Come fare il gelato in casa

Niente trucchi niente inganni. Qui di seguito vi spiegherò come fare un ottimo e genuino gelato senza dover comprare costosi e ingombranti marchingegni. E soprattutto saprete cosa state mangiando!

Ingredienti:
– 200-250 ml di panna fresca da montare
– 2 uova
– 2 cucchiai di zucchero/miele
– 1 cucchiaino di vaniglia liquida

– 3 ciotole

Procedimento:
Prima di cominciare, un piccolo trucco: mettete una delle ciotole nel freezer, in modo che vi risulterà più facile montare gli albumi.
Nella prima ciotola, la più grande, montate la panna.
Nella seconda ciotola, la più piccola, sbattete i tuorli insieme allo zucchero/miele e alla vaniglia fino ad ottenere un composto omogeneo.
Nella terza ciotola, quella precedentemente messa nel freezer, montate invece gli albumi.
Versate e mescolate gli albumi e i tuorli nella ciotola della panna mooolto lentamente, in modo da non “smontare” la panna e gli albumi.

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Come un piccolo baco da seta

Tempo fa, ispirata dalla simpatica e colorata copertina, ho acquistato il libro “Baby-gami – Fagotti e marsupi per principianti”, di cui ho già parlato in un mio precedente post.
Ad essere sincera inizialmente ero un pò scettica riguardo alla prima tecnica illustrata nel libro, quella dell’infagottamento.

Poi la sera infernale. Ale, visibilmente stremato dalla stanchezza, era agitato, non sembrava riuscire a calmarsi in alcun modo ed erano già parecchie ore che non dormiva.
Le abbiamo quindi provate tutte: tetta, massaggi per coliche, bagnetto, coccole, ninnananne, passeggiate, ciuccio, acqua.. tutto insomma, ma niente.
Allora mi è venuto in mente il libro letto qualche tempo prima e mi sono detta, perchè non provarci?
Ed è allora che è avvenuto il miracolo.
Con un lenzuolino leggero ho infagottato il mio piccolo indemoniato, non troppo stretto, ma il giusto perchè non si agitasse muovendo gambe e braccia all’impazzata.
In un primo momento è parso non gradire, ma poi all’improvviso, appena terminata la fasciatura.. si è calmato!
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Carrozzina, navetta o….

Qualche mese dopo aver scoperto di essere incinta ho iniziato a girare per negozi di articoli per bambini in cerca del “kit di base” per non farsi trovare impreparati all’arrivo del pargolo.
Fondamentale per i primi mesi di vita è la carrozzina, che ho scoperto, a 28 anni dalla mia nascita, aver cambiato nome.
Già, ora l’antica carrizzina si è trasformata in una tecnologica “navetta”.
La cosa mi ha fatto sorridere nonchè tornare alla mente un artista contemporaneo, Jacques Carelman, il quale aveva già pensato ad altre possibili evoluzioni di questo indispensabile oggetto.
Quali?

Maus – Art Spiegelman

mausMAUS – Art Spiegelman
€ 14,50 pg 300
Einaudi 2000

Maus: in tedesco topo;
Raus!: in tedesco “Fuori!” era il comando rivolto ai deportati usato dai Kapò e dalle SS.

E’ da questo gioco di parole che nasce il titolo di questo splendido fumetto di Art Spiegelman che narra la vita del padre sopravvissuto all’Olocausto passando per Auschwitz e Dachau.
La particolarità dell’opera è che tutti i personaggi vengono rappresentati da animali: i tedeschi sono gatti, i francesi sono rane, i polacchi sono maiali e, ovviamente, gli ebrei sono topi.

L’idea di associare gli ebrei a topi, o ratti, non è affatto di Spiegelman ma risale proprio ai nazisti che li consideravano esseri spregevoli, che infestavano la loro società e che per questo erano da annientare. Questo è un estratto di un articolo di giornale della Pomerania in Germania a metà degli anni Trenta, proprio durante l’ascesa della follia di Hitler, che viene riportato all’inizio della seconda parte di Maus:

“Mickey Mouse è il più miserevole ideale mai esistito… I sentimenti salutari dicono ad ogni giovane indipendente e a ogni persona dignitosa che il parassita sporco e immondo, il peggiore portatore di malattie del regno animale, non può essere il tipo ideale di animale… Basta con la brutalizzazione giudaica della gente! Abbasso Mickey Mouse! Indossate la svastica!” Leggi tutto “Maus – Art Spiegelman”

Un bagno a misura di bambino

Le parole d’ordine quando si cambia o si lava un bimbo sono praticità e comodità.
Quando bisogna cambiare o lavare un bambino non bisogna MAI lasciarlo solo, MAI: nemmeno il tempo di correre a prendere i pannolini nella stanza accanto!
A questo scopo oltre ad un fasciatoio ben organizzato e alla giusta altezza è utile avere anche ciò che io chiamo “portatutto”.
Si può acquistare nei negozi, ma è talmente semplice da fare che ho preferito crearne uno su misura, utilizzando le stoffe che più preferivo.
Si tratta di un telo sul quale sono applicate delle tasche dove si possono riporre tutti quegli oggetti che possono tornare utili per la toilette del pargolo.
Nel caso il portatutto si utilizzi nel bagno per un bimbo piccolo, quindi, è utile per riporvi creme, pre-pannolini, pannolini, garzine sterili, spugne, forbicine, spazzola, termometro,…
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Cari uomini, non avete più scuse!!

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Questa mattina saltando da un sito all’altro sono finita su un blog dove ho scoperto un’invenzione davvero geniale e non posso fare a meno di linkarne il tutorial di modo che tutti possano costruirsi una MACCHINA PIEGA MAGLIETTE!

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