Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate

Domani Domenica 1 Marzo 2009 sarà la seconda Giornata delle Ferrovie Dimenticate. feroviedismesse_

Co.Mo.Do, la Confederazione Mobilità Dolce, che organizza la giornata, si occupa di sensibilizzare opinione pubblica ed istituzioni sui temi della mobilità dolce, dell’uso del tempo libero, del turismo e dell’attività all’aria aperta con mezzi e forme ecocompatibili.  Principalmente si interessa del recupero delle infrastrutture territoriali dismesse (ferrovie, strade arginali, percorsi storici ecc.) affinchè vengano trasformate in percorsi ciclo-pedonali-escursionistici.

A partire dagli anni 50 centinaia di kilometri di tratte ferroviarie sono state abbandonate e dimenticate a causa di varianti di tracciato e dell’enorme sviluppo dell’industria automobilistica.  Leggi tutto “Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate”

28 Febbraio – Carnevale al Barrio’s

barrios

Purtroppo noi non potremo parteciparvi perchè saremo impegnati in una riunione di famiglia, parzialmente mascherata, ma sabato si prospetta una giornata davvero interessante sia per gli adulti che per i bambini: dalle ore 14.30 al Barrio’s, in via Barona, angolo via Boffalora a Milano si festeggia il Carnevale! Leggi tutto “28 Febbraio – Carnevale al Barrio’s”

Cotolette vegetariane con i fiocchi d’avena

Ho scoperto questa ricetta grazie ad un’amica vegetariana e devo dire che queste cotolettine sono davvero buonissime, oltre che semplici e veloci da cucinare!!

cotolette_veg

(non fatevi ingannare..questa foto non rende molto….sembrano pure fosforescenti!!)

Ecco cosa vi occorre:
– una ciotola
– un cucchiaio
– una padella antiaderente

– 150 gr di fiocchi d’avena
– 80 gr di pane grattugiato Leggi tutto “Cotolette vegetariane con i fiocchi d’avena”

Leggere a tre anni – Metodo Doman

leggere a 3 anniGlenn Doman
Leggere a Tre Anni
I bambini possono, vogliono leggere

Armando Editore – aprile 2003
Libro , Pagg. 147
Formato: 13,5×21
Prezzo € 13,00

Anni fa Francesca lavorava in un asilo nido in cui veniva applicato il “Metodo Domanper insegnare ai neonati a leggere e contare. Non era particolarmente entusiasta di dover costringere i piccoli seduti davanti a lei mentre mostrava loro  dei cartelloni con delle grosse scritte sopra di cui ripeteva a voce alta nome e significato.  Anche io ero molto scettico quando a sera mi raccontava di queste lezioncine. Ci sembravano una inutile tortura finalizzata ad avere dei piccoli bimbi prodigio di cui i genitori avrebbero potuto vantarsi con amici e parenti.

Allo stesso tempo però Francesca era colpita da come in realtà la lezione fosse efficace e in parte anche ben accolta dai bimbi come routine quotidiana (in fin dei conti durava al massimo 15 minuti). I bambini “riconoscevano” le scritte e se quelli più grandicelli erano in grado di “leggerle” quelli più piccoli le sapevano perlomeno indicare.

Entrambi avevamo comunque ancora grossi dubbi.  Non ci convinceva affatto proprio la questione del saper leggere inteso come capacità di “riconoscere” delle  scritte: ” si, ok! un bambino a tre anni sarà poi in grado anche di leggere/riconoscere la scritta “Mamma”, “Cane”, “Tavolo”, ecc ecc ma da qui ad aver acquisito la capacità di “comporre” le parole a partire dalle singole lettere e decifrarle ne passa…  ”

La Frà ha poi cambiato asilo nido, e ora non “insegna” più ai neonati a leggere (…  bensì l’inglese…) quindi per un pò ci siamo dimenticati del Metodo Doman.  Ora che però abbiamo avuto noi un bambino, abbiamo riflettuto sull’opportunità di trasmettergli “precocemente” questa competenza. In effetti siamo entrambi voraci lettori, e con la nostra associazione abbiamo anche aderito al Progetto Nati Per leggere, e da quando è nato gli leggiamo ad alta voce ogni genere di libricino, quindi ci siamo detti “perchè no?”.    Durante una delle nostre incursioni in libreria ci siamo procurati il libro di Glen Doman e ci siamo documentati un po anche in internet.

Ebbene,  quello che abbiamo scoperto, ci ha davvero stupito e un pò sconvolto, abbiamo pensato di condividerlo con voi attraverso alcuni post.  I dubbi però sull’utilità, efficacia, e sui metodi da utilizzare per insegnare a leggere ad un piccolissimo sono ancora tanti, cosi come tante sono le discussioni che si possono trovare sul web ( e che speriamo di rilanciare anche sul nostro blog).

La prima domanda che spesso molti si pongono è “Perchè mai dovrei insegnare a leggere ad un bambino  sotto i 3 anni?”  La risposta che Glenn Doman ci dà è semplicemente “ Perchè mai NON dovremmo?Leggi tutto “Leggere a tre anni – Metodo Doman”

Intervista sulle nostre fasce portabebè su PaneAmoreCreatività

Qualche giorno fa Linda mi ha proposto un’intervista sulle nostre fasce portabebè da pubblicare sul suo blog. Onorata della proposta ho risposto a tutte le sue domande ed ecco ciò che Linda ha messo insieme:

Portare i bimbi con la fascia: intervista a Francesca

Nella mia vita non avevo mai sentito parlare della fascia portabebè, quando ero in attesa del mio piccolino nei negozi e nei cataloghi di puericultura ho sempre solo trovato il marsupio come alternativa al passeggino.
L’idea di avere sempre con me la mia creatura, di poterla proteggere e sostenere con il mio corpo mi ha sempre affascinato, tant’è che dopo il primo mese di vita mi sono fatta prestare il marsupio da una mia cugina e abbiamo potuto fare delle belle camminate nei parchi.

In questi mesi ho scoperto l’esistenza della fascia e devo dire che la trovo molto interessante e pratica per le mamme, non potendola però usare perché oramai il mio bimbo è grandino ho pensato di intervistare Francesca, una bravissima mamma che oltre ad usarla ha pensato di confezionarne anche per altre mamme.

Intervista a Francesca

Come hai scoperto la fascia?

Il portare i bambini nella fascia è una pratica antica, che si sta riscoprendo in Europa solo negli ultimi anni. Personalmente l’ho scoperta anni fa, durante un viaggio in Australia e Nuova Zelanda, dove sono moltissime le mamme che la utilizzano al posto del passeggino e subito mi sono ripromessa di usarla quando avrei avuto un figlio.

Sono ormai dimostrati i benefici del “portare” i bambini: tra il genitore e il figlio si stabilisce una relazione profonda, caratterizzata da un “alto contatto”; il distacco dalla mamma avviene con maggiore facilità perché il piccolo si sente sicuro di sé; i bambini vengono immersi fin da piccolissimi nella vita degli adulti, a cui partecipano attivamente attraverso tutti i sensi.

Usare la fascia non è una moda, ma una scelta, un modello di educazione in un certo senso: nella nostra società si tende a voler insegnare ai bambini a diventare precocemente indipendenti dai genitori dal punto di vista emotivo; con la fascia invece è il genitore ad adattarsi alle esigenze del bambino standogli accanto e infondendogli sicurezza proprio nel periodo della loro vita in cui si sentono più vulnerabili.

Non è un articolo che si trova comunemente nei negozi ed è per questo che, credendo nella teoria del portare i bambini e nella effettiva comodità e praticità della fascia, ho deciso di contribuire alla sua diffusione confezionandole e vendendole attraverso il mio blog.

Qui potete trovare il seguito dell’intervista, Leggi tutto “Intervista sulle nostre fasce portabebè su PaneAmoreCreatività”

Uomini multitasking … a volte

Dopo la vignetta pubblicata dalla Frà sulle mamme blogger, mi è venuta in mente una foto scattata ad un mese dalla nascita di Ale che smentisce le sue accuse di mia incapacità a svolgere mansioni in multitasking…

davide al PC con Ale

Alcune potranno obiettare che non è che stia davvero facendo due cose contemporaneamente perchè Ale sta dormendo, Leggi tutto “Uomini multitasking … a volte”