penseranno nemmeno un attimo, hanno altro da fare che incaponirsi ad allattare al seno, prese dal dubbio che facendo così potrebbero far morire d’inedia il loro bambino.

    Non so se avete scritto da qualche parte dove abitate, io ho l’esperienza molto recente dell’ospedale di Bolzano, dove ostetricia è tenuta come un fiore all’occhiello ed è evidente che le ostetriche puntano a rinforzare l’autostima della mamma per far andare tutto bene; poi hanno un collegamento a staffetta con dei consultori esterni che telefona alla mamma il giorno dopo le dimissioni, dandole il supporto che le serve. Il risultato è che io, nonostante il cesareo, sto allattando senza problemi, sono presa dall’entusiasmo e se posso, spero di continuare anche fino al secondo anno di vita di mia figlia :-) e nei consultori dove vado adesso, vedo praticamente solo mamme che allattano al seno. Ma questo costa impegno e dedizione da parte del personale, e non c’è dappertutto. Già se andate per esempio a Udine, trovate un reparto-cenerentola, e le ostetriche che fanno consulenza a domicilio lo fanno a titolo personale come volontariato. E se scendete ancora di più lo stivale, scoprirete che più a sud si va, più aumentano le mamme che usano il biberon. Secondo voi, proprio in un contesto in cui la voglia di famiglia è al centro di tutto, le mamme sono solo delle edoniste che pensano ai mojitos, alle sigarette e al seno che non cade?

    2) esistono, perché esistono, donne che vivono malissimo la loro dimensione corporea, che si fanno prendere dall’angoscia vedendo il neonato che si attacca come una ventosa. Nella nostra società, scoprire un proprio lato animale può essere disturbante. Cioè, ci si sente un po’ “una mucca” (mia sorella dopo i primi giorni di puerperio mi ha proprio chiesto “Come ci si sente a essere munta?”). Ora, per me l’esperienza dell’allattamento ha significato guardare con occhi nuovi tutte le mammifere del mondo. Ma devo stare attenta a come lo dico, perché in generale, culturalmente, l’equivalenza donna = mucca, anziché nobilitare la mucca, degrada la donna. Vai a sapere perché. Però anche qui, è troppo facile condannare a prescindere, e non domandare invece un sostegno psicologico in ospedale – che per i budget italiani sembrano pura fantascienza!

    Quindi ok sostenere l’allattamento al seno, ma condire questo con delle sbrigative condanne senza appello a chi secondo voi “non vuole fare la mamma”, significa adottare un punto di vista che definirei semplicistico, oltre che darsi un bello zappone sui piedi !!!

    p.s. torno a segnalare il sito da cui ho tratto le due testimonianze http://www.allattiamo.it, è pieno di consigli pratici che ho applicato personalmente (e che funzionano 😉

    1. @CloseTheDoor

      Io non so che cosa avete sentito voi, ma io ho sentito tante, troppe donne a cui ostetriche e puericultrici hanno fatto innocenti battute sulle dimensioni del loro seno (“Ma come tutto qui?”) o su quanto latte avevano (“Non sei una vacchetta da latte”), che prese in quel contesto sono delle coltellate alla loro autostima.

      Non abbiamo sentito di troppe donne che di sensi di colpa neanche l’ombra ma tanti vittimismi sul fatto di aver dovuto smettere di allattare senza nemmeno averci provato… Il problema è che quando cerchi di dare una mano, senza essere invadenti (e di certo quindi non lo faccio io, ma Francesca) ecco che i motivi per cui non si può allattare passano in secondo piano, e si comincia a parlare di libertà di scelta, che non è vero che è fondamentale allattare, che poi si ha un rapporto morboso e cosi via: ma come?! Allora non allatti perche non puoi o perchè non vuoi o perchè non lo trovi giusto? A noi è questo che dà fastidio. L’ipocrisia. Non vuoi allattare? Benissimo, magari parliamo del perchè non vuoi. Non puoi allattare? Mi spiace, magari parliamone per capire se è vero (e non è invece il consiglio criminale di un pediatra idiota) o se non si puo proprio fare qualcosa.. E invece no. Tutte che non hanno effettivamente poi tanta voglia di allattare ma si nascondono dietro a mille motivi. Questa è la nostra esperienza. E in base a questa esprimiamo la nostra opinione.

      Riguardo alle ostetriche cretine, non me ne parlare… ce ne sono eccome purtroppo, come ci sono educatrici e maestre deficienti (e anche di quelle ne conosciamo parecchie, lavorando in campo educativo). Che non sanno fare il loro lavoro e che fanno battute svilenti per le mamme, o hanno un approccio coi bambini tutt’altro che “educativo”… Capisco il tuo punto. e lo condivido. Però cribbio, io mi aspetto che quando fai un figlio un minmo di consapevolezza e di maturità tu lo abbia, quindi non puoi essere in balia del primo consiglio idiota che ti arriva!

      esistono, perché esistono, donne che vivono malissimo la loro dimensione corporea,

      Assolutamente vero. Però mica lo ammettono. Il problema è sempre quello, l’onestà intellettuale. Non ti senti a tuo agio a pensarti una mucca? Mi spiace, in fondo è una cosa bellissima, intima e che molti uomini – o almeno io – invidiano del rapporto con il proprio figlio. Però va bene così, nessuno ti dice nulla. Però non venirmi a raccontare palle sul perchè non riesci ad allattare.. (“ho smesso a 3 mesi perchè SI SA che poi esce solo acqua… !!!) e soprattutto non venire a rompere le palle a me (cioè a Francesca…) che allatto a 20 mesi dicendo che sono morbosa, che tanto non è più nutriente e che sono scandalosa ed esibizionista…

      Posso riprendere il mio ruolo di maschio e fare una battutta davvero di cattivo gusto? A volte mi sembra che a volte proprio alcune donne che rifiutano di essere considerate come delle mucche, non esitino mai di fronte alla moda, e ai condizionamenti sociali che le spingono ad agghindarsi come vacche.. Chiedo scusa in anticipo e spero di non riaccendere un flame su questo. Chisua parentesi volgare e maschilista.

      Battutacce a parte quindi, nessuno vuole entrare nel merito di sofferenze e disagi. le nostre conclusioni sono dure, pesanti e semplicistiche sono come davvero sbrigative e come è stato detto sì! difensive, perchè troppo spesso queste persone poi riversano tutta la loro sofferenza e frustrazione diventando iene nei confronti di chi invece ha avuto la fortuna o la determinazione di andare avanti…

  8. Ah, P.S. importante: ovviamente sono d’accordo con voi a proposito del comportamento dell’albergatore e trovo che tutta la “pruderie” espressa dai commenti all’articolo sia delirante.

    Il problema credo stia nel cambiamento di costumi generale, per cui determinati comportamenti come allattare al seno in pubblico o camminare in giro scalzi sono associati all’ignoranza e alla povertà, ma soprattutto c’è una diffusa ignoranza su quello che è l’allattamento a richiesta, che si è imposto di recente e da alcuni, perfino alcune mamme, è confuso con il “viziare il bambino” (cfr. il commento di Noitaly). Per dire: degli amici romani mi dicono che il sindaco Alemanno avrebbe recentemente emesso un’ordinanza con cui le donne che allattano al seno pubblicamente devono essere multate. Ci pensate?

    Ecco a me sembra che più che puntare il dito contro le mamme-che-non-allattano, ci si debba impegnare per una sensibilizzazione in positivo sul valore dell’allattamento al seno e su *come funziona*.

    Ciao

    1. più che puntare il dito contro le mamme-che-non-allattano, ci si debba impegnare per una sensibilizzazione in positivo sul valore dell’allattamento al seno e su *come funziona*

      Certo. il problema è perp che le mamme che non allattano, ce l’hanno a morte con quelle che lo fanno. e non si risparmiano MAI articoli leggeri, ironici o apertamente ostili.
      e se a questo aggiungiamo il potere che ha il marketing capirai perchè ce la prendiamo tanto – e non leggiamo alcuna ironia o spontaneità – quando leggiamo articoli del genere.

      Il nostro blog è abbastanza seguito, ma mai quanto VereMamme, Gioia e Co quindi se io passo una notttata a scrivere un post sul portare, e riesco a convincere 2 persone a provare. Poi esce un articolo “di una mamma” o un “consiglio dell’esperto” (sponsorizzato, avallato o quant’altro da qualche azienda) che piglia per i fondelli le zingare moderne attorcigliate nella fascia ecco che di fronte alla possibilità di essere prese in giro per strada si polverizzano gli sforzi di mesi nostri e di molti altri genitori blogger e associazioni..

  9. risposte in breve (o forse no)

    ovvio che no. allattemento non è come sesso. la differenza che tematizzavo è una intimità, che nel caso soprattutto dei primi mesi, sentivo come necessaria tra me el a bimba. e qui la soggettività prende il sopravvento: devo essere libera di non allattare pubblicamente se desidero che resti un fatto intimo, devo essere libera di allattare pubblicamente se lo desidero, e al limite essere messa in grado di aver un luogo caldo, pulito accogliente se lo desidero e non messa all’indice. imho.

    “figura genitoriale triste e distaccata” è un giudizio pesantissimo da dare, se volete passare un messaggio positivo.
    ma come chi è diverso e non usa lettone o tetta è un genitore triste a poco affettivo? trovo che sia una posizione poco empatica, e molto difensiva.

    sicuramente il mio non (poter) allatattare la seconda figlia mi ha rattristato ma se non avessi gli strumenti professionali, personali, che ho, se non avessi avuto una prima figlia che ho allattato goiosamente per molti mesi, se non avessi 46 anni … etc etc il giudizio di triste e anaffettiva mi averbbe turbato altrettanto del mio non allattare la piccola. se mi fossi fermata a quella frase …. “ma come? non voglio bene a mia figlia??”

    in tanti anni di lavoro ho sentito spesso le psicologhe partire da pregiudizio che il bimbo nel lettone fosse un “male” a prescindere.
    un pregiudizio in un senso o nell’altro non aiuta nessuno a crescere o meglioarre il modello culturale, ti inchioda nella tua non capacità, di relega ad un modello negativo versus un modello sempre e comunque migliore del tuo e più positivo.
    eppure non è la tetta o il lettone che rende più o meno abile un genitore e capace di rispetto verso il bimbo, non è l’azione che è buona a prescindere.

    i genitori non sono già consapevoli, intellettualemnte onesti, come voi auspicate (sarà questa la genesi del mommiblogging, e di tanti siti su matrenità, genitorialità e similia?) hanno bisogno di crescere e formarsi, del mutuoautoaiuto, di discutere, di incontarsi, hanno dubbi e paure, lavori improponibili, e mille cose altre in testa… e all’inizio imparano a partire da ciò che sono e poi anche a definirsi in differenza.
    Imparano (impariamo dal dialogo e dal confronto) cosa sono in grado di fare, a sganciarsi dai modelli cuturali e sociali dominanti, a riflettere e a decidere anche rispetto alle proprie risorse ed individuare il percorso della propria genitorialità.

    …………….

    il problema forse è che non attacano voi ma il modo di dire certe cose, è quello che fa venire l’orticaria.
    persino io mi sono sentita tacciabile di essere una cattiva genitrice … e che le mie scelte non sono buone se non sono di un certo orientamento.
    mi spiace dirlo perchè scrivendo su vere mamme non mi sono mai sentita giudicata, pure non condividendo parte del progetto(quella più commerciale), ma il lavoro sulle testimonianze – es. il diario di ondaluna – sono stati momenti toccanti e significativi.
    lì mi sono esposta, ho sottilineato il mio diverso pensiero, ho racconatato la mia storia per la parte che sentivo importante.

    non credo infine che i cattivi genitori siano così tanti (con quelli ci ho lavorato per anni come educatore professionalee devo dire che nemmeno lì ho trovato solo cose orribili) ma ci sono persone con bisogni differenti.

    se il vostro progetto riuscira’ a crescere anche rispetto all’ascolto delle differenze, senza stigmatizzarle, immagino possa diventare davvero un buon luogo per genitori.
    per delineare un percorso di sensibiltà e pensiero, un luogo in cui imparare ed insegnare …
    un saluto m.

  10. obiettare [te] e’ esattamente l’attacco ad hominem, appunto.

    oh, ragazzi, che vi devo dire, fate come vi pare.

    1. obiettare [te] e’ esattamente l’attacco ad hominem

      sinceramente non ci vedo nulla di male.
      Ripeto. se predichi bene e razzoli male, posso convenire con te sulle parole, ma siccome sono i tuoi comportamenti quelli che contano i tuoi comportamenti smentiscono, sviliscono, fanno perdere significato ai tuoi ragionamenti. punto.
      non è tirare in ballo qualcosa che non c’entra per attaccarti e sviare il discorso.
      E’ portare il discorso sulla concretezza – e se è il caso smantellare il tuo castello di carte con un ragionamento che non si limita all’analisi logica e grammaticale di quanto viene detto…

  11. Io *sinceramente* non metterei proprio sullo stesso piano il parere della vicina di casa con quello del pediatra… non sarei nemmeno così sicuro del successo dilagante di un articolo su “Veremamme” o su “Gioia”… Credo piuttosto che sia molto importante il messaggio che passa negli ospedali e nei consultori.

    Occorre poi distinguere l’avvio dell’allattamento dal mantenimento. Per l’avvio, non proprio è questione di documentarsi sull’allattamento, la questione è che io, pur volendo allattare, non ci sarei mai riuscita senza le puericultrici che mi mostrassero come si faceva, con ripetuti tentativi. E ci tengo a segnalare sulla rivista “INSIEME” n. 2 febbraio 2010 a pagina 12, la lettera di una signora che racconta come nell’ospedale di Salerno nel 2006 ha trovato UNA ostetrica che si sia degnata di mostrarle come si fa, in mezzo a decine che se ne fregavano bellamente, mentre all’ospedale di Isernia nel 2009 per la seconda figlia le lasciavano la bambina per 10 minuti ogni tre ore, raccomandandole “di spicciarsi”!!!!! In queste condizioni rischi di tornare a casa senza avere avuto la montata lattea, e non c’è consulente della lega del latte che tenga.

    Sull’atteggiamento da parte delle mamme, sarei davvero curiosa di sapere in che regione abitate. Qui in AltoAdige non solo trovo praticamente solo donne che allattano al seno, e 1 ogni 5 usa la fascia portabambino. Mi permetto di pensare che le vostre siano generalizzazioni che valgono per il vostro vissuto personale, ma non si possono estendere a tutte.

    1. @closethedoor: certo che non mettiamo sullo stesso piano il parere della vicina o della parrucchiera con quello del pediatra. Almeno fino a quando, e succede ogni volta – la vicina non si permette di insistere citando come fonte non la sua opinione o la sua esperienza ma “il parere dell’esperto” sulla rivista tal dei tali…
      Ad esempio su Io e il mio bambino di Marzo 2010 a pagina 48 in un articolo che parla del ruolo del papà : “Dorme con voi nel lettone? L’abitudine di ospitare regolarmente il bambino nel letto matrimoniale è il segnale di una coppia che fatica a porre limiti ideali e spaziali al figlio. Il concetto di separazione fisica tra genitori e figli in certi momenti della giornata contribuisce alla crescita e all’acquisizione dell’autostima.”
      a parte il fatto che sinceramente non capisco cosa c’entri una critica al co-sleeping in un articolo che parla della relazione papà-bambino e sul ruolo del papà oggi (papà peluche, mammo, papà all’antica ecc ecc) a me qualcuno che mi critica sulla base di queste evidenze scientifiche da quattro soldi fa venire l’orticaria…

      Tra l’altro ti assicuro che per molti – troppi genitori (ed è questo che ci fa essere cosi critici e radicali nei nostri post) l’unica fonte di formazione/informazione sono proprio solo tali riviste (o i tanti manualetti di istruzioni per l’uso – e consumo – del bebè…). Poi indubbiamente ha ancora più peso ed è ancora più preoccupante il messaggio che arriva da pediatri e ospedali, ma questa è un’altra storia.

      Certo che le nostre sono generalizzazioni, e valgono per il nostro vissuto personale, non abbiamo mai detto di aver condotto uno studio epidemiologico in tal senso (cosa che invece Estivill afferma ed è assolutamente falso! vedi commento 50 di questo post). Siamo in Lombardia, nei dintorni di Milano e pur essendo lontani anni luce dalle esperienze del sud italia, siamo altrettanto lontani dall’efficienza del Sud Tirolo!
      Ciao e a presto

  12. a me piacerebbe fare una cosa, io non sono in grado, ma un amico ‘smanettone’ penso di sì, e cioè una mappa del gradimento degli ospedali a partire dal giudizio delle neomamme, come si sono sentite seguite durante il parto, se hanno fatto parto spontaneo o tc. una cosa sul modello degli hotel, con stelline e commenti, e informazioni aggiuntive tipo: quando sei uscita dall’ospedale allattavi? quando hai smesso? hai trovato supporto e presso chi? penso che ne verrebbero fuori delle belle, e darebbe un po’ il polso di com’è la situazione italiana in termini di allattamento al seno.

    1. @closethedoor: si in effetti era una cosa a cui avevamo pensato anche noi, riguardo ai pediatri – una specie di database per sapere quali sono i pediatri che avvallano davvero la scelta di allattare e quelli che invece (spontaneamente o più probabilmente per interessi economici) fanno desistere facilmente suggerendo l’aggiunta per mille motivi..
      Però mettere in piedi una applicazione simile (che sia affidabile e i cui dati siano attendibili) non è cosa facile e va un po oltre lo scopo del nostro blog. ma non si sa mai…. se qualcuno ci crede e volesse dare una mano!

  13. per una volta, spezzo una lancia a favore di un ambiente che mai mi sarei aspettata si comportasse così. Ero in una chiesa (x precisione un Duomo, con il vantaggio, forse, della grande dimensione) e federico, il mio cucciolo, piangeva x la fame. Ho cercato un angolo tranquillo, ho preso il lenzuolino dalla carrozzina x un minimo di discrezione e ho allattato il piccolo. Il sacrista non solo non mi ha detto nulla, ma si è premurato che nessuno mi disturbasse.
    In compenso mia madre qualche giorno fa mi ha detto che a nove mesi allattano solo in Africa e che, per me come donna, sarebbe stata buona cosa decidermi a levargli la poppa. No comment.
    M’intristisce che quasi nessuno trovi anomalo vedere un bimbo con il cicuccio in bocca a tre anni, mentre io devo spiegare ogni volta perchè lascio che federico chieda di me non solo x mangiare, ma anche per avere conforto e sostegno. Però (come nella vignetta di “attchment parenting”) tutti allibiti x la serenità e la disponibilità del mio piccolino.

    1. M’intristisce che quasi nessuno trovi anomalo vedere un bimbo con il cicuccio in bocca a tre anni, mentre io devo spiegare ogni volta perchè lascio che federico chieda di me non solo x mangiare, ma anche per avere conforto e sostegno.

      Flamingo, non smetteremo mai di ripetere questa stessa frase a chi ci critica.
      Un bambino di 4 anni col ciuccio e sul passeggino non disturba nessuno, un bambino di un’anno e mezzo allattato e portato nella fascia invece fa sentire tutti come dei grandi educatori mancati che non riescono a trattenersi da dispensare consigli… Mah!

  14. su Estivill sto meditando un post, e comunque ho iniziato a domandare alle operatrici dei consultori che appendano la copertina del libro con una croce sopra, un po’ come fanno con l’immagine del bambino nel marsupio messo di fronte, hai presente ? ;-D

    però, ancora, non è proprio vero che un bimbo di 4 anni col ciuccio e passeggino non disturba nessuno, ne vedo diversi ma non manca mai l’amico-parente-estraneo che gli fa pubblicamente l’osservazione di “levarselo”. non so ancora quanto riuscirò ad allattare mia figlia, che è di robusto appetito 😀 ma penso che zittirò i commenti dicendo che “sono le indicazioni dell’OMS ” 😉

  15. E’ vero che anche i bambini con il ciuccio non vengono lasciati in pace. Mia figlia lo ha usato fino a 4 anni. Ne aveva diversi che tenevamo in una scatoletta ed era un continuo di commenti negativi. Ora per il piccolo di quasi due anni è la stessa cosa per il ciucciamento materno. Io credo molto nel lasciare andare le cose secondo natura…ma ogni tanto mi viene da pensare che potrei anche sbagliare. Chi lo sà…lo capirò forse nel prossimo futuro.

  16. bah, al di là del fatto che il ciuccio possa o meno rovinare i denti dei nostri cuccioli, e che la tetta gli debba provocare un trauma psicologico (!!??!!), io non capisco perchè debba chiedere a mio figlio/a di “essere grande”, quando è suo pieno diritto essere piccolo.
    Tra l’altro, a chi mi dice di “svezzarlo”, di smettere di rispondere alle sue richieste quando mi chiama (mio dio, ha nove mesi…), ho imparato a rispondere:”quante volte ti sei lamentata del fatto che nessuno ti ascoltasse? che avresti voluto un abbraccio e non è arrivato?” perchè dovrei farlo a mio figlio? io voglio insegnarrgli la capacità di accogliere e di essere accolti. al diavolo ‘sto mondo di duri.

  17. giacomo ha 16 mesi e siamo ancora qui attaccati alla tetta… ora che sperimento personalmente l’allattamento, mi chiedo come siamo arrivati al punto di perdere così tanto il contatto con la nostra naturalità, da porci anche semplicemente il problema. perchè questo argomento sia diventato oggetto di così accaniti giudizi… non lo capisco. molto spesso quando dico che allatto “ancora”, si scatena una tempesta che ogni volta mi colpisce e mi disarma!!! signori miei: non che una mamma sia una mollacciona o non sappia dare regole e fare interventi educativi efficaci se allatta in modo libero e prolungato… ma scherziamo??? forse queste persone non sono state allattate abbastanza!!!

  18. Mi trovo totalmente d’accordo con Davide.
    Sono una mamma che allatta da 1 anno e che intende proseguire
    fino a che avrà segnali positivi da sua figlia (come ne ho avuti a 5 mesi quando
    voleva assaggiare del cibo diverso dal latte).
    Anche per quanto riguarda la mia esperienza (e quindi del tutto personale, limitata ed opinabile) tante donne – non tutte, ovviamente – che ho incontrato mi hanno raccontato che “hanno dovuto smettere di allattare perchè: 1. non avevano + latte 2. il loro latte non bastava 3. gli è andato via il latte quasi subito” …nascondendo dietro a queste argomentazioni il fatto che non desideravano allattare.
    Perché se ci si informa solo un pò, si scopre che tutte le donne hanno il latte, il latte raramente se ne va – se non avendo subito un forte stress o trauma – e se vuoi aumentare la produzione del latte, basta attaccare più spesso il tuo bambino e la ghiandola mammaria ne produrrà di più.
    Ora io non sono nè un medico nè una consulente x l’allattamento ma so queste cose perchè desideravo fortemente allattare e prima che nascesse mia figlia mi sono documentata un pò.
    Quello che voglio dire è che come in quasi tutte le cose nelle vita, se ti interessa molto una cosa, fai di tutto per raggiungerla e per superarne i problemi, salvo casi di forza maggiore.
    Io non condanno le donne che non allattano, (ci posso essere problemi di salute, la disinformazione anche del personale sanitario è ancora tanta, le multinazionali del latte usano potenti campagne pubblicitarie, non tutti mariti sono come il mio e come Davide che sostengono totalmente le loro compagne in questa avventura) ma sinceramente non capisco quelle che lo fanno per scelta e che accampano scuse, togliendo al loro bambino quanto di più essenziale possa aver bisogno, almeno nei primi 6 mesi.

    1. già mari, è davvero una gran fortuna avere un compagno, un marito che ti sostiene in questa scelta.
      conosco mamme che purtroppo devono lottare non solo con le critiche di amici (wow, che amici!) e parenti, ma anche all’interno della propria casa: nessun aiuto ma tante frecciatine che soprattutto nei momenti di difficoltà possono fare davvero male!

  19. Ciao a tutte e tutti,

    ho allattato la mia prima figlia fino a sei mesi: seguendo le indicazioni del pediatra, l’ho svezzata a 4, raggiungendo a fatica i sei mesi. Lei non ha più cercato la tetta ed è finita lì.
    La mia seconda figlia ha quasi 23 mesi e più che parlare di allattamento, sebbene latte ce ne sia ancora – come lei stessa si premura di farmi sapere! – il suo è un semplice bisogno di conforto e rilassamento. Sotto un punto di vista meccanico e a questa anzianità di allattamento, mi sento di paragonare il seno al ciuccio, salvo che il seno ha quella componente umana di dialogo che va continuata al di fuori dell’abitudine di ciucciare. Quindi “togliere il seno come togliere il ciuccio”, ma con “continuare la comunicazione mamma-bimbo”. Lo sto facendo pian piano, sostituendo la sua necessità di tetta perchè “ha fatto bua” con un bacino dove fa male. E fin lì, ci siamo riuscite… lo scoglio grosso è la nanna…
    Anche noi siamo aggredite in lungo e in largo da familiari parenti e perfetti sconosciuti. C’è pure chi si intromette e cerca di distoglierla, di sgridarla e prenderla in giro mentre chiede la tetta… ma lei se ne frega, e così pure io. Dopo un primo periodo di sofferenza e fastidio, oggi questi commenti mi lasciano perfettamente “sorda”. Ognuno si sente in dovere di dire la sua comunque (una volta siamo stati attaccati da una signora perchè pioveva ed avevamo messo il parapioggia sul passeggino… “Vi ci metterei io sotto il cellophan”), e ci può anche stare, però è anche vero che non si può ascoltare chiunque, se no si vivrebbe nella totale confusione. Ognuno sceglie la propria strada, quella più consona alle proprie esigenze e che meglio rispecchia i propri valori. Liberi tutti, nel rispetto degli altri.

    Io ho allattato ovunque, ovviamente con discrezione per non urtare i sentimenti di chi non gradisce per pudore (o per religione). Basta una maglietta ampia…

    La prima figlia ha dormito con noi fino ai 3 anni. Le avevamo provate tutte, e nessuna aveva funzionato. Poi un bel giorno ha capito che poteva avere altre opzioni (dormire dai nonni, con la cuginetta ecc), e da quel giorno stesso ha smesso di voler dormire con noi a tutti i costi ed ha conquistato il suo letto, libera di portarci anche più di un peluche.
    Anche la seconda dorme con noi; anche con lei abbiamo provato alcune tecniche (non tutte, per scelta). Quando sarà pronta, smetterà pure lei. :) I segnali ci sono: la mattina, vuole andare nel letto di sua sorella.
    Come coppia, la cosa non ci ha mai impedito di cercare la nostra intimità in altri momenti o luoghi, anzi… è molto divertente ^_^

    Abbiamo imparato a cercare di capire l’individuo che abbiamo davanti, senza imporre -troppo- le nostre esigenze o idee. Siamo una piccola famiglia felice di stare insieme, di avventurarci in cose nuove, apprezzando tantissimo la vita di tutti i giorni con le sue piccole e grandi sfide, e crescendo tutti individualmente e insieme.

    Non fossilizziamoci sulle nostre posizioni: scambiamoci le idee, tu prendi le mie ed io le tue, le proviamo un po’… è un gioco che non fa male, può essere riposto, e per di più, può essere costruttivo!

    ciao a tutte e tutti

  20. Ho due figlie, una allatta al seno fino a 13 mesi, l’altra fino a 25 mesi.
    E se potessi le allatterei ancora. E’ una cosa bellissima e importantissima per mamme e figli. E prima di rinunciare occorre provare, tanto. E’ faticoso, doloroso, stancante ma bellissimo. E mi dispiace per chi non l’ha provato.
    Le ho allattate ovunque (anche il giorno del mio matrimonio!) altrimenti non avrei potuto vivere, visto che si attaccavano spessissimo, soprattutto la seconda!
    Nessuno mi ha mai fatto notare che dava fastidio, altrimenti avrei risposto a tono!
    E sapere che su FB mi hanno tolto le foto che avevo messo di proposito è una schifezza!
    Ciao,
    Mabel

  21. Ciao a tutti..
    sono una giovane neo mamma e allatto da più di 6 mesi la mia piccola Aurora. Durante il suo secondo mese ho dovuto combattere contro una bruttissima mastite, i dottori parlavano di operazione e di perdere il latte, io ho insistito e ora tutte le volte che guardo mia figlia attaccata al mio seno mi sento veramente orgogliosa di me.. Da sempre ho allattato mia figlia in pubblico, ovunque: dal ristorante, al parco, alla spiaggia, ai castelli o luoghi d’arte, in piedi, seduta, nascosta o no.. Nessuno per fortuna mi ha mai fatto commenti a riguardo, ne sono felice, esistono persone più o meno comprensive.. Mi spiace leggere articoli che riportano fatti come questi.. Un abbraccio alla mamma-cardiologa e un consiglio: la prossima volta meglio magari una bella trattoria sotto casa, meno chic ma sicuramente più comprensiva 😉
    Silvia

  22. “hanno dovuto smettere di allattare perchè: 1. non avevano + latte 2. il loro latte non bastava 3. gli è andato via il latte quasi subito” …nascondendo dietro a queste argomentazioni il fatto che non desideravano allattare.
    Perché se ci si informa solo un pò, si scopre che tutte le donne hanno il latte, il latte raramente se ne va – se non avendo subito un forte stress o trauma – e se vuoi aumentare la produzione del latte, basta attaccare più spesso il tuo bambino e la ghiandola mammaria ne produrrà di più.

    questo è un argomento per me dolorosissimo, vediamo se riesco a spiegarmi. ho allattato in modo esclusivo per 40 giorni e poi allattamento misto fino ai 7 mesi. io mi considero al pari di una mamma che non ha allattato o che non è riuscita ad allattare. ma non che non ha voluto. la frase che ho citato è vera. verissima. ma nella mia esperienza sono molte altre le cose che entrano in gioco…
    io il latte ce l’avevo (ce l’hanno tutte) ma non l’ho quasi mai visto. mai vista montata lattea, mai visto gocciolare. mai usato coppette assorbilatte. il mio bimbo però mangiava per cui il latte c’è. solo che mangiava per 15 minuti ogni ora. e il resto del tempo piangeva o dormiva, massimo mezz’ora per volta. “diagnosi”? bambino pigro e attacco sbagliato. solo che quando te ne accorgi dopo 10 giorni, cambiare è difficile. lui non si è mai attaccato bene, dovevo sempre toccargli il mento per ricordargli di aprire bene la bocca.e cmq cresceva poco e piangeva tanto. viveva in fascia e dormiva con me.ecco il senso di fallimento in una situazione così è totale. e solo il latte artificiale è riuscito a darmi un bimbo che non urlasse tutto il giorno facendomi sentire mancante in qualcosa. non dormiva lo stesso, però almeno cresceva e ha iniziato a rilassarsi. aveva fame. sbaglio? sto nascondendo il mio desiderio recondito di non allattare? non lo so. però so che quello di cui avevo e ho bisogno, è che mi si dica brava lo stesso, non che non sono stata in grado di dare il meglio al mio bimbo. :-)

  23. eccomi qui… federico compirà il 22 giugno 3 anni. l’altro ieri si è definito “il più grande ciuccione del mondo”. E’ dolce, è simpatico, è autonomo, è un bambino che, almeno alla sera e al mattino, beve ancora il latte di mamma. Beve anche latte dal biberon per la semplice ragione che è capace di berne anche mezzo litro e, ogni tanto, ero così stanca da avergli chiesto se poteva sostituirmi con il biberon. Non nascondo che ho anche dovuto dare un po’ di spazio psicologico a mio marito che si divide tra il rendersi conto che “è tutto nella norma” e una madre e una sorella (che ha svezzato la prima figlia a 11 mesi, il secondo a 9 x ragioni sue, lavortaive e non, che non mi sono mai nemmeno sognata di criticare) che mi guardano, sbarrano gli occhi e scuotono la testa. Ho latte, dal giorno in cui l’ostetrica del san gerardo ha attaccato federico nel modo giusto (i primi due giorno di allattamento furono un INCUBO), ho tempo, ho voglia e credo profondamente al fatto che, se madre natura mi ha dato il seno x allattare, una ragione profonda ci sia. Non demonizzo niente perchè capisco che il mondo sia talmente complesso di suo che si debba davvero cercare di capire la storia di ognuno… continuo comunque a pensare che la Natura sia riuscita a trovare il metodo più incredibile x dare cibo, conforto, amore, sicurezza ai nostri figli e, al superpediatra che, alla conferenza di alcuni mesi fa, diceva alle mamme di non essere “talebane dell’allattamento”, di non ritenerlo così utile come dicono, di riferirsi ai grandi pediatri come lui x farsi guidare nelle scelte migliori per i figli, mi sento solo di dire:”ricordiamoci, quando parliamo con i bambini, di piegare le ginocchia e di metterci alla loro altezza. sentiremo allora la musica che suonano i loro cuori e tutto verrà da sè”. Latte di mamma sì, latte di mamma no.

  24. ciao
    sono assolutamente d’accordo che non è utile avere un atteggiamento troppo giudicante con le mamme che non allattano, anche perché per alcune potrebbe non essere stata una scelta e potrebbe essere un argomento doloroso.
    Però mi sembra che il tono provocatorio ci stesse tutto in un post che commenta un articolo come quello riportato.
    Devo dire che per la mia breve esperienza (il mio bimbo ha 4 mesi) sono molte le mamme che non allattano perché sono a disagio con il proprio corpo o con l’impegno fisico e psicologico che richiede l’allattamento (almeno all’inizio). Al mio corso pre-parto c’erano 3 mamme che sapevano già che non avrebbero avuto abbastanza latte PRIMA di partorire!!!!! Cos’è se non una scusa e un’ipocrisia per tirarsi indietro davanti a qualcosa che, evidentemente, spaventa?
    Mi sembra importante arrivare a capire perché l’allattamento non è vissuto come una cosa normale (oltre che bellissima). Citate il peso delle multinazionali e della vendita del latte artificiale, ma credo ci siano anche altre motivazioni. Per fare un esempio letterario Natasha, la protagonista di “Guerra e pace”, alla fine del libro si incaponisce a voler allattare il suo bimbo personalmente e viene trattata come una pazza dal marito, dalla famiglia e dal medico… anche in passato una allattare il proprio figlio non era una cosa scontata. Per le donne delle classi più alte significava rinunciare alla vita di società per un po’. Per le donne che lavoravano significava non poter contribuire economicamente alla famiglia. Avevo letto uno studio sulla mortalità infantile in Francia nell’Ottocento in cui si sottolineava che molti bambini morivano nel viaggio dalla città alla campagna dove venivano spediti a balia, infatti dato che la balia costava meno rispetto a rinunciare al lavoro in fabbrica era una pratica diffusissima.
    Anche oggi mi sembra il lavoro il maggior ostacolo all’allattamento: a me l’INPS mi ha riconosciuto la maternità fino al 3° mese e non avendo un contratto decente non ho nessun permesso per allattare…sto rimandando l’ingresso al lavoro e ingegnandomi per cercare di fare delle cose da casa, ma non tutte se lo possono permettere!

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