La vita senza pannolini

Io e Francesca usiamo per il nostro piccolo Ale i pannolini ecologici fin dai primi giorni di ritorno dall’ospedale. Quindi per noi, non usare i pannolini usa e getta è la norma e non ci sembra di compiere nessun gesto straordinario nel lavare, stendere e riutilizzare tutti i suoi pannolini anzichè riempire le discariche con quelli usa e getta.infant potty training

Questo però non significa che l’utilizzo dei pannolini ecologici non ci faccia sentire un po diversi.. Infatti molti, troppi genitori, purtroppo, non si immaginano nemmeno di avvicinarsi ad essi. Spesse volte parlandone con mamme conosciute in giro, siamo stati guardati con stupore e raccapriccio. A volte ci è stato pure chiesto: ” ma come … pannolini lavabili? ..nel senso.. che si lavano??”

Questo sentirsi diversi però non era sintomo di imbarazzo per noi, è una forma di diversità che ci piace, e senza nascondere una punta di orgoglio, ci fa essere ancora più tenaci nelle nostre scelte ecologiche ed educative. Ecco però, che appena ci si compiace del proprio essere “radicali” si viene a scoprire che c’è qualcosa di più, qualcosa di ancora più estremo, qualcosa di meglio.. o di peggio!
Se nel caso del vegetarianesimo, c’è il veganesimo, e poi il crudismo ecc ecc.. nel caso dei pannolini usa e getta, c’è chi come noi usa quelli lavabili, e chi, come l’autrice di questo libro, non usa affatto i pannolini!!

la vita senza pannolini

La vita senza pannolini: L’igiene naturale del bambino – Sandrine Monrocher Zaffarano
€ 10,00 Pg 104
L’Età dell’Acquario Edizioni 2006

Ci siamo avvicinati a questo libro perchè in realtà stavamo cercando un libro sull’uso del vasino “precoce”, chiamato IPT (cioè Infant Potty Training) cioè un metodo educativo che permette di avvicinare i bimbi all’uso del vasino gia a partire dal primo anno di vita, e questo con indubbi vantaggi psicologici, ambientali ed economici.
In libreria però l’unico libro sull’argomento era questo, e riguarda quella che abbiamo scoperto chiamarsi EC (Elimination Communication) e cioè quella pratica che suggerisce ai genitori di non usare i pannolini e avvalersi del vasino, o lavandino, o water, fin dalle prime settimane di vita del bimbo, basandosi come dice il nome stesso (“Comunicazione di Eliminazione”) sulla relazione figlio-genitore in termini di comunicazione dei propri bisogni di eliminazione.

Il libro inizia ripercorrendo molto velocemente la storia umana per illustrare i vari modi di occuparsi dell’igiene dei bambini nel corso dei secoli. Poi ci informa su come le pratiche educative e le abitudini di molte mamme vengano influenzate da studi ufficiali eseguiti da eminenti medici specialisti, professori universitari e pediatri che però sotto sotto sono “sponsorizzati” da grandi industrie con interessi specifici. Nel caso dei pannolini, nella cura dell’igiene dei bambini, c’è stata svolta “grazie” allo studio di T. Berry Brazelton che suggerisce di non iniziare mai l’uso del vasino prima dei 18 mesi, meglio ancora se 24. Ebbene, Brazelton, guarda caso, era uno dei principali medici specialisti dell’Istituto Pampers…

Ma torniamo alle pratiche proposte dall’autrice. Esse si fondano sul meccanismo di rilassamento cosciente che è proprio il contrario di quanto viene correntemente insegnato che è improntato sulla capacità di contrarre e trattenere. Il presupposto di queste teorie è che il neonato sia assolutamente in grado di riconoscere le proprie necessità di evacuare ed urinare. In fin dei conti, perchè dovrebbe essere cosciente di tutti gli altri suoi bisogni (sonno, fame, attenzione) e non potrebbe essere capace di segnalare il suo bisogno di eliminazione?

Certo è che questi segnali non sono poi così espliciti ed è proprio qui che entra il gioco la relazione adulto-bambino, la capacità dell’adulto di prestare attenzione al proprio bambino e di cogliere tutti quei segnali che possano stare a significare una eliminazione imminente.
Molti potranno obiettare che questa sia una pratica che richiede troppo tempo ed attenzioni, ed è certamente vero, ma è anche vero che un bambino comunque richiede, o dovrebbe richiedere, tante attenzioni e cura e che il tempo per l’insegnamento della pulizia dovrà essere dedicato in seguito, quando inoltre gli eventuali “disastri” saranno maggiori rispetto a quelli di un neonato!

L’autrice suggerisce di iniziare sin da subito proprio per evitare che il bambino si abitui al pannolino e perda coscienza delle proprie funzioni ma non esclude la possibilità di iniziare anche dopo i sei mesi, anche se con qualche difficoltà in più. La pratica consiste semplicemente nel fare attenzione ai segnali del bambino e ai suoi ritmi di eliminazione e proporre sistematicamente il vasino. L’importante è mantenere una relazione tenera ed affettuosa e non esercitare pressioni inutili sul bambino e su sè stessi e non si fissino obiettivi irrealizzabili. Soprattutto non si deve pensare che la pratica sia facile, veloce e “indolore”, i disastri sono all’ordine del giorno e piccoli progressi cominciano a vedersi solo dopo diverse settimane, però le soddisfazioni sono tante, e i vantaggi sono enormi, (sia dal punto di vista psicologico per il bambino, sia per la relazione che si instaura col genitore, sia ambientali ed economici grazie al non uso di pannolini).

Più che una pratica con regole e metodi rigidi da seguire, la tecnica dell’ EC e l’uso precoce del vasino vanno visti come una filosofia, come un nuovo approccio alla cura del proprio bambino e va adattato al proprio modo di essere, alle proprie abitudini e ovviamente alla propria disponibilità, di attenzione e di tempo. Meglio essere calmi, sereni e sistematici nel proporre il vasino solo in alcuni momenti della giornata piuttosto che essere sbrigativi e scostanti o addirittura irritati di fronte ad eventuali disastri od insuccessi.

Noi da qualche mese stiamo approcciando Ale all’uso del vasino, vi faremo sapere presto come è andata e come sta andando!

Per chi volesse saperne di più, le risorse in rete sono tantissime, ma vi segnaliamo qui alcuni link interessanti:

http://www.freewebs.com/freetoec/ecinaction.htm

http://www.evassist.it/site/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=14
http://www.timl.com/ipt/

7 pensieri riguardo “La vita senza pannolini”

  1. mi trovo molto in questo post. anch’io usavo i pannolini lavabili ed ero molto “strana” (o addirittura “pazza”!). poi ho cominciato a venderli: ancora più pazza. ma poi ho conosciuto una donna che non usa i pannolini per i suoi due bambini, e mi sento la persona più “normale” che esiste. a me sembra un’idea molto interessante, non solo per il fatto ecologico ma anche per il rapporto fra bimbo e genitori. l’unica mia preoccupazione è che il bimbo deve stare SEMPRE a contatto con un grande, che vorrà dire quasi sempre con la mamma. confesso di non sentirmi capace di un contatto così stretto di non avere mai la possibilità di andare a lavoro o uscire da sola con le amiche ogni tanto. né di essere capace della pazienza che ci vuole. ma può darsi che mi sbaglio. spero!

  2. Salve a tutti,
    la mia biamba a ormai 11 mesi e approffittando del periodo estivo mi piacerebbe iniziare a cavargli il pannolino e ad abituarla gradualmente al vasino ma proprio non so da dove iniziare, mi potete dare qualche consiglio su come fare?

  3. Ciao a tutti!!
    Porto l’esperienza di mia cugina come esempio concreto e conferma che quanto scritto in questo post è realmente possibile!
    La bambina è nata d’estate e fin dai primi giorni (per motivi economici ed ecologici) la sua mamma ha preferito tenerla senza pannolino cercando di fare molta attenzione ai segnali che la bambina le mandava. Nonostante ovvi incidenti iniziali presto ha imparato a conoscere gli atteggiamenti e le tensioni con cui la bambina manifestava il bisogno. In questa maniera in breve tempo si è consolidata una routine con tempi e abitudini ben definiti. Ovviamente quando uscivano di casa dovevano far ricorso ai pannolini (che la bambina detestava).
    Quando la bambina ha imparato a camminare usava già il vasino ( quasi autonomamente).
    Quando racconto questa esperienza mi ritrovo davanti facce sbalordite, e anche sospettose

  4. Molto interessante!
    Noi sapevamo di questa “pratica” già prima della nascita del mio primo bambino, ma abbiamo optato per l’uso dei pannolini (ovviamente lavabili) perché non ci credevamo capaci di tante attenzioni.
    Ora che aspettiamo il secondo stiamo leggendo un libro (per informarci meglio) e forse avremo più coraggio e determinazione, almeno per provare!
    ciao!

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