Neonati in piscina – parte prima

Finalmente trovo il tempo per raccontarvi le esperienze che abbiamo fatto in piscina insieme ad Ale.

Dopo numerose docce e bagnetti casalinghi, a 3 mesi e 3 settimane Ale è entrato per la prima volta in piscina insieme a mamma e papà.

piscina

Abbiamo frequentato il primo corso, composto da un pacchetto di 5 lezioni+ 1 di prova, presso una piscina privata di Milano.

E, piscina che vai metodo che trovi. A Milano l’approccio è stato molto soft, probabilmente anche vista l’età. Durante le lezioni della durata di 30 minuti il bambino, insieme al genitore, si muove nell’acqua in posizione orizzontale, a “morto”, o in posizione verticale, rivolto verso l’adulto o verso l’esterno, a patto che il bambino proceda in avanti: il movimento dell’acqua contro il suo corpo infatti lo stimola a muoversi e a “nuotare” nell’acqua.

Nella vasca c’erano tanti giochini di plastica, di quelli che si usano anche durante i bagnetti casalinghi. Le prime volte Ale era tutto impegnato a studiare il nuovo ambiente, chissà, magari ricordandosi di quando “nuotava”e faceva le capriole nell’utero, chi può dirlo. Certo è che a vederlo era perfettamente a suo agio. Anche quando l’istruttrice lo schizzava o gli bagnava la testa non sembrava essere più di tanto infastidito.

Alla terza lezione ho appoggiato Ale su un materassino sottile che galleggiava a filo dell’acqua: sdraiato sulla schiena sbatteva le braccia schizzando dappertutto e sgambettava muovendosi “da solo” nella vasca. Io mi limitavo a seguirlo, attenta che non scivolasse giù dal materassino e a dargli qualche spinta di aiuto. A vederlo in questa posizione, assolutamente rilassato mentre parlottava guardando il soffitto, posso assicurarvi che a completare il quadretto gli mancava solo un bel cocktail con una cannuccia in una mano….

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L’ambiente era molto tranquillo, la vasca era sufficientemente grande da accogliere i piccoli gruppi di mamme (difficile vedere papà, essendo le lezioni al mattino, in settimana), l’acqua a 31° gradi è invitante anche per una non-troppo-amante dell’acqua come me.

Unica critica al corso. Il metodo è generalmente soft fino alla penultima o addirittura all’ultima lezione del pacchetto. Casualmente. O no…

Indipendentemente dal tipo di metodo in genere, se il bambino dimostra di sentirsi a proprio agio, dopo qualche lezione si passa alle immersioni: niente paura, la glottide nei neonati si chiude e gli permette di andare momentaneamente in apnea, senza bere.

Nonostante Ale, a detta dell’insegnante, fosse decisamente pronto, l’immersione è stata rinviata di volta in volta fino alla 7° lezione. Guarda caso dovevamo decidere se rinnovare l’iscrizione al corso, cosa che non abbiamo poi fatto anche se per motivi di comodità (essendo a Milano eravamo costretti a svegliare Ale molto presto, caricarlo in macchina….)

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E’ stato davvero un peccato perchè un’amica che ha continuato a frequentare il corso mi ha raccontato che il suo bimbo si è divertito molto durante le prime immersioni: l’insegnante fa sedere sul materassino il bambino, che, quando si sente pronto, scivola in acqua e sguazza per la brevissima distanza che lo separa dalla mamma (Chiara, correggimi se sbaglio).

Nel frattempo però siamo riusciti a trovare una piscina vicino a casa che propone un corso di acquaticità per neonati, che frequentiamo tutt’ora. Ma questa è un’altra storia e, soprattutto un altro metodo, che vi racconterò presto….

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7 pensieri riguardo “Neonati in piscina – parte prima”

  1. Eccomi!
    Mi dispiace tantissimo doverti dire che siete stati sfortunati (non credo che l’insegnante Simona ce l’avesse con te). Infatti nella seconda ‘tornata’ di lezioni che ho seguito i bambini nuovi li ha fatti immergere dalla quarta lezione…

    Comunque il metodo usato da loro, col quale il bambino non è obbligato a fare nulla, fa solo ciò che si sente ed è solo incoraggiato in ogni suo progresso, è proprio quello che hai descritto tu: dal materassino o dalle braccia dell’insegnante o per michele nell’ultima lezione anche dallo ‘scoglio (una pedana sott’acqua) il bambino si tuffa quando se la sente e nuota sott’acqua in apnea fino a raggiungere la mamma.

    Se con il mio primo figlio avessero usato questo metodo (e non quello di rovesciargli l’acqua continuamente in testa a tre anni) forse non sarebbe scappato a gambe levate al solo pronunciare la parola piscina e avrebbe avuto confidenza con l’acqua un po’ prima e non a nove anni!

    Due giorni fa siamo andati in piscina e Michele dalle braccia mie andava a quelle del papà e viceversa ed era perfettamente a suo agio… insomma il mio unico rammarico è che la piscina citata chiude e a noi tocca rincorrere l’insegnante per avere lo stesso tipo di ‘approccio’ nel corso di acquaticità!

    Chiara

    PS Potremmo andare qualche volta insieme in qualche piscina…

  2. Vorrei sapere di più!! Quanti mesi aveva il pupetto alla prima immersione?? Io ho imparato a nuotare (leggi non affogare in 20 cm d’acqua) a 30 anni e vorrei evitare la stessa sorte ai miei pupetti… Ma il primo sta prendendo una brutta piega…. quest’estate, 2 anni e mezzo, l’ho iscritto alla “colonia” in piscina ma davvero sembrava che gli avessi fatto il peggiore dei torti….stava tutto il tempo attaccato alla maestra infilando solo le dita dei piedi in acqua :((

  3. …ok, sono laureata in Scienze Motorie, ma non è per questo che ritengo non necessario avvalersi di corsi vari. Oggi ho portato il mio piccolino di 6 mesi a nuotare per la prima volta in piscina ed è stato bellissimo. Bellissimo perchè non ha fatto neppure finta di piangere (neanche quando si è bevuto una bella golata d’acqua), bellissimo perchè sembrava davvero goduto mentre sguazzava appoggiato appena sul mio petto o sulle mie mani, bellissimo soprattutto perchè stringere il proprio figlioletto nell’acqua dà un piacere, un’emozione incomparabili..è quasi come ritornare incinta di lui ma poterlo vedere e toccare! si diventa un elemento solo, un corpo solo, un anima sola. Iniziamo così, portandoli semplicemente in piscina o al mare(quando la temperatura lo consentirà). Senza percorrere km e km per andare “a quel corso lì”, senza accettare orari che sarebbero di disturbo per mamma e figlio. Se poi capiterà di imbattersi comodamente in un corso, allora si, provateci! Ma mentre gli fate fare i vari esercizi ascolate più il vostro istinto di mamma che le conoscenze di un istruttore che potrebbe essere uscito dall’Isef o dalla Suism con, e qui un modo di dire conosciuto calza a pennello, il rotto della cuffia…

  4. ciao anche noi siamo andati in piscina quando le Princy avevano circa tre mesi ( giusto dopo le prime vaccinazioni) è stato bellissimo!!
    anche loro hanno preso benissimo questa esperienza e l’immersione è stata uno spettacolo!!! niente pianti o paure…adesso che hanno due anni…già questa estate con i braccioli al mare o in piscina le lancio dal bordo e vanno sott’acqua e non fanno una piega!!!sono bellissime,ma soprattutto mi piace il fatto che non hanno paure dell’acqua!!!

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